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ROUSTAM
IL MAMMALUCCO DI NAPOLEONE
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Roustam nasce a Tiflis, capitale della Georgia, nel 1782.
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(Tiflis) |
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Il padre, Roustam Raza, è un negoziante ed ha altri quattro figli. Ma Roustam è irrequieto, non va d’accordo col padre e scappa di casa varie volte. Per questo motivo ne viene scacciato. Egli sarà fatto schiavo e venduto varie volte, ma riuscirà a ritornare per vedere la madre; il padre, intanto, se ne è andato di casa. L’Egitto è governato da un Pascià in nome della Sublime Porta, ma il potere è in mano ai Mammalucchi che militano sotto i Bey, una sorta di governatori locali. E’ proprio ad uno di questi, El Becri, che tocca di avere in proprietà Roustam. Il giovane viene regolarmente circonciso, con un magistrale colpo di forbici, dal barbiere personale del Bey e così può entrare nel suo harem, dove le donne lo prendono a benvolere, ma lui vuole fare il passo più lungo della gamba ed intende sposare la figlia del Bey; El Becri si ripromette, alla prima occasione, di cacciarlo di casa. Bonaparte, comandante in capo della spedizione francese, ha deciso di ritornare a Parigi, quindi chiede due mammalucchi come sua scorta personale.
(Bonaparte al Cairo) |
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El Becri coglie l’occasione al volo e “dona” Roustam a Bonaparte che lo tratta benissimo; per prima cosa gli tira le orecchie, gesto confidenziale che il futuro Napoleone riserverà soltanto ai suoi marescialli, poi gli dona una magnifica scimitarra tempestata di diamanti e due pistole dorate.
(La campagna d’Egitto) |
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Insieme ad Eugenio, figliastro di Bonaparte, egli si imbarca sulle due fregate francesi: la Muiron e la Carrére.
(Eugène de Beauharnais) |
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La traversata è facile, le navi inglesi vengono beffate. Il compito di Roustam era di vegliare, armato, davanti alla porta del generale. Mentre Bonaparte ed i suoi giocavano tutto il giorno a carte, Rosutam dormiva sul ponte. Aveva diritto al latte delle due capre presenti a bordo e Bonaparte gli inviava tutto il denaro che vinceva al gioco! Il 1 ottobre le navi gettarono le ancore nel porto di Ajaccio, il generale si recò a visitare la casa paterna, Roustam ebbe un gran successo con le donne dell’isola. Poi ripartirono per Tolone, ma non riuscirono a sbarcarvi per la presenza di una squadra navale inglese, così ripiegarono su Frejus, dove furono accolti trionfalmente dalla popolazione. Roustam si recò a Parigi in carrozza ma fu depredato da una banda di trenta briganti. Lo salvò Murat, di passaggio con le sue truppe, che gli donò 100 luigi per fargli proseguire il viaggio. Dopo aver fatto tappa a Lione, egli giunse alla barriera di Parigi, non aveva documenti, perciò disse che si recava dal generale Bonaparte, e là avrebbe dato loro tutte le carte che desideravano: passò! Si recò nella casa del generale, in Rue de Chantereine, che dopo la campagna d’Italia era stata ribattezzata Rue de la Victoire.
(La residenza di Giuseppina e Bonaparte) |
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Giuseppina, che amava all’eccesso l’esotismo, lo accolse con grande affetto e lo curò, quando egli prese una gran febbre. Roustam aveva un buon carattere, tutto l’opposto dell’altro mammalucco, Alì, che era collerico ed impugnava ad ogni piè sospinto il pugnale, e per questo fu allontanato da Bonaparte. E’ il 18 Brumaio, il giorno del colpo di stato, dalle memorie di Roustam apprendiamo che la vita del generale è salva grazie all’intervento di due granatieri, Tommaso Thomé ed Edme Giovan Battista Pourée, che vengono promossi ufficiali, ricevono un anello con brillanti ciascuno, da parte di Giuseppina ed una pensione. Dopo la nomina a Console, Bonaparte occupò il palazzo del Lussemburgo.
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Oltre a dormire davanti alla sua porta, Roustam teneva lo specchio quando il generale, come lui continuava a chiamarlo, si faceva la barba e poi gli frizionava la schiena con acqua di colonia. Durante i viaggi Roustam occupava un piccolo lettino da campo smontabile. Quest’intimità col Primo Console suscitava gelosie nei suoi più fedeli collaboratori, come il primo cameriere Hambart, che, durante i Cento Giorni, si suicidò. Divenne amico di Carolina, sorella del generale e moglie di Murat, che gli regalò un anello. Dopo la nomina a Primo Console, Bonaparte andò ad abitare nel Palazzo delle Tuilieries.
(Le Palais de le Tuilieries, che oggi non esiste più) |
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Molte falsità si diffusero, specialmente ad opera di libellisti inglesi sui rapporti tra il mammalucco ed il suo padrone, come quella su presunti rapporti intimi tra di loro, o sul fatto che essi avrebbero assassinato il generale Pichegru in carcere: falsità, naturalmente, e null’altro! Roustam entrò in amicizia anche con Ortensia, la figlia di Giuseppina, che volle fargli un ritratto.
(Hortense de Beauharnais) |
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Il mammalucco va di moda, anzi detta la moda, la sua divisa, un misto di orientale e di europeo, con calzoni larghi e gilet riccamente damascato, suscita l’ammirazione di tutti i francesi. Roustam ha il permesso di recarsi alle parate e cavalca subito dopo la Guardia Imperiale. Perfino Napoleone, una volta diventato Imperatore, avrà nel suo guardaroba, un mantello alla “mammalucca”.
