LAZARE CARNOT

 

 

 

Lazare Carnot nasce domenica, 13 maggio 1753, alle 4 del mattino, a Nolay, in Borgogna.

 

(La casa natale di Carnot)

 

Suo padre era Claude Carnot, avvocato, notaio reale e bailli (balivo) a Nolay. Sua madre era Marguerite Pothier.

 

(La madre di Carnot)

 

     I suoi antenati erano stati sempre professionisti di provata stima.

     Il piccolo Carnot inizia i suoi studi, con precocità, nel Collegio di Nolay, poi, a dodici anni, si reca al Collegio dei Gesuiti di Autun.

    Lasciati gli studi classici, Filosofia, Latino in cui eccelle, fa domanda per entrare nel Corpo Reale del Genio, dove viene ammesso a Parigi (Ecolé du Génie), a 17 anni. Studia con grande profitto.

    Nel febbraio del 1771 egli è ammesso all’Ecole de Meziéres, dove si classifica terzo, tra 15 candidati. Così anche nel gennaio del 1773, guadagnandosi le spalline di Tenente. Inizia così le sue peregrinazioni di guarnigione in guarnigione: Calais, Havre, Béthune, Arras, dove conosce un giovane e brillante avvocato, Maximilien de Robespierre. Nel 1783 è promosso capitano, all’età di trent’anni. Riceve a Digione un premio per una sua opera su Vauban, il mitico costruttore di piazzeforti e viene notato dal principe di Prussia Enrico che lo vuole al servizio del grande re Federico, ma Carnot rifiuta!. La sua opera gli vale l’ammissione nell’Accademia di Digione. Indirizza varie missive al Consiglio della Guerra in cui sostiene la tesi di conservare le piazzeforti. Il fratello maggiore, anch’egli ufficiale del genio, si sposa la figlia del cavaliere Bouillet e Lazare si innamora dell’altra figlia e con lei ha una relazione che dura un anno. Ciò gli procura solo guai, infatti riceve dal re una Lettre de cachet che lo imprigiona per due mesi. Il 28 settembre del 1789 indirizza un’altra missiva ai deputati contro il Corpo del genio nel quale è impiegato, giudicandolo troppo oppressivo. Così scrive anche al ministro della Guerra, il marchese de La Tour du Pin.

    Il 16 maggio del 1791 sposa Marie-Jacqueline-Sophie Dupont, figlia del signore di Moringhem e Cantelau.

 

 

    Viene eletto, insieme al fratello, all’Assemblea Legislativa, dove partecipa a varie Commissioni, tra cui quella dell’Istruzione Pubblica e della Diplomazia. A 39 anni diventa Cavaliere di San Luigi, cosa che gli sarà rimproverata per sempre!

    Con lo scoppio della guerra è nominato Commissario all’Armata del Reno, con Coustard e Prieur de la Coté d’Or.

    L’incarico che hanno i Commissari è molto delicato: essi devono notificare ai soldati e, soprattutto, agli ufficiali, il decreto dell’Assemblea che sospende il re dalle sue funzioni. Quasi tutti approvano per acclamazione questo provvedimento, così anche i generali comandanti, come Biron, Coustine, ecc.. Nel caso opposto, Carnet non ci pensa due volte a sostituirli!

        A Strasburgo vengono festeggiati con musica e danze. Nella sua opera Carnot si rivela un eccellente diplomatico, nel senso che rifugge da eccessi, come invece capiterà ad altri Commissari (leggi Fouchè e Barras-n.d.a.). Infatti, la sua missione alle Armate del Reno sarà un vero successo.

    Affaticato, Carnot cade ammalato e deve rinunciare ad un’altra missione a Chalons. Ristabilitosi, rientra nell’Assemblea, dove collabora alla ristrutturazione dell’esercito.

    Il 21 settembre del 1792 la Convenzione apre i suoi lavori. Il 23 Carnot viene inviato, dal nuovo ministro della guerra, Servant, nel dipartimento dei Pirenei, insieme a Lamarque, Sainte-Foy e Garreau.  Il giorno prima egli è stato nominato membro del Comitato della Guerra. Il compito è immane, non vi sono truppe, mancano le armi, le strade sono dissestate. In meno di 3 mesi, Carnot provvede ad una leva di 40.000 uomini, li arma e prepara addirittura fabbriche di artiglieria (come quella di Tolosa). La frontiera dei Pirenei non costituisce più un pericolo per la Francia!

