PETITE HISTOIRE DE L’ARCHITECTURE FRANCAISE

 

(Dai Merovingi all’Architettura Ogivale)

 

 

L’ARCHITETTURA GALLO-ROMANA

 

L’Architettura francese nasce cristiana. Infatti, dopo la caduta dell’Impero Romano, nel 476 d.C., la Chiesa è l’unica a salvaguardare non soltanto le anime, ma anche il territorio. Con Clodoveo, 496, convertitosi al cristianesimo, essa diventa una vera forza politica. Sono di quel periodo le più belle chiese, come St.Germain des Pres e St.Genevieve a Parigi.

 

(St.Germain des Pres)

 

(St.Etienne du Mont ed a Dx, St.Genevieve)

 

Di tutto questo fiorire, però, restano poche pietre…

Col passare del tempo le chiese accolsero anche gli alloggiamenti per i canonici, delle stanze per i malati, altre per accogliere le pergamene, assumendo il nome di “grand ensemble”.

In Oriente, intanto, fioriva un’architettura religiosa molto più ricca, sontuosa, fatta di archi doppi, di grandi mosaici. A differenza, quindi, di quella romana, l’arte religiosa orientale testimonia una civiltà vittoriosa, un Cristianesimo trionfante.

 

(St.Jean de Poitiers: battistero)

 

(St.Jean de Poitiers)

 

 

St.Jean è il primo timido tentativo di imitazione dell’arte dell’Asia Minore, ma è importante perché rompe con la tradizione gallo romana, alla quale però resta ancora fedele per le mura piene e per il frontone. Da questo momento altre chiese si ispireranno a questa architettura, come Saint-Laurent de Grenoble.

 

                                                                      

 

Il Monachesimo contribuì allo sviluppo architettonico, ma nel 632 l’Islam conquista e devasta l’Impero d’Oriente, Bisanzio si isola e resta solo Roma come capitale del cristianesimo. E’ da ricordare, inoltre, la fondazione del monastero di Montecassino da parte di S.Benedetto (523).

 

 

Le chiese ed i monasteri di epoca merovingia saranno le sentinelle di questo periodo, contro l’assalto degli Arabi che invaderanno la Spagna e superanno anche i Pirenei, fino alla vittoria di Poitiers ad opera di Carlo Martello (732) che segna la fine dell’avanzata araba.

 

(Charles Martel)

 

L’ARCHITETTURA CAROLINGIA

 

(Bataille de Poitiers)

 

Dall’anno 800 riprende l’alba della civiltà con Carlo Magno. Nasce un vasto movimento di rinascenza, Carlo forma un’Accademia a cui partecipano architetti, come Angilberto che eleva l’abbazia di Saint-Riquier. o Eudes di Metz che costruisce la Cappella Palatina.

 

 

                                                                                                                  

                                                              (Abbaye de Saint-Riquier)                                                           (Angilbert)

 

 

(La cappella Palatina di Aix-le-Chapelle)

 

(La cappella, oggi)

 

L’architettura carolingia, quindi, nasce e si sviluppa con le caratteristiche dell’erudizione e del dinamismo.

Gli eserciti di Carlo Magno entrano in contatto con gli Arabi e con la loro architettura, così con quella spagnola, l’influenza di questi stili si vedranno nelle future costruzioni religiose  dell’epoca. La piccola chiesa di Germigny-des-Prés ne è l’esempio.

  

                                                                                    
 

Questa piccola chiesa, giunta miracolosamente fino a noi, testimonia l’ardore della fede dei Carolingi che hanno voluto inglobare in essa i vari stili dell’epoca.

 

 

SVILUPPO DELLA CIVILIZZAZIONE MONASTICA

 

Nel IX secolo inizia lo sviluppo monastico, con costruzione di nuove chiese e conventi, che darà un vigoroso impulso alla cultura franca e diverrà somma, nei secoli successivi.