(Mammalucco) |
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Roustam ha un grande ascendente sul suo padrone, infatti, frequentandolo giorno dopo giorno, sa quali sono i suoi momenti “buoni”, ed è allora che egli gli sottopone qualche supplica, come quando riuscì a far reintegrare nell’esercito un colonnello che attendeva quest’avvenimento da ben cinque anni. Ma il mammalucco è povero, non ha soldi, tanto che deve vendere il suo scialle di cachemire; per ben due anni, infatti, egli non è stato pagato. Napoleone se ne accorge all’improvviso e provvede alla bisogna! Inoltre gli fa avere il posto di porta-archibugio nella caccia, che gli frutta un altro stipendio. Ma la cosa principale è che egli sa mettere da parte tutte le cose che Napoleone getta, come i libri che raccoglie dal camino: una volta in Inghilterra egli li rivenderà come “ricordi” dell’Imperatore. Egli vorrebbe sposarsi, ma Napoleone glielo vieta, come quando la Signora di Saint-Hilaire, donna di dubbi costumi, cerca di appioppargli una delle sue figlie. E’ il pensiero della madre e della sorella che però lo tormenta. Sono anni che non ne ha più notizia. Contatta, perciò, un mercante, ma nonostante tutti i suoi tentativi non riesce a saper nulla dei suoi parenti. Roustam afferma di aver accompagnato Napoleone in tute le sue campagne, dal 1805 al 1814, condividendone i rischi, come cannonate, assalti del nemico ed anche fuoco amico! Finalmente, col consenso dell’Imperatore riesce a sposarsi. Sua moglie, Alessandrina Maria Margherita Douville è la figlia del primo cameriere di Giuseppina. Durante le tante campagne di Napoleone, egli apprenderà di aver avuto da lei un figlio maschio. Dopo Tilsit e la pace con lo Zar, finalmente si ritorna a casa. A St.Cloud egli, finalmente, vede suo figlio, ma bisogna ripartire per l’Italia! Nessun cenno sulle avventure galanti di Napoleone, ma è certo che gli ha visto e sentito tutto: quanto si dice la discrezione…! La solerzia , ma anche l’affetto di Roustam per Napoleone si dimostrò in varie occasioni, come al passaggio del Moncenisio, per andare in Italia, quando egli, in mezzo ad una tormenta di neve, improvvisò una barella e lo trasportò fino ad un convento, dove furono accolti con calore dai monaci. Il figlio di Roustam, Achille, andava spesso a trovare Napoleone alle Tuilieries, così come il re di Roma, che allora aveva quattro anni; il padre lo riempiva di pizzicotti e di … monete d’oro.
(Il re di Roma, Napoleone II) |
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Alla maledetta spedizione in Russia, seguì la catastrofe, miracolosamente Roustam riuscì a sopravvivere, seguendo sempre l’Imperatore.
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Sono gli ultimi momenti della guerra di Francia, il paese è occupato dagli eserciti nemici, Napoleone abdica e Roustam, accampando varie scuse, tradisce: non andrà mai all’Elba, ma si recherà dalla moglie che gestisce il Banco Lotto a Parigi, dono dell’Imperatore! Egli ha compreso che l’epoca delle parate è finita: non più sontuosi vestiti, né ricchi stipendi, all’isola d’Elba lo aspetterebbe solo una misera vita ed un altrettanto misero guadagno! La polizia lo perseguiterà fino a quando egli si presenterà al Commissariato con due garanti. Ma Napoleone torna e Roustam gli presenta una supplica, ma egli, giustamente, ora non ne vuole più sapere! Tanto è vero che a S.Elena andrà St.Denise, un altro mammalucco, che per l’occasione sarà chiamato Alì. Roustam però vuole recarsi a Londra, ha scoperto che servire gli Inglesi, vestito da mammalucco dell’ex Imperatore gli frutta bei soldini, così, anche per ottenere il passaporto, deve farsi raccomandare dal suo banchiere; per ben due volte si reca nella capitale inglese. La moglie, intanto, con cui abita in un piccolo appartamento della Rue Saint-Martin, ha perso il banco Lotto ed è diventata casalinga.
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La vita di Roustam, ritornato in borghese, poiché aveva dimesso gli abiti rutilanti dell’Impero, che però conservava gelosamente in un armadio, si conduceva tra la caccia ai conigli a Dreux e qualche capatina a teatro. Completamente diversa, quindi, da quella condotta dal resto dei granatieri dell’Immortale, cioè dei veterani della Guardia Imperiale, che morivano di fame e di stenti nelle soffitte parigine! Con la Rivoluzione di Luglio (1830-n.d.a.), ottenne un posto di impiegato postale a Dourdan, un piccolo villaggio sul fiume Orge.
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Cercò in vario modo di ottenere una pensione, ora che l’odio verso i traditori di Napoleone era scemato, ma non vi riuscì. Oltre al figlio, Roustam ebbe anche una figlia, ma il suo nipotino morì giovane, così la famiglia si estinse presto. Solo nel 1840, al ritorno delle spoglie di Napoleone da S.Elena, egli partecipò alla sfilata con i suoi costumi: fu l’ultima volta che li indossò. A 64 anni, malato, si spense il 7 dicembre 1845 e fu sepolto nel piccolo cimitero di Dourdan, accanto ad uno dei muri perimetrali, là dove ancora oggi si può trovare la sua tomba. La sua vedova si trasferì a Versailles, a casa di sua figlia, ad attendere alle cure del nipotino. Il 24 luglio del 1857 raggiunse suo marito e fu sepolta nel cimitero della città. |