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WATERLOO
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Il 26 febbraio del 1815 Napoleone fuggiva dall’Elba con pochi ufficiale ed i 1050 uomini della sua Guardia. Sbarcato a Golf Juan, compì un’inarrestabile marcia verso Parigi. Indirizzò una lettera a Luigi XVIII, che gli mandava incontro sempre nuove truppe, che poi, però, passavano dalla sua parte, in cui lo pregò di non inviargli più truppe “perché ne aveva abbastanza!”. I francesi lo accolsero con gioia, un po’ meno le potenze alleate, che in un battibaleno organizzarono la Settima Coalizione, con 700.000 uomini al comando del principe Scwarzenberg.
(Karl Philippe de Scwarzenberg) |
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La Gran Bretagna forniva 5 milioni di sterline, Napoleone comprese che doveva per forza combattere! E’ arrivato anche Murat, re di Napoli, da solo però, perché ha perso a Tolentino. Napoleone lo ferma a Lione e lo fa spettare!
(3-5 maggio 1815: battaglia di Tolentino) |
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Napoleone riuscì ad armare 230.000 uomini, di cui la metà per intraprendere immediatamente una campagna, l’altra metà per difendere le varie zone della Francia. Infatti la scelta dell’Imperatore era obbligata, o chiudersi in Parigi e resistere, o tentare quella che lui prediligeva, cioè la guerra-lampo. Fu necessario altresì ripristinare la coscrizione obbligatoria. In campo avverso, il principe d’Orange cercava di combattere una guerra tutta sua, a capo delle truppe prussiane veniva messo il 73 enne maresciallo Blucker, solo la nomina di Wellinghton, soprannominato dai suoi “Nosey” , Nasone, era soddisfacente!
(Marechal von Blucher) (Duc de Wellington) |
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Ma esaminiamo i caratteri di questi tre protagonisti della prossima campagna che si svolgerà nel Belgio. Napoleone è un grande condottiero, paragonabile a lui solo Alessandro Magno e Gengis Khan. Wellington affermava che Napoleone valeva 40.000 uomini! Studiò tutti i grandi condottieri della storia ed applicò regole già conosciute, ma con nuove modalità di applicazione: -l’aggiramento del nemico, -la manovra basata sulla posizione centrale. Ebbe cioè, generali più abili, uomini che marciavano più velocemente e che combattevano con più ardore, prese cioè gli uomini forgiati dalla Rivoluzione e ne fece una potente macchina di guerra. Godeva di un carisma eccezionale, un suo complimento non si scordava per tutta la vita. Uomo infaticabile, dotto, legava a sé altri uomini che erano disposto a morire per lui! Ma la sua strategia, il suo modo di combattere, era diventato prevedibile ed i suoi nemici se ne avvarranno. Era diventato un tiranno, credeva oramai che le cose fossero come pensava lui e non come effettivamente erano! Questo errore di sottovalutare gli avversari lo portò alla sconfitta. Egli era fermamente convinto che sia Blucher che Wellington fossero dei cattivi soldati. L’inglese era per lui un generale di “sepoy”, truppe di second’ordine, coloniali. Purtroppo si dovette ricredere! Wellington, il “Duca di Ferro”, aveva la sua stessa età, era figlio del conte di Wesley, che poi trasformò il nome in Wellesley. Fisico rachitico, indolente, non brillò negli studi né ad Eton né ad Angers, in Francia, dove frequentò l’Accademia Militare. Nel: -1787, alfiere 73° Highland Regiment, -1788, tenete 41° reggimento, aiutante di campo del vicerè d’Irlanda. -1794, tenente colonnello 33° R.F. E’ accanto al vecchio duca di York, impara quello “che non si deve fare”, -1796 (3 maggio) si imbarca per l’India dove resterà per 7 anni. Suo fratello è governatore, ma lui si fa strada da solo, impara l’amministrazione militare, partecipa alla battaglia di Seringapatam ed alla vittoria della guerra dei Maharatti. -1805, ritorna in Inghilterra, conosce Nelson, è eletto in Parlamento, sposa Kitty Pakenham, -1807, spedizione a Copenaghen, -1808, nominato tenente-generale è inviato in Portogallo e vi resta fino al 1813, quando è nominato Maresciallo. Nel 1814 torna a Londra ed è nominato contemporaneamente, perché assente prima, visconte, conte, marchese, duca di Wellington.
