LA VITA DI PARIGI SOTTO LUIGI XIII

 

 

PARIGI: GLI INGRANDIMENTI

 

Numerose sono le definizioni di Parigi nel XVII secolo. Il cardinale Richard de Bury, cancelliere d’Inghilterra, la definì “Il Paradiso della terra”, altri “la prima città d’Europa”, un Tedesco: “…solo chi è stato a Parigi può dirsi un uomo!”.

I parigini amano la loro città, tanto da immalinconirsene. Bassompierre dirà a Maria de’ Medici ”la amo tanto che non vorrei mai lasciarla!”.

 

                                                                                                                                          

 

La città è una folla di torri, case, chiese, tutta cinta da mura costruite da Carlo V.

 

(Parigi all’epoca di Luigi XIII)

 

Nella muraglia, orami in rovina, si aprivano 13 porte, tra cui: Porte St. Denise, Porte St. Martin, Porte St. Michel, Porte de Nesle (Vedi porta accanto alla torre in alto-n.d.a.), Porte de Bussy, Porte Saint-Victoir, Porte de Montmartre, Porte Saint-Honoré, Porte Saint-Antoine.

 

(Porte Saint-Antoine, al centro, a Sx la Bastiglia)

 

La città era divisa in tre zone.

-la Cité, il centro antico, pieno di case e viuzze strette,

-la Ville, sulla Riva Destra della Senna, piena di ville, orti e giardini,

-l’Université a Sud, dimora degli studenti.

 

(Pianta di Parigi nel 1615)

 

E’ difficile dire quanti abitanti vi erano in Parigi a quell’epoca, mezzo milione?

Luigi prosegue i lavori intrapresi da suo padre Enrico IV. Sul Pont Neuf compare la statua equestre del suo genitore, i palazzi di fronte fatti di pietra rossa e grigia vengono affiancati sul Quai di Sx. da altre costruzioni analoghe. Di fronte alla statua di Enrico IV viene ritagliata la Place Dauphine.

 

(I palazzi che chiudono la Place Dauphine)

 

(Place Dauphine)

 

Attorno all’Ile de la Citè ed all’Isola delle Vacche (ora Ile de de St. Louis-n.d.a.) fa costruire Quai ed elevare palazzi. Rifà la Place Royale, con 35 palazzi uguali che diventa l’attuale e bellissima Piazza dei Vosgi (Place des Vosges).

 

 

(Place des Vosges)

 

Finisce l’Ospedale S. Luigi, iniziato dal padre, fa costruire il Collegio di Francia, Rue St. Jacques ed il Quai de l’Arsenal.

Façade méridionale de l'Hôpital Saint-Louis

 

 

(College de France)

 

(Rue St. Jacques)

 

(Quai de l’Arsenal)

 

Fa costruire la Petite Gallerie al Louvre e rinforza l’ala Lescot con la costruzione del Pavillon de l’Horloge.

 

 

 

Luigi ordina di abbattere parte della mura di Carlo V e di conglobare nella Citè sia alcuni faubourg della Riva Destra, come: Saint-Honorè, Montmartre, Villeneuve e della Riva Sinistra,: Saint-Germain, Saint-Michel, Saint-Jacques, Saint-Marcel, Saint-Victor.

 

(L’enceinte “mura antiche, cinta” de Charles V, che delimitano lo chateau de Vincennes)

 

(Chateau de Vincennes)

 

Nel 1624 Richelieu acquista il palazzo (Hotel-n.d.a.) d’Angennes, lo fa demolire e fa costruire, al suo posto, dal suo architetto preferito, Le Mercier, il Palazzo Cardinale, che poi diverrà l’attuale Palais Royal.

 

(Palais Royal)

 

Ma è solo l’inizio del “Quartiere Richelieu”, vengono costruite strade, appunto come la Rue de Richelieu, chiese, come Notre-Dame des Victoire, per celebrare la vittoria di La Rochelle.

Il Marais vede nuovi palazzi costruiti da nobili e da personaggi in vista, nuove strade vengono aperte, come dell’Universitè, de Lille, Rue du Bac, ecc…

Sui terreni dei canonici di Notre Dame, appunto l’Ile de St.Louis, ponti come quello de la Tournelle e Pont-Marie.

 

 

Il re però decide di fermare l’avanzata ed il conglobamento dei faubourgs, per evitare che la capitale divenga troppo gravida di problemi!

