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GIUSEPPE BALSAMO
CONTE DI CAGLIOSTRO
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| Le notizie a cui attingiamo provengono per la maggior parte dal Compendio, opera scritta dal cardinale Barberi del Santo Uffizio e pubblicata nel 1791. Questa opera aveva il duplice scopo di far conoscere l’empietà della setta a cui apparteneva Cagliostro e che egli aveva avuto un processo equo; naturalmente essa va letta “cum grano salis”! Giuseppe Balsamo era nato a Palermo il 2 giugno del 1743, da Pietro, commerciante e da Felicita Bracconieri. L’anno dopo, però, il padre morì. Cagliostro (che assumerà tale nome solo molti anni dopo, quasi rinnegando il suo passato), vantava la sua discendenza dal ramo messinese della famiglia Balsamo, ma questa lo negherà sempre.
(Stemma dei marchesi Balsamo) |
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| Il ragazzo venne messo nel collegio di San Rocco a Caltagirone. Egli fuggì piu’ volte e fu allora mandato nel convento dell’Ordine Ospitaliero di Caltagirone, come novizio. Era il 1756, Giuseppe aveva 13 anni. Lì egli apprese dallo Speziale, il farmacista, i primi rudimenti della Chimica e della Medicina. Scappato anche da lì si recò a Palermo dove iniziò a condurre una vita di truffe, raggiri e di libertinaggio. Fuggito a Messina, conobbe Altotas (personaggio immaginario?) che lo educò e lo iniziò ai segreti dell’Alchimia e della Medicina. Con lui si recò ad Alessandria d’Egitto e poi a Rodi . in 3 anni, pare, che egli abbia viaggiato in Oriente ma importante è il suo soggiorno a Malta dove conobbe Luigi d’Aquino, principe di Caramanico
(Il principe di Caramanico) |
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Giunto a Roma, conobbe l’ambasciatore di Malta de Bretteuil, che nel 1777 fu inviato a Parigi, quale ambasciatore di Malta, dal Gran Maestro de Rohan. A Roma Giuseppe Balsamo ottenne la protezione del padre generale dei cappuccini, grazie all’aiuto di due confratelli siciliani. Nel 1768 sposò Lorenza Feliciani, piu’ tardi meglio conosciuta con il suo secondo nome, Serafina. Ella era figlia di un argentiere, Giuseppe e di Pasqua Adami. Abitando in Via de Balestrari, quartiere di San Salvatore in campo, fu lì che fu celebrato il matrimonio. Lorenza aveva 17 anni, Giuseppe 25. La personalità di Lorenza può dirsi molto fragile e così si comprende come divenne succube del marito, che, vedremo in seguito, si servì di lei per losche faccende, in altre parole gli la faceva conoscere da uomini facoltosi e non disdegnò di “concederla” loro, in cambio di denaro e di favori vari!
(Lorenza Feliciani) |
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| Dopo un iniziale periodo di coabitazione con i suoceri, in cui Balsamo falsificava cedole insieme al sedicente marchese dell’Alliata, i coniugi, dopo una denuncia, dovettero fuggire da Roma. I coniugi, accompagnati dall’Alliata e dal suo segretario, passarono da Loreto ed arrivarono a Bergamo, dove i due furono arrestati sempre per lo stesso reato, mentre l’Alliata riuscì a fuggire con la cassa della banda. Di lì, riusciti ad uscire di prigione, arrivarono ad Aix-en-Provence, dove conobbero Casanova.
(Casanova) |
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| Arrivati ad Antibes, Giuseppe concesse sua moglie ad alcuni ufficiali e con il ricavato si recò con la moglie a Barcellona. Qui Lorenza conobbe il capitano generale della Catalogna, don Ambrosio Funes de Villalplando Abarca de Bolea, che la prese sotto la sua protezione. Conobbero poi il marchese di Fontanar e con lui si trasferirono a Madrid. I due abitavano nel palazzo del marchese e vivevano a sue spese. Arrestato nuovamente per alcune truffe, questa volta come guaritore, Lorenza fu inviata dal conte Aranda, presidente del Consiglio di Castiglia e Balsamo fu scarcerato. Fontanar però si era seccato di mantenere la coppia di italiani sempre piu’ vorace, così li scacciò. I due ripararono a Lisbona, dove la donna, per tre mesi, fu l’amante di un ricco banchiere, Anselmo La Cruz. Con il gruzzolo ricavato dalla tresca Balsamo comprò dei diamanti e si trasferì a Londra. Anche qui fu arrestato ed incarcerato. Fu liberato per intervento di un Lord, Sir Edward Hales. Il Lord gli propose di decorare le stanze della sua residenza (Balsamo aveva iniziato a dipingere), ma la cosa non riuscì, primo perchè Giuseppe sapeva fare solo modesti disegni, secondo perchè aveva nel frattempo sedotto la figlia del Sir! Il 15 settembre del 1772 i due coniugi si imbarcavano per la Francia. A bordo fecero la conoscenza dell’avvocato Duplessis che li portò con loro a Parigi. Era il 18 settembre. Ospiti, per poco, della marchesa de Prie, di cui Duplessis era l’avvocato, si fecero scacciare anche da lì. L’avvocato trattenne, a mò di risarcimento un baule che conteneva un Libro dei segreti. Giuseppe inviò Lorenza a recuperarlo, ma la donna non vi riuscì. I coniugi Balsamo andarono ad abitare in Rue de Vieux Augustins.