    Rientrato a Parigi vota per la morte del re. Diventa membro del Comitato di Difesa Generale, redige un progetto di Costituzione di cui si serviranno i deputati della Convenzione. Riparte per un’ispezione alle Armate del Nord. Arriva ad Arras e di là inizio il suo immane compito: la leva in massa di 300.000 uomini! La leva si attua con successo, il generale Dumouriez, con alcuni suoi ussari, defeziona, così fa anche Lafayette.

Al posto di Dumouriez viene messo il generale Dampierre che si precipita a riprendere le posizioni acquisite ed a superale!

Dopo la leva in massa, la Francia dispone delle seguenti Armate:

 

-Armata delle Ardenne,

-A.della Mosella,

-A.del Reno,

-A. delle Alpi,

-A.d’Italia,

-A.dei Pirenei,

-Armate delle Coste (Rochelle, Brest, Cherbourg).

 

    L’8 maggio, di ritorno da Dukuerque, Carnot riferisce lo stato delle cose alla Convenzione. Il Comitato di Difesa Generale è stato sostituito dal Comitato di Salute Pubblica, in cui entrano, tra gli altri (9 membri), Danton, Barére e Cambon.

    Ma la situazione politica precipita con l’arresto dei girondini, il 31 maggio. Oramai chi domina è il cosiddetto Triumvirato, Danton, Marat e Robespierre, detto anche Il governo del terrore.

    Le notizie dall’Armata del Reno non sono buone, così viene destituito anche il generale Coustine. Carnot rende, come le altre volte che è andato in missione, il conto delle spese sostenute nella sua ultima missione, spende il minimo indispensabile e restituisce il surplus!

    Ai membri originari del Comitato di Salute Pubblica , nove (Danton, Delmas, Bréard, Cambon, Robert Lindet, Guyton-Morveau, Lacroix, Treilhard, Barére) vengono aggiunti il 26 luglio, Robespierre, Jeanbon Saint-Andrè, Héraut de Sechelles, Prieur de la Marne, Couthon, Saint-Just e Thuriot.

   I compiti del Comitato sono:

 

1-sorveglaire ed accelerare l’azione del potere esecutivo,

2-prendere tutte le misure di difesa generale interna ed esterna.

 

    La situazione continua a precipitare:

 

-la Vandea insorge,

-Tolone si consegna agli Spagnoli ed agli Inglesi,

-la crisi finanziaria è gravissima.

 

    Solo così si giustifica il regime del Terrore!

Il 12 agosto del 1793 Barére propone ai suoi colleghi di cooptare Carnot e Prieur de la Coté-d’Or, tutti e due ufficiali del genio. Carnot che ufficialmente siede tra i deputati della Montagna, è però un moderato, nel senso che non condivide gli eccessi dei suoi colleghi giacobini. Infatti Robespierre accusa subito Carnot di moderatismo (una delle sue accuse preferite – n.d.a.), ma la Convenzione passa oltre e lo nomina!

 

(Una seduta del Comitato di Salute Pubblica)

 

    Con l’entrata di Collot d’Herbois e Billaud-Varenne, si forma quello che sarà definito il Grande Comitato. Non esiste Presidente, le mozioni vengono approvate con l’apposizione delle firma di almeno i due terzi dei componenti. Si creano tre sezioni, almeno nell’opinione pubblica:

-quella a mani alte: Robespierre, Couthon e Saint-Just,

-quella della gente della rivoluzione, con Barére, Collot e Heraut,

-quella dei lavoratori, con Carnot, Lindet e Saint-André.

    Carnot, ovviamente, si occupa del ramo militare, difesa, organizzazione, ecc…

    Barére è l’oratore del Comitato, quello che tiene i discorsi alla Convenzione. Carnot è un uomo schivo ed il suo linguaggio è privo di fronzoli. La Francia si riarma, il suo territorio è una grande officina, Monge scrive un trattato sulla costruzione dei cannoni, Carnot si occupa di farlo pervenire nelle province, affinché esse non restino indietro rispetto alla capitale.

    Ma l’attività di Carnot non si limita agli armamenti, essa è tesa alla riorganizzazione ed al potenziamento dell’esercito francese, infatti:

-ogni battaglione è composto da 1067 uomini, al contrario di quello dell’Ancient Regime, che ne contava solo 700, con 8 compagnie di fucilieri ed una di granatieri (1 capitano, 1 tenente, 1 sottotenente, 1 sergente maggiore, 4 sergenti, 8 caporali e 104 uomini di truppa).

