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MEMOIRES DE MADAME DE STAAL-DELAUNAY
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Marguerite Cordier ( ? 1683-Parigi) prese il nome di sua madre, Delaunay e lasciò quello del padre, Claude, pittore di case signorili, trasferitosi a Londra per lavoro. La giovinetta fu ospitata nel convento delle suore dell’abbazia di Saint-Sauveur d’Evreux fino all’età di 26 anni.
(Il monastero) |
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E’ la duchessa de la Fertè che la introduce alla duchessa del Maine, moglie del bastardo di Luigi XIV. Ella svolge le funzioni di lettrice e più tardi anche di organizzatrice delle celebri “Grand Nuits” che si svolgono nel castello di Sceaux, precisamente della 16^ ed ultima notte.
(Duchesse du Maine, nipote del gran Condé) (Duc du Maine) |
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Alla morte di Luigi XIV la duchessa complotta per far salire al trono suo marito, Rose prepara un dossier giuridico e tutti vengono portati alla Bastiglia. La duchessa viene liberata ma Rose deve rimanere ben 18 mesi in prigione, eppure per lei sarà un felice periodo, corteggiata dal luogotenente della Bastiglia, cavaliere di MaisonRouge, dimenticherà la prigionia!
(Chateau de Sceaux) |
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La duchessa riesce a farle sposare il barone de Staal, comandante delle Guardie Svizzere del re, lei non lo vedrà mai! Ritorneranno le Grand Nuits che l’hanno resa celebre, poi scriverà le sue Memorie. Morirà nel 1750.
MEMORIE
Mia madre era giovane e bella, ma preferì lasciare mio padre in Inghilterra ed andare a partorire a Parigi, dove io nacqui. Senza mezzi, riuscì a farsi accogliere nel convento di Saint-Sauveur d’Evreux, in Normandia. Madame de La Rochefaucauld, che era la madre badessa, l’accolse senza pensione. Poi mi lasciò a quelle suore ed andò via. Quando madame de Grieu divenne madre badessa del priorato di Saint-Louis a Rouen, mi portò con se. Vivevo come in una piccola corte, con quattro persone al mio servizio, la madre badessa e sua sorella, si privavano di tutto per darlo a me!
(St. Louis de Rouen) |
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Tutta la cultura che avevano, le due suore, cercarono di trasmettermela a me, ma era poco, così Madame de Silly mi educò alla lettura delle opere di Descartes, in particolare della “Ricerca della Verità”.
(René Descartes) (La recherche de la Verité) |
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Madame de Silly ritornò nel castello di suo padre in Normandia, lasciandomi desolatamente sola. Il convento aveva grandi problemi, la sua struttura era vecchia e cadente, le sue entrate consistevano solo nelle pensioni che le loro famiglie davano loro, ma dovevano mantenere se stesse, le nipoti e me! Il vescovo decise di abbattere il convento o perlomeno di far andare via la priora. Forse a causa di tutti questi problemi la mia priora cadde ammalata, ma poi fortunatamente per me guarì! La malattia della priora mi fece riflettere sulla mia situazione, io non possedevo nulla e niente mi avrebbe potuto lasciare la priora! L’abate de Vertot, di passaggio, mi voleva lasciare una donazione in denaro, io rifiutai per non prestarmi ad equivoci!