L’abbazia si ingrandisce oltremisura con l’alloggio dell’abate, dei monaci, la sala di lettura, la cella del tesoro, ecc…  Ma il monastero ha altre funzioni, così accoglie la scuola, le cucine, i magazzini, ecc… Queste abbazie dominano la vita spirituale, ma non solo quella, esse diventano un centro di aggregazione ed un motore economico.

 

 

 

ABBOZZO DI UNA ARCHIETTURA OCCIDENTALE

 

E’ la tecnica dei costruttori locali che cambia, lo esigono la dimensione e la destinazione dei nuovi edifici religiosi.

Ad una volta a botte, dove il peso si scarica tutto a terra e su due lati, vengono costruite due arcate dove il peso è scaricato sull’altra di fronte. Si libera così lo spazio che potrà essere adattato ad altri usi.

 

                                                                                                                         

                                                                             (Volta romanica)                                                                   (Volta a crociera)

 

 

Si hanno altre trasformazioni che caratterizzano il passaggio dalla basilica latina a quella carolingia, come l’allargamento, per cui da una piccola sala di riunione, si crea un centro di celebrazione di cerimonie, il transetto che è più grande ed a volte raddoppiato, le tribune, ai suoi lati, che accolgono i monaci per il loro canto, ecc…

Vengono aumentati gli altari, appare il deambulatorio, corridoio posto attorno al coro ed all’abside. Esempi se ne trovano nelle cattedrali di Clermont e di Saint-Martin de Tours.

 

                      

       (Cattedrale di Clermont)                   (Cattedrale di Saint-Martin de Tours)

 

(Esempio di deambulatorio)

 

La chiesa è più grande, non è più solo la casa di Dio, ma la casa di tutti, perciò è stato creato ad esempio il deambulatorio: i numerosi pellegrini che arrivano e che sono il sostentamento del clero e delle nuove spese, non devono attendere fuori, ma possono partecipare alla Messa in prima persona.

La basilica carolinga del IX e del X secolo è possente ma è austera, non povera, perché vi sono presenti oggetti di alta oreficeria e mosaici preziosi, come nella cripta di Saint-Germain d’Auxerre.

 

 

Importanti sono anche le pitture, le prime in terra di Francia.

 

 

 

LA DISTRUZIONE DELL’ANNO MILLE

 

Morto Carlo Magno l’Impero si disgrega per le lotte dei suoi discendenti, per l’invasione degli Ungheresi ad Est e degli Arabi a Sud, inoltre i Vichinghi, per le vie d’acqua, invadono il suolo di Francia.

I signorotti locali combattono tra di loro ed ergono mastii (donjons) di legno (de bois), solo nella metà del XII secolo essi diventeranno di pietra.

 

(Donjon di legno)

 

                                             

(Donjons di pietra)

 

E’ accanto al donjon che nasce il campo trincerato del signore che protegge i contadini ed il loro lavoro.

Solo la chiesa è capace di opporre una legge alla brutalità dell’epoca. Raoul Glaber (Rodolfo il Glabro-n.d.a.), il monaco scrittore, nel 1048 scrive: “… le basiliche furono ricostruite, i cristiani vollero mostrare l’importanza, del loro credo, su tutto…”.

E’ da questa febbre di ricostruzione che nacque l’architettura romanica.

 

 

L’ARCHITETTURA ROMANICA

 

Con l’architettura romanica vedranno la luce le grandi chiese che accoglieranno intere popolazioni in cerca di preghiera, di rifugio o di aiuto. Cavalieri, artisti ed artigiani porteranno le idee nuove dopo aver viaggiato a lungo ed ammirato e studiato le forme costruttive di altri paesi. I grandi abati, come Oddone, costruiranno senza paura di limiti territoriali e vedrà la luce Cluny.

 

 

 

Guglielmo da Volpiano, originario dell’Italia, costruì Sainte-Benigne a Digione.

 

 

Ma ritorniamo a Cluny. Il duca d’Aquitania, nel X secolo, costruì un piccolo monastero benedettino, da lì si irradiò e si ingrandì non solo l’abbazia, ma la regola e la costruzione di altre centinaia di abbazie e chiese, tutte dipendenti dalla casa madre. Come affermò Viollet-le-duc, Cluny “divenne un impero”.