 

 

NELLE STRADE

Le case di Parigi sono ad un solo piano e per lo più sono abitate da ricchi borghesi, non mancano però quelle a più piani, abitate dal popolo e da mercanti, per lo più al buio!

Una terribile puzza, però, si leva dalle strade e ne è facilmente intuibile il motivo! Si pensi cloche si contano 515 strade!

Nomi strani sono appioppati a queste vie: “Trousse-Vache”, “Pet-au-Diable, ecc…

Le case sono costruite senza regolamento alcuno, sbilenche, occupano le strade, ecc…, perciò, il 22 settembre del 1600 viene emanato un Decreto che prevede le distanze tra le costruzioni ed alcune regole elementari!

I visitatori della capitale ammirano i bei palazzi di pietre bianche, come l’Hotel de Condè, adiacente all’attuale Place de l’Odeon.

Sotto Luigi XIII, Parigi ne conta circa 50 e sono ammirati da tutti!

 

(Hotel de Soubise)

 

Gli affitti sono cari e si prova a regolamentarli con un Decreto del 1623.

I cittadini sono obbligati ad accendere, ad ogni angolo di strada, una lucerna, ciò nonostante è sempre pericoloso camminare di notte per le strade di Parigi, esse, infatti, sono quasi sempre deserte! Non così di giorno, quando carrozze, lettighe, cavalli, invadono e percorrono le strade!

Altri decreti vengono emanati per evitare che i banchi dei negozi invadano le strade, rendendo difficoltosa la circolazione, sia delle persone che delle carrozze. I luogotenenti di Polizia tengono riunioni periodiche, assieme ai commercianti, per stabilire queste distanze.

Un certo Mr-Sauvage, che abita nell’Hotel Saint-Fiacre, ottiene il permesso di fittare delle carrozze, dal nome dell’Hotel prenderà, poi, il nome del servizio a noleggio. Il costo del trasporto è di 5 soldi.

Altro servizio di trasporto è la sedia a braccia, il cui monopolio è affidato al capitano di Moschettieri del cardinale Richelieu, M.de Cavoie. A queste sedie a braccia saranno, poi, aggiunte le ruote. Altro mezzo di trasporto per i parigini è un servizio di carrozze che collega la capitale con le città di Provincia. L’affidataria è tal Madame Fontaine. Le città collegate sono più di trenta e la più lontana è Lione.

Nel 1621, Luigi XIII crea il servizio delle Poste. Essa è levata a mezzogiorno ed alle otto di sera. Alcuni privati gestiscono, inoltre il servizio delle Messaggerie, la posta, cioè, degli studenti, essi accettano anche di portare piccoli pacchi.

Ma è il cavallo che domina il trasporto delle persone, solo che l’affitto giornaliero di questo animale costa 20 soldi al giorno!

Per le strade si odono le voci degli ambulanti che reclamano i loro prodotti: erbe, pesce, fiori, ecc…

I mendicanti, con i loro bastoni  le loro stampelle, completano il quadro.

Il problema grosso delle strade di Parigi è la pulizia, essa viene affidata a più riprese a Ditte private che falliscono miseramente! Così il re affida al prevosto dei mercanti l’organizzazione, capillare, quartiere per quartiere di questa impresa! E’ il 1637.

 

SUL FIUME

La Senna è la vita per Parigi, Sul fiume scorre la navigazione commerciale, ma in tempi sospetti o in caso di guerra, grosse catene vengono tese sulle sue rive, una all’Arsenale ed una alle Tuileries.

 

(Il Pont Neuf ed il Louvre, visti dalla Senna)

 

Decreti regolano il numero di marinai e battellieri che devono prestare servizio sulle barche, specialmente quelle grandi che effettuano trasporti pesanti.

Piccole barche, denominate “flettayeurs”, trasbordano i passeggeri sulle rive.

Si contano sei ponti sulla Senna, tre di pietra e tre di legno. Il ponte più importante è il Pont Neuf, costruito sotto il regno di Enrico III e terminato sotto quello di Enrico IV.

 

                                                                                                               

                                                            (Henry III)                                                                                                  (Henry IV)

 

(Il Ponte Nuovo, tutto d’assieme)

 

Su di esso sorgono negozi e vi sono i famosi “bouqinist”, le cui bancarelle ospitano di tutto! Nel 1629 se ne contano ben 28!

Il secondo ponte è il Pont-au-Change, pieno zeppo di alti palazzi, se ne contano ben 27. Sono costruzioni a 4 paini, abitate per lo più da orefici e gioiellieri. Pericolose sono le piene della Senna che fanno vittime, soprattutto tra gli abitanti del primo piano.

