PAUL BARRAS
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Paul de Barras, visconte, nasce a Fox-Amphoux, nel Var (dipartimento Provenza-Alpi-Costa Azzurra) nel 1755. La sua famiglia risale alle Crociate. Nel 1222, infatti, un suo avo, Jean de Barras partecipò alla 5^ crociata. Lo stemma di famiglia è composto da uno scudo con bordi dorati e tre fasce azzurre (barre – barras – n.d.a.).
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E’ il quarto di dieci figli, sei dei quali moriranno in gravi incidenti. La madre, per sua stessa ammissione, è la sua prima maestra. Gli studi (nel convento dei Carmelitani) non sono per lui che un momento da dimenticare. A sedici anni entra nei Cadetti – Gentiluomini delle colonie (reggimento della Linguadoca) e viene inviato nelle Indie. Vive in maniera avventurosa, tra assalti e naufragi. Prima a Pondichery, poi a Madras, ritorna in patria perché i Francesi sono stati sconfitti dagli Inglesi. Si reca a Marsiglia, poi a Brest e di là a Parigi. Entrato in contrasto col Ministro della Marina, il Maresciallo de Castries, si dimette.
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| Rientrato in Francia, egli si reca, completamente privo di mezzi, a Parigi, dove sopravvive grazie a delle rimesse da parte di una vecchia parente che risiede a Marsiglia. Fa parte della folla che assiste alla presa della Bastiglia, egli non ha ancora idee ma comprende che deve abbandonare la sua posizione di aristocratico. Infatti, consigliato da Mirabeau, si iscrive alla Massoneria e poi al Club dei Giacobini. Partecipa alle elezioni per l’Assemblea Legislativa ma non viene eletto, viene però nominato amministratore del dipartimento del Var e membro dell’Alta Corte di Giustizia di Orleans. Il 13 gennaio del 1791, si sposa, nel suo paese natale, con Félicite-Pelagie Templier, figlia di un ricco mercante. Lei ha 32 anni, lui 37. Rientra a Parigi, giusto in tempo per assistere alla giornata del 10 agosto 1792, così viene nominato, insieme a Freron, Commissario presso l’Armata d’Italia, già Armata del Mezzogiorno. Abbiamo detto “assistere” e non partecipare, infatti Barras vive questi momenti rivoluzionari solo da spettatore, ma il suo giudizio ci dà un’aspetto di novità, secondo lui non è la folla rivoluzionaria la vincitrice della Bastiglia e delle Tuilieries, ma le truppe ben organizzate delle Guardie Francesi, nel primo caso e dei battaglioni di Marsigliesi e dei Bretoni, i cosiddetti “Federati”, presenti nella capitale, nel secondo caso! L’Armata è comandata dal generale d’Anselme. Si stabilisce a Nizza, dove trascorre un periodo dolce e gioioso della sua vita! Le sue doti di amministratore, però sono indiscutibili! Ma egli è stato eletto deputato supplente alla Convenzione e così riguadagna Parigi. Dubois-Crancé opta per il dipartimento delle Ardenne e così egli entra alla Convenzione come ottavo deputato del Var. Poi, dopo che il processo al re è già iniziato, e lui è assente, ritorna a Parigi e ne vota la morte. Interessante è la sua motivazione della morte del re: “E’ per la proclamazione della Repubblica che Luigi XVI è morto”! La sua coscienza è tranquilla. E’ nominato, insieme a Freron, Rappresentante in missione nel dipartimento delle Basse ed Alte Alpi. Dopo un periodo trascorso in questa occupazione, si reca nella sua natia Fox-Amphoux, per riposarsi.
