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ARMAND JEAN DU PLESSIS DE RICHELIEU |
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Nasce a Parigi il 9 settembre del 1585. Quinto di 6 figli, secondo di tre maschi, appartiene ad un’antica famiglia nobile, ma povera del Poitou.
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Suo padre, Francois du Plessis, signore di Richelieu ha anche avuto la carica di Gran Prevosto di Francia. Francesco IV, come Prevosto, amministrava la giustizia sia civile che criminale, era un uomo molto energico e varie volte aveva anche assistito alle esecuzioni. Non partecipa però all’esecuzione del duca Enrico di Guisa, ma esegue l’ordine di prelevare il suo corpo, bruciarlo e disperderne le ceneri nella Senna. Serve sotto Enrico III e giura fedeltà, dopo l’assassinio di quello, al nuovo re, Enrico di Navarra, che prende il nome di Enrico IV. Viene promosso Primo Capitano delle Guardie del re e riceve da lui un premio di 20.000 scudi. Ma viene colto da febbri e muore il 10 giugno 1590 a soli 42 anni. Francesco IV lascia sua moglie piena di debiti: ha perso al gioco, ha partecipato a numerose imprese commerciali, fallendo, così Suzanne de La Porte è costretta ad andare a vivere da sua nonna, una de Rochechouart. La vedova si salva dai debiti del marito, rinunciando alla successione ed all’eredità, anzi divenendone creditrice! Evidentemente ha avuto dei buoni consigli legali dalla sua famiglia di giuristi…!
(Città di Richelieu, l’ingresso) |
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Il termine “plessis” si riferisce ad una residenza fortificata cinta da una palizzata, il “maitre” di questa residenza ne assunse il nome, specialmente nella regione del Poitou, così parecchi erano i du Plessis. Comunque, a partire dal X e dall’XI secolo e poi, sotto Filippo Augusto (1201), troviamo un Guillaume du Plessis, che viene unanimemente ritenuto il capostipite del casato. Ricordiamo, poi, un du Plessis durante la guerra dei Cento Anni, sotto il regno di Jean le Bon e Charles V. Nel 1515, troviamo un ammiraglio di Francia ed una discendenza, da parte femminile, cioè da Anne le Roy, figlia di una principessa del casato di Dreux, imparentata direttamente al re Luigi VI il Grosso. Ecco perché il cardinale de Richelieu vantava origini reali e Luigi XIII lo scelse, anche per questo, come Primo Ministro.
(La città di Dreux nel Medioevo) |
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(Stemma dei du Plessis-Richelieu) |
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Viene battezzato nella chiesa di S.Eustacchio ed è una vera festa solenne, con un corteo di nobili che si reca fino alla casa del prevosto, in Rue de Buoloi, l’Hotel de Losse.
(Rue de Bouloi è accanto all’attuale Palais Royal |
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Il re non farà mai mancare nulla a questa famiglia. Armand, infatti, come regalo di battesimo, il re regala al padre di Armand, 118.000 scudi. Il piccolo Armand cresce così dai de Rochechouart, con la zia Marconnay.
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A nove anni, nel 1597, viene inviato al Collège de Navarre, a Parigi, per apprendere l’Arte Militare e seguire le orme del padre.
(Paris: Collège de Navarre) |
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(Paris, Rue Saint-André-des-Arts, sede del Collegio di Navarra) |
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Armand segue inoltre un Collegio militare che, secondo lo storico Roland Mousnier, potrebbe essere l’Accademia di Pluvinel, in Rue de St.Honoré. oltre alle normali lezioni di Matematica o di Algebra, segue con profitto la scuola di equitazione, fortemente rinomata, ciò gli servirà nell’assedio de La Rochelle.
(Antoine Pluvinel) |
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In questo periodo Armand si fa chiamare marchese de Chillou, ha un segretario, un lacchè, un cameriere personale. Ma la famiglia di Armand lo destina al Vescovato di Lucon che le appartiene per appannaggio reale, in quanto il suo primo fratello, Alphonse, ha rinunciato alla carica per diventare monaco, l’altro fratello più grande, Henry, è il capo della famiglia, così Armand deve rinunciare alla carriera delle armi. Non si trovano tracce della sua ordinazione a sacerdote, ma è prassi esentare i figli delle grandi famiglie, così per i suoi studi teologici. Dopo la nomina del re Enrico IV del 1606, Armand deve attendere quella del Papa del 1607. non dimentichiamoci che occorre una particolare dispensa, il giovane vescovo, infatti, ha solo 21 anni! Nel dicembre del 1609 si reca nel suo vescovato. Il signore del luogo, convertitosi al protestantesimo, de Saint-Gemmes è assente, lo ricevono il clero ed il popolo. La cattedrale ed il Vecovato sono in condizioni pietose, così egli viene ospitato nella casa di un gentiluomo del luogo. Lucon è un piccolo centro di sole 3.000 anime, il Vescovato è sotto le dipendenze dell’arcivescovo di Bordeaux. Il discorso iniziale di Armand è improntato alla tolleranza: cattolici e protestanti devono convivere in pace! Molti religiosi presenti arricciano il naso!
(La cattedrale di Lucon, nel Basso Poitou) |
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Ma se il paese è piccolo, la diocesi è media: 23 curati, 13 abati, 100.000 diocesani. La sua carica gli dà il titolo di barone e gli attribuisce il secondo posto dopo il governatore del Poitou, Sully, che ahimé è calvinista. Come vescovo Armand si deve occupare di giustizia, di cose militari e non soltanto di quelle religiose. Il suo primo sermone, che secondo Mousnier è più un discorso, verte sulla pace. Secondo Armand la pace pubblica si ottiene col rispetto del principe e delle leggi, mentre per quella familiare si devono evitare le inimicizie e le lotte fratricide. E’ già il discorso politico di un uomo d’azione! Scrive varie lettere all’arcivescovo di Bordeaux, il cardinale de Sourdis, esprimendogli piena devozione, del resto lo fa con tutti! Inizia, poi a mettere ordine nel clero della diocesi. Si impegna, per un terzo delle spese, alla ricostruzione delle volte della cattedrale e degli arredi sacri. Prende con sé l’abate Bouthillier, la cui famiglia ha aiutato la sua, dopo la morte di suo padre. Quest’uomo si ingegna di risolvere le controversie con il suo Capitolo, che gli dà sempre maggiori preoccupazioni e sarà impegnato in varie missioni da Armand. Indice due Sinodi e visita la sua diocesi. Punisce i religiosi che invece di occuparsi del loro ministero, vagabondano, si allea ed aiuta i frati cappuccini nella costruzione di un convento e di un ospizio. Molte diatribe ci sono con i protestanti che si sentono protetti dal governatore Sully, ma Armand gli fa comprendere che a Parigi c’è suo fratello Henry… Si adopera per la diminuzione delle tasse e dei balzelli. Il 14 maggio del 1610, però, Enrico IV viene assassinato, la famiglia può perdere il potente appoggio della casa reale, ma suo fratello Henry comprende il pericolo e si mette subito dalla parte della reggente. Il piccolo re, Luigi XIII, infatti, non è ancora in grado di regnare da solo: ha solo 9 anni! Dopo la sua consacrazione a Reims, la madre prende saldamente in mano il governo. Ma è la sera che ella spiega la sua vera natura: riceve a corte, una corte molto particolare, anche Henry, il fratello maggiore di Armand, che ella trova “piacevole e di buona nobiltà”, se lo dice lei!
(Louis XIII) |
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La serata della regina Madre si conclude con una visita della sua amica Leonora Galigai, mentre quelle del marito, Concino Concini, si hanno solo al mattino!
(Il trio: Galigai, Maria de Medici e Concini) |
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Ma Armand morde il freno, vuole recarsi a Parigi per servire Maria de Medici, così le scrive un “giuramento di fedeltà”. Finalmente, il 10 luglio del 1610 egli giunge nella capitale e va ad alloggiare in una casa poco lontano da Rue de Rivoli. Diventa amico del frate cappuccino Francois Leclerc du Tremblay, detto pere Joseph, che diventa la sua eminenza grigia, egli se ne servirà per le sue trattative diplomatiche.
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Il re compie 14 anni e, secondo la legge dell’epoca, diventa maggiorenne, il compito della Regina madre è finito? No, Luigi XIII le garantisce di continuare a comandare! I principi sono stanchi delle soperchierie di Concino Concini, prima nominato marchese d’Ancre e poi maresciallo di Francia, così si allontanano da Parigi, minacciando.
