LE  FORTEZZE  MONASTICHE

 

IN  FRANCIA

 

 

 

Le fortificazioni religiose sono presenti in tutte le regioni della Francia. Salch ha chiarito che in essa esistono 30.000 castelli e fortificazioni, di cui 1.200 sono chiese. Molte di esse, però non vengono riconosciute come tali, poichè nel corso dei secoli hanno subito trasformazioni: mura sono state abbattute, altre volte inglobarono i muri fortificati dei cimiteri ed ancora furono trasformate in fortificazioni vere e proprie.

Mentre abbazie, monasteri e conventi sono equamente distribuiti in tutta la Francia, ci suggerisce il Barbier, non così è per le chiese, sia perché in alcune regioni, come l’Ile de France, ad esempio, esistevano numerosi castelli e, quindi, la popolazione non aveva bisogno di altri ripari, sia per le continue lotte religiose, che ne favorirono la creazione. L’ultima, nel 1699, fu quella di Archon a La Thiérache.

 

 

Le incursioni dei Vichinghi, sia nel Nord della Francia, dove ne discendevano i fiumi con barche da basso pescaggio, sia nel Sud, come l’Ile de Lérins, nel Mediterraneo, di fronte a Cannes, dove il monastero de S. Honorat fu distrutto assieme ai suoi 500 monaci!

 

 

(Ile de St. Honorat: il monastero)

 

Perché sorsero chiese fortificate in queste regioni? Primo perchè le chiese raccoglievano immensi tesori, derivanti sia da donazioni che dal ricavato delle indulgenze che dal commercio, secondo perché scoppiarono le guerre di religione a causa delle numerose eresie, come quella degli Albigesi.

Secondo il Rey, le torri campanarie altro non erano che mastii truccati per proteggere sia i tesori delle chiese, che venivano allocati nei piani alti della torre che gli ecclesiastici stessi.

Importante la cattedrale di Maguelonne, che Luigi VII autorizzò il vescovo locale a fortificare.

 

 

L’architettura civile insegnò anche a quella militare alcuni particolari importanti, come le mura concentriche.

Intanto, nelle terre di Alfonso, conte di Tolosa, fratello di Luigi IX, sorgevano le Bastides, esse erano città con le strade a griglia, con al centro la chiesa, spesso fortificata. Sembra che la Chiesa si accordò col Signore, per costruirne 30, oggi, solo 11 restano con queste caratteristiche.

La chiesa era quindi pensata per essere l’ultimo ricovero degli abitanti e baluardo di difesa.

Si ricorda ad esempio la Bastide di Beaumont-du-Périgord, in Dordogna.

 

Durante la guerra dei Cento Anni, tra l’Inghilterra e la Francia, migliaia di chiese dovettero fortificarsi. I capitani inglesi scorazzavano nelle campagne con le “chavauchée”, le cavalcate, portando con sé centinaia di mercenari, queste compagnie mercenarie ricevettero il nome di “flagello di Dio”. Come se non bastasse, le stesse campagne erano devastate dai “routier”, i predoni. I contadini avevano poche alternative, o fuggire nei boschi, o rifugiarsi nei castelli, o combattere!

Uno dei metodi per fortificare le chiese era quello di alzare le mura ed il tetto, creando delle stanze che servivano come rifugio, al di sopra dei soffitti della navata e del coro. Queste stanze potevano essere fornite di caditoie o feritoie, realizzando quella che veniva chiamata “salle de defense”.

Nella chiesa di Sainte-Redegonde, nel Rourgue, furono trasformate anche le cappelle laterali, realizzando torri difensive a più piani. Furono così ottenute 40 stanze di rifugio per la popolazione, di cui due con focolari.

 

                                                                                                       

 

 

Nelle chiese più grandi, una galleria merlata coperta, correva tutto intorno alla struttura. Così accadeva anche per la torre campanaria che veniva cinta di merli, le campane servivano per l’avvistamento. Le stanze erano dotate oltre che di focolari, anche di latrine.

Le porte della chiesa venivano costruite con doppia lastra di legno, rinforzata da una lastra di ferro,  e da assi orizzontali, per resistere ai colpi d’ascia e di ariete. Spesso alle torri venivano aggiunte delle garitte, dette “échauguettes”.

 

 

In altri casi le mura del cimitero proteggevano la chiesa, come a Hunawihr, in Alsazia.

 

 

Un altro sistema di difesa delle chiese furono i sotterranei. Ad essi si accedeva dalle mura del cimitero o dai cori, con una ripida discesa che portava ad un pozzo, che costitutiva, evidentemente, il primo sistema di difesa. Di fronte al pozzo vi era una porta di ferro can caditoia, più spesso un ponte levatoio sovrastava il pozzo e, quindi, poteva essere ritirato, una volta passati.

Altri percorsi alti non più di 50 cm. portavano alle stanze che venivano aerate con prese d’aria all’esterno, molto ben mimetizzate. Il vantaggio di questi sotterranei era che essi rimanevano per sempre.

Un esempio è dato dai sotterranei di Petosse, in Vandea.

 

 

                                                                                      

 

Passiamo ad illustrare, ora, regione per regione, le chiese fortificate.

 

 

 

FRANCIA SETTENTRIONALE

 

NORMANDIA:

 

Tutte le chiese fortificate erano dotate di torri campanarie con parapetto e con un tetto a due spioventi. La più imponente si trova a Portbail, vicino a Barneville-Carteret.

 

 

AISNE

 

Abbiamo già viso quella de La Thiérache, altro esempio troviamo a Montcornet.