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| E’ ancora inviato come Commissario presso l’Armata d’Italia, dove l’esercito è guidato dal generale Brunet, che egli fa arrestare. Poi viene inviato a Tolone che combatte contro gli inglesi che l’assediano. E’ lì che incontra per la prima volta il giovane Bonaparte, capitano di artiglieria. Due sono le controverse interpretazioni dei fatti, la prima, secondo Barras è che Napoleone abbia svolto, a Tolone, solo una figura secondaria, anche se attiva ed intelligente, nell’eseguire gli ordini del generale Dugommier, vero vincitore della battaglia per la ripersa della città. La seconda versione è quella di Napoleone, contenuta nelle Memorie di S.Elena, dove l’Imperatore, pur descrivendo il coraggio di Barras che assalta la città al comando delle truppe francesi (il forte Faron sarà da lui preso alla carica), si attribuisce tutto il merito della sconfitta degli Inglesi. La situazione di Tolone è simile a quella di tante altre città che si ribellarono durante la rivoluzione. I cittadini, sindaco in testa, consegnano la città agli Inglesi ed agli Spagnoli, che hanno 30.000 uomini, navi comprese in rada. L’esercito rivoluzionario incaricato di riprendere la città, conta 25.000 uomini. Tolone, quindi, viene riconquistata, i traditori passati per le armi, alcune case (contravvenendo agli ordini di Parigi che avevano decretato di raderle tutte al suolo) vengono distrutte, si cambia il nome di Tolone in quello di Port-de-la-Montagne. Sui fatti e misfatti di Barras, come di tanti altri Rappresentanti in Missione, si è molto discusso. Bisogna innanzitutto precisare che questi rappresentanti, ricevevano, all’atto della loro nomina, il seguente ordine: “Che la vendetta sia terribile!”, ed è anche comprensibile tutto ciò, data la situazione in cui si trovava la Repubblica! Ma Robespierre è terribile e lo mette sotto accusa davanti al Comitato di Salute Pubblica. Barras non perde tempo, conosce la potenza del suo nemico: Robespierre! Si allea con Freron, Tallien e Fouchè, si riunisce con loro nei caffè, come il Corazza o al ristorante chez Doyen, ai Campi Elisi. Barras ha abboccamenti sia con Robespierre che con Fouquier-Tinville, il primo non lo ascolta neppure e si limita a… sputare a terra, poiché sta facendo toeletta, il secondo gli sottopone due liste di proscritti, la prima di generali, la seconda di patrioti, Barras gli consiglia di soprassedere. La sua casa, in Rue Traversiere-St.Honoré, è trasformata in arsenale. Nessuno lo prenderà senza che egli si sia difeso, e nessuno lo cerca! Fouchè, che non si fa vedere di giorno alla Convenzione, lavora però la notte, comunicando casa per casa, agli altri deputati, le notizie di cui è in possesso. Si tratta della loro Vita o di quella dell’Incorruttibile: la scelta è facile! L’8 Termidoro Robespierre pronuncia un vago atto d‘accusa contro i contro-rivoluzionari, ma non ne fa i noni. La Convenzione non approva il suo discorso. La sera, al club dei giacobini, la situazione si capovolge, alcuni deputati vengono cacciati fuori dal Club, Couthon parla in difesa di Robespierre. Ma è al mattino del 9 Termidoro che si compie il destino dell’Incorruttibile, Collot d’Herbois e poi Thuriot, che fungono da Presidenti del giorno dell’Assemblea, gli negano la parola, St.Just che va in suo soccorso non viene lasciato parlare perché aggredito da Tallien. Si chiede la messa in stato d’accusa di Robespierre. La Convenzione emette il decreto!
(Hotel de Ville) |
| Con Robespierre viene condannato a morte anche St.Just e poi, su loro richiesta, Le Bas, ed il fratello minore dell’Incorruttibile, Augustin ed, infine, il paralitico Couthon. Trasportati prima alla prigione del Lussemburgo e poi alla Conciergerie, i detenuti vengono liberati dai rappresentanti della Comune e portati all’Hotel de Ville dove si organizza una resistenza. Hanriot, braccio destro di Robespierre e comandante della Guardia Nazionale parigina, si prepara ad assaltare la Convenzione. Sotto questa spinta, Barras viene designato comandante in capo delle forze fedeli alla Convenzione. Posto il suo comando in Place de Carrousel (nei pressi del Louvre – n.d.a.), Barras riesce a raccogliere quattromila uomini e 40 cannoni, ma la notizia più confortante per lui è quella che molti uomini fedeli a Robespierre cominciano a passare dalla sua parte.
