LADY HAMILTON

 

(L’AMANTE DI NELSON)

 

 

Il 26 aprile del 1765 nasce Emily Lyon, in un piccolo villaggio del Flintshire. Suo padre muore dopo pochi mesi, sua madre si trasferisce dai genitori, ad Hawarden, 10 miglia lontano.

 

 

Ma vi rimane poco, infatti si trasferisce a Londra assieme alla madre, da cui si stacca ben presto. Va a servizio come cameriera presso alcuni dottori, poi entra a servizio, sempre come cameriera, da Mrs. Kelly, un Maitresse di alto bordo, dove conosce un giovane ufficiale di marina, John Willer Payne, che diventa il suo primo amante. E’ nella maison di Mrs. Kelly che conosce il “dottor” James Graham che ha uno speciale teatro, il Tempio di Esculapio o Tempio della Salute. In una cornice di lusso, aperto solo ai ricchi, si svolgono divinazioni, piccoli spettacoli, ed è qui che Emma imparerà quei famosi “atteggiamenti”, pose plastiche che la renderanno famosa.

 

(Royal Terrace)

 

Conosce il famoso pittore George Romney che le fa il ritratto (1782), poi diventa l’amante di Sir Harry  Featherstonhaugh che la porta con se nella magnifica residenza di Up Park.

 

                                                                                                                                     

        (Gorge Romney)                                                                                          (Il suo ritratto)

 

La spigliatezza di Emma, la sua vivacità le attira molte simpatie, ma Sir Harry si stufa presto di lei. Fa amicizia con Charles Greville, nipote di quel Sir William Hamilton ambasciatore d’Inghilterra nel Regno di Napoli. Poi tutto precipita: Emma è incinta di Harry, che le dice chiaramente che per colpa sua è senza soldi e la licenzia su due piedi! Emma scrive a Greville per chiedere aiuto e protezione, il giovane dice di sì ad una condizione, che lasci tutte le sue amicizie passate!

Emma va a vivere con Lord Greville che diventa il suo Pigmalione. La giovane impara il canto e si offre come modella a Romney che finge di non conoscere. Partorisce una bambina che viene subito affidata ai nonni.

Ma Greville ama vivere bene e va continuamente alla ricerca di soldi. Un’occasione gli è offerta dalla visita di suo zio William, ambasciatore nel Regno delle Due Sicilie. Emma gli appare come un faro, le darà il soprannome di “colei che prepara il tè”. Sir William riparte per Napoli con un quadro della giovane (18 anni) nelle valigia.

Intanto Grenville ha maturato il suo piano: per vivere bene deve sposare una donna ricca, ma non è uomo da abbandonare Emma, ha pensato, quindi, di “darla” a suo zio William!

 

(Sir William Hamilton)

 

Con numerose lettere il Greville spiega il fatto a suo zio che dapprima non risponde, poi accetta. Il progetto di matrimonio di Greville con una ricca ereditiera fallisce, ciò lo spinge a dichiarare ad Emma che deve recarsi in Scozia per 6 mesi e che ella dovrà recarsi a Napoli, anche se a malincuore, Emma accetta. Il 13 marzo la giovane parte con la madre alla volta dell’Italia.

La prima tappa del viaggio è Ginevra, dove il valletto di Sir Hamilton, Sabatino, accoglie le due viaggiatrici.

Torino, la Toscana, Roma e finalmente Napoli, ma Emma non ha occhi per vedere: lei pensa soltanto a Greville!

Il giorno del suo compleanno, giunge finalmente alla residenza (Palazzo Sessa) dell’ambasciatore: è il 26 aprile del 1786. L’ambasciatore le ha messo a disposizione un appartamento di 4 stanze, la camera da letto ha una vista mozzafiato sul Golfo di Napoli, ma Emma pensa sempre a Greville!