(Stemma dei duchi di Wellington) |
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Ha imparato la tattica complementare, ossia l’impiego della fanteria leggera e la scelta delle posizioni migliori per le batterie, sui francesi, osserva che i loro nemici si trovano in stato di inferiorità psicologica. Ora, “Nasone” è pronto per sfidare “Boney”, cioè Bonaparte! Gebhard Leberecht von Blucher è un vecchio soldato prussiano e ne ha conservato i modi rudi. E’ famoso per la sua pipa, i suoi soldati lo chiamano “papà Blucher”. Napoleone, che lo detesta, quando i prussiani si alleano con la Francia, lo fa allontanare dalla vita militare. Perciò Blucher lo odia e dice di volerlo fucilare! Si reca a Londra e conosce Wellington. L’Armata del nord francese conta 128.00 uomini e 366 cannoni. E’divisa in 5 Corpi d’Armata e spiega le sue forze su di un fronte di 300 chilometri, per non insospettire il nemico. I corpi d’elite comprendono la guardia, divisa in: -Vecchia Guardia (Vieille Carde), -Guardia di Mezzo (Moyenne Garde), -Giovane Guardia (Jeune Garde), armata di cannoni e dei migliori veterani.
(Waterloo: la Vieille Gard resiste ancora!) |
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Il Corpo di Stato Maggiore contava ben 600 ufficiali. Il 14 giugno l’Armée du Nord si estendeva su di un fronte di 30 Km. A Sx, i corpi d’Armata di Erlon e Reille al comando del maresciallo Ney. A destra quelli di Vandamme e Gerard al comando del maresciallo Grouchy. In riserva, dietro l’ala destra, la Guardia imperiale e la cavalleria pesante al comando diretto di Napoleone. Ma vi furono innumerevoli errori da parte di Napoleone nell’attribuzione dei comandi: -capo di stato maggiore fu designato il maresciallo Soult, che non era all’altezza del compianto Berthier, morto da poco in circostanze misteriose, più indicato, sarebbe stato il maresciallo Suchet, che aveva ricevuto il comando dell’Alto Reno, -la nomina di Grouchy all’ala destra era anch’essa discutibile, il maresciallo non aveva pratica di comando multiforme, cavalleria, fanteria ed artiglieria, sarebbe stato preferibile Davout, che invece fu impiegato alla difesa di Parigi. -il maresciallo Ney era uomo instabile ed aveva tradito Napoleone per i Borboni, salvo ritornare a lui. Forse ebbe il comando dell’ala sinistra proprio perché Napoleone voleva dimostrare qualcosa! Perché l’Imperatore commise questi errori? Forse perché voleva attribuirsi solo lui il merito di una vittoria, così scelse comandanti mediocri!
(Marechal Ney) (Marechal Grochy) (Marechal Soult) |
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(Marechal Suchet) (Marechal Davout) |
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Bisogna inoltre segnalare la divisione presente tra i veterani ed i nuovi arrivati, i cosiddetti “voltagabbana” che avevano tradito l’Imperatore. L’armamento non era tra i migliori, le manovre già conosciute e scontate. Si sapeva infatti che Napoleone preferiva la manovra “sur le derrières”, cioè un ampio aggiramento che cercava di frazionare le forze avversarie per poi batterle una ad una. Wellington commentò: “Perdio! Penso che io e Blucher siamo in grado di risolvere la faccenda!”. Nel campo inglese la situazione non era migliore, il duca poteva contare solo sui suoi uomini, cioè 32.000 soldati e 150 cannoni. Famosi i reggimenti della Royal Horse Artillery di sir Alexander Fraser ed il reggimento dei North British Dragoons.
(Royal British Artillery) |
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(North British Dragoons) |
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Anche l’esercito prussiano di Blucher aveva i suoi problemi, come i volontari e le formazioni di contadini, ma vi era un eccellente spirito di corpo ed una fedeltà assoluta al regno. Lo stato maggiore contava solo 58 ufficiali, non esistevano le divisioni, ma le brigate, anche se la loro forza numerica era quasi pari. Il giorno 15 giugno 1815, alle ore 2,30, le truppe francesi di stanza nei dintorni di Beaumont ebbero la sveglia e dovettero marciare a passo di carica. Le forze in campo erano:
-210.000 uomini e 500 cannoni per i coalizzati, -128.000 uomini e 366 cannoni per i francesi.