(Place du Carrousel) |
| Infatti, quando egli finalmente arriva alla Place de Greve, trova Robespierre già ferito alla mascella e Le Bas che si è sparato un colpo di pistola. I condannati vengono, per suo ordine, portati alla Conciergerie e di là, sulla ghigliottina in Place de la Revolution, dopo esser passati per Rue St.Honorè, sotto la casa abitata dall’Incorruttibile, là dove Danton gli aveva lanciato l’anatema che anche lui avrebbe fatto quella strada sulla stessa carretta dei condannati a morte.
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Il Destino è compiuto. Il corpo di Robespierre viene gettato nella stessa fossa dove giace quello di Luigi XVI (l’ex cimitero della Madeleine, ora Chapelle Expiatoire – n.d.a.), solo che mentre le ossa dell’ex re verranno traslate a St.Denise, quelle dell’Incorruttibile verranno gettate insieme alle altre dei tanti morti della Rivoluzione (ed ora presumibilmente giacciono nelle Catacombe di Parigi, in Place Denfert-Rocherau-n.d.a.). Le carte di Tallien Freron e Barrs vengono recuperate dal deputato Cortois e restituite da Barras al legittimi proprietari. Negli appunti di Robespierre verranno trovati i documenti originali del famoso e famigerato Armadio di Ferro, che tanta parte ebbero nel processo di Luigi XVI. L’Incorruttibile è caduto e Barras si dimette con questa lettera:
“Cittadini ho accettato di buon grado la nomina a generale comandante in capo le truppe di Parigi, onore ai soldati della Guardia Nazionale che hanno ben meritato, Parigi è calma, l’ho percorsa tutta. È tutto tranquillo. Pertanto mi dimetto dalla carica di generale comandante in capo. Salute e Fraternità”.
Si apre qui un dibattito sulla possibilità che Barras abbia fatto fuggire il giovane Luigi XVII dalla sua prigione del Tempio, ma prove sicure non ce ne sono. Barras aveva fatto solo visita al giovane, per verificare il suo stato di salute e lo aveva trovato gravemente ammalato, aveva dato, quindi, disposizioni per una maggiore igiene nella sua cella. Tutto qui, anche se Giuseppina, nel 1815, affermerà, in una sua lettera indirizzata allo Zar di Russia, il contrario! La carriera di Barras è rapida: Presidente della Convenzione, Membro del Comitato di Sicurezza Generale: niente male per un ex capitano della guarnigione di Pondichery! Ma la piazza è ancora turbolenta, i realisti vogliono prendere il potere. Già dall’11 Vendemmiaio si sa che il popolaccio sta organizzando manifestazioni violente, Barras riceve ancora una volta il comando militare di Parigi. Si fa portare da Carnot una lista dei generali a disposizione e legge il nome di Buona-Parte (così veniva indicato all’epoca il futuro imperatore) e si ricorda di lui! Napoleone, dopo la caduta di Robespierre, è stato imprigionato nel Forte Carrè ad Antibes, poi liberato, ha raggiunto Parigi, dove in pratica è disoccupato. Non ha accettato un comando in Vandea, ma ha ripiegato su un modesto incarico nell’Ufficio cartografico del ministero della Guerra. I fatti sono noti, il 13 Vendemmiaio Napoleone è incaricato di sconfiggere i ribelli di destra. Con l’aiuto di Murat, comandante di uno squadrone di cacciatori a cavallo, che conta 300 uomini, che porta cannoni dall’accampamento, fuori Parigi, dei Sablons, alla chiesa di St.Roch, centro dell’insurrezione, si sbarazza con pochi colpi d’artiglieria e alcune centinaia di morti, degli insorti realisti. Napoleone entra così nella Storia! Anche qui si è molto discusso sulla effettiva portata del colpo di mano del giovane generale, ma è Barras che ci toglie dall’imbarazzo. Nel suo discorso tenuto alla Convenzione per rendere conto del suo operato, afferma: “Richiamo all’attenzione della Convenzione Nazionale il generale Buona-Parte, è lui che, con le sue disposizioni pronte e sagge ha difeso lo Stato. Io chiedo che la Convenzione confermi la nomina di Buona-Parte al posto di generale in seconda dell’Armata dell’Interno!”. Entra in scena Giuseppina. La bella creola è l’amante di Barras, ma, inopinatamente, dopo il 13 Vendemmiaio, ella sposa Napoleone. Il generale corso era a conoscenza della tresca? Alcuni storici ritengono di No, ed è possibile! Il 9 Marzo del 1796, nel Municipio dell’11° arrondissement, i due convolano a nozze. Testimoni: Barras e Tallien. Come dono di nozze Barras offre al giovane generale la nomina a capo dell’Armata d’Italia.