(Leonora Galigai) (Concino Concini) |
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(Marie de Médicis) |
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Su tutti dominano il principe di Condè ed il duca de Vendome. La regina madre allora decide di fare un Tour col figlio a cavallo, Condè aveva affermato che il re non poteva governare perché non sapeva neanche cavalcare, con uno strepitoso seguito di 5.000 gentiluomini. Maria de Medici ha bisogno di rafforzare il suo potere e di ingraziarsi i suoi fedeli, così raddoppia la pensione di Henry e chiama a Corte, come Grande Elemosiniere, Armand. Per metter fine alla querelle vengono indetti gli Stati Generali, Armand viene eletto deputato per il Clero e siede a Palazzo Bourbon. Viene quindi incaricato di leggere il Cahier del Clero, le richieste sono le solite, nulla di nuovo: diminuzione delle tasse, giustizia, ecc…, ma Armand chiude il suo discorso durato un’ora con complimenti sia alla regina madre che al giovane re. Ma Concini ingrandisce le sue mire, come Maresciallo di Francia ha diritto ad un suo apparato, così si circonda di un nugolo di guardie, Italiani e Svizzeri, i cosiddetti “uomini da mille franchi”. Egli vuole impossessarsi di una provincia, la Piccardia, per poi entrare in combutta con gli Inglesi.
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Ma altri avvenimenti importanti stanno per accadere, il re si reca in Guienna per sposare l’Infanta di Spagna, Anna e per “consegnare” sua sorella, Elisabetta di Francia, al futuro cognato. Il matrimonio viene celebrato a Bordeaux il 28 novembre del 1615.
(Il matrimonio di Luigi XIII con Anna d’Austria) |
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(Anna d’Austria) |
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Finalmente il principe di Condé accetta la pace che viene firmata a Loudun il 3 maggio 1616, egli ottiene la piazzaforte di Chinon, 1.500.000 di livres ed altre fortezze. Il maresciallo d’Ancre, Concini, viene indennizzato, al posto della Piccardia, viene nominato Luogotenente generale della Normandia.
(Chateau de Chinon) |
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Armand ha cercato di inserirsi in queste trattative, ma le sue missive al re ed alla regina, sono state ignorate, Intanto Muore Francois de Richelieu ed egli accoglie i suoi due orfani, di cui si occuperà personalmente, infatti una diventerà la duchessa d’Auiguillon e l’altro, Francois Vignerod, il futuro generale delle galere. Armand riceve il brevetto di Consigliere del Re nel suo Consiglio di Stato privato con una pensione di 2.000 lire, poi aumentate a 6.000 lire annue. Nello stesso anno, 1616, secondo alcuni, viene nominato Segretario di stato alla guerra, secondo lo storico Mousnier, invece, il vescovo di Lucon è soltanto un Incaricato d’Affari. Il suo arrivo al governo coincide però con la perdita della madre avvenuta il 14 novembre del 1616. Suo fratello Henry, il marchese de Richelieu, sospende il funerale per permettere ad Armand di partecipare, ma i suoi impegni di governo gli impediscono di andare a vedere sua madre per l’ultima volta! Viene affiancato a Villeroy, come Segretario di stato, poi, rimarrà da solo, la politica di Armand è di accostarsi alla Spagna. Il suo stipendio sale a 17.000 livres all’anno. Non mancano gli oppositori che gli contestano il fatto di essere vescovo, ma il Papa che ha fiutato il valore del vescovo di Lucon ed a cui piace l’opposizione del vescovo ai protestanti ed il favore che egli concede agli Spagnoli, da sempre strenui difensori della Religione cattolica, acconsente! Per prima cosa Armand cambia tutti gli ambasciatori francesi. La Spagna possiede vasti territori in Italia, come il Milanese, il Regno di Napoli, la Sicilia, vuole impossessarsi della Valtellina, importante nodo di comunicazione tra l’Italia e l’Austria.
(La Valtellina) |
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Armand propone una conferenza di pace da tenersi a Parigi, tra la Francia, la Spagna e Venezia, ma per l’opposizione dei Veneziani, che temono un’invasione della Valtellina da parte dei francesi, essa fallisce. Armand si dedica, poi, alla pacificazione interna, il principe di Condé è alla Bastiglia, ma gli altri nobili non demordono! Così il vescovo di Lucon prepara tre Armate: -la prima al comando del duca di Guisa, forte di 30.000 uomini e 40 pezzi dia artiglieria, -la seconda al comando del conte de Auvergne, -la terza al comando di Montigny, con suo fratello Henry come aiutante di campo. Il 24 aprile del 1617 il maresciallo d’Ancre è arrestato alle soglie del Louvre dal capitano delle Guardie Reali, il marchese de Vitry. Egli mette mano alla spada ed è freddato da 5 colpi di pistola. Armand è uno dei seguaci di Concini, non valgono a nulla le sue giustificazioni postume scritte nelle sue Memorie, secondo le quali egli voleva abbandonare il potere per un cappello cardinalizio! L’uccisione di Concini era un vero colpo di stato, il re, di appena 16 anni, non contava nulla, ma perché non lo consideravano affatto! Sua madre non lo faceva intervenire ai Consigli e se qualche volta prendeva la parola lo allontanava di peso! Sua moglie lo trattava peggio ancora, circondandosi di personale spagnolo, di spie, seguendo soltanto le istruzioni dell’ambasciatore della su nazione e vedendo il re solo per protocollo! Si può comprendere, quindi, che gli, alla notizia della morte del suo nemico, esclamasse “Ora sono il re!”: le umiliazioni subite lo avevano improvvisamente reso veramente maggiorenne! Alla ribalta ora viene il gentiluomo Charles d’Albert de Luynes.
(Blasone dei d’Albert, duchi de Luynes) |
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All’inizio, il giovane dolce e calmo, diventa amico del re, poi Luigi prende una vera e propria passione per lui, gli accorda onori e favori, la carica di Primo Falconiere che gli garantisce un appannaggio di 75.000 scudi, una camera sotto la sua, dove può accedere con una scala. Alla grazia di alcuni, succede la disgrazia per altri, Armand è ricercato, ma riesce a sfuggire alla cattura, avvertito da amici. Vedrà una scena che gli rimarrà impressa per tutta la vita. Il maresciallo d’Ancre è morto, il suo cadavere è denudato e sepolto in tutta fretta nella chiesa di St. Germain l’Auxerrois, la parrocchia dei re di Francia, proprio di fronte al Louvre, la folla, però, s’impossessa del corpo, lo tira per le gambe appendendolo alle campane della chiesa e ne fa scempio, proprio in quel momento Richelieu passa con la sua carrozza e se la scampa facendo gridare al suo cocchiere “Viva il Re!”, avrebbe potuto fare la stessa fine di Concini! De Vitry è promosso Maresciallo di Francia. Armand comprende che la sua salvezza sta nel rimanere accanto alla regina, così ottiene il favore di de Luynes che intercede presso il re, egli farà da tramite tra la Regina Madre ed il re, Maria de Medici deve lasciare Parigi e recarsi a Blois. Il vescovo di Lucon porta al re le richieste della madre: un asilo sicuro, un appannaggio degno di lei, ecc… Il re accetta tutte le condizioni e dà l’addio a sua madre. Nel cortile del Louvre una lunga teoria di carrozze si appresta a partire, nell’ultima vi è Richelieu che segue la regina nel suo asilo: è stato nominato capo del suo consiglio. Il re ora governa e presiede il suo Consiglio, ma solo agli affari importanti, gli altri li lascia ai suoi ministri. Armand riesce a restare consigliere di stato ma perde la sua carica di Segretario di stato che viene restituita al vecchio Villeroy.