Napoleone aveva plagiato Cesare e Federico il grande, solo aveva applicato più determinazione! Il motto latino “divide et impera” era a base della sua strategia, quella già ricordata della “posizione centrale”. Divise le forze nemiche, occorreva quindi batterle a turno. Per avere successo occorrevano due requisiti: -la sorpresa, -la certezza del risultato. L’attacco doveva quindi essere lanciato prima che il nemico se ne accorgesse e senza avere l’idea della quantità della forza nemica. Per fare ciò occorrevano informazioni di prima mano ed ottenute sul terreno, quindi Napoleone si serviva di spie, delle ricognizioni di cavalleria, intercettazioni di dispacci e lettere del nemico. Napoleone sfruttava gli elementi naturali, come alberi, boschi, ecc…, per mimetizzare la sua avanzata. Curava i movimenti delle sue unità con grande tempismo. Solitamente si muoveva prima la cavalleria, in fase di esplorazione e di primo contatto col nemico. Seguiva l’ordine, alle due ali, di attaccare le unità nemiche più vicine, senza curarsi delle difficoltà in prosieguo. Infatti ogni unità era completamente autonoma, essendo fornita di tutte le specialità a disposizione, artiglieria, fanteria e cavalleria. Il segreto di Napoleone era proprio questo, utilizzava corpi d’armata autonomi per impegnare grandi forze avversarie, poi interveniva lui per circondare e distruggere il nemico. Il 16 giugno Napoleone comunicò al maresciallo Ney di aver deciso di dividere l’esercito in due ali ed una riserva. Individuò, inoltre, nella zona a ovest di Charleroi la “posizione centrale” dove avrebbe attaccato.
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I francesi capirono che i due eserciti avrebbero necessitato di circa 3 giorni per congiungersi, dovevano attaccare, perciò, subito! Il piano era questo: -stabilire una testa di ponte a Charleroi, -avanzare lungo due direttrici: l’ala sinistra, al comando di Ney, doveva avanzare verso Quatre-Bas, l’ala destra, al comando di Grouchy, doveva attaccare verso Fleurus e Sombreffe. Napoleone, invece, si sarebbe incuneato tra i due, impossessandosi della posizione centrale. Ma le cose non andarono così. Un piccolo distaccamento di truppe olandesi, circa 4.000 uomini, al comando del duca di Sassonia-Coburgo, tenne in scacco le truppe di Ney, rallentandone il cammino. Ney le scambiò per le truppe di Wellington, circa 50.000 uomini e si fermò la sera alle 20 per far riposare le sue truppe invece di avanzare. Blucher, intanto, era avanzato verso Sombreffe col grosso dell’esercito prussiano e bloccava l’avanzata dell’ala destra dello schieramento francese. Napoleone decise di ritardare l’avanzata di Ney, non ce n’era bisogno! e di aumentare lo sforzo contro i prussiani. L’avanzata verso Quatre-Bras, importante nodo stradale verso Bruxelles, era compromessa. Anche Napoleone diede ordine alle truppe di riposare. La notte paralizzò l’offensiva francese ed annullò il vantaggio di 24 ore che aveva Napoleone su Wellington!
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(L’arrivo dei prussiani) |
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Wellington, avvisato mentre era al ballo a Bruxelles dalla duchessa de Richmond, capì di aver riguadagnato il tempo perduto, si riebbe dalla sorpresa dell’attacco francese e decise che la battaglia avrebbe avuto luogo a Waterloo! “Se Ney esegue a puntino gli ordini, non resterà neanche un cannone prussiano!”, affermò Napoleone, purtroppo Ney agì male ed in ritardo! Alle 13 ricevette gli ordini di Napoleone, alle 14 quelli del maresciallo Soult, di marciare verso i prussiani, alle 16 Ney non si era ancora mosso per problemi di organizzazione. Mentre Ney pensava a Quatre.Bras, la battaglia scoppiava a Ligny.