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| Trascureremo quello che Barras dice nelle sue memorie di Bonaparte, la sua tesi è quella che il giovane generale corso abbia molti meno meriti di quello che lui h tramandato nelle sue Memorie di S.Elena, e ciò è comprensibile, quello che più fa rimanere attoniti, anche solo per una questione da “gentiluomini” è il quadro che egli fa di Giuseppina: amante forsennata, ha amato anche dei negri, donna del generale Hoche, altamente “democratica”, non disdegna neanche di andare a letto con il suo segretario, passa poi a Barras, dopo averlo irretito e lasciato cuocere a fuoco lento!
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Barras, quindi, afferma di averle preferito Teresia Cabarrus (alias Madame Tallien – n.d.a.). Così sarà anche per Bonaparte, quando ella capirà che il giovane corso può diventare un cavallo vincente, anche grazie alla sua amicizia con Barras! Ma intanto è il Direttorio a governare la Francia. Barras, insieme ad altri quattro colleghi (Letourner, Carnot, che ha sostituito Sieyés che non se l’è sentita, Larevelliére-Lepaux, Reubell), secondo ciò che prevede la Costituzione dell’Anno III (1795), e i deliberati delle nuove assemblee (il Consiglio degli Anziani e quello dei Cinquecento).
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La nuova Guardia del Direttorio Esecutivo è composta da 120 fanti e 120 cavalieri, in uniformi a dir poco… eteroclite! La povertà dell’apparato e le figure meschine degli uomini che lo compongono si avviano al Lussemburgo, sede del nuovo governo. Da una finestra della casa della cartomante Madame Lenormand, due donne applaudono l’unico che si salvi tra quei tristi figuri: Barras, alto, maschio, dai lunghi capelli corvini. Sono Giuseppina e Madame Tallien. Su un piccolo tavolo bianco ed alcune sedie di paglia, i Direttori stendono il primo verbale della loro seduta! La situazione economica è grave: l’assegnato è stato sostituito da un mandato che ha meno dei due terzi del valore del primo, manca denaro al Tesoro dello Stato, chi lo può trovare? ma Napoleone, naturalmente, con la sua Armata d’Italia. Il generale si vanterà di aver “fornito” al Direttorio ben 50 milioni! Il generale corso è infatti già partito per l’Italia: il 9 si è sposato, l’11 marzo è partito! I rapporti tra Buonaparte e Barras cambiano, così come sono cambiate le loro posizioni. Napoleone è famoso nell’opinione pubblica per le sue numerose vittorie, Barras ascende alla alte vette del potere! Si distingue subito tra i suoi colleghi che vivono una vita modesta, tra gli affetti familiari.
(Palais de Luxembourg) |
| Al Lussemburgo occupa il primo piano, e prende possesso delle belle stanze che guardano sulla Rue de Vaugirard, al Louvre si apre un piccolo salotto dove riceve i suoi numerosi amici, ma è la Corte femminile quella più ragguardevole! Oltre che da Giuseppina, essa è composta da: Madame Tallien, Madame de Recamier, la più bella, Madame de Stael, la moglie del banchiere Hamelin, Madame de Chateaurenaud, Madame de Chastenay, la contessa de Fleurien, la marchesa de la Tour du Pin, la sua preferita, Mademoiselle Lange, che entra nelle sue stanze con gli attori del Teatro Francese. Barras è il “Re della Repubblica”, acquista il castello de Grossbois, a 4 chilometri da Parigi. Da dove vengono tutti questi denari? Ma non è solo Barras ad arricchirsi, Bonaparte pretende di essersi portato dall’Italia solo 300.000 franchi, Bourienne, suo segretario afferma che erano 3 milioni! E’ l’epoca dei facili arricchimenti, la morale non esiste! Del resto tutti i generali, chi più chi meno, partecipa alla festa! E’ la reazione al tanto sangue versato dal Terrore, bisogna comprendere il momento storico! Napoleone non stima Barras, lo definirà: “il capo dei marci!”. Ma Barras non è solo un crapulone o un donnaiolo, è anche un mecenate. Ama il teatro, la poesia, la musica. L’orchestra degli alunni del Conservatorio si esibisce spesso nei suoi saloni, l’attore Talma declama versi di Corbeille e Shakespeare, il poeta Jeanson declama: “Au sein de rose (è il nome con cui Barras chiama Giuseppina) Heureux bouton, tu vas mourir, Moi, si j’étais bouton de rose, Je ne mourais que de plaisir, Au sein de rose ! » . Chiunque avesse dei dubbi sulla, relazione tra Barras e Giuseppina… Ma è Teresia Cabarrus (Madame Tallien) l’altra donna che Barras ha amato!