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| Nella notte passata da Duplessis, l’avvocato che si era veramente innamorato di lei, Lorenza decise di abbandonare il marito. Così fu trasferita in una casa d’affitto, in Rue St.Honorè. Ma il marito riuscì a farla arrestare. Lorenza fu imprigionata a Sainte-Pelagie, e vi restò alcuni mesi. Poi Giuseppe affittò una casa alla Barriera. In seguito ad altre truffe, i due fuggirono in Germania, pi si recarono a Bruxelles ed indi a Palermo, da dove si rifugiarono a Malta, e poi, di nuovo, in Italia, questa volta a Napoli. Qui furono raggiunti dal padre e dal fratello di Lorenza. Di nuovo a Marsiglia, dove Giuseppe si faceva chiamare marchese Pellegrini. La cosa importante di questo periodo è che Balsamo ha cambiato mestiere: ora si occupa di cabala e di alchimia! Di qui di nuovo a Londra, dove Balsamo entra nella Massoneria ed assume il nome di conte di Cagliostro.
(Stemma del conte di Cagliostro) |
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| Il 12 aprile del 1777 Balsamo fu iniziato alla Massoneria presso la Loggia “L’Esperance”, ospitata in quel periodo presso la taverna Tuk’s Head, in Gerrard Street, nel quartiere di Soho.
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La prima Massoneria aveva come ideali la dichiarazione di credere in un Architetto dell’Universo, l’impegno a difendere i fratelli, il rispetto delle leggi e dell’autorità. Essa riconosceva solo tre gradi, detti gradi azzurri: l’apprendista, il compagno ed il maestro. Poi, lo scozzese Michel Andrew Ramsey diede origine al Rito Scozzese, dove si instauravano gli Alti Gradi, praticamente un’Elite che portavano ad una conoscenza trascendente ed esoterica. A questo si aggiunga che esisteva in Francia già un rito africano ispirato al mondo egizio. Così Balsamo lo perfezionò dando origine ad un rito egiziano praticato in una apposita Loggia. Di nuovo a Londra nel 1777, poi all’Aja, dove fu accolto da grandi onori, gli fu attribuito infatti la “Volta d’Acciaio”, una parata di massoni con le spade sguainate. Fondò una loggia di Donne, dove il Gran Maestro fu la moglie. Indi si recò nel principato di Curlandia, parte della Lettonia, che nel 1795 passò alla Russia.
(La bandiera del ducato di Curlandia) |
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| Il duca fece costruire un magnifico castello dall’italiano Rastrelli a Rundale.
