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LA TERZA RIVOLUZIONE (1848) |
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FEBBARIO 1848:
Fu il banchetto indetto per il 22 Febbario del 1848 a dar fuoco alle polveri. Già avvisaglie di opposizione si erano avute il 12 e 13 febbario. Infatti, da rapporti di Polizia, possiamo apprendere che il ministero si sarebbe opposto a qualunque perturbamento dell’ordine pubblico e, da parte dell’organizzazione, per bocca di Odilon Barrot, che il banchetto si sarebbe tenuto comunque, nonostante il divieto del governo. Guizot fece allora emanare un decreto che stabiliva: 1=le riunioni ed i banchetti sono vietati, 2=il presente decreto sarà notificato a chi di diritto, 3=tutte le misure saranno prese per assicurare l’esecuzione del presente decreto. Possibile che un semplice banchetto destasse tanto allarmismo? Certamente, la famosa “campagna dei banchetti” era stata orchestrata per ottenere quelle riforme che l’immobilismo del Guizot, capo del governo, non voleva dare a tutti i costi!
(Odilon Barrot) |
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Inizia il braccio di ferro tra il governo e gli organizzatori del banchetto, il governo schiera 30.000 uomini di linea al comando del generale Jacqueminot, la sinistra può contare su poche centinaia di esponenti delle sette segrete! Martedì 22 Febbraio è una giornata plumbea, una pioggerella fine e triste cade su Parigi, il re è di buonumore: “Nessuna rivoluzione si fa d’inverno…”, afferma! Il banchetto è stato rinviato, ma alcune centinaia di operai si recano, dai faubourgs a Place de la Concorde, così studenti avanzano dalla Madeleine all’Assemblea, dove la occupano simbolicamente per pochi minuti, ma a mezzogiorno deve iniziare la seduta della Camera che deve discutere su rapporti bancari con la Banca di Bordeaux, ma Odilot Barrot prende la parola e inopinatamente accusa il governo di vendere la Francia allo straniero e di tenere alta la tensione nella capitale! Il governo, nella persona di Guizot, manda tutti a casa e la discussione è chiusa, senza neanche parlare dell’ordine del giorno! Alle quattro dl pomeriggio la febbre si rialza, manifestanti si armano ed innalzano alcune barricate rovesciando anche carrozze. La sera il prefetto di Parigi fa il suo rapporto al re: è ottimista, si conta solo un morto al Louvre e poche decine di barricate per le strade. (Barricate) (Barricate al faubourg St. Antoine) |
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Sono intanto arrivate truppe fresche che bivaccano sotto la pioggia, caserme sono assaltate in tutta Parigi, Thiers, buonuomo, afferma: “Tutto è finito!”, No, Tutto è appena cominciato! Una deputazione si reca alla Camera per chiedere le dimissioni del gabinetto Guizot, il re si consulta con la regina e viene deciso di sacrificare Guizot, al suo posto viene chiamo Molé.
(A Sx. Luigi Filippo, in faccia, Molé) |
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Molè passa la mano, però, a Thiers che vuole tutto o niente, lui deve essere il capo del governo, Odilot Barrot sarà con lui. Tutti sono contenti? Guizot è caduto, ma nei sobborghi il popolo è adirato, ha ancora le armi, combatterà! Viene devastata l’armeria dei fratelli Lepage, un ufficiale è ucciso da un quindicenne. Dal faubourg St.Antoine una grossa banda di cittadini armati e con torce accese, simili ad un torrente di fuoco, si dirigono verso il Boulevard des Capucines, al Ministero degli Esteri, dove sono certi di trovare Guizot e di fargliela pagare! 200 soldati del 14° reggimento di linea lo difendono, parte un colpo dalla pistola del sergente Giacomoni, un corso che voleva difendere il suo colonnello: è la strage, i soldati sparano ad altezza d’uomo, si contano 23 morti e 32 feriti! I morti vengono messi su di una carretta e portati in Piazza della Bastiglia. Tutti i quartieri del centro insorgono. Thiers manda a chiamare il generale Bugeaud, il vincitore di Algeri, cha ha fama di uomo deciso e risoluto.