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| Napoleone sosteneva che a quell’epoca erano le donne a comandare, ma Barras non aveva avuto il minimo pudore, una volta stancatosi di Giuseppina e di Teresia, di “cedere” la prima a Bonaparte e la seconda al banchiere Ouvrard! Teresia gli era stata sempre amica, anche quando Barras andrà in esilio a Chaillot, e diventerà la principessa di Chimay. Giuseppina, sicuramente era rimasta sua amante, come testimonia la numerosa corrispondenza con Barras, specialmente durante la spedizione di Bonaparte in Egitto. Le motivazioni di questa spedizione non risalgono solo alla realtà di allontanare Bonaparte da Parigi. Egli è diventato membro dell’Istituto, cosa poco importante per la sua grande ambizione e, soprattutto, per la sua popolarità, ma anche perchè la Francia ha bisogno di altri mercati.
(La battaglia delle Piramidi) |
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Napoleone ha fatto intravedere il suo vecchio sogno: eguagliare Alessando il Grande, passando dall’Egitto penetrare in India e riconquistare quegli spazi ora in mano agli Inglesi! Quali sono le mire di Bonaparte sulla Francia? Certo egli è il vincitore dell’Italia, ma ora è tornato in patria, il governo che c’è (il Direttorio- n.d.a.) lui lo disprezza, come vedremo quando sarà accolto con grandi e solenni festeggiamenti al suo ritorno dall’Italia! Fu Eugene, figlio di Giuseppina, ad avvertire la madre che Napoleone stava tornando in Francia, con l’intenzione di separarsi da lei, appoggiato dai membri della sua famiglia! Con l’audacia che l’aveva sempre contraddistinta, Giuseppina riuscì però, dopo pianti e strilli, dopo aver messo di fronte al generale i suoi due figli, a rientrare nel letto di Bonaparte. Così niente separazione e… carriera per il futuro. Infatti, Giuseppina, aveva intuito l’ascesa del giovane generale corso ed aveva scelto di conseguenza! L’ambizione del Direttorio è quella di salvare la rivoluzione in un regime con carattere di stabilità. Ma ciò è oltremodo impossibile. Rivolte a destra e sinistra, la Vandea, ecc… Allora esso si trova combattere i suoi nemici con i colpi di stato. Infatti, ben tre ne vengono portai a termine prima di quello di Bonaparte del 18 Brumaio, e cioè: 1) 18 fruttidoro Anno V (14 settembre 1797) con il quale vengono repressi i moti di Destra, dopo la repressione e l’uccisione di Babeuf e dei suoi seguaci, 2) 22 floreale Anno VI (1 maggio 1798), che porta un colpo a Sinistra, con l’ausilio del generale Augerau, già aiutante di Bonaparte in Italia, poi nominato Comandante dell’Armata Germanica, già della Senna e della Mosa, Armata che era stata comandata dal famoso generale Hoche (vecchio amante di Giuseppina – n.d.a.), morto giovane, pare in seguito ad un avvelenamento!
(Il generale Augerau) (Il generale Lazare Hoche) |
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3) 30 prairale Anno VII (18 giugno 1799), nel quale vengono sostituiti i Direttori, tranne Barras, naturalmente, e cambiata la maggioranza repubblicana nei consigli. Barras si è sempre giustificato,nelle sue Memorie, invocando la legittima difesa, egli che aveva conosciuto il Terrore e si era salvato! Ma i colpi di stato costituiscono un terribile precedente e Bonaparte ne farà tesoro per il Suo del 18 Brumaio!