(René d’Auber de Vertot) |
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Fui ospite in più riprese della madre di madame de Silly. Conobbi suo fratello il marchese che mi turbò non poco, ma poiché mi dichiarò apertamente che non mi amava, restammo solo buoni amici, la cosa non mi fece proprio felice! Fui ospite a Rouen di madame de G…, vicina del convento. Ma il mio pensiero era sempre fisso sul marchese de Silly, così un giorno mi recai a cavallo, accompagnata da un cameriere, per cercarlo. Venne a piovere, dovetti scendere da cavallo, mi infangai tutta e seppi, una volta arrivata al castello, che il marchese era già partito…
(Chateau de Silly) |
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Ritornata al convento mi misi a comporre poesie e romanzi. Malauguratamente la mia buona priora morì e le altre consorelle non vollero eleggere a madre badessa sua sorella, così la situazione divenne insostenibile e noi dovemmo la sciare il convento! L’abate de Vertot mi inviò 50 pistole, M. Brunel del denaro, ma io rimandai tutto indietro. M.lle de Neuville mi volle condurre con se a Parigi, approfittai. Finalmente si aprì una possibilità, la duchessa de Fertè, che già mi aveva conosciuto al convento, mi voleva con sé a Versailles. La duchessa de la Fertè mi fece visitare il suo castello di Roeux.
(Le chateau de Roeux occupato dai tedeschi nella 1^ guerra mondiale) |
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Trovammo sistemazione, io, la suora e sua nipote, in un modesto convento di Parigi, la Presentation. Partii e sostenni, da parte sua, un lungo esame per sapere cosa sapessi. Fui condotta a Versailles, dove però la duchessa non mi dimostrò molta comprensione. Fui presentata a Madame de Ventadour che mi invitò alla cena reale e mi presentò al duca di Borgogna.
(Madame de Ventadour, governante degli infanti di Francia) |
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Per tre o quattro giorni fui condotta così, come un animale da fiera, a visitare i vari nobili per far vedere loro di che cosa fossi capace! La duchessa de La Fertè ritornò ed imprecò contro madame de Ventadour che non aveva combinato niente per me, così decise di tenermi con sé e mi annunciò la partenza per il castello di Sceaux, di proprietà della duchessa del Maine, dove mi avrebbe presentata a M. de Malezieu che avrebbe saputo valutare le mie qualità.
(Nicolas de Malézieu) |
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Il cavaliere mi trovò ottima per le mie conoscenze e ci scrivemmo in seguito. La duchessa de la Fertè continuava a cercare una sistemazione per me, pur avendo già promesso che mi avrebbe preso comunque al suo servizio. L’abate de Vertot mi presentò il famoso anatomista M. Duverney, amico di madame du Vauvray, la quale mi invitò un giorno a pranzo, dove commensali erano il cardinale de Rohan, i duchi de la Feuillade, l’abate de Bussy.
(Armand-Gastone-Maximilien de Rohan) |
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Fui grata a Madame de Vauvray di avermi fatto conoscere tutte queste grandi figure di nobili. La duchessa de la Ferté, nonostante dicesse di volermi con sé, non si decideva e mi pagò altri 8 mesi di pensione al convento. Intanto M. de Malézieu mi scriveva che questo era un enigma. Finalmente arrivò la buona novella che la duchessa del Maine mi avrebbe avuta con sè, la duchessa de la Ferté non aveva potuto rifiutare simile dono! Ma la mia qualifica fu di cameriera addetta alla duchessa, mi fu data una piccola stanza in un mezzanino e, senza conoscere le mie incombenze, poiché tale mestiere io non avevo mai svolto, commisi una quantità enorme di errori; solo la pazienza della duchessa fu più grande della mia! Le rovesciai l’acqua addosso, invece di versargliela nel bicchiere, ecc… La duchessa de la Ferté si era ben vendicata! Fui quindi contenta, mi recavo nel bosco, nonostante il freddo, a passare le mie giornate, quando Madame de M… mi offrì la sua stanza, dove potevo sfidare i rigori dell’inverno. Fui ben contenta quando ella mi chiese un favore: la chiave della mia stanza. Grande fu la mia sorpresa quando la sorpresi a bere caffè col comandante delle guardie svizzere. Ben conoscendo la gelosia del marito, compresi lo scandalo che scoppiò e a cui a stento riuscii a sottrarmi! Ricevetti proposte curiose e compromettenti, che rifiutai tutte, come tenere un appartamento a Parigi, dove ricevere un’amica che a sua volta avrebbe ricevuto…; lavorare per una principessa tedesca, curare i figli di un grande principe di Francia, molto interessato a me… Nel castello di Sceaux la duchessa teneva le Grand Nuits, in cui ogni sorta di spettacolo aveva la sua parte. Fui chiamata a scrivere versi e parti di commedie. La sedicesima notte fu tutta mia ed ebbi l’onore di avere il mio nome pubblicato! Questi miei ultimi meriti mi riconciliarono con la duchessa de la Ferté.
