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SIMBOLOGIA ARALDICA
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Nel Medioevo le figure dell’araldica nascono sui campi di battaglia, perciò sono dipinte di vivaci colori e portano figure grandi e stilizzate.
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(Il cavaliere Hartmann von Aue) |
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Questi stemmi, in Europa, seguivano regole precise ed indicavano il blasone di una famiglia.
(L’Europa del XII secolo) |
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Sull’origine di queste figure ci sono tre teorie, tutte confutate dalla moderna scienza araldica: 1=la prima teoria fa risalire questi segni all’epoca romana, 2=la seconda agli usi celtici, 3=la teoria orientale che fa discendere questi segni da un’importazione orientale da parte dei crociati. Le figure araldiche nacquero, invece, alla metà del 1100, dopo la prima Crociata, quando non esistevano ancora. Esse nacquero dalla necessità di farsi distinguere nella mischia della battaglia e nei primi tornei. Sugli scudi a forma di mandorla (amande) vi erano figure di animali, fiori o disegni geometrici.
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Questi simboli passano poi ad identificare il nobile, quindi il soggetto nel gruppo. I re, come quelli di Francia, i Capetingi, lo avranno solo in seguito. Il fiore di giglio apparirà solo nello stemma del principe Luigi (il futuro Luigi VIII-n.d.a.), figlio di Filippo II Augusto. Già nel passato era appartenuto al conte di Thouars, nobile normanno.
(Comte de Thouars-820 c.-d.C.) (Capetingi-c. 1210 d.C.) |
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All’inizio non si deve pensare che gli stemmi erano solo appannaggio dei nobili, anzi, il professor Pastoureau afferma che essi erano un po’ i biglietti da visita di oggi, infatti, essi erano usati da artigiani, comunità e mercanti. Poi divennero appannaggio dei nobili e dei loro titoli, passando di diritto anche nell’eredità.
(I Macellai di Parigi) (La città di Parigi) |
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(Il Prof. Michel Pastoureau, titolare della cattedra di Simbologia Araldica) |
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Così gli stemmi, anche in forma di sigilli, si applicano alle donne ed ai non nobili, agli ecclesiastici.
(Stemma del vescovo di Parma) |
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Dai disegni reali si passa a figure immaginarie, si contano, in Europa, alla fine del 1600, più di 10 milioni di stemmi! Gli stemmi vengono usati su stoffe, abiti, palazzi e tombe, come quella di Philippe Pot, ciambellano di Luigi XI.
(Tomba di Filippo Pot) |
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Dal 1700, soprattutto in Francia, si ha il declino di questa simbologia. Nel 1696, un Editto reale prevedeva l’istituzione di un Armorial Général, lo scopo non tanto segreto era di far cassa, ma pochi si iscrissero, la tassa, esosa per l’epoca era di 20 livres. Così, il 3 dicembre del 1697 fu previsto un Ruolo, dove era obbligatorio iscriversi, altrimenti si veniva iscritti d’ufficio. Persone che non si erano iscritte, non solo si trovarono nel Ruolo, ma ebbero anche stemmi di fantasia, a volte anche ridicoli, come un farmacista bretone che ebbe, nel suo stemma, una siringa e tre vasi! Il 19 giugno del 1790, l’Assemblea abolì tutti gli stemmi ed i segni araldici. Con la caduta della monarchia, 21 settembre 1792, tutti i simboli dei re di Francia furono cancellati o distrutti come ad es. il fleur de lys. Ma questo non deve indurre in errore, con la nascita della repubblica, infatti, una nuova simbologia prese il sopravvento, quella rivoluzionaria!
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La restaurazione e l’Impero non riuscirono a riportare in auge il simbolismo araldico. Napoleone ristabilì le armi nel 1808, ma con proprie regole. Luigi XVIII le abolì.
(Stemma dei duchi dell’Impero-Napoleone) |
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Si ritornò al Medio Evo, tutti potevano, come ancora oggi in Francia, inventarsi un proprio stemma, unico limite: non copiare quello di altri! Le armi si compongono di due elementi:
1=colore, 2=figure.