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| Botot, segretario di Barras, diventa intermediario tra il generale ed il Presidente del Direttorio. Non è facile difendere Napoleone, per gli errori che commette, specialmente per la spedizione in Egitto, ma Barras lo fa. Anche lui ha fatto evidentemente un calcolo politico ed ha puntato sul cavallo vincente! Il 10 dicembre 1797, al Lussemburgo e poi nella sala di ricevimento dei Direttori, Barras accoglie Bonaparte e gli prepara due festeggiamenti, con relativo banchetto. Bonaparte dice poche parole che fanno presagire futuri scontri con il Direttorio (“Attendo, per la felicità della Francia un nuovo governo e delle leggi più giuste…”), si fa servire da un suo fidato maggiordomo! Fouchè fa carriera, prima, caduto nella miseria più nera, fa il venditore di maiali, poi Fornitore delle Armate francesi ed infine, per interessamento di Barras, Agente per l’Italia, di Polizia naturalmente! Talleyrand comincia a tramare, anche lui alla ricerca di una spada che lo porti alle alte vette del potere. Barras con lui, come con gli altri che diverranno artefici della sua sconfitta, rivela particolari sulla sua vita privata e sulle sue relazioni sentimentali, definendolo vecchio p….. e donnaiolo impenitente, data anche la sua tarda età!
(Fouché) (Talleyrand) |
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Merlin de Thionville, nuove Direttore, in uno sfogo con i suoi colleghi si ricorda di Robespierre, St.Just e Le Bas e li definisce “Incorruttibili”, affermando che quelli sì possedevano il Rigore Morale!
(Merlin deThionville) |
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Così anche quando Barras, stretto dall’offerta di Bonaparte, dopo il 18 brumaio, di andarsene, offerta portatagli da Talleyrand e Bruix, cederà, lo farà sicuramente per un calcolo: egli non ha amici, non ha sostenitori, come può sperare di vincere Bonaparte, che ha uno Stato Maggiore di prim’ordine, generali provati nel comando ed una intera famiglia al suo servizio?
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Barras è completamente isolato, tradito da tutte le parti! Talleyrand e Fouchè si gettano dalla parte di Bonaparte, solo Teresia gli resta amica e quando ella lo incita a difendersi, risponde: “E’ troppo tardi!”. Eppure si chiede la sua firma, cosa di cui si poteva fare a meno, per ratificare il colpo di stato del 18 brumaio, in cambio, naturalmente di svariati milioni! Pare anche che poi lo si chiami per una riappacificazione, ma la cosa fallisce! Bernadotte prepara una congiura per assassinare il primo console, ma Barras esclama: “ Eh sì! Bella cosa per uccidere un dittatore, mi ricorda tanto Cesare…Non avrei mai il coraggio di piantargli un colpo di pugnale nel cuore!”. Gli viene consigliato da Fouchè di allontanarsi da Parigi, poi viene arrestato e perquisito, infine diffidato a risiedere almeno 40 leghe dalla capitale, pena la deportazione. Dal 1801 al 1805 si trasferisce a Bruxelles. Viene privato del castello di Grossbois, subisce numerosi arresti, fino a quando non ha il permesso di ritirarsi nel Midì,in Provenza. Ma anche lì trama contro Napoleone, appoggiando Moreau e Murat. Anche i parenti di Barras vengono imprigionati, sorvegliati, ecc…, come sua cugina, Madame de Montpezat. Ma le cose vanno male anche per Napoleone che viene esiliato all’isola d’Elba, Barras corre a Parigi, così come farà dopo Waterloo, per organizzare la resistenza al nemico ed arruolare nuove truppe! Tutti gli ex regicidi, tranne lui, vengono esiliati, i Borboni sono ritornati sul trono di Francia! Ma nonostante i continui abboccamenti, i rapporti con Luigi XVIII non migliorano. Barras trascorre l’ultimo periodo della sua vita nella sua casa di Chaillot, ora abbattuta e sul cui sito sorge il palazzo di Chaillot (alle spalle della torre Eiffel – n.d.a.). Ammalato è assistito solo da sua moglie, ritornata da lui e da sua cugina. Giuseppina è morta da tempo. Il 29 gennaio del 1829 egli muore all’età di 73 anni. |