(Luigi XIII nel 1622) |
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La Regina madre apprezza molto Armand, tanto che si firma “La Vostra buona amica Marie”, nonostante i due siano diametralmente opposti. Maria de Medici ha 50 anni, è grassa, mentre il vescovo di Lucon è magro, alto e roso dall’ambizione! Ma Lucon scrive al re, tramite i suoi ministri, egli è dunque un traditore! A corte si diffida di lui. Lucon “sente” qualcosa e si allontana, il 12 giugno del 1617 si reca a Loudun, il re gli scrive di non muoversi da lì. La Regina Madre va su tutte le furie, sia contro Armand che contro il re, ma non c’è nulla da fare, anzi, il re ordina al vescovo di recarsi a Lucon, sede del suo vescovato e di non muoversi da lì per nessuna ragione. A Parigi, intanto, si promuove un giudizio contro di lui, poi finalmente il re gli scrive che “adulare non significa tradire”, riferendosi alle lettere che Lucon aveva scritto al maresciallo d’Ancre, purtuttavia si decide di esiliarlo in Avignone, perché lì potrà essere sorvegliato più facilmente, a questa bisogna soccorrono i monaci: ma che Fraternità Cristiana! Assieme ad Armand si recano ad Avignone sia il fratello che il cognato, poi Hnery deve ritornare a Parigi per problemi ereditari, il re gli concede il permesso, ma non lo concede ad Armand che vorrebbe recarsi nella capitale anch’egli. Lucon è molto triste e scrive addirittura il suo testamento. Poi, inopinatamente, si mette a scrivere libelli contro i protestanti, confutandone le Teorie religiose.
(Avignone) |
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I suoi scritti, come “L’Insctruction du chretien” lo mette in luce presso i dottori della Sorbona ed anche presso il re. Il Parlamento decide che i sommovimenti della Regina Madre e dei nobili che la sostengono, non vanno puniti con la guerra come vorrebbe il re, ma che si deve trattare, Lucon è, di conseguenza, richiamato. Egli si reca da Maria de Medici per parlamentare, ma rimane fuori dal suo Consiglio. La Regina Madre lo accoglie con benevolenza. Il vescovo di Lucon le raccomanda di richiedere al re una residenza protetta ma di non mettersi con altri nobili contro lo stato e, di conseguenza, contro il re! Dopo varie trattative alla regina vengono concesse: Angers, Chinon e Pont-de-Cé. Armand piazza: -suo fratello Henry come governatore di Angers,
(Chateau d’Angers) |
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- Bettancourt, un devoto della sua famiglia, come governatore di Pont-de-Cé, -Chantelube come governatore di Chinon. Purtroppo, mentre Henry è il capo delle milizie di Maria de Medici ed Armand il capo del governo della Regina Madre, il fratello incappa in un duello con Thémines e rimane ucciso! Ora è Armand il capo della famiglia poiché suo fratello Alphonse è monaco. Egli sostituisce suo fratello, nel governo di Angers, con suo zio, il comandante de La Porte. E’ stato il Trattato di Angouleme, del 12 maggio 1619 a disciplinare il tutto. Il re vuole incontrare la madre, ma Armand cerca di ritardare questo incontro. Finalmente l’incontro avviene, dopo che, sembra, il re ha promesso un cappello cardinalizio ad Armand! Madre e figlio si incontrano a Tours il 5 settembre, ma al di là degli abbracci essi si scambiano solo poche parole: che tristezza! Il cappello cardinalizio va all’Arcivescovo di Tolosa, Lucon è stato giocato! Si ritira così nel suo vescovato, su consiglio di Francesco di Sales.
(San Francesco di Sales) |
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Il principe di Condé, dopo tre anni di prigionia, è liberato. Maria de Medici continua a complottare, questa volta, dalla sua parte, vi è il giovane duca de Rohan, che si allea con Montmorency e Chatillon. Il 7 luglio, il re, con Condè e suo fratello Gaston, parte con l’esercito per una campagna che lo vedrà vincitore nei confronti della madre. Anche questa volta l’ausilio di Armand si rivela prezioso per la pace. Il 10 agosto viene confermato il Trattato di Angouleme: la regina ed i suoi seguaci sono amnistiati, Armand riceve formale promessa del cappello cardinalizio, infatti, il re scrive all’ambasciatore francese a Roma, per interessare della cosa direttamente il Papa. Gli ambasciatori francesi intervengono in Germania dove viene firmato un trattato di pace tra cattolici e protestanti, ma La Rochelle mette a disposizione la propria città in favore del re d’Inghilterra. Gli Spagnoli si impossessano della Valtellina. Anche la Navarra ed il Bearn si agitano. Nel febbraio del 1617 è pronto un editto per incorporare il Bearn nel regno francese, i bearnesi protestano. Il re parte con l’esercito, entra vittorioso in Pau, crea un convento di cappuccini ed un Collegio di Gesuiti, abolisce la milizia bearnese, ecc…, ma poco dopo essi rialzano la testa creando a La Rochelle una Repubblica Riformata con a capo il duca de Rohan, discendente di Jeanne de Navarre. Richelieu era per la guerra all’esterno, il re decide per quella all’interno. Armand, per la seconda volta rimane senza cappello cardinalizio, il papa gli è contrario! De Luynes muore per febbri, l’avanzata di Armand è sicura! Nel 1622, nell’abbazia di Redon, Armand giura fedeltà al re, ma egli non si fida ancora di lui…
(Abbaye de Redon) |
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La regina entra nel Consiglio del re e “lavora” per Armand, prima arriva il cappello cardinalizio (5 settembre 1622), poi il suo ingresso nel Consiglio del re, ma solo come consigliere di stato (29 aprile 1624). Nel suo primo rapporto al re, Richelieu attacca Le Vieuville che viene messo sotto inchiesta per corruzione, è ora che Richelieu diventa “principale ministro del nostro Stato”, come recita un editto del re.
(Il cardinale Richelieu) |
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Non bisogna pensare ai ministri ed al Primo Ministro come si fa oggi, il governo del re è un governo d’assieme, i ministri , assieme ai segretari di stato, che sono quattro, partecipano alle riunioni del Consiglio, votano, ma l’ultima decisone appartiene solo al sovrano, egli può decidere, e decide, anche “solo contro tutti”, come afferma il Mousnier nella sua immortale opera “L’Homme Rouge”. Al mattino, alle 5, tutti i dispacci sono portati in un sacco di velluto verde nella camera del re, poi sono aperti dai 4 segretari e controfirmati dal sovrano, questa “convalida”, serve a qualificali e ad ottenere una risposta.. Richelieu è molto stimato anche dagli ambasciatori stranieri che in lui vedono già un eminente statista. Egli organizza una rete di informatori: deve sapere tutto e conoscere tutto per poter decidere! Per questo si serve degli ambasciatori ma anche dei frati cappuccini! Ma se è vero che l’ultima parola spetta sempre al re in tutte le questioni, al cardinale spettano sempre i consigli su tutto! Per questo egli incarnerà, per i suoi nemici, protestanti per primi, il Male in prima persona! Altro problema si presenta sotto l’aspetto religioso, Richelieu è per la Chiesa un “irregolare”, combatte, serve un capo, delibera sulle pene di morte e sulle mutilazioni, tutte cose proibite ad un appartenente al clero. Ma, come si direbbe oggi “fatta la legge, trovato l’inganno!”, la Chiesa, essendo sposa di Cristo, può dispensare da queste regole! Oralmente il papa lo autorizza ad esercitare le sue funzioni di ministro, ma Richelieu vuole uno scritto, così ottiene un Breve del Papa che però deve essere registrato dal Parlamento. Ma non finisce qui, ogni ecclesiastico deve leggere il breviario più volte nella stessa giornata, così Richelieu, su sua domanda, viene autorizzato a recitare solo l’ufficio della Croce. Il Consiglio del re esprime parere favorevole per il matrimonio della principessa Henriette-Marie, sorella di Luigi XIII e del figlio, il futuro re Carlo I, del re d’Inghilterra, Giacomo I, Richelieu è incaricato di condurre le trattative che devono prevedere libertà di culto non soltanto per la principessa cattolica, ma per tutti i cattolici inglesi, non è facile!
(Princesse Henriette-Marie) (Carlo I) |
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Il Trattato viene stipulato il 10 novembre del 1624, è un successo per Richelieu, con la principessa arriveranno in Inghilterra: un elemosiniere, 28 ecclesiastici e 100 personalità francesi per il seguito. Il matrimonio viene celebrato per procura a Parigi, poi, il cardinale offre, per festeggiare gli sposi, nel Palazzo del Luxembourg, una cena con spettacolo di fuochi d’artificio superba, che gli costa ben 40.000 lire tornesi. Richelieu riceve i complimenti del re d’Inghilterra e del suo favorito il duca di Buckingham.