 

 

(Il porto di Napoli)

 

La porta in giro per la città al teatro S. Carlo, le spiega chi è il re di Napoli “Nasone”, e che preferisce vivere con i lazzaroni, piuttosto che con la corte!

 

 

                                                                                                

      (Palazzo Sessa)                                                              (Ferdinando I di Borbone)

 

(Napoli 1727)

 

Emma continua a scrivere a Greville che finalmente le risponde consigliandole di diventare l’amante di sir William! Ma Emma è cambiata. È adorata dal re, da principi, da nobili che stravedono per lei, così risponde semplicemente che non vuole diventare l’amante dell’anziano ambasciatore, ma sua moglie!

Emma fa notevoli progressi con la musica, l’italiano ed il francese. Ha una voce potente e viene ammirata da tutti, ma la regina continua ad ignorarla e così altri nobili. Le cose cambiano con la venuta a Napoli della duchessa d’Argyll che le schiude, con la su amicizia, tutti i salotti della nobiltà e sicuramente fa radicare nell’animo di sir William l’intenzione di sposarla.

Intanto a Parigi è scoppiata la rivoluzione e la regina Maria Carolina teme per la vita di sua sorella, Maria Antonietta.

 

                                                                                                                                      

        (Maria Carolina)                                                                                          (Maria Antonietta)

 

Tra i tanti fuorusciti vi è anche la pittrice Vigée Le Brun a cui sir Hamilton chiede un ritratto di Emma.

 

                                                                                                

            (Madame Vigée Le Brun)                                                     (Emma in veste di baccante)

 

Le notizie dalla Francia sono sempre più preoccupanti, i contadini si rivoltano, la costituzione civile del clero porta altre lotte. Sir William decide di recarsi in Inghilterra, là potrà sposare la sua amata. Per farlo farà un lungo viaggio con una deviazione a Venezia, dove vi sono molti fuorusciti francesi, così potrà raccogliere notizie di prima mano sugli avvenimenti. Infatti il 22 aprile sono nella città lagunare dove incontrano il conte d’Artois, futuro Carlo X. Passano per Bruxelles e si recano a Londra dove alloggiano all’Hotel Nerot in King Street.

Poi, su consiglio di Lord Greville si trasferiscono in un appartamento di Sommerset Street. Emma va regolarmente a posare per il pittore Romney, indi assieme si recano a Bath, nota località termale, dove però le nobildonne amiche dell’ambasciatore non si fanno trovare…

 

(Bath)

 

Il 6 settembre del 1791 Sir Willijam sposa Emma nella piccola chiesa di Marylebon Road.

 

 

Si riparte ed i coniugi si recano a Parigi. La famiglia reale ha appena tentato di abbandonare la Francia, ma è stata fermata a Varennes ed è prigioniera alle Tuileries.

 

(Le Tuileries)

 

La regina Maria Antonietta affida ai due una lettera per sua sorella Maria Carolina, questa lettera sarà la chiave che aprirà a lady Hamilton le porte con la regina di Napoli.

Non appena ritornata a Napoli, la regina la manda a chiamare: è impaziente di leggere la lettera di sua sorella, ma dopo averla letta nulla traspare dal suo volto, solo una smorfia! Da allora gli inviti si susseguono, anche a pranzo. Emma è felice !

E’ il gennaio del 1793, la situazione precipita con la morte del re di Francia, ghigliottinato in Place de la Revolution il 21. Tutte le potenze d’Europa si scagliano contro di essa. La regina Maria Carolina espelle immediatamente l’ambasciatore francese de Mackau. Il 17 dicembre del 1792 una squadra navale francese forte di 14 vascelli, al comando dell’ammiraglio Latouche-Tréville si presenta nel porto di Napoli. I francesi chiedono una riparazione, i reali di Napoli devono piegarsi, pena la distruzione della città.

 

(L’ammiraglio Tréville)

 

Ottenuto il riconoscimento della Repubblica Francese, la squadra navale riparte, ma un fortunale la costringe a ritornare in porto. Durante la settimana di permanenza a Napoli, i marinai francesi si sparpagliano per la città e gettano il seme di quella rivoluzione che non tarderà a scoppiare!