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| La Società Segreta di cui Cagliostro si diceva rappresentante era formata da cinque livelli: -al primo vi appartenevano 72 membri, -al secondo 48, -al terzo 35, -al quarto 24, -al quinto12, come i dodici apostoli. Dalla Curlandia, Cagliostro si spostò a Pietroburgo. A quell’epoca la città era piena di massoni esoterici e mistici, quindi, bendisposti verso il Rito Egiziano di Cagliostro. Il suo obiettivo principale era quello di farsi presentare alla zarina Caterina II, ma ciò non accadde mai. Cagliostro si diede a guarire gli ammalati, soprattutto poveri, facendosi così fama di taumaturgo. Ma, naturalmente, suscitò l’invidia della classe medica, soprattutto dell’inglese Roggerson, medico della zarina, è a lui che egli deve la sua “cacciata” da Pietroburgo. Alla fine di aprile del 1780, dalla casa del tenete generale Miller, egli si spostò a Varsavia, dove la coppia arrivò a fine maggio dello stesso anno. Furono ospiti del principe Poninski, interessato ai procedimenti alchemici di Cagliostro, per trasformare il metallo in oro. Conobbe anche il re Poniatowski, uno dei duemila amanti di Caterina II e da lei innalzato alla corona polacca. Anche qui urtò la suscettibilità di Moszynski, capo della massoneria polacca e per questo dovette allontanarsi anche da questa città. Si recò così a Strasburgo, facendo tappa a Francoforte sul Meno, dove egli sostiene di aver visto un documento che prevedeva la distruzione della Francia e poi di Roma, colpevoli di aver eliminato i Templari. Probabilmente è un falso, ma Cagliostro voleva lanciare un evidente messaggio ai suoi accusatori romani: attenzione a distruggerlo, aveva dalla sua parte migliaia di massoni! A Strasburgo Cagliostro rimase tre anni e si dedicò alla cura degli ammalati, specialmente dei poveri, ai quali regalava anche le medicine. Si fece una grande fama di guaritore, ma impiegando erbe comunissime, era solo la sua presenza fisica ed il modo familiare con cui trattava gli ammalati, facendoli sentire “persone” e non numeri, la causa di quelle guarigioni! Anche qui la classe medica insorse e cercò di ostacolarlo in tutti i modi, ma Cagliostro era protetto dai personaggi piu’ influenti di Strasburgo, come il cardinale de Rohan.
(Il cardinale de Rohan) |
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| Luois-René-Edouard de Rohan-Guémenée (duca de Rohan e principe de Guémenée-n.d.a.), apparteneva ad una delle piu’ nobili famiglie di Francia, assieme ai de Rohan-Soubise, erano principi trattati alla stregua dei sovrani stranieri da Luigi XIV. La sua famiglia, nell’XI secolo, annoverava duchi e re di Bretagna, era ricchissimo e fece una splendida carriera, mentre suo fratello era ammiraglio della Marina francese, lui divenne vescovo di Canopo e poi cardinale, grande elemosiniere, provveditore della Sorbona, vescovo di Strasburgo. Queste cariche gli procuravano 2.500.000 di livre di rendita che equivalevano a 10 milioni di soldi. Se si pensa che un operaio guadagnava allora 20 soldi per 14 ore di lavoro al giorno, si capirà meglio di che cosa stiamo parlando! A Saverne, vicino Strasburgo, fece costruire, dall’architetto de Monfort, uno splendido palazzo, dove alloggiava con 14 maggiordomi e 25 camerieri.
(Chateau de Rohan) |
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Nel 1771 fu inviato come ambasciatore a Vienna, dove visse nel lusso ed in mezzo a dozzine di amanti. Maria Teresa non lo stimava e lui commise l’errore di scrivere in una lettera ciò che pensava dell’imperatrice! Nacque un odio, passato a Maria Antonietta, la figlia di Maria Teresa, regina di Francia, che già da allora cominciò ad annoverarlo tra i suoi nemici. E’ certo che egli si dedicasse all’alchimia ed all’esoterismo, come pure che fosse massone, voleva, quindi, ovviamente, conoscere Cagliostro. Il siciliano dapprima si rifiutò di andare da lui, ma poi lo ricevette a casa sua, e lo influenzò talmente bene, che iniziò a vivere a sue spese e nel suo palazzo di Saverne! Dal 1781 al 1783, Cagliostro visse in tal modo, ma qual’era il suo vero obiettivo? Voleva che de Rohan l’appoggiasse presso il Papa a far riconoscere il suo Rito Egizio come un ordine Cavalleresco, ad imitazione di quello Teutonico. Così si fece scrivere delle lettere raccomandatizie, come ad esempio quella del ministro della guerra, Philippe Henry de Segur, naturalmente su ispirazione del cardinale de Rohan, suo mentore!