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(Bataille de Ligny) |
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Ad un primo attacco francese si ebbe un contrattacco dei prussiani, solo alle 19 i francesi compirono l’assalto decisivo. Gli uomini della Guardia attaccarono, aiutati sulla sinistra dalla cavalleria e da 60 cannoni, seguiti dalla cavalleria pesante della Guardia. Blucher tentò un’ultima sortita al comando di 32 squadroni di cavalleria, ma non riuscì a nulla. Anzi, cadde sotto il peso del suo cavallo morto, solo il coraggio del suo aiutante, che lo liberò del peso del cavallo morto sopra di lui e che lo accompagnò oltre le linee, lo salvò da sicura morte! Sul campo restavano 16.000 prussiani ed 11.000 francesi. La vittoria era sicuramente dei francesi, ma Napoleone non ne seppe approfittare, infatti, invece di inseguire il nemico in rotta si fermò e fece riposare le truppe esauste: un errore madornale! A Quatre-Bras, intanto, Wellington, dopo alcuni insuccessi, riuscì a bloccare le truppe di Ney.
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Solo alle 7,30 del mattino del 17 Wellington apprese della disfatta dei prussiani, ma fu fortunato, poiché nella ritirata i prussiani invece di andare a Sud-Est, si recarono a Wawre, vicino alle posizioni inglesi! Blucher, secondo l’onore prussiano, decise di collaborare con Wellington, invece di ritornare sui suoi passi. Wellington capì che doveva ritirarsi da Quatre-Bras. Ney non si mosse, avrebbe potuto attaccare la retroguardia di Wellington, ma non lo fece. Anche Napoleone sembrava apatico, solo alle 11 diede l’ordine a Grouchy di inseguire i prussiani, alle 1 del pomeriggio raggiunse Ney e si avvide che le sue truppe bivaccavano, ma solo alle 14 esse furono in grado di muoversi! Il commento di Napoleone fu lapidario: “La Francia è stata rovinata”, anche nelle truppe francesi serpeggiava la parola “tradimento!”. Una grandine di colpi si abbattè sulle avanguardie francesi, Napoleone risolse di fermarsi e di attendere il giorno dopo. La notte fu terribile, una pioggia devastante colpì tutti e due gli eserciti,il giorno dopo le artiglierie francesi affondavano nel fango, così i soldati ed i cavalli! Wellington aveva scelto Waterloo, al di sopra di un pendio stavano appostati i suoi uomini, a meno di 800 metri l’esercito francese. Ma le forze alleate erano anche distribuite in altre tre zone: -il castello di Hougoumont, -la fattoria di La Haie Sainte, -i tre casali di Papelotte, La Haie e Frischermont. Napoleone aveva pernottato a Le Caillou.
(Il luogo della battaglia di Waterloo con la Butte de Lion, monumento commemorativo) |
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(Le Caillou) (La camera di Napoleone) |
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Accanto allo schieramento di Wellington, davanti alla foresta di Soignies, che occupava l’intera lunghezza di un basso pendio, sono da segnalare altri tre punti importanti: 1=il castello di Hougomount, con 4 compagnie delle Guardie, 2=la fattoria di La Haie Sainte, con un reparto della Legione tedesca del re ed una parte del 95° reggimento, poi denominata Rifle Brigade, 3=i tre casali di Papelotte, La Haie e Frischermont, con le truppe agli ordini del principe di Sassonia-Weimar.
(The Rifle Brigade) |
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(Stemma della monarchia sassone) |
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Come riserva, Wellington pose la cavalleria dietro di sé. Lo schieramento alleato assumeva la forma di un triangolo che lasciava scoperto il lato sinistro per l’arrivo dei prussiani. Intanto Grouchy eguagliava Ney per il ritardo nelle operazioni, alle 10 di mattina non si era ancora mosso. Napoleone convocò lo Stato Maggiore alle 9, gli ordini furono diramati alle 10, il primo colpo di cannone dell’artiglieria francese fu sparato alle 11,30. Wellington era evidentemente in posizione di difesa. Ad Hougoumont, Gerolamo Bonaparte scatenò tutta la sua divisione in assalti feroci ma inconcludenti. Il castello resse bene all’urto, così il muro alto 1,80 metri che fu un insormontabile ostacolo per i soldati francesi che non riuscirono a superarlo. Anche distrutto dal fumo esso rimase saldamente nelle mani degli alleati.
(Gerolamo Bonaparte, re di Westfalia) |
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(Gli assalti al castello di Hougoumont) |
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L’errore fu di non adoperare l’artiglieria, solo alle 15,30 Napoleone diede quest’ordine: troppo tardi! L’altro errore fu quello di Grouchy di non correre là dove la battaglia infuriava, ad occidente, cioè, ma la colpa è anche di Napoleone che alle 10 gli aveva ordinato di combattere i prussiani. Solo alle 17,00 gli inviò l’ordine di marciare verso le sue truppe, troppo tardi! A La Haie Sainte accadde la stessa cosa, i francesi attaccarono, ma furono assaliti improvvisamente dalla cavalleria pesante inglese che falcidiò quella leggera francese.
