STORIA DEI BASSIFONDI DI PARIGI

NEL MEDIOEVO

 
 

 

INDICE

 

-L’ARCHITETTURA URBANA DI PARIGI

 

-LA POPOLAZIONE

 

-I QUARTIERI DELLA DELINQUENZA

 

-I LUOGHI DELLA PROSTITUZIONE

 

-DEI DELITTI E DELLE PENE

 

-GLI OSPEDALI DI PARIGI

 

-I MENDICANTI

 

-I VAGABONDI

 

-LA TAVERNA

 

-FRANCOIS VILLON

 

 

L’ARCHITETTURA URBANA DI PARIGI

 

Nel rigonfiamento tra la Senna ed il fiume Bièvre (ora interrato-n.d.a.), nel Neolitico, si forma un’isola, quella de la Cité.

 

(Fleuve Bièvre)

 

 

La Senna lambisce Montmartre!

 

 

 

L’isola, nel III secolo a.C., richiama i coloni celti della tribù dei Parisii, che vi restano fino all’arrivo dei romani (I sec. D.C.). la città assume il nome di Lutetia o Lutetia Parisiorum.

In quest’epoca la città si espande sulla riva sinistra ed a metà del IV secolo assume il nome della tribù.

Conquistata dai Franchi, Parigi diviene un centro politico importante, un nodo di traffico commerciale e di irradiazione della cultura latina.

Nel IX secolo i Vichinghi la saccheggiano, così i suoi abitanti abbandonano la riva sinistra per trasferirsi su quella destra.

 

(L’Isle de la Cité è assalita dai Vichinghi)

 

Nel X secolo i conti di Parigi rivendicano il titolo di re che ottengono nel 987 (Ugo Capeto-n.d.a.), alla metà dell’XI secolo Parigi è sede dei re di Francia.

 

(Hugues Capet)

 

 

La Citè ospita il Palazzo reale e la cattedrale che ingloba la vecchia chiesa di S.Stefano.

Il centro del commercio si sposta dalla Cité ad una località chiamata Champeaux, vicina al fiume, dove sorgono i mercati generali, le Halles.

Alla Greve sorge il grande porto di Parigi, con la Hansa, la più potente associazione mercantile dei mercanti fluviali, ma anche i macellai erano degnamente rappresentati. La vita ritorna sulla riva sinistra, dove sorgono i faubourgs, come quello di St.Marcel e St.Germain.

L’autorità regia è affermata dal Prevosto, poi gli si affianca quello eletto dalle varie Associazioni mercantili e che risiede nell’Hotel de Ville.

 

(A Sx l’antico Hotel de Ville con i piloni)

 

Dopo una breve parentesi senza il Sindaco, causata da numerose rivolte, questi ritorna per volere del re.

Lo Chatelet accoglie il Tribunale Criminale e quello del Commercio, ma vere e proprie Enclaves sono costituite dai monasteri, con le loro terre e la loro giurisdizione, si può quindi facilmente trovare che all’angolo di una strada finisca la giurisdizione normale per cadere in quella ecclesiastica!

Il re Filippo Augusto chiude Parigi in una cinta di mura lunga 5 Km e mezzo circa, per una superficie di 152 ettari, poi la riva sinistra si riempie di costruzioni, con l’incoraggiamento del re, così sulla riva destra, dove solo nel 1300, si contano più di 30 strade fuori le mura.

 

(Philippe Auguste)

 

Così nel 1400 una seconda cinta, per volere del re Carlo V, ma solo sulla riva destra aumenta la superficie dentro le mura, mentre su quella sinistra, le vecchie mura vengono solo rinforzate. La superficie dentro le mura diventa di 439 ettari e tale rimarrà per tutto il Medioevo.

 

(Enceinte de Philippe Auguste)

 

Nel 1209 il Papa riconosce la Comunità (Universitas) di maestri e studenti, teologi e professori famosi faranno il resto!

 

 

 

LA POPOLAZIONE

 

Il primo censimento della popolazione di Parigi, in verità molto contestato dagli storici, ci dà un numero variabile tra 200.000 e 250.000 abitanti.

Vi è il re che sposta la sua sede dal Palazzo della Citè all’Hotel de Saint-Paul nel Marais o allo chateau de Vincennes, tutte residenze fuori dalla portata della folla!