(Gorge Villiers, duc de Buckingham) |
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In Italia, intanto, l’esercito francese, al comando di Annibal d’Estrée, sconfigge le truppe papaline e libera la Valtellina. I signori protestanti si rivoltano nuovamente, questa volta il loro capo è il duca de Soubise, fratello del duca de Rohan. Egli ha a disposizione 9 vascelli e così s’impadronisce dell’Isola del Re che si trova di fronte a La Rochelle. Poi, prende anche l’isola di Oleron.
(L’Ile de Ré) |
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(Duc de Soubise) |
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(Ile de Oleron) |
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Richelieu considera i due fratelli degli Anticristo. La Francia appoggia gli Svizzeri contro lo strapotere della Spagna e dell’Austriaci, cioè degli Asburgo. Richelieu propone al re, per la prima volta, di allargare il suo Consiglio ad altri rappresentanti illustri della Nazione, nasce così l’Assemblea dei notabili. Il 29 settembre del 1625 l’Assemblea si riunisce a Fontainebleau. Quasi nessuno parla, poi tutti si rimettono al cardinale che prende la parola e raccomanda al re di difendere l’onore della Francia e di intervenire in Italia, se necessario, anche con la guerra! Il suo discorso è applaudito dai presenti e del re che si conforma al parere di Richelieu. Il 2 maggio del 1626 viene ratificato un trattato secondo il quale La Valtellina è del cantone dei Grigioni, il passaggio è riservato alla Francia. Si tratta ora di sposare il fratello del re, Gastone d’Orleans. E’ un giovane sciocco di 18 anni, suo padre, Enrico IV aveva pensato alla più ricca ereditiera di Francia, la marchesa de Montpensier, discendente dei Guisa. E così è. Ora, però, poiché non ci sono eredi diretti, in quanto, pare che Anna d’Austria abbia già subito un aborto, Gaston è l’erede diretto della corona di Francia e, quindi, oggetto di oscure trame! Il 5 agosto del 1626 vengono celebrate le nozze tra i due principi.
(Gaston d’Orleans) (Marie de Borboun, duchesse de Montpensier) |
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Intanto a corte si diffonde quello che era accaduto tempo addietro, alle nozze di Henriette de France. La regina Anna si era scelto, come cavalier servente, il duca di Buckingham che, invece di comportarsi da cavaliere, aggredì la donna per sedurla! Scandalo a corte, ma successivo perdono di Anna! Gaston complotta, il marchese de Chalais, innamorato e ricambiato, della duchessa di Chevreuse, vedova di de Luynes, poi risposata, tenta di rivoltare i grandi contro il re ma viene arrestato. Stessa sorte per i due fratelli di Vendome.
(Marie de Rohan, duchesse de Chevreuse) |
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(Gaston Henry de Talleyrand conte di Chalais) |
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Istruito il processo, il conte di Chalais viene condannato a morte. La madre implora la grazia a Richelieu ma il cardinale non lo può salvare dall’accusa di lesa maestà. La duchessa di Chevreuse fugge in Lorena, Anna d’Austria viene ammonita dal re che le rimprovera il suo legame con la duchessa. La regina si inginocchia e promette fedeltà al sovrano, ma Luigi XIII conserverà verso di lei una profonda sfiducia. Nascono così le leggende che faranno di Richelieu argomenti da romanzo per Hugo e Dumas. Il cardinale, sempre malato, chiede al re di esonerarlo dai suoi compiti, ma il sovrano gli risponde che non può fare a meno di lui, la sua potenza è visibile: il re si reca da lui quando è malato, tiene il suo Consiglio a casa sua e quando non può parteciparvi, manda i suoi ministri a casa di Richelieu. Nel 1626 il suo stipendio, o pensione che dir si voglia, ammonta a 60.000 livres all’anno. Compaiono numerosi libelli in Latino, la lingua europea dell’epoca, i principali sono due: -Misterya politica, -Admonitio, in cui Richelieu viene dipinto come il difensore dei protestanti a discapito della religione cattolica. Richelieu è, quindi, l’Homme Rouge, il Diavolo, a cui si può attribuire qualunque nefandezza! Richelieu combatte ed ottiene che siano bruciati in Place de Greve, poi cerca di individuarne gli autori e sguinzaglia i suoi “mastini”. Anche per l’eredità Richelieu deve lottare. Poiché anche qui, come per il padre, l’ammontare è incerto, mentre tutti gli altri eredi rifiutano, egli accetta e liquiderà, volta per volta tutti i suoi parenti. Per le terre, poi, egli ha una vera passione. Tutto è iniziato da quando il re, che preferisce la campagna all’olezzo della capitale, esige che lo si segua nelle sue peregrinazioni, tra St.Germain en Laye e Fontainebleau.
(Chateau de St.Germain en Laye) |
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(Chateau de Fontainebleau) |
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Prima acquista le terre di Limours e Monthléry, poi case, terrazzo, giardini in Rue de St.Honorè e l’Hotel des Angennes, futuro Palais Cardinal. Richelieu è divenuto importante e riceve dal re una scorta, all’esterno ed all’interno del Louvre. Poi, come tutti i grandi, se ne procura una personale, generalmente egli è accompagnato da 30 gentiluomini!
(Il Louvre nel 1624) |
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Seguono gli acquisti di signorie e castellanie, come Beufort, Vitry, ecc… Qualcuno si meraviglia che Richelieu, vista l’estensione delle sue proprietà, non abbia ancora ricevuto il titolo di duca! Anche per i benefici ecclesiastici Richelieu la fa da padrone, riceve abbazie a non finire, la più importante e rinomata delle quali è Cluny, di cui diventa anche abate. Egli, però, non dimentica i suoi parenti a cui, nei vari anni legherà alcune abbazie minori.
(Cluny: i campanili) |
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Il cardinale ricopre vari incarichi di governo, con le annesse prebende, naturalmente. Dopo avere esercitato la carica di presidente del Consiglio della Regina Madre, abbiamo già visto che diventa “Principal ministro del re”, poi Gran Maestro della Navigazione e del Commercio e Governatore di Le Havre.
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Richelieu ha bisogno di navi da guerra per attaccare La Rochelle e per reprimere le scorrerie dei pirati barbareschi che infestano le coste della Provenza. Piano piano egli si serve dei vascelli mercantili facendone corazzare il naviglio ed armandoli. Per la sua carica di Gran Maestro della navigazione Richelieu entra in contrasto con Henri II de Montmorency, duce e Ammiraglio di Francia. Richelieu, approfittando della collusione del duca con Chalais, gli fa vendere le sue cariche a suoi accoliti, naturalmente lo farà indennizzare dal re con una rendita pari a 96.000 livres annue.
(Henry II, duc de Montmorency) (Il blasone del suo casato) |
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L’Assemblea dei Notabili, tenutasi tra il 2 dicembre 1626 ed il 24 febbraio del 1627 dovette prendere gravi misure. Il deficit era enorme, le spese delle guerre di Enrico IV, della reggenza e delle guerre di religione avevano dissanguato il tesoro reale tenuto nelle grotte della Bastiglia. Il re e Richelieu proposero: -diminuzione dei sergenti e dei sottufficiali, -diminuzione delle pensioni, -diminuzione delle tasse per i ceti più poveri, -devoluzione di parte delle spese per le Armate a carico delle Province, -regolamentazione della vendita dei grani. Volente o nolente l’assemblea approvò, anche perché il peso maggiore delle imposte non gravava su di loro, abilmente, infatti Richelieu le concentrò sul clero e sulle città, Nulla è cambiato sotto il Sole! Inizia l’attacco a La Rochelle. Gli Inglesi si muovono in forze, al comando di Buckingham, infatti, una forte squadra navale di 98 vascelli attacca l’isola del Re difesa da Toiras.
(Jean de Saint-Bonnet de Toiras) |
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L’assedio dura a lungo, gli assediati sono alla fame, nonostante Richelieu li rifornisca con ogni mezzo. Il re è malato, ma quando le sue condizioni di salute migliorano accorre a La Rochelle, così fa anche Richelieu. La città è cinta d’assedio dal duca d’Angouleme, comandante delle truppe reali. La guerra civile è ricominciata!
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(L’assedio de La Rochelle) |
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Richelieu decide di far sbarcare sull’isola del Re un contingente, gli Inglesi tentano inutilmente un ultimo attacco a Saint-Martin, ma falliscono ed abbandonano l’isola. Quando le truppe francesi sbarcano non trovano più nessuno! Un ingegner italiano, Pomepo Targone, crea un campo trincerato per le truppe reali, circondando letteralmente la Rochelle, è molto lungo e conta torrette e fortini.