(La Haie Sainte) |
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Gli Scot Greys annientarono le truppe di d’Erlon ma subirono forti perdite. Solo a Papelotte e Frischermont i francesi guadagnarono terreno, per poi essere respinti nuovamente.
(Scot Greys) |
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Verso le 15 i combattimenti si fermarono, tranne che a Hougoumont e a La Haie Sainte. Wellington ne approfittò per chiamare la riserva, Ney, intanto, era furioso per la disfatta di d’Erlon.
(General Drouet comte d’Erlon) |
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Così anche Napoleone che aveva appreso da Grouchy che quest’ultimo non sarebbe arrivato in tempo. Così diede l’ordine a Ney di prendere La Haie Sainte ad ogni costo. Ney credette di vedere al centro dello schieramento nemico un segno di debolezza, incuneò così tutta la sua cavalleria. Anche i cavalleggeri di Lefebvre-Desnouttes fecero altrettanto.
(Charles Lefebvre-Desnuèttes) |
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In 12 spaventose cariche non fecero altro che farsi decimare dall’artiglieria nemica. I soldati di Wellington si chiusero a quadrato e resistettero alle cariche dei francesi. Anche Napoleone cadde nell’errore ed inviò i diecimila cavalleggeri di Kellermann e Guyot, ma non ottenne nulla.
(Francois Etienne Kellermann) (Charles Etienne Guyot) |
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Intanto erano sopraggiunti i prussiani di Bulow che respinsero gli attacchi dei francesi e tentarono di rioccupare il villaggio di Plancenoit. Napoleone fece intervenire la Giovane Guardia che si impadronì di Plancenoit, ma solo per poco. Così Napoleone inviò i 4 battaglioni della Vecchia Guardia che sbaragliarono i 14 battaglioni di Bulow! Alle 18,45 il fronte si era ristabilito e le operazioni cessarono, Napoleone richiamò la Vecchia Guardia e la pose in riserva.
(La bataille de Plancenoit) |
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La battaglia scoppiò nel mulino di Bierge, preso e ripreso più volte dai francesi. Gérard indirizzò le sue truppe a Limale, con la speranza di prendere sul fianco i prussiani.
(Etienne Maurice Gérard) |
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Intanto a Waterloo, il barone Muffling occupava, con le sue truppe prussiane, il lato del triangolo rimasto scoperto dal duca di Wellington. Finalmente i francesi riuscirono ad impossessarsi della cava di ghiaia e del giardino della fattoria di La Haie Sainte.
(Karl Von Muffling) |
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Ney fece iniziare un’azione decisa di artiglieria al centro dello schieramento alleato ed ottenne buoni risultati, così si permise di chiedere all’Imperatore l’uso della Guardia, ma Napoleone non gliela concesse! Wellington potè così rafforzare il centro. Alle 7 di sera si levò l’ordine “La Gard au feu!” ed i francesi assalirono la collinetta dove erano appostati gli alleati, ma ogni assalto veniva puntualmente rintuzzato, essi così decisero di ritirarsi. Ad un ultimo attacco i britannici risposero con un assalto alla baionetta, la Guardia indietreggiò! Alle 8 di sera i prussiani sferrarono un ultimo attacco per riconquistare La Haie Sainte, Papelotte e Plancenoit, fu la rotta totale, al grido di “Si salvi chi può” i francesi si dettero alla fuga! La Vecchia Guardia formò dei quadrati, in uno di essi si rifugiò anche Napoleone, e qui ci fu la famosa frase di Cambronne…
(Cambronne a Waterloo) |
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Alle 9 di sera, alla Bella Alliance, si incontrarono Wellington e Blucher, come nome della battaglia fu scelto Waterloo, a dispetto del prussiano che volava affibbiargli quella de La Bella Alliance! Poi fu deciso di cessare il fuoco. Mentre Napoleone fuggiva verso Parigi per riorganizzarne la difesa, Grouchy si toglieva dall’impaccio e si ritirava verso la capitale con 30.000 uomini.
(L’Hotel de La Belle Alliance) |