Le chiese prendono varie caratteristiche a seconda della regione in cui vengono costruite, così i mattoni usati e gli altri materiali. Ad esempio, nei Vosgi prendono il colore rosa, mentre nel Limosino, il grigio della pietra lavica.

Molte costruzioni, ad esempio nell’Est della Francia, vengono eseguite da maestri lombardi, che hanno sviluppato una notevole tecnica. Esempi ne troviamo ad Elne, in Linguadoca ed a Roussillon, con la chiesa di Saint-Michel de Cuxa.

 

(Elne)

 

(Saint-Michel de Cuxa)

 

Quest’arte prende il none appunto di “Arte Lombarda”.

In altre regioni, come la Lorena, l’Alsazia e la Champagne, l’arte religiosa rimane attaccata ai canoni carolingi, cioè alla tradizione delle grandi cattedrali, i “vaisseaux”, i “vascelli”.

Nel Sud gli architetti si accontentarono di ridurre le misure delle chiese, ad imitazione dell’arte spagnola e di ridurre anche la grandezza delle navate che non superarono mai i 4 metri di larghezza. Un esempio ci è dato dall’abbazia di Saint-Martin de Canigou, nel Roussillon.

 

 

                                                                            

 

Nell’abbazia di Tournus gli architetti costruiscono una copertura di pietra sopra le navate, è il primo esempio di questo tipo di costruzione.

 

(Abbatiale de Tournus)

 

In questa chiesa viene costruita una successione di volte parallele, sostenute da potenti archi su cui si scarica il peso dell’edificio.

 

 

La pietra tagliata è il nuovo prodotto per le costruzioni, la facilità di reperimento, la tenerezza del calcare, la facilità di trasporto per le vie d’acqua, fa sì che essa sia facilmente tagliata, la fa diffondere largamente. Nascono così importanti abbazie, come: Fontevreaud, Saint Florent de Saumur, ecc…

 

                                                                                                  

                                                                       (Fontevraud)                                                                                  (Saint-Florent)

 

 

Un’altra novità è l’arco doppio, che risolve il problema del peso della volta.

 

 

Questo tipo di arco compare nel 1050 nella cattedrale di Auxerre, per poi diffondersi, negli anni successivi. Uh tipico esempio lo traviamo nella chiesa di Saint-Guilhem-le-desert (1073).

 

                                                                                            

                                                     (Cathedrale d’Auxerre: la cryptes)                                                         (St.Guilhem-le-desert)

 

Una soluzione oltremodo semplice, ma che costituisce una trovata geniale!

I contrafforti esterni completano l’opera, ora il peso della volta è sostenuto bene! Vengono anche costruire trifore, come a Saint-Benoit sur Loire.

 

 

Prima nella cattedrale di Cahors, poi in quella d’Angouléme, compaiono più cupole e transetti sulle navate. E’ un fenomeno di breve durata.

 

                                                                                     

                                                                        (Cathedrale de Cahors)

 

E’ certamente l’influenza dell’arte orientale già vista come espressione nella costruzione, ad esempio, della chiesa di S.Marco a Venezia o di dei Santi Apostoli a Costantinopoli ad influenzare la costruzione a cupole nella Francia del Sud-Ovest..

Ma questo tipo di copertura a cupola non attecchirà in Francia.

 

 

L’APOGEO

 

Cluny III segna l’apogeo dell’architettura romanica in Francia. Nel 1088, Ugo, priore di Cluny, chiamò a raccolta tutti gli architetti e le maestranze. Due furono i realizzatori: Hézelon di Liegi e Gauzon.

 

(Sant’Ugo, abate di Cluny)

 

(Cluny III)

 

Numerosi furono gli aiuti, come quelli di due re, Alfonso di Castiglia ed Enrico d’Inghilterra.