 

                                                                                                  

                       (Palais de la Cité)                                                               (Resti dell’Hotel Saint-Paul)

 

(Donjon du chateau de Vincennes)

 

La corte, con i nobili, che risiedono vari mesi all’anno nella capitale, i borghesi, orgogliosi di esserlo, ricchi perché la capacità di consumo dei nobili è elevata.

I ricchi mercanti, non dimentichiamolo, partecipano anche al governo della città.

Accanto ai grandi commercianti e certamente più numerosi, vi erano gli artigiani, si può affermare, infatti, che intere strade erano occupate dai loro negozi, uno accanto all’altro.

Un’altra comunità numerosa era costituita dal clero, numerose chiese, 20 monasteri e gli uffici di corte, garantivano un ottimo reddito.

Anche l’ambiente dell’Università, come per secoli sarà chiamato il quartiere della riva sinistra, che solo nel XIX secolo assumerà il nome di Quartiere Latino, era numeroso, oltre 10.000 erano gli studenti ed i loro maestri, italiani, polacchi, tedeschi, ecc…

I quartieri ricchi erano per lo più nella Cité e nel nord della riva destra, quelli più poveri a sud, ma le case dei ricchi spesso confinavano con quelle dei poveri ed una vera e propria distinzione tra essi non esisteva né in senso orizzontale, né in senso verticale, nei palazzi, ad esempio abitavano ricchi e  poveri, la pigione era però più bassa man mano che si saliva, il sottotetto era quello meno pagato!

 

 

I QUARTIERI DELLA DELINQUENZA

 

Secondo l’opera del Sauval sono:

1= la Cour des miracles, in Rue Neuve Saint-Sauveur,

 

(Rue de Saint-Sauveur-Paris-2)

 

2=la Truanderie, la prima di queste strade maledette, nella parrocchia di S.Eustache, nel quartiere delle Halles,

 

 

3=Rue Richard des Poulies, poi ridenominata Rue de Francs-Bourgeois, dove abitavano i borghesi, franchi di imposte, ma che dovettero sloggiare, data la loro cattiva condotta.

 

 

Molte sono le viuzze e le stradine malfamate, come:

1=Gran-cul-du-sac, nella parrocchia di S.Nicolas, confinante con quella di St.Merry (ora Baubourg-n.d.a.),

2=I luoghi adiacenti al Cimitero degli Innocenti ed il cimitero stesso, dove si ritrovavano ladri, prostitute ed affini!

 

 

 

I LUOGHI DELLA PROSTITUZIONE

 

E’ attribuita a Luigi IX la disposizione dei luoghi adibiti alla prostituzione, il re, cioè, preoccupato che questa si esercitasse nei quartieri ricchi o accanto alle case dei borghesi od alle chiese, avrebbe indicato 8 luoghi per esercitare questa antica professione!

Vediamoli:

1=Abreuvoir de Paris, sulla riva sx della Senna, accanto alla parrocchia di St.Severin,

 

 

2=Rue Fromental, nel quartiere universitario, nella parrocchia di St.Genevieve,

 

 

3=Rue Glatigny, detta la Valle dell’Amore, nella Cité, da cui le “donnine” presero il nome di “fillette de Glatigny”,

 

4=Rue Chapon fuori le mura, nella parrocchia di S.Nicolas,

 

 

5=Baillehoe,

6=court Robert de Paris, tutte e due nei pressi della chiesa di St.Merry,

7=Rue Champ-Flory, nella parrocchia di St.Germain l’Auxerrois,

8=Bordel de Tiron, nella parrocchia di St.Paul (Marais-n.d.a.).

 

 

DEI DELITTI E DELLE PENE

 

Dalla giustizia privata si passa al concetto di reato perseguibile d’ufficio e di ambiente criminale, cioè di un ambiente “sospetto” da cui può scaturire un reato. L’ambiente sospetto e quindi da  sorvegliare è un ambiente di cattiva fama, ladri, prostitute, rissaioli sono coloro che possono commettere cattive azioni. E’ su queste persone che può essere iniziata un’istruttoria d’ufficio.

Il diritto consuetudinario contemplava i reati, in primis, il tradimento e l’omicidio. La magistratura e la polizia sono orientati verso i gradi inferiori della scala sociale, cioè verso quelli che quotidianamente sfiorano il delitto!