E’ in questo momento che nella vita dei due inglesi, sir William e consorte, che sta per arrivare quell’uomo che le cambierà profondamente.

E’ il settembre del 1793, a Tolone un capitano della marina inglese che comanda la nave Agamennon, di 64 cannoni, riceve una lettera urgente per l’ambasciatore inglese a Napoli, è Horatio Nelson.

 

(Horatio Nelson)

 

(HMS Agamennon)

 

Due sono gli ideali fondamentali di Nelson: l’odio irrazionale per la Francia, l’amore per la sua patria.

Nelson arriva a Napoli e viene bene accolto dall’ambasciatore, forse è ospite con il suo figliatro di 13 anni a casa sua. Comunque conosce Emma al pranzo offerto dai reali e simpatizzano anche loro. Ora è l’Inghilterra a prendere il posto di primo alleato di Napoli, Maria Carolina comprende che è l’unica nazione che può rivaleggiare con la Francia.

Per concludere le trattative Nelson offre una cena a bordo della sua nave, ma la notizia che la squadra navale francese è stata avvista davanti alle coste della Sardegna, gli fa interrompere tutto. Nelson si lancia al suo inseguimento.

Dopo la presa di Bastia, segue quella di Calvi, viene reso cieco all’occhio destro, ma Nelson trionfa. Si reca a Tolone a dar man forte per l’assedio della città, ma un giovane capitano “mal rasato” come afferma lui, riesce ad eliminare il blocco: è Napoleone Bonaparte!

Finalmente l’Ammiragliato inglese riconosce i suoi meriti e lo nomina Commodoro, assegnandogli 2 vascelli e 4 fregate.

Il Vesuvio erutta e l’ambasciatore inglese si sente male, così male che Emma deve sostituirlo. Maria Carolina ha compreso che Nelson e quindi Emma, possono aver un grande ruolo nella difesa del regno di Napoli, così si moltiplicano le attenzioni verso l’ambasciatrice.

Il re di Napoli tenta ripetutamente di aggirare gli accordi con l’Inghilterra, stringendo patti con la Spagna in segreto, ma la regina sventa i suoi piani, inviando ad Emma tutti i dispacci che giungono a suo marito. Così Nelson, che ora è contrammiraglio, anche se è stato privato di un braccio, può battere la flotta spagnola a Capo S.Vincenzo e poi alle Canarie.

La sua nave ammiraglia ora è il Vanguard, armato con 74 cannoni.

 

                                                                                              

                         (Il Vanguard)                                                           (Nelson in divisa da ammiraglio)

 

Nelson comprende che Bonaparte ne sta preparando una delle sue, si tratta della spedizione in Egitto, così si reca a Napoli per rifornirsi, cosa molto difficile, visti gli accordi con la Francia, ma è Emma che risolve ancora una volta la situazione, recandosi dalla regina e facendosi firmare uno speciale permesso. Nelson è ora in rotta per l’Egitto.

 

 

(Bonaparte in Egitto)

 

Dopo vari rifornimenti in Sicilia, ottenuti sempre grazie all’intervento di Emma presso la regina, finalmente Nelson riesce a rintracciare la squadra francese ad Abukir, è una vera carneficina, 11 vascelli francesi su 14 sono distrutti.

 

(La battaglia navale di Abukir)

 

Gli inglesi la chiamano la battaglia del Nilo e perciò insigniscono Nelson del titolo di barone del Nilo. La notizia a Napoli arriva a settembre (il 22), poi arriverà anche lui, 500 navi e battelli lo attendono nella rada di Napoli, il battello reale, con il re, sir William ed Emma lo vanno a prendere per portarlo in trionfo.