Cluny III, distrutto dai rivoluzionari che non lasciarono altro che parte del transetto e poche pietre, fu definita “la Summa dell’arte romanica”. Cinque torri, vasti deambulatori, innumerevoli cappelle aperte nel Coro, pitture magistrali di vari colori, vetrate magnifiche che sfidavano la stabilità della chiesa.

 

 

Il portale d’ingresso viene esteso senza che provochi danno nella struttura, ci si serve per l’occasione di una cinta muraria.

 

(Portail de Notre-Dame)

 

Coloro che lavorano si ispirano ai modelli merovingi e carolingi, così si usano, ad esempio per l’ornamento dei capitelli, figure umane, animali e festoni: è un trionfo della Vita!

 

                                                                                                             

 

L’influenza degli architetti di Cluny si espande per varie regioni della Francia, ma ogni regione conserva proprie caratteristiche. Nel Limosino, le chiese sono “minimaliste”, si direbbe oggi, mentre nel Quercy si dà spazio alla “fantasia”. Nel Roussillon si segue l’arte orientale, l’arte auvergnate è essenziale, quella dell’Atlantico esprime, invece, serenità.

Gli architetti di Cluny hanno ispirato, nei costruttori, nuove ricerche.  

Nella costruzione della cattedrale di Vezelay. Ad esempio, gli architetti sperimentano una nuova ed ardita tecnica improntata essenzialmente a tre fattori:

-alleggerimento della volta che viene “appoggiata” all’incrocio delle arcate,

-appoggio della copertura della navata sui piloni,

-scarico delle masse laterali sulle pareti, in modo da permetter l’apertura di grandi finestre senza intaccare la stabilità della struttura.

 

 

                                                                                                                       

                                                                           (Cattedrale di Vezelay)                                                                   (Ogiva)

 

 

LA RIVOLUZIONE CISTERCENSE

 

Ma mentre imperava il lusso e la potenza qualcuno cominciò a ritirarsi in preghiera per ritrovare l’antica purezza. Nacque così l’abbazia di Citeaux (1098) che molto doveva ispirare l’architettura religiosa.

 

(Abbaye de Citeaux)

 

I monaci decisero di vivere del loro lavoro, si dichiararono, con le parole di San Bernardo, contro le costruzioni lussuose, le pitture mirabolanti, in pratica contro Cluny e decisero di costruire non per piacere, ma per servire. Questi monaci furono detti cistercensi, da Citeaux che in latino si scrive cistercium.

 

                                                                                             

                   (San Bernardo)                                                       (Lo stemma dell’ordine cistercense)

 

 

L’austerità dei luoghi doveva servire al raccoglimento ed alla preghiera. In breve vi furono, in Francia, ben 400 monasteri! L’appello di San Bernardo fu raccolto in Norvegia, in Spagna, in Terra Santa.

Ma intendiamoci bene queste cattedrali sono pur sempre possenti, anche nella loro sobrietà Esse esprimono l’umiltà dell’uomo davanti alle forze del creato. Mancanza di pittura, di decorazioni, di abbellimenti, sono accompagnate però da una purezza ammirabile del disegno. Un esempio ci è dato dall’abbazia di Thoronet.

 

(Abbaye de Thoronet: il chiostro)

 

Gli elementi romanici sono ripresi ma con varianti, così le arcate doppie, i piloni, i capitelli, presentano un rigore sconosciuto fino ad allora. Il tocco personale dell’artista scompare, ma la solidità che presenta l’edificio religioso lo salvaguarderà attraverso il tempo!

La simmetria delle linee, la mancanza di tribune, di deambulatorio, rappresentano bene l’austerità di cui si è parlato. Come esempio possiamo vedere la struttura dell’abbazia di Fontenay, in Borgogna.

 

 

Accanto alla chiesa si trovano i locali della cucina, il magazzino dei viveri, il giardino, tutto quello che occorre, insomma, alla vita di monaci, senza che essi sentano il bisogno di recarsi all’esterno!

L’economia segna la costruzione cistercense, la grandezza delle chiese le colloca bene durante il periodo rivoluzionario, come fabbriche ad esempio, salvaguardandole dalla distruzione!