L’apparato poliziesco era esiguo, quindi, le pene dovevano essere particolarmente severe per far paura! Ne citiamo alcune:

1=Impiccagione. Era prevista per: omicidio premeditato, tradimento, violenza ad una donna, incendio doloso di casa, eresia, sodomia, furto di beni (dal terzo furto in poi-n.d.a.),

2=le cosiddette “pene di poco sangue”, riferite ai ferimenti, come l’ammenda od il carcere,

3=il Bando, una persona, cioè, veniva bandita dal suo luogo di residenza, il bandito non poteva tornarvi o per un lasso di tempo limitato o per sempre, ciò lo rendeva un vagabondo, un fuggiasco.

4= il Carcere. Vi si ricorreva di rado, l’accusato e l’accusatore venivano imprigionati, questo per assicurare la presenza di entrambi al processo.

Con lo sviluppo della città i rapporti tra gli abitanti diminuivano, l’insicurezza aumentava. La cinta muraria, se proteggeva dai pericoli esterni, non valeva per quelli interni, i ladri, scappavano facilmente dalla città, scalandone agilmente le mura mezze rovinate!

A vigilare sulla città erano i gendarmi dello Chatelet, sotto il comando del Prevosto di Parigi: 80 a piedi ed 80 a cavallo, per fuori Parigi, saliti poi a circa 400 e 400, ma ridimensionati dalle associazioni professionali delle guardie stese a 220.

 

(Le Grand Chatelet de Paris)

 

Accanto a loro 12 alabardieri per la guardia personale del Prevosto che svolgevano anche funzioni di polizia.

Per la giurisdizione ecclesiastica ci si serviva di guardie, ma per lo più erano incaricate solo di eseguire le sentenze.

La corruzione era molto estesa tra le guardie dello Chatelet, molte delinquevano, come ci ricorda il poeta e scrittore del ‘400, Francois Villon.

 

 

Al coprifuoco, dovevano essere spente tutte le luci, tutte le attività cessavano. 30 guardie giravano per la città, facendosi annunciare da squilli di tromba, 60 borghesi costituivano una sorta di guardia civica che affiancava quella reale. La Guardia regia è composta da 20 uomini a cavallo e da alcune decine a piedi.

L’apparato poliziesco è debole, quindi, il numero dei delitti rimasti impuniti è alto.

La Tortura è il mezzo più praticato per far confessare i criminali. Naturalmente quale serietà può avere una prova simile, si, il reo confesso può ritrattare, ma solo prima dell’esecuzione della sentenza!

La maggior parte dei reati era costituita da furti, i ladri erano un’associazione con regole precise? Sauval afferma di si e sostiene addirittura che vi erano delle prove per entrare in una simile genia. Per lo più, però, le bande erano stanziate fuori Parigi, nella città vi si recavano solo per svernare l’Inverno e godere dei piaceri come i bordelli o le taverne.

L’ambiente del ladri era di varia provenienza, in primis il mondo dell’Università specie nel tardo medioevo, quando la laurea non garantiva nessun impiego proficuo.

Anche i chierici partecipavano al crimine, la semplice tonsura garantiva loro l’esclusione dalla giurisdizione normale e riservava loro quella ecclesiastica, meno severa.

Ma non sono i semplici tonsurati a delinquere, a loro si aggiungono i sacerdoti ed i monaci, la causa è presto trovata: la mancanza di benefici e di prebende!

 

(Risse tra studenti)

 

Il mondo dei giocolieri e dei menestrelli, che hanno una  loro associazione professionale, è anch’esso coinvolto nel crimine, i loro rappresentanti si ubriacano, rubano, ecc…

Ma è il mondo della prostituzione ad essere particolarmente preso di mira. Abbiamo già visto che, nonostante tutti i tentativi per allontanare queste “donne di piacere”, donne gioiose”, chiamate anche con un termine simpatico, la cosa continuava in maniera imperturbabile! Ci sono stati tramandati i nomi di alcune di queste protagoniste della “Valle dell’Amore”:

-Marote de Chartres,

-Catelot de Port saint-Landry,

-Perenele, detta anche Mademoiselle,

 -Jehanette d’Arras, detta la Piccarda.

Apposite norme regolamentano, oltre le strade in cui può essere esercitata la loro professione, gli orari, i vestiti che devono indossare, ecc…

Al primo gradino vi sono quelle di professioni, le “pubbliche”, perché controllate dal prevosto di Parigi in persona. Le loro casette vicino alle rive della Senna, contornate da giardini, le ospitano con i loro clienti.

Rue Glatigny e Rue Mascon, nella Cité, davanti al palazzo episcopale ed a Notre Dame, suscitavano particolare scandalo.

Ma l’avvocato delle prostitute ha buon gioco nell’affermare che: “queste donne esercitano un mestiere pubblico, in vie pubbliche che non potrebbero essere adatte ad altri mestieri”!