Emma dissangua le finanze del marito, offre un ballo con annesso banchetto, per migliaia di persone, ma nel momento culminate dei festeggiamenti, il figliastro di Nelson, forse ubriaco, afferma che i due sono amanti e che il suo patrigno tradisce sua madre Fanny.

 

 

Intanto i francesi, con a capo il generale Championnet, hanno conquistato Roma, Maria Carolina decide di agire- L’Austria gli ha inviato solo un generale, Mack,che lei mette al comando delle truppe napoletane. Nelson trasporta per mare un corpo di spedizione di 4.000 uomini che sbarca a Livorno, Ferdinando avanza con l’esercito verso Roma che prende senza colpo ferire. Come mai? Championnet ha preferito ritirare le sue truppe dalla capitale, lasciando una piccola guarnigione in Castel S.Angelo, lo ha fatto per riorganizzarsi. Infatti, in soli17 giorni egli riconquisterà Roma ed invaderà il regno di Napoli! Ferdinando è costretto a fuggire travestito da scudiero.

I napoletani ora se la prendono con la regina ed iniziano rivolte che presto si trasformeranno in rivoluzione. Tutti fuggono, anche i reali, non senza prima aver messo nelle mani di Emma i “loro risparmi”, 2.500.000 di sterline in denaro, gioielli e 30 barili d’ oro. Naturalmente è Nelson che li deve trasportare.

Palermo accoglie gelidamente i 2.000 fuorusciti napoletani, tutti si arrabattano alla meno peggio in case private, pii in ville fredde sguarnite di camini, perché pensate solo come residenze estive.

Ma la riscossa è vicina, il cardinale Ruffo che ha sostituito il principe Pignatelli come luogotenente generale del regno, ha formato un vero esercito che marcia su Napoli. Nelson sopraggiunge con le sue navi e disattende i patti del cardinale: gli esuli della Repubblica partenopea ed i francesi sono liberi e sulle navi che li porteranno a Tolone. Dietro front, vengono tutti sbarcati ed imprigionati. Cento condanne a morte e 20.000 proscrizioni faranno seguito, macchiando indelebilmente l’onore del grande ammiraglio! (Vedi “la Rivoluzione Napoletana”-n.d.a.). Emma viene accusata di aver “collaborato”, mentre invece lei si è adoperata, per quel che poteva, a far rimetter in libertà numerose persone.

L’eco delle vicende napoletane arriva in Inghilterra, la conseguenza è la sostituzione dell’ambasciatore ed il richiamo di Nelson, che però, accanto alla propria amata, anche in una villa di Castellammare, non ne vuole proprio sapere di ritornare a casa!

Matura un piano eccentrico, che poi viene attuato: Maria Carolina, i figli ed il trio, si recano a Livorno, poi a Firenze ed Ancona, dove s’imbarcano su navi della flotta russa per Trieste, di là si recano a Vienna. Seguono pranzi e balli, dove Nelson è acclamato come il vincitore del Nilo. Poi, lasciata Maria Carolina a Vienna, i tre, Emma è incinta di Nelson al quarto mese, si recano a Praga.

Dopo molte peripezie giungono ad Amburgo, dove incontrano i fuorusciti francesi, tra cui il generale Dumouriez, per imbarcarsi per l’Inghilterra, ma non ci sono navi, devono attendere ben 10 giorni prima di imbarcarsi su una nave da trasporto, finalmente arrivano a Yarmouth, isola di Whight, dove ricevono una grande accoglienza. A Londra i due coniugi si ritrovano e qualche giorno dopo, nel foyer dell’hotel Nerot, si incontrano le due donne di Nelson, accoglienza inglese e poche parole, poi ognuna va per la sua strada!

Una vita a due inizia per Nelson, una volta con lady Hamilton, un’altra con Fanny, spesso con tutte e due, come a teatro, ad esempio.

Intanto Emma partorisce una bambina a cui viene dato il nome di Horatia, la piccola creatura viene subito data a balia.

La moglie non tollera più questa vita e decide di lasciare il marito.