-l’amalgama viene realizzato, fondendo nella Mezza-Brigata (demì-brigade) 1 battaglione di linea con due battaglioni di volontari,

-l’artiglieria è potenziata,

-il genio anche, con compagnie di zappatori e minatori,

-le promozioni avvengono dal basso, i sergenti diventano ufficiali e si distinguono, poiché vogliono dimostrare di meritare la fiducia loro accordata. Esempi sono. Marmont, Mac Donald, Davout, Kellermann, ecc…, che diventeranno generali e marescialli, sotto Napoleone.

        Ma Carnot non è solo, nel suo Ufficio della Guerra, oltre al ministro Bouchotte, ci sono valenti collaboratori, come:   Caffarelli, Dupont, Mac Donald. L’esercito francese ha raggiunto la ragguardevole cifra di 630.000 uomini in armi! La guerra praticata è ancora difensiva, ma un ordine del Comitato di Salute Pubblica la trasforma in offensiva, con precise direttive sull’occupazione dei territori e, soprattutto, sulle riserve di denaro da rimettere al Governo centrale! I risultati positivi si moltiplicano, Tolone è liberata, così Lione. Ma gli screzi tra i membri del Comitato si moltiplicano, i ministri vengono rimpiazzati da 12 Commissari appositamente nominati dal Comitato. Robespierre è geloso della competenza di Carnot, e conscio della sua ignoranza totale in materia. Dopo vari alterchi con lui e S.Just, si arriva alle giornate di Termidoro, quando Carnot comprende che per salvare la sua vita deve allearsi con gli altri membri del Comitato, che però no se la sentono di mettere in stato d’accusa Robespierre. Comunque un primo risultato lui l’ha ottenuto, l’Incorruttibile non si presenta più alle riunioni del Comitato né alle sedute della Convenzione, appare solo a quelle del Club dei giacobini!

    L’8 Termidoro, alla Convenzione, Robespierre lancia il suo attacco:

“L’Amministrazione militare si avvolge in un’autorità sospetta… I nemici di questa coalizione hanno complici nel Comitato di Sicurezza Generale e nel Comitato di Salute Pubblica. Qual è il rimedio a questo male? Punire i traditori, rinnovare il Comitato di Sicurezza generale, epurare il Comitato di Salute Pubblica”.

    Il discorso di Robespierre viene accolto freddamente e non viene stampato. La sera, ai giacobini, circolano i nomi dei proscritti, tanto che Collot, recatosi al Comitato, si scaglia contro St.Just, reo di aver stilato la lista dei probabili condannati! St.Just fa spallucce ma viene controllato minuto per minuto. Poi, alle 5 del mattino se la svigna e si reca alla Convenzione per leggere la sua lista! Carnot ha già preso provvedimenti drastici:

-i cannonieri delle sezioni Guglielmo Tell, Berretto Rosso e Montagne, sono chiamati alla Convenzione, per sua sicurezza,

-parte un ordine di mobilitazione per i giovani soldati accampati ai Sablons (un campo militare poche leghe fuori la capitale – n.d.a.)e per i cadetti dell’Ecole Militaire.

   Le cose vanno male per St.Just, che non viene lasciato parlare, così anche per Robespierre. Viene emesso un decreto d’arresto per loro e per Couthon e Augustine, fratello minore dell’Incorruttibile e per Le Bas. E’ comprensibile l’imbarazzo dei carcerieri che vedono entrare nelle loro galere coloro che invece hanno sempre inviato lì altri, infatti essi vengono liberati e portati all’Hotel de Ville dove il Consiglio Generale della Comune si schiera contro la Convenzione ed emette un decreto d’arresto per i membri del Comitato come Carnot, Barére, ecc… La partita decisiva si gioca contro Hanriot, braccio destro di Robespierre, che ha già posto i suoi cannoni in Place du Carrousel, contro la Convenzione. Collot, parando il colpo, lo fa dichiarare “Fuori dalla legge”.

 

(Francois Hanriot)

 

    Le truppe dei termidoriani entrano nell’Hotel de Ville dove Robespierre giace ferito alla mascella e così, il giorno dopo, alle sette di sera, in Place de la Revolution, vengono ghigliottinati  i ghigliottinatori!

 

 

      Il 5 maggio del 1795 viene nominato Presidente dell’Assemblea.