 

(Pont-au-Change)

 

Il terzo ponte in pietra è il Pont-Notre-Dame.

 

Incendiato e ricostruito più volte, ospita bei magazzini.

Ultimi, ma non ultimi, sono pescatori e lavandaie, che frequentano le rive della Senna.

 

 

LOCANDE E TAVERNE

Anche le Taverne sono fornite di camere confortevoli, tanto da essere apprezzate dai numerosi viaggiatori che visitano la capitale, come ad esempio, la Cage de Fer, in Rue St.Denise.

Numerose Ordinanze disciplinano la materia. Tutte la Taverne e Locande devono avere un’insegna ben visibile, devono registrare i nomi dei nuovi venuti, le loro armi, i loro cavalli e segnalarle al luogotenente di polizia. Non devono accogliere gente di malaffare.

I ristoranti lavorano e cucinano a tutte le ore. Tutto è possibile trovare, dai polli, ai frutti di mare, dal pesce alle confetture, ecc… I prezzi sono cari! Alcuni ristoranti accolgono comitive, naturalmente su prenotazione ed accompagnano i pranzi con musica e canti.

Il ristorante più celebre e, naturalmente, il più caro è: “La Boisselière, nei pressi del Louvre,luogo molto frequentato dalla nobiltà.

Se si vuole spendere meno, ma sempre accolti bene, si va nel Marais, da: “Pas-de-la-Mule.

 

(Parigi: il Cafè Martini, in Rue Pas-de-la-Mule)

 

Infine  da ricordare il ristorante Renard, che si affacciava sulle terrazze delle Tuileries.

Nei cabarets si può vendere solo vino in bottiglia, mentre nelle taverne, quello sfuso, questa distinzione, pina piano, sfumerà col passare del tempo.

Molte regolamentazioni seguono la vita di questi locali: non si può vendere vino ai domiciliati, ma solo ai viaggiatori, dopo il vespro, la vendita è vietata, al suonare della campana di Notre Dame, che indica l’inizio del copri-fuoco, la vendita è sospesa, ecc…

I vini famosi dell’epoca sono: il Moscato bianco, la Rosette, le Romény, ecc… I liquori invece provengono dalla Spagna.

 

 

LES HALLES

In quell’epoca, giornalmente, si consumavano a Parigi:

-250 buoi,

-diecimila montoni,

-70.000 polli e piccioni,

-500 misure di vino.

Un’ordinanza del Prevosto dei Mercanti, del 1632, vietava l’immagazinamento dei viveri, ma restò inascoltata!

Sorsero così Les Halles, grande mercato di raccolta di ogni genere di viveri. Il mattino era dedicato ai grossisti, il pomeriggio si curava, invece, la vendita ai dettaglianti.

 

(Parigi: il mercato de Les Halles)

 

Numerosi erano i panettieri, 250 a Parigi e 150 nei villaggi viciniori, numerose regole imponevano ad essi anche l’abbigliamento da tenere durante la panificazione: calzoni corti, cappello e camicia.

Il migliore pane era quello di Gonesse, dal nome di un villaggio che si trovava a poche leghe da Parigi, sulla strada per Senlis.

 

(Gonesse)

 

Ciò non impediva che quasi ogni quartiere avesse il suo mercato al dettaglio. In particolare le carni venivano, sin dal medio evo, macellate nel Mercato della Grand Boucherie, costruito per evitare che si macellasse ovunque, con gran detrimento della salute dei Parigini!

 

 

Il pesce venduto era di due tipi, marino, che veniva salato, poichè la distanza ed il tempo per farlo arrivare da Dieppe era tanta e d’acqua dolce, che, ovviamente , era venduto fresco.

La frutta arrivava dai villaggi vicini ed il formaggio, naturalmente, da Brie.

  

 

 

L’ORGANIZZAZIONE COMUNALE

Il giurista Bergeron affermava che l’Amministrazione comunale consisteva nella: “Polizia, registri e governo”. A capo di essa vi era il Prevosto dei Mercanti, affiancato da 4 scabini. Essi partecipavano ad un consiglio di 24 persone, detti appunto Consiglieri della città. Parigi era divisa in 16 quartieri, con a capo un quartenier.

Accanto al prevosto vi era un governatore di nomina regia che si occupava soprattutto di problemi di ordine pubblico.

