NAPOLI NEL MEDIOEVO

(1137-1442)

 

 

 

 

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE

 

Vincendo le mie resistenze psicologiche, mi “piego” volentieri alle tante richieste dei miei lettori e scrivo poche righe sulla Napoli Medievale, a me tanto cara, con la speranza che anche i miei amici e lettori stranieri le leggano con lo stesso piacere con cui le ho scritte. Grazie!

                                                                                                                  L’Autore

INDICE:

 

1= I NORMANNI

 

2= GLI SVEVI

 

3=GLI ANGIOINI

 

I NORMANNI

 

Il 1137 è la data ufficiale per la presenza nel regno di Napoli dei Normanni. In realtà essi avevano già  da tempo preso possesso di vari territori, La data è convenzionale, come molte nella Storia, perché ad essa si fa risalire la presa di potere di Ruggero II.

 

(Ruggero II è incoronato da Cristo)

 

Figlio di Ruggero I, conte d’Altavilla e conte lui stesso, si impossessò di vari territori campani, di cui divenne duca, come le città di Amalfi, Capua e Benevento. Contro di lui si mossero i francesi di Luigi VI, aizzati dal “focoso” Bernardo di Chiaravalle ed altri popoli. Nel 1137 egli riuscì a farsi riconoscere da Sergio VII, già duca della città, signore di Napoli.

 

(Napoli ducale: 1100)

 

Ruggiero, alla morte del duca, riconobbe un’ampia autonomia alla città e se ne ritornò a Palermo. Nel 1154 Ruggiero morì e gli successe Guglielmo I. Fece costruire Castel Capuano, si alleò con le Repubbliche marinare, strinse amicizia e patti con i nobili napoletani.

 

(Guglielmo I)

 

 

(Castel Capuano, detto così perché sorto vicino alla Porta della Via che portava a  Capua)

 

A Guglielmo I, detto Il Malo, a dispetto del suo carattere, che ne era esattamente il contrario, successe Guglielmo II detto il Buono.

 

(Guglielmo II)

 

Per evitare gli assalti dei popoli germanici, designò come suo successore Tancredi d’Altavilla.

 

 

Tancredi di Sicilia era figlio di Ruggiero III e nipote di Ruggiero II. Alla sua morte, avvenuta nel 1194, però, Enrico VI s’impossessò dell’Italia meridionale.

 

(Enrico VI)

 

Enrico VI era figlio del Barbarossa e marito di Costanza d’Altavilla,  figlia di Ruggiero II.

 

(Cattedrale di Palermo: la tomba di Enrico VI)

 

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GLI SVEVI

 

Alla morte di Enrico VI salì al trono suo figlio, Federico II.

 

                                                                                                                 

                                                                                                        (Federico II)                                                    (Stemma dei duchi di Svevia, Hohenstaufen)

 

I napoletani non accolsero bene il suo regno, tanto che vi furono parecchie sollevazioni, poi la cosa si acquietò, così, quando il sovrano, nel 1222 visitò la città, ne rimase estasiato e favorì lavori di consolidamento e ristrutturazione. Nel 1224 creò l’Università che oggi porta il suo nome, così i funzionari del regno non avevano bisogno di studiare a Bologna. Favorì l’ascesa della Scuola Medica Salernitana.

 

                                                                                        

                 (L’Università Federico II)                                  (La Scuola Medica Salernitana: 1085 ca.)

 

Riorganizzò tutta la vita pubblica, dalla giustizia, all’amministrazione. Alla sua morte gli successe Corrado IV, avversato dal popolo, sobillato anche dal papa Innocenzo IV. Alla morte di Corrado gli successe il giovane Corradino (Corrado V) che fu accompagnato nella città da suo zio Manfredi.

 

(Corrado IV)

                                                                                

                                                                                                                                                      

         (Corrado V, Corradino)                                                                               (Manfredi)

 

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GLI ANGIOINI

 

Nel 1266 scese in Italia, Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia Luigi IX, detto il Santo.

 

(Carlo I d’Angiò)

 

Egli sconfisse Manfredi a Benevento e cinse la corona del Sud Italia. Fu lui a volere Napoli capitale, nonostante le forti proteste siciliane. Furono creati i Sedili (i primi furono quelli del Nilo e di Porta Capuana) organismi rappresentativi del popolo nei confronti del re.