(L’assedio) |
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Dal mese di ottobre si passa al mese di dicembre senza nessun apprezzabile risultato, le truppe non ricevono il soldo, il re deve rientrare a causa della sua malattia. Viene costruita una diga per circondare La Rochelle dal mare.
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Il re è già sul punto di abbandonare l’assedio, ma Richelieu, che si è recato presso di lui, lo dissuade. Infatti, una lega di spagnoli, olandesi, inglesi ed ugonotti francesi è pronta ad approfittare della situazione: occorre prendere La Rochelle. Il re, stimolato dalle parole del cardinale, ritorna a La Rochelle. Richelieu riceve la carica di Luogotenente Generale di tutte le Armate francesi. Gli inglesi preparano una grande flotta di 120 navi al comando di Buckingham, ma il duca viene assassinato dal puritano Felton il 23 agosto del 1628. La flotta, ridimensionata, salpa lo stesso, ma Rcihelieu ha buon gioco: La Rochelle capitola il 28 ottobre, oltre 13.000 morti, in città restano poco più di 5.000 abitanti. Il re entra a cavallo trionfante nella città stremata!
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Richelieu riceve felicitazione da tutti!
(Il re e Richelieu entrano vittoriosi a La Rochelle) |
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La Spagna, intanto briga in Italia per il possesso del Monferrato, la cui chiave è la fortezza di Casale. Il pretendente al ducato di Mantova, da cui essa dipende, è il duca di Nevers. Il re di Francia decide di prestargli aiuto.
(La fortezza di Casale) |
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Dopo molte incertezze, anche da parte del cardinale, il re prende il comando dell’esercito e si reca a Chiomonte, caposaldo della valle di Susa.
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Il duca di Savoia esita a dare il permesso di passaggio all’esercito francese, il re attacca, spada alla mano e vince i savoiardi. La pace è fatta con il figlio del duca, il principe di Piemonte. In cambio del passaggio e di Susa, il duca riceve Trino ed una rendita di 15.000 scudi. La via di Casale è libera! Gli spagnoli, come apprendono la notizia, levano l’assedio alla fortezza. I francesi arrivano da liberatori! Richelieu deve accorrere ora in Linguadoca, de Rohan si è nuovamente ribellato, egli, con l’aiuto degli inglesi intende formare uno stato protestante all’interno della Francia. Il re lo mette sotto processo e gli confisca tutti suoi beni. Una ad una cadono tutte le città del Midi, Nimes, Ales, ecc… Mountban si arrende e tributa grandi onori a Richelieu. Ciò desta la gelosia sia del re che della Regina Madre che esclama: “Io sono nulla, lui ha tutto il potere!”. Nel settembre del 1629, il ministro spagnolo Olivares fa riprendere le ostilità in Italia ai suoi generali, Spinola, de Lerme e Saint-Croix.
(Il conte-duca de Olivares) |
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Si pone il problema: la Francia deve intervenire o no? Richelieu è per l’intervento, Maria de Medici ed il ministro Marillac, no. A Lione si riuniscono il re, la Regina Madre e Richelieu, il re decide di intervenire. Nella notte tra il 18 ed il 19 marzo 1630 le truppe francesi passano il Doria e si impadroniscono sia della città che della fortezza di Pinerolo.
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Il 26 luglio muore il duca di Savoia Carlo Emanuele, gli succede il figlio Vittorio Amedeo, una tregua d’armi viene stipulata, dopo che i francesi hanno di nuovo assalito Casale. Muore il generale Spinola. E’ in questo periodo che Richelieu conosce ed apprezza un giovine ufficiale del papa, Giulio Mazzarino.
(Ambrogio Spinola) |
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Il re ritorna a Lione gravemente ammalato, la sua morte, che appare imminente, galvanizza i nemici di Richelieu, Si dice anche che il capitano dei moschettieri, Troisvilles sia pronto a sparargli, non appena morto il re. Purtroppo per loro, il re si ristabilisce e Richelieu rimane al suo posto! Il 20 ottobre arriva a Lione la notizia che i plenipotenziari francesi hanno siglato un Trattato di pace con la Germania, in cui è previsto il ritiro delle truppe dall’Italia, Il Trattato non è ratificato, i ministri francesi sono andati oltre il loro mandato! Si decide pertanto di annullare il Trattato. Ma la regina madre è pronta per defenestrare Richelieu, così gli comunica l’uscita da tutte le cariche che gli aveva conferito e raccomanda al re di farlo anche lui. Il re sembra accettare la risoluzione della madre, poi convoca Richelieu a Versailles e gli dice, dopo un colloquio di 4 ore, che egli è sempre al suo servizio ed esilia Marillac, complice di Maria de Medici: è la vittoria piena del cardinale! Al Palazzo del Lussemburgo, residenza della regina Madre, i cortigiani sono in subbuglio, uno di loro, un certo Bautru, afferma: “E’ stato il giorno degli Inganni!”. Ma la regina madre non demorde, afferma che lei non entrerà più nel Consiglio fino a quando ci sarà Richelieu. Allora il re la allontana a Compiegne dove la fa sorvegliare da una truppa di 1.500 uomini.
(Chateau de Compiegne) |
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Poi egli rallenta la sorveglianza, è allora che Maria de Medici fugge e peregrina per l’Europa lamentandosi della sua situazione. La sua ultima dimora è Colonia, ospite del pittore Rubens.
(Cologne, città dei Paesi Bassi spagnoli) |
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Il re confisca tutti i suoi beni e fa altrettanto con quelli dei suoi consiglieri. Adesso è la volta del fratello del re che si chiude in Orleans ed ammassa truppe. Il re marcia alla volta di quella città. Gaston si rifugia prima a Besancon e poi a Nantes ed accusa, al Parlamento di Parigi, Richelieu, secondo lui colpevole di lesa maestà. Il re fa cancellare al Parlamento queste accuse, perché false. Il fratello del re scambia alcune lettere con lui dove dichiara che il sovrano, senza saperlo, fa tutto quello che gli dice il cardinale1 Il re va su tutte le furie e gli risponde che è stato mal consigliato, Richelieu è il suo uomo! Per dimostrarglielo eleva le terre del cardinale in ducato. A Parigi circolano questi versi: “Ci git le roi notre bon maitre Qui fut vingt ans valet d’un prètre!”
(Le Armi del cardinale) |
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Richelieu si trasforma in mecenate, egli ha appreso tutto da Maria de Medici. Dopo il suo soggiorno in Rue des Mauviases-Paroles, si trasferisce al Petit Louxembourg, poi acquista l’Hotel de Angennes e lo fa ricostruire, trasformandolo in Palais Cardinal. Al progetto lavora l’architetto Le Mercier, che ha già lavorato alla Sorbona.
(Petit Luxembourg) |
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(L’architetto Le Mercier) |
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Il pittore Jacques Callot lo dipinge a cavallo, all’assedio de La Rochelle, accanto al re ed a suo fratello.
(L’assedio de La Rochelle di Jacques Callot) |
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Intanto l’Università della Sorbona è in piena riorganizzazione, Richelieu ne diventa il Sovrintendente e fa apportare importanti modifiche ed innovazioni. L’incarico è affidato a Le Mercier, viene costruita la nuova facciata su Rue St.Jacques, con due ingressi monumentali, una nuova cappella su quella quattrocentesca che cade in rovina ed una nuova facciata della chiesa.
(Sorbonne: la facciata) |
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(La chiesa) |
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E’ la volta dei castelli, quelli di Limours e Montlhéry vengono ceduti al re che li offre al fratello Gaston, in cambio Richelieu ingrandisce i suoi possedimenti della città di Richelieu e si prepara il suo nuovo palazzo.
(Chateau de Limours) (Chateau de Montlhery) |
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Intanto si pone la questione della Lorena, via di passaggio delle truppe spagnole per raggiungere l’Italia, i francesi vogliono impadronirsene. Di diverso avviso è, naturalmente il duca Carlo IV di Lorena, che appoggia gli Asburgo, sia per motivi religiosi che politici, infatti il suo territorio può essere facilmente occupato dagli Austriaci e dai tedeschi!