I colori base sono 6. In Francia:
I=or (jaune), II=argent (blanc), III=gueules (rouge), IV=sable (noir), V=azur (bleu), VI=sinople (vert).
Il settimo colore, porpora, è usato raramente. La tonalità del colore dipende dai tempi, cioè dall’epoca e dalla volontà del pittore. Ad es. l’azzurro dello stemma dei capetingi, in alcune epoche, era blu.
(Francia antica) (Luigi X) |
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(Luigi XVIII) |
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Questi colori vengono divisi in due gruppi: 1° gruppo: l’argent e l’or, 2° gruppo: gli altri. I due gruppi devono essere diversi. Esempio: se lo scudo ha il fondo rosso, il leone, la figura che deve inserita, deve essere o d’argent o d’or.
(Stemma di Richard Coeur-de-Lion) |
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Eccezioni si sono verificate quando, ad esempio, il re d’Inghilterra Enrico III, all’atto di assumere il titolo di re di Francia, inserì i suoi colori, il rosso, con quelli del regno francese, l’azzurro. Il colore è l’elemento essenziale, cioè esso non può mancare. Per le figure se ne contano tre tipi: 1=animali, 2=figure geometriche, 3=piccole figure, come losanghe, ecc… Il leone è la figura principale degli animali, è il re del blasone! Negli stemmi dell’Europa orientale si trova raffigurato anche l’orso. Il leone è in genere in piedi o di faccia, in questo caso assume il nome di leopardo. Esempio, lo stemma dei re inglesi, come quello di Riccardo Cuor di Leone (Vedi figura sopra-n.d.a.). In questo caso si parla di: “leone passante avente la testa di faccia”. L’altro animale è l’aquila, rivale del leone, è presente nel 2% degli emblemi europei. Meno frequenti altri animali, come il lupo presente nell’araldica spagnola.
(L’aquila) (Il lupo) |
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Casi meno frequenti per gli animali domestici, come il cane, i bovini, per le armi dei non nobili, i montoni, per le città e le comunità religiose.
(Levriero: Curières) (Montone: Campagnac) |
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Il cavallo, invece, è il grande assente nell’araldica. Troviamo gli uccelli, come i cigni, la colomba e il pellicano appartengono alle armi degli ecclesiastici. Vi è, inoltre, un piccolo uccello stilizzato, quasi un disegno, chiamato “merlette”, molto diffuso nella Francia del Nord. Si incontrano anche pesci, come il delfino, con una grossa testa.
(Armi del Delfino di Francia) |
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Sono anche presenti figure di mostri o ibridi, come la chimera, il drago, il liocorno. Le prime armi hanno una struttura semplice: una figura di un colore posta su di un campo di un altro colore, poi esse vengono divise, se ne conteranno ben 324 nello stemma della famiglia gallese dei Lloyd of Stockton e 256 in quello della regina Vittoria.
(Stemma della regina Vittoria) |
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Importante è poi l’epaisseur, l’ispessitore, che divide lo scudo in più campi. Ci sono elementi aggiunti nelle armi, come il cimiero. Elemento di ornamento e di identificazione, nasce in battaglia e serve per spaventare il nemico.
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Araldica deriva da araldo, messaggero, oggi è una vera scienza! Le Armi Parlanti, sono armi in cui è inserito un motto, una frase, o dove le figure vengono spesso usate per far riconoscere, ad esempio, una famiglia.
(Marchesi de La Tour du Pin) |
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Altre armi servono a far riconoscere l’appartenenza d un gruppo piuttosto che ad un altro. Esempio ne è il leone, che indicava i seguaci dell’Imperatore, nel Sacro Impero Germanico della metà del 1300, e l’aquila, che invece indicava i suoi nemici. Così anche la rappresentazione di personaggi negativi, come dragoni, draghi, ecc… |
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