(Thomas Robert Bugeaud) |
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Il piano strategico di Bugeaud si chiama il “Tentacolo” e prevede quattro colonne militari che devono marciare sugli insorti: 1^=la prima sull’Hotel de Ville, 2^=la seconda sul Pantheon, 3^=la terza sulla Bastiglia, è la più importante ed è quella che comanderà il generale, 4^=la quarta seguirà a distanza per dissolvere ogni resistenza. Questo sulla carta, in realtà le truppe sono poche, disorganizzate e stanno ancora marciando su Parigi, da Vincennes, da Fontainebleau, ecc… Numerose poi sono le defezioni. In realtà, le uniche truppe presenti al momento, sono 4.000 uomini e 16 cannoni che si trovano in Place du Carrousel! Infine, si diffonde un “cessate il fuoco”, non si sa da chi ordinato! E’ il totale fallimento dell’operazione. Il re, allora, chiede a Thiers ed a Barrot di recarsi nelle strade per parlamentare con gli insorti e convincerli a ritornare a casa! Solo Barrot lo fa, ma deve ritornare sui suoi passi. Il 24 febbraio, a mezzogiorno, Luigi Filippo abbandona Parigi, su di un calesse, poiché tute le carrozze sono state bruciate dagli insorti!
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Un Comitato di sette repubblicani: Dupont de l’Eure, Marie, Arago, Lamartine, Cremieux, Ledru-Rollin e Garnier-Pagés, si recano all’Hotel de Ville per organizzare un Governo Provvisorio: è la Repubblica! Il Governo è così composto: -agli Esteri, Lamartine, -alla Marina, Arago, -alla Giustizia Crémieux, -ai Lavori Pubblici, Marie, -agli Interni, Ledru-Rollin, -Carnot all’Istruzione Pubblica ed ai Culti, -l’avvocato Bethmont al Commercio. Per ristabilire l’ordine ci si affida a 600 cadetti di Saint-Cyr ed a 2.000 guardie vestite di rosso, l’inizio di una leva di 24.000 Guardie Nazionali. Il re parte per l’esilio e si reca in Inghilterra.
(25 febbario: Lamartine fa innalzare, davanti all’Hotel de Ville, il Drappo Rosso) |
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GIUGNO 1848: Con l’apertura degli Atelier Nationaux, una sorta di lavoro forzato, anche se con buone intenzioni da parte del governo, nel Giugno 1848, il popolo dei faubourgs di Parigi, si rivolta ancora! Il mattino del 22 giugno, 1.500 operai del faubourg St.Antoine (sempre loro!-n.d.a.), si concentrano davanti al Pantheon, per dimostrare. Il 23 febbaraio, al mattino, dalla Piazza del Pantheon, al canto di Ca Ira, gli operai si muovono verso Place de la Bastille, accompagnati da donne, giovani, studenti. A mezzogiorno, nella zona adiacente a Port St.Denise, si eleva la prima barricata. Lì giunti i soldati sparano su di una donna incinta! Una colonna militare, formata da Guardie Mobili e da un reggimento di Fanteria Leggera, comandata da Lamoriciere, si installa davanti allo Ctateau d’Eau. Ma egli incontra una forte resistenza e deve ripiegare sulla Porta St.Denise. Parigi è in mano agli insorti!
(Barricade de Rue de la Mortellerie) |
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Il generale Cavaignac elabora il suo nuovo piano: -i soldati si divideranno in tre colonne mobili, -la prima, la più importante, forte di 5.000 uomini, comandata dal generale Lamoriciere, ha un compito arduo da svolgere: spegnere la rivolta nei faubourgs -la seconda, comandata da Bedeau, marcerà sull’Hotel de Ville, -la terza, comandata dal generale Damesme, marcerà sul Pantheon e “pulirà” il XII° arrondissement. Vengono chiamate truppe fresche da tutti i distretti viciniori alla capitale, compresi i marinai. Dopo quattro giorni la lotta viene sospesa, l’esercito ha vinto, ci sono più di 3.000 morti, 11.000 prigionieri, di cui 4.000 saranno deportati in Algeria. E’ stata una lotta di classe, la lotta della fame e della disperazione. Le conseguenze di tutto ciò portano ad una sterzata a destra della vita politica, infatti, resta come presidente del Consiglio, il generale Cavaignac.
(Louis Eugène Cavaignac) |
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Ma le campagne e gli operai hanno compreso la lezione: la II^ Repubblica è finita, le giornate di Giugno hanno aperto la strada al II° Impero! |