 

(Montcornet: vista del XVI secolo)

 

La chiesa gotica del XIII secolo fu fortificata nel XVI secolo. Due torri cilindriche affiancarono il portico, dotate di feritoie e sorvegliate da una piattaforma di combattimento fra le due torri, e possedeva delle “meurtrières”, per le balestre.

Ad Englancourt, nell’Oise, la chiesa romanica di pietra, anch’essa fortificata nel XVI secolo, fu dotata di due échauguettes di mattoni.

 

 

 

Pochi sono i masti, in genere essi derivano da una preesistente chiesa, romanica o gotica, a cui vengono aggiunte grosse torri di mattoni, architettura, quindi, puramente militare! E’ da segnalare quella di Prisces.

 

 

                                                                                               

 

Il passaggio dall’esterno fortificato, all’interno, caldo ed accogliente della chiesa è stupefacente, come a Saint-Algis.

 

 

Nel periodo della guerra dei Trent’Anni e della Fronda, sorsero molte di queste chiese, esse furono anche costruite con tenera pietra arenaria squadrata, come a Saint-Pierrevillers.

 

 

 

SOISSONAIS

 

Intorno alla città di Soissons vi sono due gruppi di chiese molto significativi, che, pur avendo subito notevoli danni, ci mostrano, dalle vecchie fotografie, il loro stato.

 

 

(Soissons: reliquiario)

 

La chiesa romanica di Laversine fu fortificata durante al guerra dei Cento Anni, la grossa torre campanaria fu infatti irrobustita da un cammino di ronda merlato.

 

 

 

Ad un altro gruppo di chiese appartiene quella di Bucy-le-Long, che ha una torre campanaria a quattro livelli. Le due torri intermedie hanno solo una stretta finestra. Una torretta con scala a spirale sporgeva al di sopra della torre ed aveva una postazione di avvistamento. Le mura del cimitero, di cui però restano poco, avevano la maggior funzione difensiva.

 

 

ARDENNE

 

Le chiese fortificate risalgono al tardo-gotico ed hanno delle cannoniere multiple (aperture per lo scivolo dei cannoni).

 

(Esempio di cannoniera multipla)

 

A Nouvion-sur-Meuse, la Torre possiede due sale di difesa, su due piani.

 

 

 

FRANCIA MERIDIONALE

 

A Saintes-Maris-de-la-Mer, nella Camargue, le mura si ergono per un’altezza di 15 metri, fino al tetto. Essa si compone di una grossa chiesa rettangolare con un’abside semicircolare, esse sono circondate da mura merlate. Al disopra del coro vi è una torre merlata poligonale che si appoggia sulla torretta campanaria a tre falde. Sulla facciata occidentale ed a Nord, dove si congiungono la navata ed il coro, si trovano delle torri dotate di scale a spirale.

 

 

 

LE FORTIFICAZIONI DEL POITEVIN

 

La chiesa di Esnandes, vicino a La Rochelle, è un esempio di come i contrafforti occidentali sostengano le torri angolari su modiglioni, collegati da un parapetto merlato.

 

Essa possiede anche (vedi in alto a dx-n.d.a.) bertesche che si protendono verso l’esterno, in modo da difendere le tre finestre sottostanti.

 

DORDOGNA-FRANCIA SUDOCCIDENTALE

 

 

 

In questa regione si possono identificare differenti stili. A Bouteille-Saint-Sébastien il coro della chiesa romanica è stato trasformato in una torre a tre piani, munita di feritoie e di una piattaforma di combattimento coperta.

 

 

Le chiese fortificate delle Bastides, invece, presentano facciate occidentali ben difese con due torri laterali collegate da una galleria merlata, a volte due, dotata di caditoia.

Caratteristica costante delle chiese della Dordogna è la natura militare dell’abside piatta, come ad Urval ed a Tayac.

 

(Urval)

 

(Eyzies-de-Tayac)

 

FORTIFICAZIONI MONASTICHE

 

Vicino a Poitiers, a Nouaillé, sorge un grande monastero Ha avuto molte vicissitudini, la sua fortificazione risale al 1356, quando la chiesa romanica fu dotata di una torre campanaria, di un parapetto merlato e di caditoie.

Fu distrutto dal Principe Nero (Edoardo III), nella battaglia di Poitiers.

 

 

Nel 1569 l’ammiraglio Coligny, capo dei protestanti, lo saccheggiò e lo distrusse. Ci vollero 80 anni per ricostruirlo.

 

(Coligny)

 

 

Mont-Saint-Michel fu fortificato nel 1396, con la costruzione dello chatelet, una imponente combinazione di torri gemelle, caditoie, un barbacane, un complesso fortificato costruito sull’ingresso e ripide scale.

 

 

Il simbolo della resistenza francese, fu quello operato da Louis d’Estouteville con i suoi 19 cavalieri, che resistette agli Inglesi nel 1425.

Il Palazzo dei Papi ad Avignone, rappresenta l’altro monumento di fortificazione religiosa, degno di tale nome.

 

 

E’ composto da due parti, il Palazzo Vecchio, fatto costruire da papa Benedetto XIII, nel 1334, che è la fortezza vera e propria, formata da la Tor Trouillas quadrangolare, alta 50 metri. La seconda parte, o Palazzo Nuovo, fu fatta innalzare da papa Clemente VI (1352), e si compone di sale e cappelle. I due Palazzi furono collegati tra di loro con apposite ali, dall’architetto Jean du Louvres.

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