La volta ad ogiva è il punto centrale delle loro costruzioni.

 

 

Resta nel mistero l’origine di questa volta, si può solo spiegare con la maestria dei muratori dell’epoca. Così il passaggio dalla volta romana a quella a crociera.

 

 

La sua prima comparsa è in terra di Normandia, una terra da poco pacificata dai suoi nuovi padroni che hanno saputo sottomettere i loro vassalli. La costruzione delle chiese è un simbolo del potere, tanto è vero che i duchi sono presenti spesso sul luogo della costruzione e non disdegnano di intervenire direttamente nel consigliare i loro architetti e le loro maestranze. Compaiono, in appena 50 anni, dal 1075 al 1125, numerose chiese ed abbazie. Ricordiamo:

 

-Mont Saint-Michel

 

 

-Saint-Etienne de Caen

 

 

-Saint-Ouen de Rouen

 

 

Queste chiese, ispirate a quelle del Sud della Francia, possono accogliere migliaia di pellegrini, con i loro cori e deambulatori, inoltre finestre immense inondano di luce tutta la chiesa.

All’inizio del XII secolo, a Vezelay, debutta la volta di chiusura (voute d’aretes). Su questa volta viene posta la copertura della navata. Ma mentre l’arte normanna si stabilizza per mancanza di autonomia, la Normandia infatti diventa solo una provincia tra due potenti stati, la Francia e l’Inghilterra, nelle altre parti della Francia nasce la volta ogivale incrociata (voute croisée) che presenta innegabili vantaggi, poichè esse partono dai piloni di sostegno, non hanno più bisogno di muri e diventano esse stese copertura della navata, con notevole semplificazione!

 

(St.Severin, Parigi:esempio di volta incrociata)

 

Il primo esempio (1120) di costruzione di questa ogiva incrociata si trova nell’abbazia di Morienval, nell’Oise.

 

(Abbaye de Morienval)

 

Il nucleo dell’ogiva è il triangolo, se si guarda l’ogiva ne vediamo quattro. Tutte queste semplificazioni fanno sì che la chiesa si liberi da tutte quelle parti che l’appesantivano, fino ad elevarsi al cielo! Studi approfonditi hanno stabilito anche il legame tra la filosofia scolastica ed il nuovo modo di concepire la costruzione degli edifici religiosi. Si tratta, cioè, di un’architettura dinamica.

Durante il Rinascimento l’architettura ogivale, detta anche arte gotica, sarà criticata perchè ritenuta barbara, ma non dobbiamo dimenticare che quest’arte farà rifiorire la Francia e la porterà al rango delle nazioni creatrici di architettura!

Nel 1221, a Parigi, in Rue St.Jacques nasce l’”Università dei maestri e dei studenti”, ancora oggi essa è là.

Le città cominciano a sorgere ed a costruire. Il re è il motore di questa rivoluzione cittadina. Egli è ancora debole, mentre i suoi vassalli sono ancora forti, è nella città, dunque, che il monarca cerca un riequilibrio al suo potere.

 

(Parigi nel 1223)

 

 

I SECOLI DELLE GRANDI CATTEDRALI

 

Nel 1140, l’abate Sugero, consigliere del re Luigi VII decide di restaurare St.Denis, la chiesa che accoglie i resti di tutti i re di Francia. Quattro anni durano i lavori. L’inaugurazione è particolarmente solenne, vi partecipano il re, i nobili, arcivescovi e vescovi, che, dopo, nelle loro diocesi, riprenderanno questo fervore costruttivo.

 

(La basilica di St.Denis)

 

 

I problemi per la costruzione delle cattedrali nelle città, però, sono tanti, in primo luogo i vescovi non hanno a disposizione gli spazi necessari per la costruzione di queste immense cattedrali, problema che i monaci, in campagna, non avevano. Essi, quindi, devono procedere ad espropriazioni o ad acquisti di terra. In secondo luogo i mezzi sono scarsi, i maestri che devono lavorare alla costruzione sono degli esperti, perciò occorre pagarli, non è più tempo di manodopera gratis!