Ma i suoi nemici sono nell’ombra. L’attacco inizia da sinistra contro Barére, Collot e Billaud-Varenne, considerati rei di esser stati alleati dei triumviri. Poi viene attaccato lo stesso Carnot: l’accusa è sempre la stessa, perché essi, che non erano d’accordo con i terroristi, hanno sempre firmato i loro atti? Carnot spiega che le firme venivano apposte quasi meccanicamente.

Ogni giorno venivano redatti circa 500 documenti, quelli di non propria competenza, venivano evvero siglati anche da loro, ma in tutta onestà non c’era neanche il tempo di leggerli!

    Billaud-Varenne, Collot e Barére vengono condannati alla deportazione in Guiana, Barère però riesce a fuggire durante il viaggio a Brest. Carnot viene assolto tra gli applausi.

    Carnot chiede la pubblicazione, su una Tavola, delle vittorie della Repubblica:

 

-27 vittorie militari,

-120 combattimenti minori vittoriosi,

-80.000 nemici, feriti od uccisi,

-91.000 fatti prigionieri,

-116 piazzeforti nemiche distrutte,

-3800 cannoni predati,

-60.000 fucili,

-90 bandiere prese al nemico.

 

    Viene promosso a capo di battaglione per anzianità.

Lascia il suo posto e rientra alla Convenzione, poi, però, accetta di tornare, come Vice con Letourneur.

    Il 26 ottobre del 1795 la Convenzione chiude e viene approvata una nuova Costituzione che prevede il Consiglio d egli Anziani e quello dei Cinquecento. Carnot è candidato, per il Consiglio degli Anziani, in 14 dipartimenti, sceglie quello della Sarthe, ma è nominato tra i 5 Direttori (nuovo governo), con Barras, la Reveillére-Lepaux, Reubel, Letourneur. Viene subito incaricato della guerra, Quello che lasciato è andato interamente distrutto! Si circonda subito dei suoi vecchi collaboratori e di nuovi giovani generali, tra cui Bonaparte, di cui ha intuito le grandi possibilità!

 

 

                                                                                     

 

    Dopo il 13 vendemmiaio (Vedi “Paul Barras” – n.d.a.), il generale corso è entrato a far parte del suo Ufficio cartografico e dello stato maggiore. Ha comandato l’artiglieria nell’Armata d’Italia. Scoperta la congiura di Babeuf, fa chiudere il circolo del Pantheon ed il suo giornale, “Tribune du peuple”. Il giacobino sarà condannato a morte insieme ai suoi seguaci.

    Egli continua le sue ricerche scientifiche, pubblicando il libro: “Riflessioni sulla metafisica del calcolo infinitesimale”, ed altre opere.

 

 

     Le funzioni di Presidente, però, sono solamente rappresentative, così Carnot assiste alle cerimonie pubbliche, alle premiazioni, ha in consegna i sigilli della Repubblica.

 

 

     La sua vita è semplice ed ordinata, contrariamente a quella di Barras, notoriamente sregolata. Vive in un appartamento al Lussemburgo, sede del Direttorio, con sua moglie, Sophie Dupont, le sue due cognate ed un figlio maschio a cui ha dato il nome esotico di Sadi. Protegge gli artisti, come il letterato Restif de la Bretone, caduto in miseria.

    Il Direttorio ha deciso di portare la guerra direttamente in Europa ed al cuore dell’Austria. Per questo scopo 3 Armate, due comandate dai generali Jourdan e Moureau, al Nord, ed una in Italia, al comando di Bonaparte, sono pronte ed operative. Ma mentre i due generali del Nord avanzano lentamente e tentennano, Bonaparte parte come un fulmine, separa i due eserciti piemontese ed austriaco e li batte separatamente, arrivando a Milano, liberando il porto di Livorno, trasformandosi anche in diplomatico, facendo annettere alla Francia, la Savoia! Bonaparte ha seguito i consigli di Carnot, che si felicita ripetutamente con lui. Il generale corso lo ringrazia e gli testimonia la sua riconoscenza, obbedendo ai suoi desideri, come l’elargizione di 6000 lire al monastero del Gran S.Bernardo o l’aiuto all’astronomo milanese Oriani.

 

 

     Hoche viene inviato in Vandea, dove è vittorioso, la Tavola delle vittorie si arricchisce di nove iscrizioni! Ma i Direttori non lo vogliono con loro, lo considerano un seccatore, almeno i triumviri, Barras, La Revelliere e Reubel, che hanno costituito un gruppo a parte e stanno preparando un colpo di stato.