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Dopo lunga malattia il re morì il 1 settembre. Luigi XIV aveva disposto, con proprio testamento, che la reggenza fosse affidata al duca d’Orleans, mentre al duca del Maine l’educazione del piccolo re ed il comando dell’esercito della sua casa.
(Filippo, duca d’Orleans, il Reggente) (Luigi XV a 5 anni e 9 mesi) |
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Il parlamento ratificò le disposizioni del re ma il duca del Maine rimase solo precettore del giovane re.
(Stemma del duca del Maine) |
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Era un momento delicato, così la duchessa venne a Parigi e si allocò alle Tuileries, palazzo dove risiedeva il marito. A me fu data una piccola stanza senza camino né finestre, ma tant’è! Stavo a Parigi. L’abate de Chaulieu mi prese a benvolere ed a darmi la sua carrozza molto più della sua persona!
(L’abate de Chaulieu, poeta libertino) |
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Vedevo regolarmente anche M. de Fontanelle ed il duca de Brancas. Spesso andavo a pranzo dal priore del Temple, insieme all’abate de Chaulieu. Altre vicende vi furono tra M. le Duc (Henry de Bourbon Condé-n.d.a.) ed il duca del Maine, per rispettare le prerogative dei figli legittimati del re defunto.
(M.le Duc) |
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Il processo instaurato per rivendicare i diritti degli eredi legittimati andò male, un decreto li estromise dalla successione e li privò del titolo di principi del sangue. La duchessa del Maine cercò allora alleati in Spagna. Si ricordò di una mia amicizia col padre Tournemine che mi mise in contatto col barone di Welf il quale si incaricò di portare messaggi cifrati in Spagna. Per non compromettere la duchessa, mi feci indirizzare le risposte al mio indirizzo. La marchesa, insomma, era entrata in un complotto con l’ambasciatore di Spagna, il principe Cellamare, aiutata da due intermediari, il conte de Laval ed il marchese de Pompadour. Le riunioni avvenivano in una piccola casa, un padiglione, che la duchessa possedeva a Parigi, nei giardini dell’Arsenale.
(Paris: jardin de l’Arsenal) |
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Fu scritta una lettera dal cardinale de Polignac, con l’avviso di distruggerla e conservarne solo una copia, purtroppo essa non fu distrutta.
(Melchior de Polignac) |
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La duchessa, intanto, mi aveva preso in contrario, forse perché aveva compreso che io sapevo molto dei suoi complotti, allora le feci sapere che volevo ritornare in convento. In un abboccamento con lei, tramite Madame de Chambonnas, sua prima dama di compagnia, mi disse brutalmente che mai avrei avuto nulla da lei e mi chiese come avrei fatto a vivere di… nulla! Le risposi che erano fatti miei! Il cardinale de Polignac, a cui avevo scritto una lettera, le spiegò che per avermi con lei doveva solo trattarmi bene! Il segnale della perdita totale fu un decreto del Parlamento che affidò l’educazione del piccolo re e la sua scorta a M. le Duc, revocandola al duca del Maine. La stessa sorte toccò ai suoi alloggiamenti alle Tuileries, ora il duca e la duchessa si trovavano a Parigi senza casa. Dopo aver alloggiato per un pò tempo in un Hotel ritornammo tutti a Sceaux. Per primo fu arrestato l’ambasciatore di Spagna, Cellamare, che fu poi accompagnato alla frontiera con la Spagna ed espulso. Poi fu la volta del cardinale de Polignac che fu esiliato nella sua abbazia di Anchin.