 

(Paris: Hotel de Ville)

 

L’elezione dei consiglieri alla Municipalità non è democratica, infatti viene stilato un elenco di “Buoni notabili” da cui vengono estratti i 24 consiglieri, poi essi assieme agli scabini ed al prevosto procedono alle riunioni. Per l’elezione del nuovo Prevosto e di nuovi scabini, i 24 consiglieri sono affiancati da rappresentanti dei 16 quartieri, anch’essi Buoni Notabili!

Per le funzioni di polizia il Prevosto dispone di 300 arcieri, divisi in tre compagnie, ognuna comandata da un capitano, vi sono poi un maggiore ed un colonnello.

Accanto a questo corpo di polizia municipale, la capitale è guardata però da truppe reali, svizzeri, moschettieri, fanteria, per prevenire ogni tumulto possibile!

Il re si reca all’Hotel de Ville per il gran ballo. In questa occasione la moglie del prevosto funge da padrona di casa.

 

 

LA POLZIA DI PARIGI-LO CHATELET-IL CAVALIERE DI GUET

Da un vecchio castello, Castelletum, deriva lo  Chatelet, rinforzato sia da Filippo Augusto che da Carlo V.

 

(Le Grand Chatelet)

 

Funge sia da prigione che da Tribunale. Numerose sono le cause che in esso si tengono. Alla sua direzione vi è il Prevosto di Parigi, anticamente un militare, con la sua Guardia, ora un magistrato.

Le condanne, anche a morte, dello Chatelet vengono eseguite in numerose piazze, la più famosa e la più usata è la Place de Greve, dove sorge l’Hotel de Ville.

 

(Supplizio in Place de Greve)

 

Col Prevosto di polizia di Parigi collaborano numerosi Commissari.

Altro organo di Polizia della capitale è il Cavaliere di Guet (da Vigilanza, fare la guardia-n.d.a.). Egli si avvale della collaborazione di una truppa di sergenti sia a cavallo che a piedi.

 

 

 

 

IL PALAIS (PALAZZO DI GUSTIZIA)

Vi risiede il più importante organo di giustizia, il Parlamento.

 

(Antica facciata del Palazzo di giustizia di Parigi)

 

Si entra per delle costruzioni basse, circondate da Torrette, si sale uno scalone di pietra e si entra nel Salone dei Passi Perduti.

 

 

Le sale di udienza sono varie, ma nella Sala più grande si tengono sia I Letti di giustizia del re, sorti per dirimere questioni col Parlamento, sia i Consigli del Parlamento stesso.

Vi è un primo Presidente affiancato da altri 6 presidenti. Le camere sono divise per compiti, vi sono poi Corte dei Conti e Corte dei Tributi.

Affiancata al Palazzo di giustizia vi è la Conciergerie, antica residenza di Luigi IX, ora prigione.

 

(La Conciergerie)

 

 

LE CHIESE

Anche se qualcuno si definisce libertino, la Religione impera su tutta la vita dei parigini. Le chiese sono numerose, secondo alcuni 68, secondo altri più di 80.

Naturalmente la più importante è Notre Dame.

Seguono:

-Saint-Geraminl’Auxerrois, la parrocchia dei re, di fronte all’ingresso del Louvre,

-Saint-Eustache, quella più grande della Riva Destra,

 

(Saint-Eustache)

 

-Saint-Etienne-du-Mont, la più grande della Riva Sinistra,

 

 

 

L’UNIVERSITA’

La Rive Gauche (Sinistra-n.d.a.) della Senna è la sede dell’Università. E’ l’Università più prestigiosa di tutta Europa! Un decreto del 1643 la qualifica come “un vivaio di preti e di prelati”.

Rettore, docenti ed allievi godono del privilegio dell’esenzione dalle imposte e dalle guardie della città. Le riunioni sono ammesse solo nei locali addetti all’istruzione. Un decreto del 1647 dichiara che l’Università è laica!

Quattro sono le Facoltà:

1=Teologia,

2=Diritto Canonico,

3=Medicina,

4=Arti.

Quella delle Arti è la più organizzata, il suo Consiglio si riunisce nella chiesa di St.Julien le Pauvre.

 

 

Il primo sabato di ciascun mese si riunisce il Consiglio dell’università, con il rettore ed i quattro Presidi di facoltà. Qualche volta esso si riunisce alla Sorbona, che è uno dei Collegi, quello più noto, fondato dal confessore di Luigi IX, Robert de Sorbon. In realtà i Collegi sono circa 50 e gli studenti si stimano in 40.000 unità.

Ma, in casi gravi, come la presentazione dei Cahiers agli Stati Generali del 1614, il Consiglio si può riunire in via straordinaria.