    Il 18 fruttidoro, il generale Augerau circonda Parigi con i suoi dodicimila uomini ed epura le due Assemblee, dove la minoranza favorevole ai Triumviri, dichiarano decaduti Carnot e Letourneur. Carnot scappa dal Lussemburgo, passando nei giardini armato di due pistole.

E’ ospite di una casa di amici, poi passa  a St.Cloud, ed emigra in Svizzera, usando più travestimenti. Da Berna passa in Germania e poi, finalmente, nel 1800 ritorna a Parigi, dove Bonaparte che è Primo Console, lo nomina prima Ispettore generale e poi ministro della Guerra.

Riesce nella delicata missione di chiedere al generale Moureau, comandante dell’Armata del Reno, uomini da inviare all’Armata d’Italia. Grazie alla sua opera 15.000 uomini vengono inviati a Bonaparte che ottiene la strepitosa vittoria di Marengo.

Ma gli screzi con Napoleone si moltiplicano, egli non vede di buon occhio l’arrivismo del Primo Console e viene accontentato, per due volte presenta le dimissioni, la seconda volta esse vengono accettate.

    Si reca a Saint-Omer, residenza della moglie, dove trascorre quasi un anno e mezzo ed assiste alla nascita del suo secondo figlio, Ippolito.

 

 

     Viene eletto al Tribunato e va ad abitare in Rue Saint-Francois, nel Marais, in una casa modesta. Bonaparte lo nomina cavaliere della Legion d’Onore. Ma la lotta col Primo Console continua quando, come per il Consolato a vita così per l’Impero, Carnot vota contro! Compra, a pochi chilometri da Parigi, a Presles, una terra dove andrà a vivere con la sua famiglia. Su raccomandazione di Clarke, Napoleone gli concede una pensione di 10.000 franchi annui, come ex ministro della guerra. Carnot vive, infatti, male, non si è mai arricchito! Diventa membro dell’Ecole Politecnique, dove, a sedici anni, entra suo figlio Sadi. Nel febbraio del 1813 muore sua moglie. Bonaparte ha bisogno di lui e lo richiama come Governatore d’Anversa, promuovendolo, finalmente a generale di divisione. La situazione è critica, gli eserciti alleati sono tutti rivolti contro la Francia, ma Carnot organizza per mesi la resistenza e solo dopo che il Governo provvisorio francese gli annuncia la sconfitta di Napoleone, ritorna in Francia. Napoleone è confinato all’isola d’Elba, Luigi XVIII ritorna al potere. Carnot si presenta alle Tuilieries ma il re lo saluta appena. Napoleone evade dall’isola d’Elba e ritorna in Francia. Lo nomina ministro dell’Interno.

Carnot, come al solito, riorganizza il ministero ma nulla può contro la disfatta di Waterloo. Napoleone deve abdicare, l’unico ad essere contrario è lui! Ma Napoleone abdica, Carnot reclina il capo tra le mani e piange calde lacrime!

La Francia, e con lei anche lui, è perduta! Viene nominata una Commissione di governo di 5 membri, tra cui lui e Fouchè. Carnot riceve il delicato incarico di far sloggiare dall’Eliseo, Napoleone.

    Gli consiglia di andare in America, là dove potrà trovare accoglienza ed eventualmente riprendere a combattere i Borboni! Ma Napoleone non fa alto che ritirarsi alla Malmaison, il seguito è noto.

    Intanto i Prussiani sono entrati alle Tuilieries ed interrompono le deliberazioni della Commissione di governo, chiedendo, come primo risarcimento, 100 milioni di franchi!

Il 24 luglio, il nuovo governo emette un decreto di proscrizione di generali e marescialli, insieme a quello degli uomini politici, Carnot è il primo della lista!

    Egli accetta l’invito dello Zar ed inizia un lungo e periglioso viaggio che lo vede, insieme a suo figlio Ippolito ed alla fida cameriera Josephine, per mezza Europa.

Per Vienna, Cracovia, egli giunge finalmente a Varsavia dove si stabilisce e viene accolto bene. Ma la gelosia del granduca Costantino, lo mettono di fronte alla necessità di recarsi altrove.

Viene accolto in Prussia, nella città di Magdeburgo, dove vive in una casa modesta persa in affitto.

Deve vendere la sua proprietà in Francia, ma non si abbatte.

Nella notte tra il 2 ed il 3agosto del 1823, dopo sette anni di esilio, muore.

 

  

   

 

GALLERIA DEI PERSONAGGI