Le future cattedrali saranno centro di aggregazione, per vari anni le città non avranno il Palazzo del Comune (Hotel de Ville-n.d.a.), esse faranno funzione di Comune. Quelli che si recano alle funzioni religiose, come alla basilica di St.Denis, non si limiteranno all’atto spirituale, ma mangeranno, faranno transazioni, parteciperanno poi a Fiere e Mercati, posti proprio nelle adiacenze della cattedrale.

La prima di queste cattedrali di città è ritenuta unanimemente, quella di Noyon. Essa è ritenuta di transizione tra l’arte romanica e quella nuova.

 

 

Molte più vaste le cattedrali di Laon, che con le sue vetrate inonda di luce l’interno e quella di Notre Dame de Paris.

 

 

(Cattedrale di Laon: vetrata)

 

Il vescovo Maurice de Sully la volle fortemente, i lavori iniziarono nel 1163. La vastità della cattedrale è degna della nuova capitale del regno di Francia. Anche qui, come a Laon, il protagonista è l’arco di spinta (arc boutant), come sia nato non ci è dato sapere, forse un accorgimento tecnico improvvisato come sostegno temporaneo, poi divenuta soluzione tecnica permanente.

 

                                                                      

(Cattedrale di Notre Dame: arc boutant)

 

(Esempio di arc boutant: a dx, in alto)

 

La funzione di sostegno e di spinta di tale tipo di arco è evidente!

Nella cattedrale di Chartres viene sperimentata una volta ogivale esagonale, sotto la navata centrale.

 

 

La sua forma oblunga, però, oscura la cattedrale.

Il limite di questa volta sta nella pericolosità del peso sovrastante, la volta oblunga cerca di diminuirne gli svantaggi.

Altre soluzioni tecniche riguardano i piloni centrali, come a Notre Dame, che portano il peso delle arcate e, quindi, della volta, sulla navata centrale. Capitelli lavorati, spesso anche con festoni, di grande mole, completano i piloni.

 

 

I piloni si restringeranno man mano che il peso della volta diminuirà A Reims, dove la cattedrale è bruciata, viene ricostruita. I suoi piloni, che sosterranno la volta a 37,95 metri di altezza, prenderanno il nome di “support de Reims”. La chiesa sarà da allora quella che vedrà la consacrazione (sacre-n-d-a-) di tutti i re di Francia.

 

Anche se l’arte è unica, ogni cattedrale sarà diversa dall’altra, per un particolare. Così sarà per la cattedrale di Amiens, che deve essere tanto vasta da accogliere tutta la sua popolazione: 16.000 anime!

 

    

 

 

L’APOGEO DELL’ARTE OGIVALE

 

Ma è con Luigi IX, il re Santo, che le cattedrali hanno il loro massimo splendore. Tra il 1242 ed il 1248 viene costruita la Cappella del Palazzo di Giustizia, la Sainte Chapelle.

 

 

 

(Cappella bassa)

 

(Cappella alta)

 

(Cantiere di una cattedrale in costruzione)

 

Lo stile è talmente perfetto che la chiesa sembra solo una grande vetrata, è il trionfo dell’immateriale! I due architetti furono: Jean de Chelles e Pierre de Montreuil.

 

                                                                                                            

              (Jean de Chelles)                                                                         (Pierre de Montreuil)

 

Analogo capolavoro è la cattedrale di Saint-Urbain de Troyes.

 

 

Le sue immense vetrate scendono fino a  3 metri da terra.

I piloni vengono ristretti sempre più fino a diventare “faisceau des colonnettes”, fasci di piccole colonne.

 

 

 

Le forme si affinano, si moltiplicano, come i “gargouilles”, animali o mostri fantastici.

Lo scultore si confonde con il lavoro degli altri, così Le Corbusier affermerà: “le Collectif grandiose du Moyen Age”.

Il linguaggio comune parlato dall’arte gotica sarà il primo elemento unificatore di una Francia ancora divisa, la lingua, che apparirà solo come dialetto parigino, sarà usata prima nelle Università, per diventare, poi, la lingua ufficiale del regno.