Ed ecco alcuni nomi di Collegi: Reims, Lisieux, Clermont, quello dei Gesuiti, sono cioè nomi di luoghi, delle diocesi o dei monasteri che li hanno fondati

All’inizio il Collegio era solo una casa di accoglienza, prevedeva un reggente e due portieri, poi, col passare del tempo, in esso sono entrati anche dei pedagoghi, e si tengono dei corsi regolari. La prima cosa che viene insegnata è il Latino, che si deve saper parlare benissimo. La disciplina è severa, messa al mattino, lezioni e ripasso di lezioni, mangiare poco, come affermava Cicerone e come prevede il magro bilancio! Perciò: divieto assoluto per gli studenti di entrare in cucina!

 

 

(La Sorbonne)

 

(Robert de Sorbon)

 

Viste le difficoltà di gestione, non tutti gli studenti pagano, alcuni lasciano, ecc…, molti Collegi sono costretti a chiudere!

 

 

 

NOBILI E BORGHESI

L’eleganza a Parigi è normale. La Domenica e nelle altre feste comandate, tutti smettono gli abiti da lavoro per indossarne altri,

I duchi pari sono l’elite della nobiltà. Accanto alle vecchie famiglie, come i de Rohan, de La Trémoille, de Sully, il re ne ha creato di nuovi, come: Luynes, la Rochefoucauld, Brissac, ecc…

 

                                                                                                           

                                                                   (Blason de ducs de la Trémoille)                                 (Blason de ducs de Bethune,  o Sully)

 

(Armoiries du duc de la Rochefoucauld)

 

Un nobile non è tale se non si cambia d’abito tutti i giorni: mantello, cappello di castoro, stoffe preziose.

I borghesi, specialmente i giovani, li imitano!

Per sposarsi bene, le giovani, non devono possedere meriti a virtù, ma solo denaro! Esiste una Tabella divisa in 12 parti che prescrive:

-da 2 a 6.000 lire per sposare un commerciante od un commesso,

-da 6 a 12.000 lire per un procuratore dello Chatelet,

-da 12 a 20.000 lire per un procuratore al Parlamento,

-da 20 a 30.000 lire per un  avvocato,

-da 30 a 45.000 lire per un Uditore alla Corte dei Conti,

-da 45 a 75.000 lire per un Consigliere di Stato,

-da 75 a 150.000 lire per un Consigliere al parlamento,

-da 150 a 300.000 per un Intendente di finanza,

-da 300 a 600.00 per un marchese od un duca.

Naturalmente lo sposo dovrà portare in dote una rendita almeno la metà di quella della giovane sposa!

Le case alla moda sono nel Marais, così anche i ricchi borghesi seguono i Nobili! Inoltre l’imitazione seguirà anche nell’imparare ad andare a cavallo, perciò si frequenteranno le sale di equitazione e così quelle d’armi, per imparare l’arte del duello, così vietato e così praticato all’epoca! Dove? ma dietro il Lussemburgo, naturalmente!

 

 

Le case col portone sono tenute a dare un cavaliere e tengono, quasi sempre, uno svizzero con alabarda all’ingresso!

 

 

 

MERCANTI D ARTIGIANI

I librai ed i tipografi sono tenuti ad esercitare la loro attività al di qua della chiesa di Saint-Yves, infatti i loro negozi si trovano nella Rue St.Jacques.

Dopo i librai, i negozi più importanti sono quelli dei rigattieri. In voga quelli che vendono abiti usati, molte persone, infatti, dovendo presentarsi ad una cerimonia, preferiscono affittare gli abiti che poi restituiranno al rigattiere!

Ricordiamo poi, in ordine di importanza, i venditori di stoffe, gli armaioli e gli operai che sono regolamentati da vari decreti di polizia, per evitare soprattutto che entrino in conflitto tra di loro. Importante è anche la regolamentazione del lavoro che prevede sia la durata, generalmente dall’alba al tramonto della giornata di lavoro ed il salario che è di 20 soldi per un operaio e di 5 soldi al giorno per un manovale.

Come si divertono artigiani ed operai a Parigi? La Domenica ed i giorni di festa sono le passeggiate ad impegnarli! I giardini delle Tuileries vengono al primo posto, seguono il Corso di St.Antoine, il villaggio di Vaugirard e, per chi se lo può permettere, Medun, St.Cloud e Sévres, che sono più lontani.

 

(Festa nel villaggio di Vaugirard)

 

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