(de Segur) |
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| Ma l’apparizione di numerosi libelli ed addirittura di manifesti contro di lui, lo convinsero a lasciare Strasburgo per Napoli, dove il suo amico d’Aquino stava morendo. Poi, il 27 settembre 1783, partì per l’Inghilterra, via Francia, dove si fermò a Bordeaux. Anche qui si dedicò alla cura degli ammalati, specialmente poveri. Cadde ammalato per piu’ di un mese e durante questa malattia ebbe quella visione che lo trasformò. Vide un angelo bianco che gli offriva una veste candida ed una spada rilucente. Era ovvio il significato della missione di Rigenerazione dell’umanità che egli doveva compiere! L’11 ottobre del 1784 si avviò verso Lione, passando per Limoges. Il Grande Cofto (Cagliostro), la Regina di Saba (sua moglie), le quarantene per diventare Uomo Nuovo, ecc, tutto questo simbolismo faceva parte della sua nuova Massoneria, in netta opposizione con quella allora imperante. Ma era la moda del tempo: la spedizione di Bonaparte in Egitto, l’arte, l’arredamento, la moda ecc…, tutto gli apriva la strada per poter diffondere il suo Rito Egiziano! Il 20 ottobre arrivò a Lione, cercò Willermoz, capo della Massoneria Teurgica a cui voleva imporre il proprio Rito. Ma lui fu restio e, dopo vari incontri, gli disse chiaramente che non lo stimava. Così Cagliostro si rivolse ai massoni della Loggia “La sagesse”, commercianti, artigiani, brava gente insomma, che accettarono senza fiatare tutte le sue “Idee”. Il risultato fu la nascita della sua prima Loggia denominata “La sagesse triomphante”. Fece iniziare la costruzione del suo tempio, di cui però fu pronta solo La Sala di Mezzo. Poi, partì per Parigi. Il 30 gennaio del 1785 Cagliostro arrivò nella capitale e, momentaneamente, in attesa che gli fosse preparata la sua residenza in un Hotel appositamente donatogli dal cardinale (L’Hotel de Bouthillier-Chavigny), andò ad abitare al Palais Royal, dove alloggiava il duca d’Orleans capo della massoneria francese.
(Hotel de Bouthillier-Chavigny, nel Marais) |
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Cagliostro si circondò di nobili, tra cui il duca de Montmorency ed aprì una Loggia d’adozione, per donne, la Loge d’Isis. Gli fu vietato di esercitare la professione medica, pena l’espulsione, ma fu l’affare della collana ad eliminarlo di scena! Nel 1774 il gioielliere di corte, Bochmer aveva preparato un collier del valore di 1.600.000 livres (90 milioni di euro) che sperava di vendere a Luigi XV per la sua amante, madame du Barry, ma il re morì. Né Luigi XVI né Maria Antonietta vollero comprarlo.
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Già sul conto della regina giravano accuse infamanti, libelli con la sua immagine, si diceva che fosse un’assatanata ninfomane bisessuale, ecc… In questo quadro si inserisce l’autrice di questa colossale truffa, Jeanne de Valois de Saint-Remy de Luz, discendente di Enrico II di Valois, ma caduta in miseria. Basti dire che ella, da bambina, girava per le strade di Parigi chiedendo l’elemosina e ripetendo una cantilena, nella quale dichiarava la sua discendenza dal re di Francia. Il marchese de Boulanvilliers si mosse a pietà e quando sua madre divorziò dal padre e la abbandonò, la accolse in casa sua. Jeanne andò sposa ad un giovane ufficiale, il conte de La Motte, ma la loro vita era ancora grama. Così la giovane, bella e disinibita, si diede da fare fino a quando non divenne una delle tante amanti del cardinale.
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Approfittando del fatto che il cardinale voleva riappacificarsi con la regina, si finse sua amante e procurò, per 160.000 livres dei falsi bigliettini al de Rohan, poi lo fece incontrare nei giardini di Versailles, l’11 agosto del 1784, con una prostituta molto somigliante alla regina, l’attricetta Nicole Legnay, vestita come la sovrana.
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Per completare la finzione, le attribuirono l’appellativo di baronessa d’Olivia, anagramma di Valois. Il cardinale si inginocchiò e le baciò la veste, la povera donna, rotta dall’emozione, non riuscì a pronunciare le battute che doveva proferire, ma riuscì soltanto a consegnarli una rosa rossa! Poi, la della Motte, gli fece recapitare una lettera (falsa) della regina nella quale si incaricava il cardinale di acquistare per lei il famoso collier. Il cardinale non comprese la truffa ed aderì all’invito, sicuro di fare cosa gradita alla regina e sperando così di rientrare definitivamente nelle sue grazie! Una volta che la collana fu nelle mani di Jeanne de la Motte, essa venne fatta e pezzi e venduta. Alcuni di questi furono portati dal marito a Londra, con altri Jeanne comprò una casa in campagna. Lì essa fu arrestata. Il re, la regina ed i suoi ministri interrogarono il cardinale che fu rinchiuso alla Bastiglia e processato dalla Giustizia Ordinaria. Ma assieme a lui furono arrestati anche Cagliostro e la moglie, perchè la della Motte aveva dichiarato che il complotto era stato ordito e pensato dalla coppia di italiani. Cagliostro fu rinchiuso al quinto piano della Torre Comté e la moglie al quarto della Torre Liberté.