(Abbaye de Anchin) |
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Il duca de Richelieu andò alla Bastiglia, fino a quando, una brutta sera, il 29 dicembre, guardie e moschettieri invasero Sceaux. Il duca fu condotto nella cittadella di Dourlens, in Piccardia, la duchessa nella cittadella di Digione ed io alla Bastiglia.
(Citadelle de Dourlense) |
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Il governatore della Bastiglia mi accolse e mi portò in una cella grande, quasi per nulla ammobiliata, dalle spesse mura. Dopo un po’ fui raggiunta dalla mia cameriera, Rondel. Ci fecero uscire dalla cella e ci fecero accomodare in un’altra. Strani rumori provenivano dalla prima cella, poi, capimmo di che si trattava. La vecchia cella, dove ritornammo, era stata ammobiliata con un tavolo, delle sedie e due letti approssimativi. Il mangiare tardava ad arrivare, ma io ero arrivata alle sei del pomeriggio e, quindi, si trattava di aspettare. Come Dio volle, dopo le 11, arrivò anche il pranzo, mangiai e mi addormentai come un sasso senza neanche sentire i rintocchi che la campanella del guardiano suonava ogni 15 minuti! Mi arrivarono aiuti dai miei amici, come mobilio, viveri, carta e penna. Poi iniziarono gli interrogatori, in cui affermai che la duchessa non aveva che in me una semplice cameriera. Mi venne a trovare un brav’uomo, il Luogotenente del re, il cavaliere di Maisonrouge, ex maggiore di cavalleria. Stabilii con lui, da subito, un ottimo rapporto. Ma la mia vita cambiò quando alla Bastiglia arrivò il cavaliere du Menil. Intrattenemmo una corrispondenza, poi sostituita da bigliettini segreti che venivano consegnati dalla mia cameriera. Nacque, in poche parole, l’amore! La cosa era molto perigliosa, perché io sapevo che il cavaliere di Maisonrouge era innamorato di me. Infatti il Governatore della prigione, non so come, venne a sapere della cosa. La conseguenza fu che il cavaliere du Menil fu allontanato dalla mia cella e chiuso in un’altra più piccola. Intervenne anche il Governatore che mi fece una terribile reprimenda! Ma il mio cavalier de Maisonrouge si adoprò talmente bene che mi riconciliò con il governatore e fece in modo non solo che la corrispondenza con il cavaliere de Menil continuasse, ma che egli fosse nuovamente trasferito in una cella vicina alla mia e che io potessi addirittura partecipare a cene in compagnia sua e di altri prigionieri. Ci furono buone novelle, la duchessa del Maine fu trasferita, a causa delle sue malattie, a Chalons e poi a Sevigny, in Borgogna. Infine a Chanlay, a 30 leghe da Parigi.
(Sevigny) |
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Tutti i prigionieri, compresi il cavaliere de Menil furono liberati, restai alla Bastiglia solo io. Anche i domestici, con un ordine del 5 gennaio del 1720, furono mandati via! Ma anche per me si vedeva l’alba! Mi fu chiesto di scrivere un memoriale, scrissi poco e cose quasi del tutto insignificanti. Fui così liberata e dovetti recarmi, obbligatoriamente, a Sceax, dove la duchessa mi abbracciò e mi diede una bellissima camera dotata di finestra e camino. Il duca non voleva ritornare e si fece pregare per un po’, poi venne anche lui e raggiunse sua moglie la duchessa. Rividi, nel convento della Presentazione, il cavaliere de Menil, che però si mostrò interessato solo alle sue condizioni economiche e a null’altro! Ritornai alla Bastiglia per riprendere delle cose che avevo lasciato e trovai il luogotenente Maisonrouge molto malato. La duchessa del Maine mi propose di sposare M. de Staal, luogotenente di una compagnia delle guardie svizzere, in attesa di promozione. Non potei rifiutare. Ebbi la benedizione del duca e degli abiti in dono da sua moglie. |