 

                           

 

                                                                             (1° stemma di Carlo d’Angiò)                           (2° stemma)                         (3° stemma, col regno di Tunisi)

 

Le tasse aumentarono, ma furono costruite splendide chiese, grandi fabbriche, la popolazione aumentò facendo diventare Napoli la seconda metropoli europea, dopo Parigi e la prima d’Italia, il commercio e l’artigianato si svilupparono enormemente.

Nel 1279 iniziarono i lavori per Castel Nuovo o Maschio Angioino, per opera dell’architetto francese Pierre de Chaule.

 

Questo castello, che in realtà era molto di più e cioè una Reggia, si affiancava ai castelli già esistenti in Napoli, come Castel Capuano e  Castel dell’Ovo.

Tra le chiese ricordiamo San Lorenzo Maggiore che nel 1238 era stata donata ai frati francescani.

 

                                                                                                                                                                

    (S. Lorenzo Maggiore)                                                                                           (Il chiostro)

 

Il Duomo di Napoli fu eretto nel 1270 per opera di Carlo I d’Angiò, sulla preesistente basilica di S.Stefania, sulla cappella di S.Restituta e su di un antico battistero del V secolo, poi, la sua costruzione proseguì negli anni, sotto Carlo II e Roberto d’Angiò.

 

 

Corradino fu sconfitto a Tagliacozzo e decapitato in Piazza Mercato. La sommossa dei Vespri Siciliani (1284) fece perdere agli Angioni la Sicilia, nel 1285 Carlo I morì, gli successe suo figlio Carlo II, che regnò dal 1285 al 1309.

 

(Carlo II  lo Zoppo)

 

Restaurò il Maschio Angioino, Castel dell’Ovo e fece costruire varie chiese, come San Domenico Maggiore, tra il 1283 ed il 1324 e San Pietro a Maiella.

 

                               

          (San Domenico Maggiore)                                                            (San Pietro a Maiella)

 

Alla sua morte gli successe Roberto d’Angiò.

 

(Roberto d’Angiò, detto Il Saggio)

 

Favorì lo sviluppo delle arti e delle lettere circondandosi di poeti come Boccaccia e Petrarca, di artisti come Giotto e Tino da Camaino. Fece costruire molte chiese, come quelle di S.Chiara, dove è la sua tomba, S.Paolo Maggiore, quella dell’Incoronata, ecc…

 

 

(La Basilica di S. Chiara: pianta)

 

(S. Chiara: scavi del I secolo d.C.)

 

(S. Chiara)

 

(S. Chiara: tomba di Roberto d’Angiò)

 

(S. Paolo Maggiore)

 

(Chiesa dell’Incoronata, sorge a poca distanza dal Maschio Angioino)

 

Roberto d’Angiò innovò anche nel campo legislativo. Alla sua morte, la nipote Giovanna rovinò tutto quello che di buono egli aveva compiuto, inoltre, calamità naturali, peste e l’invasione degli Ungheresi, fecero il resto!

 

(Giovanna I di Napoli)

 

La sua vita si concluse tragicamente poiché fu assassinata da suo nipote, Carlo Durazzo d’Angiò.

 

(Carlo di Durazzo)

 

A Carlo successe Ladislao.

 

(Ladislao I)

 

Subito cominciarono le ostilità con Luigi II d’Angiò, pretendente al trono, ma Ladislao ne ebbe ragione.

Ladislao governò saggiamente tanto che fu detto Il Magnanimo. Nel 1404 conquistò anche Roma, prima tappa di un regno italico, ma dovette abbandonarla nel 1409.

Lasciò il trono alla sorella Giovanna, dissennata anche lei come la prima Giovanna. Ella, infatti, si dedicò più alle tresche amorose che al governo della città.

 

 

Con la sua morte il regno cadde nelle lotte tra Renato d’Angiò e Alfonso d’Aragona.

 

(Alfonso I d’Aragona)

 

Il regno di Napoli ebbe fine nel 1496, quando fu incorporato nel Regno di Spagna.

 

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