 

 

LA LAICIZZAZIONE DELL’ARTE DEL COSTRUIRE

 

Le cattedrali saranno costruite, quasi tutte, durante il regno di Filippo Augusto, ma dopo la battaglia di Beauvais (1280), nessuna chiesa vedrà la luce, ci saranno solo modifiche leggere.

Il primo manuale scritto di architettura vedrà la luce solo nel XIV secolo e sarà l’album di Villard de Honnecourt.

 

                                                                                                                                  

          (Autoritratto)                                                                                    (Una pagina del Carnet)

 

Ma anche con il progresso dell’algebra e della matematica, l’arte si ferma, come mai? I capetingi (1328) si sono estinti con Carlo IV il Bello, rivolte e sommosse si hanno in tutta la Francia, così come distruzioni di chiese e conventi. L’arte si ferma e si sofferma sul particolare.

 

 

Nasce il “gotico fiammeggiante”, con le sue curve e controcurve, gli archi multipli poggiati sui piloni, i festoni ridondanti, quasi come se l’artista si volesse liberare da un peso e volare alto!

 

 

(Saint_Severin: Piloni a forma di palma)

 

 

LA RIVINCITA DELL’ARCHITETTURA CIVILE

Dal castello-roccaforte al castello di piacere

 

Se l’arte religiosa non ha più niente da esprimere, quella civile si prende la rivincita. Le città saranno difese da opere permanenti, originariamente in legno, fango e paglia, poi in pietra, come a Carcassonne.

 

(Le mura di Carcassonne)

 

All’inizio, il signore raccoglie i suoi sudditi sotto le mura nude, mentre egli scruta l’orizzonte dal suo donjon.

 

(Donjon de Vincennes)

 

I castelli-roccaforte furono la testimonianza della potenza dei signori feudali, almeno fino al 1630, quando Richelieu ne fece demolire gran parte.

Qualcuno, o le sue rovine, si può ammirare ancora oggi:

-Beaugency

 

 

-Chateau-Gaillard, fatto costruire per Riccardo Cuor di Leone nel 1196

 

 

-Najac

 

 

-chateau de Vincennes, Parigi, fatto costruire per Filippo V nel 1336

 

 

(Philippe V, le Long)

 

-Gisors

 

 

Non mancano i monasteri, come quello di Mont Saint-Michel, che si integrano perfettamente con il paesaggio.

Le nude dimore dei signori d’Occidente cominciano ad abbellirsi quando essi si recano alle crociate e scoprono il lusso dell’Oriente. I muri delle stanze del castello si coprono di mobili di legno e di tappezzerie. La comparsa del cannone nella battaglia di Crecy (1346), rende inutili i castelli-roccaforte, a mano a mano il castello diventa solo una residenza signorile. Nel castello di Pierrefonds, l’architettura segna questo cambiamento, con sale, arcate, camini, ecc…

 

 

A Parigi, il Louvre viene rimaneggiato da Carlo V ed il coevo Hotel de Saint Pol, nel Marais, accoglie giardini e fontane.

 

 

 

Ma anche le case, gli Hotel dei privati, trovano il loro spazio. A Bourges viene costruito l’Hotel de Jacques Coeur. Attorno ad una grande sala centrale, si aprono le stanza per i residenti.

 

 

 

Così a Parigi gli Hotel de Sens e de Cluny, caratterizzano l’arte fiammeggiante.

 

(Hotel de Cluny)

 

(Hotel de Sens)

 

Ricordiamo ancora l’Hotel Dieu de Beaune, un ospedale che rappresenta i nuovi carichi della municipalità.

 

(L’Ospizio di Beaune)

 

Infine gli Hotels de Ville, i Municipi, come quello di Arras, in puro stile gotico fiammeggiante.

 

 

Quest’epoca è di transizione, tanto è vero che la pittura inizia ad emanciparsi dalla scultura per vivere una propria ed autonoma vita.

 

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