(Charles IV de Lorraine) |
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Mentre gli inviati francesi concludono la pace di Ratisbona e poi vengono smentiti, Mazarino, che la pensa esattamente come Richelieu, si adopera perché la Francia intervenga in Italia, restituendola agli Italiani, liberandola cioè dal giogo spagnolo.
(Jules Mazarin) |
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(Una rarissima immagine di Richelieu, ultimo a Sx e Mazzarino) |
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Il re di Svezia, Gustavo Adolfo, ricevuto l’aiuto in denaro del re di Francia, di un milione all’anno per 5 anni, parte con il suo esercito ed arriva fino a Vienna! Richelieu, dopo molti tentennamenti, decide di non intervenire, egli è un prete, come afferma il Mousnier e non può mettersi contro la cattolica Spagna! Egli non ammette la guerra di conquista ma solo quella difensiva. Gaston si sposa segretamente con la sorella del duca di Lorena ed attacca guerra al fratello, aiutato dal duca de Montmorency, ma il primo viene sconfitto e scappa a Bruxelles, il secondo, sconfitto anche lui, è catturato e condannato a morte. Nella battaglia di Lozen, Wallenstein, capo delle truppe tedesche, viene sconfitto, ma muore anche il re di Svezia Gustavo Adolfo: la Francia tira un sospiro di sollievo! Richelieu si serve della stampa, in particolare del Mercure francais affidato alle cure del suo amico pere Joseph, una Gazzetta che illustra la vita di corte, gli avvenimenti principali, ma che ha il difetto di uscire vari mesi dopo gli eventi. Inoltre il cardinale si serve dei pamphlets, soprattutto quelli di carattere politico. Oltre al Mercure, Richelieu si serve anche de La Gazette di Renaudot. Gli storici e la storiografia francese dell’epoca cadono anch’esse sotto l’attenzione del cardinale! Ricordiamo:
1=Charles Bernard signore di Souvigny, lettore del re e poi, per interessamento di de Luynes, storiografo di corte. Richelieu non lo considerava affatto.
2=Charles Sorel, signore di Souvigny.
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Nipote di Charles Bernard, autore di una Storia della Monarchia francese, pubblicata nel 1632.
3=Scipion Dupleix. Pubblicò varie opere, tra cui: -Storia generale di Francia, -Storia di Enrico il Grande, -Storia di Luigi il Giusto.
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4=André Duchesne che scrisse una Storia genealogica della casa di Richelieu. Dal 1631 in poi, Richelieu inizia la sua Storia di Luigi XIII, che sarà più nota col nome di Memoires. Egli si serve di appunti, di note, di lettere di ambasciatori e di vari personaggi, più di 5.000 scritti. Richelieu non ha una vera e propria Segreteria ministeriale si serve però di propri segretari privati, e cioè: 1: Charpentier, uomo onesto che non approfittò mai della sua carica e della sua vicinanza all’uomo potente. Il cardinale lo fece nominare Consigliere segretario del re, con una rendita annua di 20.000 livres. 2: Michel Le Masle. Alla fine del 1632 diventa canonico di Notre Dame. Assicura a Richelieu, tra l’altro, la milizia borghese, col grado di colonnello. Ricordiamo, infine, Cherrè, il segretario crittografo Rossignol ed il medico personale Citoys. S.Malo, segretario addetto ala stesura dei Memoires, preparava: 1=Journax: raccolta di copie di documenti, 2=Feuilles: foglio di 4 pagine comprendente più documenti, 3=Cahiers, una sorta di memorie dentro la Storia, 4=l’insieme dei cahiers costituivano le Memorie. Tra i pittori, oltre a Rubens che lavorò per la regina madre, ricordiamo: Stella, Poussin, Mignon e lo scultore Sarrazin.
(Nicolas Poussin) (Jacques Sarrazin) |
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Oltre al Palais Cardinal, di cui abbiamo già trattato, il re gli concede l’edificazione di una città cinta di mura, la Ville Richelieu. Il cardinale, poi, decide di ristrutturare il castello di famiglia, ad opera di Le Mercier.
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(Ville de Richelieu: Porte de Chatellerault) |
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Da una piccola Accademia privata tenuta da Boisrobert e tra cui segnaliamo Desmarets e Chapelain, Richelieu fece nascere l’Academie Francaise, con l’approvazione e Lettere patenti del re, il 29 gennaio del 1635. Intanto in Svezia, essendo morto il re, ha ereditato una principessa di appena 6 anni. Richelieu fa sospendere immediatamente la sovvenzione di 1 milione all’anno, col fatto che il re che l’ha sottoscritta è morto. Infatti, lui ha compreso che difficilmente la Svezia riuscirà a continuare la guerra in Europa! Il cardinale, inoltre, tenta di allacciare rapporti col condottiero Wallenstein.
(Albretch Von Wallenstein) |
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Wallenstein ha la pretesa di creare un Regno di Boemia, Richelieu gli fa apparire la cosa possibile con l’aiuto della Francia. Grazie al decisionismo del cancelliere svedese Oxenstierna le truppe del suo paese ottengono piccoli successi, ma in realtà esse si limitano a salvaguardare piazzeforti e linee di confine. Il duca Feria, governatore di Milano, invece, ottiene grandi successi, liberando varie città, tra cui Costanza, Brisach e Bregenz, ma muore di peste, assieme a migliaia dei suoi soldati (1633-1634).
(Gomez Suarez de Figueroa, duca di Feria) |
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Altro problema riguardava la possibile occupazione dell’Alsazia da parte francese, mentre Richelieu, infatti, pensava più a proteggere le vie di comunicazione ed i passaggi per i quali gli eserciti stranieri avrebbero avuto facile accesso alla Francia, il Consiglio del re era per l’occupazione.
(L’Alsazia) |
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Si sviluppa, per evitare la guerra, una protezione per le città dell’Alsazia, essa è caratterizzata dalla “possibilità” di un intervento delle truppe francesi per difendere l’indipendenza di esse. Ma, poi, quando il duca di Lorena che continua a guerreggiare sfidando i ripetuti trattati di pace con la Francia, ed il cardinale-infante viene in Italia con un forte esercito, prevale il parere del re di entrare in guerra. Il 6 giugno del 1635 viene fatta una formale Dichiarazione di guerra, ma Richrelieu non si accontenta e fa pubblicare dal Mercure un Manifesto, per spiegare le ragioni della guerra. La campagna si apre bene per le truppe francesi, penetrate nei paesi Bassi spagnoli esse vincono a Avein (22 maggio 1635).