Così, mentre Nelson si imbarca di nuovo per il Mar Baltico, Emma riceve l’ordine di acquistare per l’ammiraglio una fattoria con tutto il necessario. Emma lo fa ed assieme alla madre riempie la fattoria di animali: mucche, pesci nel fiumicello, oche, maiali, ecc…

Nelson coglie un’altra splendida vittoria distruggendo la flotta danese (2 aprile 1801-battaglia di Copenaghen) e poi ritorna ancora e viene di nuovo acclamato. Ma il buon retiro lo attende. Nella nuova residenza, i tre, sir William, Emma e lui vivranno felici!

Mentre i tre vivono felicemente a Paradise Morton o Merton Place, questo il nome della fattoria, a Londra si continua a spettegolare sulla singolare esistenza a tre.

 

(Merton Place)

 

Ma la vita che conducono i tre “amici” è molto dispendiosa, sir William è inquieto e scrive una lettera a sua moglie chiedendo moderazione e minacciando la separazione, non sembra che abbia ottenuto buoni risultati.

Nelson riceve il comando della flotta del Mediterraneo ed una nuova nave ammiraglia, la Victory.

 

 

Ma il vecchio sir William muore e lascia tutti i suoi averi al nipote Charles Greville, ad Emma va solo una rendita annua di 800 sterline. Il problema è che Emma ha un sacco di debiti, cosa che non era a conoscenza del marito, come farà a vivere adesso? Dovrà risparmiare, è una parola! Nelson, comunque, le dà 100 sterline di rendita al mese e le dona Merton.

La vita di Emma trascorre da una festa all’altra, nonostante ella sia incinta per la terza volta, partorirà un’altra femmina che però morirà poco dopo. Nelson, intanto, si annoia, nelle acque di Tolone egli attende che la flotta francese prenda il largo, per distruggerla, ma i francesi non ne vogliono sapere!

Finalmente Nelson ottiene un permesso e ritorna a Merton, lì si ritrova la famiglia, lui, Emma e la piccola Horatia. Nella chiesa del paese, Nelson consegna l’anello ad Emma, adesso, davanti a Dio, sono sposi! Ma la loro felicità è breve, giunge la notizia che la flotta francese si sta dirigendo verso Cadice, Nelson comprende che essa sta per congiungersi con quella spagnola, poi potrebbero far rotta verso l’Inghilterra, bisogna fermarli. Il primo ministro Pitt lo incarica del comando, sono appena 10 giorni che egli è tornato, ma non può dire di no. Così ritorna sul mare.

E’ una battaglia epocale ed appartiene alla storia, Nelson, a Trafalgar, vince ma muore! Emma, all’apprendere la notizia, sviene.

Alla moglie di Nelson va una lauta pensione, ad Emma solo 1700 sterline di rendita, che per lei non sono nulla, ma la cosa grave sono i debiti accumulati, tanti! In un codicillo, consegnato all’Ammiragliato, Nelson ha lasciato alla patria l’incarico di curarsi di Emma e della sua piccola Horatia, non ci penserà mai nessuno! Il fratello dell’ammiraglio riceve 100.00 sterline ed il titolo di conte! Gli amici di Emma si riuniscono e decidono di concederle un prestito di 4.500 sterline, ma è sempre una goccia nel mare, poiché i debiti più gli interessi di Emma ammontano a ben 18.000 sterline! Infatti i creditori si stancano e l’ex ambasciatrice finisce in galera per ben due volte, assieme alla figlia. Così le viene detto chiaramente che l’unico sistema per sfuggire ai creditori ed alla prigione è recarsi in Francia, dove è ritornato il borbone. Così Emma si reca a Calais con la figlioletta e va ad alloggiare in una pensione. Poi si trasferisce in una fattoria, ma non può pagare l’affitto, così finisce in una piccola e umida stanzetta in Rue francaise. E’ li che muore di polmonite il 16 gennaio del 1815.

 

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