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Cagliostro ottenne di avere per compagno, Dory, guardiano della Bastille. Anche la moglie si portò in cella la sua domestica, Francoise.
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Ma mentre Serafina fu scarcerata, il conte fu processato assieme alla de La Motte, alla Conciergerie, nelle sale del Parlamento. Cagliostro fu difeso da un collegio di avvocati, tra cui d’Epremesnil. Il Parlamento condannò all’ergastolo la contessa de La Motte ed al marchio infamante, Cagliostro e de Rohan furono liberati. Ma il re scacciò con una Lettre de Cachet Cagliostro, sia da Parigi che dalla Francia e privò il cardinale di tutti i suoi titoli. Cagliostro riparò a Londra, ma qui Thevenau de Morande, giornalista al soldo del governo francese, prese a scrivere articoli su di lui, in cui rivelò tutte le malefatte di Cagliostro e soprattutto che egli e Giuseppe Balsamo erano la stessa persona. Il siciliano perse la fiducia dei Massoni londinesi e partì per la Svizzera, dove si rifugiò a Bienne, nel cantone di Berna.
(Bienne: la chiesa del Ring) |
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Cagliostro andò ad abitare in casa del banchiere Sarrasin, nella Maison Blanche. La città era formata da una parte alta, antica, che risaliva al XIII secolo ed una nuova, bassa, dove appunto, nel quartiere signorile, andò ad abitare Cagliostro. La strada principale del paese conduceva ad un lago.
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Ma Cagliostro si era recato da solo in Svizzera, sua moglie era rimasta a Londra per vendere la casa ed il mobilio. Ma, vero o falso, Lorenza fece alcune rivelazioni compromettenti, che poi ritrattò, indi si trasferì in Svizzera dal marito. Contemporaneamente scrisse una lettera ai suoi genitori: sentiva già il pericolo e voleva trovarsi un posto sicuro lontana dal marito? Cagliostro istituì una Loggia a Riehen, ma l’ambiente non era ricettivo ed egli si trasferì a Rovereto, dopo un peregrinare per l’Italia, la Savoia, Genova e Venezia. Lì conobbe il principe vescovo Pietro Virgilio Thun.
(Castello di Thun) |
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| A Trento, dove Cagliostro giunse la sera dell’11 novembre del 1788, il principe vescovo gli fece un’ottima accoglienza e lui si diede a curare gli ammalati poveri. Ma la sua vera intenzione era di andare a Roma, di parlare con il papa e di persuaderlo che il suo rito Egiziano poteva essere riconosciuto dalla Chiesa! Così con lettere commendatizie del principe Thun e di altri cardinali, si recò nella Città Santa. Il 27 maggio del 1789 Cagliostro arrivò a Roma andando ad alloggiare nella Nobil Locanda di piazza di Spagna e poi in Piazza Farnese, presso alcuni parenti della moglie. Ma il cerchio si stava chiudendo. Due spie del governo, Matteo Berardi e Carlo Antonimi, si presentarono da lui e furono iniziati al rito massonico: tanto bastava per farlo imprigionare. A ciò si aggiunse la testimonianza scritta, anche se non firmata, della moglie, raccolta, per delega del Santo Uffizio, dal parroco don Giuseppe Tosi della chiesa di Santa Caterina della Rota. Arrestato, fu portato in Castel S.Angelo. la sua difesa fu assunta dall’avvocato dei poveri, monsignor Carlo Luigi Costantini che cercò di dimostrare che Cagliostro fosse solo un ciarlatano e, quindi non un eretico od un pericoloso rivoluzionario, come sosteneva l’accusa.
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Lorenza fu ospitata nel convento di S.Apollonia in Roma, Cagliostro condannato al carcere a vita nella fortezza di S.Leo Abiurò alla Massoneria nella chiesa della Minerva e tutti i suoi liberi, attrezzi e manoscritti furono bruciati nell’attigua piazza. Il 20 aprile del 1791 Cagliostro arrivò nella fortezza e fu rinchiuso nella cella detta Tesoro, perchè aveva custodito i tesori dei Montefeltro. Poi fu sposato in una cella a cui si giungeva calati dall’alto e che anche oggi è visibile, detta appunto la Cagliostrina. I cibi prelibati, il vino, i vestiti non gli servirono a nulla, divenne vittima di deliri e fu ripetutamente bastonato.
(La fortezza di S.Leo) |
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Il 23 agosto del 1795, a mezzogiorno, terminò la sua vita terrena. |
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