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Ma anche le altre vittorie, come quelle dell’Armata di Lorena o di quella comandata dal maresciallo de La Force, si arrestano per mancanza di rifornimenti, le truppe sono alla fame! Il re, dopo molti tentennamenti dovuti alle sue malattie, raggiunge l’esercito, ma non si nota nessun miglioramento nell’avanzata francese! Il re e Richelieu vogliono annullare il matrimonio di Gaston con Margherita di Lorena, il Papa non ci sente, allora viene indetta un’Assemblea del clero francese che estrae una Commissione di 5 vescovi, tutti amici del cardinale, a cui partecipano il nunzio Barberini e Giulio Mazzarino. La Commissione si pronuncia per l’annullamento perché Gaston si è sposato senza il consenso del re. Il Papa si sottomette, anche se a malincuore. Con la nascita dell’erede al trono, nel 1638 e con la morte del cardinale, la questione perde di peso, tanto che Luigi XIII concede alla fine il permesso e si celebrano nuove nozze! Ma le spese di guerra sono esorbitanti, il re ha bisogno urgente di 5 milioni di livres e li chiede al Clero. Un’Assemblea, appositamente convocata, cerca di prendere tempo, ma il re dichiara: “Le mie Armate hanno bisogno di soldi non di cahiers!” Infine si giunge ad una deliberazione che prevede l’approvazione del Papa, ma alcuni dottori escludono questa approvazione. Finalmente viene deliberato un Donativo, una-tantum, di circa 4 milioni, questo donativo diventerà poi un contributo annuale. Con questa somma il re riesce a finanziare la costituzione di ben 6 Armate terrestri e di una navale. Ma l’importante e che nessuna altra tassa sarà necessaria: le città sono salve! Intanto la figlia del re di Svezia, Cristina, prosegue l’alleanza con la Francia, e Luigi concede di nuovo la sovvenzione di 1 milione all’anno, compresi gli arretrati. L’esercito svedese si impegna a proseguire la guerra in Europa, distogliendo così le armate imperiali dalla Francia. Ma le cose vanno male, gli eserciti spagnoli e tedesco riescono ad avvicinarsi a meno di 40 leghe dalla capitale. Tutti concorrono ad arruolare uomini, dai nobili alla città, finalmente però gli spagnoli si allontanano vinti dalla fame! E’ la fine di agosto del 1636. Rivolte scoppiano in varie parti della Francia, esse vengono represse duramente, anche se il re fa talvolta piccole concessioni, abolendo alcune tasse. Richelieu scrive il Trattato sulla perfezione del cristiano (1633-1638) che sarà pubblicato solo nel 1648. Di Grazie Speciali, secondo il,cardinale, possono beneficiare non soltanto gli eletti, ma tutti i cristiani. Richelieu si adopera per la centralizzazione dello Stato, in particolare per la creazione di istituzioni, cioè di gruppi di uomini specializzati, incaricati di perseguire uno scopo pubblico, con delle specifiche procedure. Mi spiego, fino ad allora il re era intervenuto con degli ispettori o dei commissari, che di volta in volta venivano incaricati di varie missioni, come il vettovagliamento alle armate, la raccolta di nuove tasse, ecc… Ora, con Richelieu, questo interevento diviene: permanente, istituzionalizzato, legato a persone competenti e della materia e non a nobili o a famigli della casa reale. Con il Mousnier, possiamo dire, che dopo la morte di Richelieu, si passa “dall’improvvisazione all’istituzione”! Anche nel campo della Scuola Richelieu lascia la sua impronta. Ma, attenzione, come abbiamo già visto egli ha un’idea elitaria dell’insegnamento, esso è destinato per la gran parte ai nobili, anche se, nei Collegi della sua città, sono accolte persone di ceto diverso. Per riconoscimento reale, quindi, il Collegio della città di Richelieu comprende sei livelli di insegnamento, che spaziano dalle Scienze alle Lingue, morte, come il Greco ed il Latino e quelle europee, come lo Spagnolo e l’Italiano. Anche se la religione non è ufficialmente insegnata, tutta la vita della Scuola ne è permeata, dalla Messa mattutina alla celebrazione delle Sante feste e così via. Anche la docenza è elitaria, non tutti possono essere insegnanti. Il Collegio è retto da un Direttore, coadiuvato dai professori. Essi ricevono le rette dagli studenti, detratte le spese gli resta un margine di guadagno, il Direttore ne trattiene per sé il 5%. Anche le scuole centrali vengono organizzate sul modello di quelle della città di Richelieu. Per quanto attiene alle commedie, anche il cardinale ne scrive, come la Comedié des Tuilieries, ma essa esce col nome di 5 autori, regolarmente pagati, e cioè: Boisrobert, Collette, Corbeille, L’Estoille e Rotrou. Alla prima partecipa anche la Regina Madre. Anche per la Grande Pastorale, Richelieu scrive 500 versi. La Commedia non deve essere sguaiata, deve seguire alcuni canoni e tentare di insegnare qualcosa al pubblico. L’autorizzazione reale toglie il”peccato” alla commedia, l’Intendente ne valuterà la bontà, i commediografi ricevono delle sovvenzioni statali. Ma l’opera più grande e più attesa, che viene realizzata nel 1640 in una sala del pianterreno del Louvre, è l’Imprimerie Royale. Il Nuovo Testamento, la De Imitatione Christi, vedono la luce, così come medaglie e monete. In una sala, 20 tipografi e 10 aiutanti lavorano a tutto spiano, spesso visitati dal re.
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Come la Casa Reale, anche quella di Richelieu ha una Maison Civile ed una Militare. Quest’ultima ha due compagnie, una di Guardie ed una di Moschettieri. Della Maiosn Civile fanno parte: 1=Il Maestro di camera, è l’abate Cinque-Mars, poi vescovo di Auxerre. Tra i suoi compiti: le piccole spese del cardinale, i conti della Maison,
(Cinque-Mars viene condannato a morte) |
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2=Il Confessore, l’abate Pierre d’Eschaux, riceve il testamento, lo assiste nell’agonia, gli impartisce i sacramenti. 3=I Gentiluomini di corte, cinque, si occupano della sua scorta, così come 4=Gli scudieri si occupano delle sue cavalcature e delle sue carrozze, 6= i Paggi ed i Valletti di camera hanno missioni oltre che compiti di sorveglianza, 7=Gli Elemosinieri, contribuiscono con donativi a conventi ed ospedali, 8=Musicisti, maestri per lo più, di cappella, come Saint Martin e Jean de Cambefort, 9=Il Maitre d’Hotel, il capo delle provvigioni, colui che aveva un 13° su tutti gli acquisti. In missione egli riceveva un considerevole aumento ed aveva il potere di requisire ciò che gli occorreva lungo il cammino. Da lui dipendevano gli acquisti delle derrate, i cuochi, gli addetti alla cucina, ecc… Il suo rango gli concede di offrire la salvietta per lavarsi le mani al cardinale. Nella Maison militare il posto più importante è occupato dal capitano dei moschettieri, circa 100, a cui si aggiungono 30 riserve. Essi possono partecipare alle guerre, a missioni, ma fanno la guardia, è questo è il loro principale compito. Di giorno e di notte sorvegliano il Palazzo del cardinale e la Piazza adiacente. Ogni sera il capitano entra nella camera di Richelieu e la visita. 10.000 livres vengono lasciate per testamento dal cardinale al suo capitano dei Moschettieri! Una casacca rossa con stemmi d’oro è la loro divisa. Ricordiamo, tra gli altri, il capitano de Bar. Le loro esercitazioni si svolgono sulla Senna, all’altezza di St. Cloud.
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Ma la gelosia del re è grande, in una disputa con le guardie del conte di Soissons, principe del sangue, il re da torto al cardinale: le guardie del conte vengono subito dopo quelle del fratello, Messieur! Richelieu deve farsi da parte!
(Blason des Soissons) |
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Il 5 settembre del 1638, alle ore 11,30 del mattino nasce il delfino, il futuro Luigi XIV, soprannominato il Donato da Dio, così infatti Richelieu dirà al suo re!
(Anna d’Austria ed il delfino) |
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(La famiglia reale) |
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Le speranze di Gaston d’Orleans vengono annullate, anche perché, nel 1640, alla coppia reale, arriva un secondo figlio, Filippo.
(Filippo di Francia: 1640-1701) |
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Nella primavera del 1638 riprendono le ostilità in Artois. Charles de La Porte, marchese, poi duca, de La Meilleraye, parente di Richelieu, Grande maestro dell’Artiglieria, assume il comando dell’Armata.
(Armand-Charles de la Porte) |
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In Alsazia, il duca Bernard de Saxe-Weimar, prende Brisach, ma briga per ottenere una dinastia, la Francia prende tempo, ma fa capire che le città prese sono sotto la sovranità francese.
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Ma in Germania, viste le disastrose conseguenze della guerra, nasce un Partito della Pace. A Berlino la popolazione è ridotta della metà, nel Wuttenberg ed in Bavaria, la popolazione è anch’essa dimezzata, le case sono distrutte, le campagne spopolate. Intanto Richelieu è preoccupato per Torino. Alla morte del duca Vittorio Amedeo, la reggenza è affidata sì alla sorella di Luigi XIII, la duchessa di Savoia, ma l’Imperatore impugna il testamento. Il principe Tommaso di Savoia è incaricato di provvedere…
(Tomaso di Savoia) |
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Il conte Filippo d’Aglié consiglia male la principessa di Savoia, dicendole che la Francia vuole impossessarsi della sua terra. Comunque viene preparato un esercito al comando di una cadetto di Lorena, il conte d’Harcourt ed una flotta di 50 vascelli, per “aiutare” la principessa di Savoia.
(Lo stemma di Enrico di Lorena-Harcourt) |
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(Henry de Lorraine-Harcourt) |
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Torino viene conquistata da Harcourt e Tomaso di Savoia riceve congrue ricompense. La duchessa di Savoia può ritornare nei suoi possedimenti, il suo cattivo consigliere viene allontanato. Arras viene, dopo vari combattimenti, anch’essa conquistata, il culto cattolico è il solo ammesso. I catalani, intanto, si sono rivoltati, Richelieu assicura loro l’interessamento della Francia. Infatti il re li riceve e fornisce loro aiuto in armi, generali ed uomini. Anche il Portogallo si ribella alla dominazione spagnola, la vice regina Margherita di Savoia viene scacciata dal popolo ed al suo posto viene nominato re il duca di Braganza, col nome di Jean IV.