Si lavora solo di giorno e non di notte, ma il divieto è violato spesso!

Oltre a queste donne residenti, vi sono donne dedite solo occasionalmente a questo mestiere, es. le filatrici, le domestiche.

Quali sono i luoghi dove esse incontrano i probabili clienti? Le taverne, i bagni pubblici, che nonostante i divieti sono segnati dall’equivoco e persino le chiese. Le guardie del capitolo di Notre Dame hanno arrestato varie donne che nei giardini della chiesa…

Gli abiti delle prostitute sono contrassegnati, a volte da strisce bianche sulle maniche, o, come a Tolosa esse devono indossare cuffie bianche, è loro vietato usare abbellimenti come merletti, colli di pelliccia, ecc… Esse li indossano per un motivo psicologico, quasi come a compensazione del triste mestiere che esercitano. Nel caso di trasgressione, questi ornamenti vengono loro strappati e confiscati dal tribunale.

Gli “houliers” sono i protettori delle prostitute, vivono con loro e … di loro! Le ruffiane, o mezzane, sono punite, perché spesso inducono alla prostituzione giovani e sposate non appartenenti a quel mondo, con il bando od il marchio col ferro rovente.

Maria Maddalena era la loro protettrice ed esse si organizzavano in una Confraternita.

 

 

GLI OSPEDALI DI PARIGI

 

Il concetto medievale di ospedale era riferito più all’assistenza materiale che a quella della salute, si trattava, cioè, per la maggior parte, di ospizi. La gran massa di poveri era la causa di tutto ciò.

Ricordiamo:

1=l’Hotel de Dieu, nella Cité,

 

 

2=Hospice de Saint-Jacques-du-Haut-Pas, accanto all’omonima chiesa, in Rue Saint-Jacques,

 

 

3=Ospedale di Sainthe-Catherine, in Rue St.Denise, per le donne,

 

4=l’ospizio di Sainte-Avoie, per le vedove,

 

5=6=Sainte-Madeleine e Filles-Dieu, per le prostitute,

 

7=ospedale Saint-Esprit, per gli orfani, a cui dava anche un mestiere,

 

 

8=l’ospedale per i ciechi dei Quinze-Vingts.

 

(In basso, al centro, l’Ospedale dei Quinze-Vingts)

 

9=i Lebbrosari, tranne quello di St.Lazare, gli altri, per ovvie ragioni, si trovavano fuori città.

 

(L’ex leproserie, poi prigione di St.Lazare)

 

 

I MENDICANTI

 

I mendicanti, nel Medioevo, non soltanto venivano tollerati, ma erano anche considerati necessari, i buoni cristiani, tramite loro, potevano fare opere di carità ma il loro gran numero, la falsità delle loro dicerie e delle loro ferite, spesso portavano ad un atteggiamento diverso.

Di fronte ai mendicanti professionisti, o “pitocchi della parrocchia”, vi erano quelli occasionali, detti anche “poveri vergognosi”, che ricevevano la beneficenza, ma non mendicavano.

Il passaggio dalla mendicità alla criminalità era facile, rivestirsi di panni sporchi di farina, imbevuta nel sangue animale, era uno dei tanti imbrogli che essi esercitavano. Le ordinanze reali vietavano l’accattonaggio dei “belistres” (falsi mendicanti uomini) e belistresses (falsi mendicanti donne) esercitato con imbroglio ed ai mendicanti falsi era comminata una pena di 30 giorni di carcere duro, a pane ed acqua.

Eleggevano un re ed una regina? E’ probabile, si associavano in consorterie per limitarne il numero, questo è sicuro.

 

 

 

I VAGABONDI

 

La mobilità, a differenza di quanto si può pensare, nel Medioevo, era alta. Oltre alle migrazioni di intere popolazioni, come i barbari, si assisteva alle migrazioni dei contadini, dalle campagne alle città, come di singoli soggetti. Il grande storico Henri Perenne ha affermato che le città sono state abitate, in origine, dai vagabondi!

Ma una sola persona che viaggiava destava sospetto, perché si allontanava dal controllo della società!

Viaggiava il re, viaggiavano i nobili, per diporto, i mercanti, per affari, i funzionari ed i dignitari della Chiesa, per dovere d’ufficio. Viaggiavano gli artigiani ambulanti, gli studenti, alla ricerca delle più celebrate università o per un impiego adatto a loro.