(Jean IV de Portugal) |
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Il nuovo governo portoghese ottiene dalla Francia, aiuti in armi ed amicizia! Nel gennaio del 1641 iniziano le trattative di pace con la Svezia e la Germania. Vengono scelte due città -la cattolica Munster per la Francia, -la protestante Osnabruck per la Svezia. La Francia e la Germania non si riconoscono, infatti per il re di Francia non è l’Imperatore ma solo il re d’Ungheria che ella ha di fronte, ma le trattative vengono siglate a livello di ambasciatori. Ma l’Imperatore, che si considera il capo della cristianità, viene citato per ultimo, dopo il re di Francia e quello di Svezia, così si rifiuta di firmare. Intanto, dalla parte degli Svedesi, il loro generale Torstensson prende Leipzig. L’elettore del Brandeburgo muore ed il figlio si ritira dalla guerra, togliendo all’Imperatore un forte aiuto! Gli spagnoli impegnano le armate francesi in varie parti d’Europa, ma anche loro subiscono dei rovesci, nella battaglia navale dei Downs, ad opera degli Olandesi, a Recife, in Brasile e poi muore il loro miglior generale, il cardinale-Infante.
(Bataille des Downs) |
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(Le cardinal-Infante) |
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Il re di Francia accompagna il maresciallo la Mothe-Houdancourt, che ha già preso le città di Coillure e Roussillon. all’assedio di Perpignano, assiste alla ‘assedio anche Richelieu. Il 6 settembre del 1642 Perpignano è presa.
(Perpignano) |
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(Philippe La Mothe-Houdancourt) |
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La flotta spagnola subisce un’altra sconfitta nelle acque di Barcellona. L’Imperatore, a causa di tutti questi rovesci, sigla la Pace di Amburgo che non aveva voluto fino ad allora firmare. Le trattative di pace proseguiranno però anche dopo la morte di Richelieu avvenuta il 4 dicembre 1642. Esse saranno portate a termine dal successore del cardinale, Mazzarino e concluse solo nel 1648! Intanto la Francia è devastata dalle rivolte. Inizia la Normandia, dove 20 anni di peste (1619-1639) hanno causato una forte crisi dell’agricoltura ed una conseguente diminuzione del pagamento delle relative tasse. I soldati accorsi per riscuoterle commettono ogni sorta di prepotenze, così la popolazione ricorre alla rivolta anche contro i reggimenti di Richelieu! I gentiluomini difendono i contadini e permettono così che le tasse non vengano pagate. C’è la rivolta del sale, su cui pesa una gabella insostenibile, ci sono le rivolte delle “Braccia Nude” e dei “Piedi Nudi”. Il loro capo è un certo Jean.
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La sua armata di contadini e boscaioli è detta “L’Armata della sofferenza”. Viene inviato il maresciallo de La Meilleraye, vecchio combattente. Vengono prese le città di Caen, di Rouen e di Avranches, molti vengono condannati a morte, altri deportati. Ma la rivolta più importante è quella dei nobili contro Richelieu. Il cardinale chiede il perdono per il duca di Vendome detenuto alla Bastiglia, ma il re sembra sordo alle sue richieste! Il conte di Soissons, Luigi di Borbone, detto Monsieur le Comte, figlio naturale di Enrico IV ed il duca di Bouillon complottano anch’essi per far cadere il cardinale, ma lo fanno reclutando truppe straniere. Il conte di Soissons muore per un incidente, il cardinale, finalmente riesce ad ottenere che il corpo sia inumato in Francia ed ottiene il perdono anche per i seguaci dei due nobili. E’ il 2 agosto del 1641. La nipote del cardinale, Claire Clémence de Maillé, figlia del maresciallo de Brézé, sposa il duca d’Enghien, Luigi II, il futuro vincitore di Rocroy, detto il Gran Condé.
(Claire Clémence) (Le duc D’Enghien) |
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Ma il re ha bisogno di soldi, assieme a Richelieu studiano l’opportunità di applicare una tassa di ammortamento sui beni della manomorta ecclesiastica, cioè su quei beni della chiesa inalienabili che essa possiederà per sempre. Il Papa è contrario ed indirizza due Brevi, sia al cardinale che al re, ma il re è ostinato. Viene convocata la solita Assemblea di vescovi, che dopo molti tentennamenti vota un “donativo”. E’ il 22 agosto del 1641. Al re vengono accordati 5.500.00 livres sui 6 richiesti. I vescovi dissenzienti vengono “invitati” a recarsi nelle loro diocesi ed a non muoversi di là! E’ la volta della congiura di Cinque-Mars, in cui ci siamo già imbattuti. E’ Richelieu che ne provoca l’ascesa, proponendolo al re come suo favorito, il povero Luigi XIII ha tanto bisogno di affetto! Il giovane è figlio del maresciallo d’Effiat, è molto ambizioso ed altrettanto fatuo ed egoista.
(Blasone d’Effiat) |
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Non gli basta la carica di Gran Siniscalco, vuole prendere il posto nientemeno che del cardinale, perciò congiura con Bouillon ed il conte di Soissons. Ma commette l’errore di trattare male il re che si sfoga in numerose lettere col cardinale. Comincia una rincorsa tipo gatto con il topo. Richelieu teme di essere assassinato, Monsieur le Grand, come è soprannominato Cinque-Mars, eccita il re perché assassini il suo rivale, intanto recluta truppe d’accordo con i nobili traditori. Finalmente il re taglia il nodo gordiano e fa imprigionare il traditore. Processato a Lione, viene giustiziato sulla pubblica piazza, mentre Richelieu finalmente si tranquillizza! E’ il 12 settembre del 1642. il duca di Buillon è rimesso in libertà.
(Cinque-Mars) |
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Il 13 ottobre 1642 Richeleu incontra, per tre ore, il re a Fontainebleau, ci sono problemi? Certo è che il 27 il cardinale indirizza al re una lettera in cui enuclea 5 punti per rimanere al governo: 1=che il re non abbia altri favoriti se non il bene dello Stato, 2=che si affidi al suo Consiglio, 3=che il re confidi al Consiglio anche i segreti, il Consiglio consiglierà! 4=che il Consiglio sia libero nell’esprimersi, 5=che il re faccia pulizia nella sua corte. Il re dapprima non risponde, poi acconsente ed invia una lettera in tal senso al cardinale. Dopo una breve malattia il cardinale muore (4 dicembre 1642), il suo testamento è ricco di 20 milioni di proprietà.
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I suoi legatari sono: -sua nipote, la duchessa d’Aiguillon, -Armnad de Maillé de Brezé, -il marchese de Pont-Courlay, -il maresciallo de Brezé. Ma importante è la sua opera postuma “Testament politique”, in essa il cardinale prescrive: 1=Il primo fondamento di uno stato è la religione, 2=l’uomo deve far trionfare la Ragione, 3=l’Interesse Pubblico deve sempre essere preferito a quello particolare, 4=la Previdenza è necessaria, nel senso che bisogna sempre prevenire gli eventi! 5=occorre sempre condannare chi sbaglia, 6=bisogna sempre negoziare, 7=ciascuno deve essere destinato agli impieghi a cui è portato, guai se accade il contrario! 8=occorre evitare i ciarlatani, gli indovini e simili, 9=il principe deve essere forte, 10=il cardinale insiste ancora sulle responsabilità del principe.
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L’attualità del testamento politico di Richelieu è evidente se al posto della parola principe o re si mette la parola “popolo sovrano”! Molti storici, giornalisti, politologi hanno criticato Richelieu affermando che era un imperialista, occorre però inquadrare il cardinale nel momento storico in cui operava, era un periodo di guerre, e, quindi, il suo comportamento era adatto ed adattato alla situazione di grave pericolo che correva la Francia! Così anche per l’intenzione del cardinale di voler convertire i protestanti: Richelieu è un seguace del Concilio di Trento, non ha partecipato, come afferma giustamente il Mousnier, al Concilio Vaticano II! Nel 1643 viene richiesta una tomba di marmo per il cardinale, riccamente illustrata di statue.
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