Guillaume du Breuil, giurista francese, definiva il vagabondo un uomo che non ha dimora, ma questi, ogni tanto aveva bisogno di fermarsi, o per fame o per ripararsi dai rigori dell’inverno e quale rifugio più adatto di Parigi, dove nessuno ti conosceva?

La situazione del vagabondo si aggrava nei periodi di crisi, come la Peste Nera che mieterà un terzo della popolazione europea.

 

 

I lavoratori diminuiranno ed i salari saliranno alle stelle. Così Giovanni II il Buono, con la sua Grande Ordinanza prescrive che i vagabondi, non dediti ad alcun lavoro ed in buona salute, lascino Parigi entro 3 giorni. Se non lo faranno, essi saranno assoggettati a:

-4 giorni di carcere a pane ed acqua, per il primo arresto,

-la gogna, per il secondo,

-la marchiatura ed il bando, per la terza volta.

 

(Jean II dir le Bon)

 

Ma anche i ricchi oziano, così l’Ordinanza prescrive che essa è diretta a chi non ha mezzi di sussistenza! E’ anche vietato ubriacarsi e giocare d’azzardo.

Tutte le ordinanze successive prescriveranno, nel tentativo di eliminare il vagabondaggio, lavori forzati, come la manutenzione delle mura, lo scavo di canali, ecc…

Altro tipo di vagabondo è l’artista, che sceglie nuovi maestri, frequenta scuole rinomate e perciò deve viaggiare. Similmente gli artigiani della pietra, ecc…

I rigattieri sono un’altra categoria a rischio, ne esistono di due tipi, quelli con i banchi alle Halles, quelli ambulanti, su di loro specialmente si appunta l’attenzione delle autorità perché essi sono ricettatori di merce rubata, spesso anche i committenti!

I rigattieri ambulanti riescono però ad avere assegnato il muro del cimitero degli Innocenti, ma non riescono ad entrare nelle Halles.

 

 

LA TAVERNA

 

I ritmi di lavoro, nel medioevo, erano segnati dalla natura, si lavorava, cioè, dall’alba al tramonto, ma era un lavorare “soft”, inframezzato da frequenti pause, dal pasto e da divertimenti. Più spesso, però, ci si divertiva appunto nei giorni di festa. La taverna era il luogo, dove si bevevo, si giocava d’azzardo, si facevano nuove conoscenze e … si organizzavano crimini!

Duecento è la cifra stimata a Parigi, qualcuno ha azzardato 4.000, ma sembra un dato chiaramente fasullo! Seduti ai tavoli, uno accanto all’altro, vi erano nobili, chierici, artigiani, sfaccendati. Naturalmente è vietato giocare d’azzardo, ma il divieto, come molti altri, è continuamente aggirato.

 

 

Così veniva colpito anche il gioco d’azzardo, anche se la posta era costituita dal vino. Attorno ad un tavolo gli uomini ubriachi erano capaci di tutto!

Così anche il gioco dei dadi, che veniva anche praticato all’aperto, accanto a Notre Dame o nel chiostro di St.Jacques.

 

(St.Jacques la Boucherie)

 

Si giocava con soldi ma anche con abiti, pugnali, insomma il gioco d’azzardo era un vero e proprio mestiere!

 

 

FRANCOIS VILLON

 

Nasce a Parigi l’8 aprile del 1431, orfano di padre, viene adottato dal canonico di St.Benoit, Guglielmo.

 

 

Si diploma in Arte all’Università, ma vagabondo, viaggia e commette vari rati, tra cui il ferimento di un canonico e la morte di un sacerdote. La pena di morte gli viene commutata dal re in 10 anni di carcere. Scrive poesie ed altre opere, in cui parla dettagliatamente del mondo dei ladri, del loro gergo e della loro vita.

 

 

 

Villon è legato alla banda dei Coquillards, così chiamati perché si fingevano pellegrini, che avevano come loro distintivo una conchiglia. Più di mille uomini, specializzati nel furto col grimaldello, compirono centinaia di reati, anche a Parigi, prima di essere scoperti!

E’ proprio Villon che ci svela l’Argot, il linguaggio cifrato dei banditi, una specie di calambourre o gioco di parole, vediamone qualcuna:

-vigneron, è il tagliaborse,

-envoyeurs, è un assassino,

-roi Davyot è il grimaldello.

La forca si trova lontano dal centro della città, sulla collinetta di Montfaucon, ed è là che si conclude al vita del delinquente!

 

 

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