LA SECONDA RIVOLUZIONE

(1830)

 

 

La Costituzione, cioè La Carta (Art.14), dava al re, Carlo X, la possibilità di emettere ordinanze applicative, per la salvezza dello stato e per l’applicazione della legge. I re ed i suoi ministri si servirono di questa norma per ribaltare il quadro politico e “riformare” ex novo tutto l’impianto istituzionale della Francia. Furono così emesse quattro ordinanze:

1=la prima aboliva la libertà di stampa e la sottoponeva a controlli rigidissimi e preventivi,

2=la seconda modificava le legge elettorale, basti dire che solo i ricchi erano eleggibili!,

3=la terza scioglieva la Camera,

4=la quarta fissava la data delle nuove elezioni.

Le ordinanze furono firmate la sera del 25 luglio.

I parigini apprendevano delle ordinanze dal giornale Il Moniteur, la mattina del 26 luglio, subito i giornalisti protestavano, seguiti il 27 da una trentina di deputati.

L’ordine pubblico era garantito, almeno in teoria, dal maresciallo Marmont, affiancato da 12.000 uomini, che però mancavano di armi e di munizioni.

 

(Auguste Frédéric Marmont)

 

Iniziavano così le Tre Giornate Gloriose (Le Trois Glorieuses-n.d.a.):

 

1° Giorno-27 Luglio 1830:

Dopo mezzogiorno, i quartieri del centro si riempirono di operai e di abitanti dei quartieri periferici (faubourgs-n.d.a.), la Gendarmeria disperdeva crudelmente i dimostranti, ma si sentivano le prime fucilate e nelle strade si innalzavano barricate.

Nella notte i cittadini si impossessavano delle armi, devastando le armerie e disselciavano le vie, per impedire alla cavalleria di manovrare.

 

2° Giorno-28 Luglio 1830:

Alle luci dell’alba i cittadini scendevano armati verso le vie del centro, a loro si associavano le Guardie Nazionali, tutti si dirigevano verso l’Arsenale, la Polveriera della Salpetriere, verso l’Hotel de Ville e Notre Dame, che venivano occupate.

Tutti si erano ritrovati sotto il Drappo Tricolore, emblema della libertà. Le truppe tentavano una manovra baricentrica, marciando verso il centro della città, in direzione della Ex Bastiglia.

Ad una prima quasi vittoria delle truppe, i Parigini si riscuotono e le bombardano con tutto quello che trovano: pietre, mobili, oggetti vari, risultato, Marmont deve ripiegare con le sue truppe in un triangolo centrale composto dal Louvre, dalle Tuileries e da Place Vendome.

 

(Combattimenti nella Rue de Rohan)

 

(28 Luglio 1830-Delacroix: La Libertà guida il popolo)

 

(28 Luglio 1830: combattimenti davanti all’Hotel de Ville)

 

(I combattimenti davanti alla Porta St. Denise)

 

3° Giorno-29 Luglio 1830:

L’attacco inizia sin dalle prime ore del mattino. Il maresciallo Marmont si trova in difficoltà, le se truppe si trovano con le spalle all’Hotel de Bourbon (Camera dei Deputati-n.d.a.) ed alcuni reggimenti di linea hanno defezionato!

 

(30 Luglio 1830: combattimenti davanti al Louvre)

 

Il maresciallo ordina la ritirata, attraverso gli Champs-Elyseés, verso St.Cloud, là dove già si trova il re, che si è dato alla caccia!

Intanto i deputati che si erano già riuniti il 27, avevano, il 28 Luglio, nominato, nomina resa nota il 29, il nuovo comandante della Guardia Nazionale nella persona di Lafayette.

Carlo X si convince di dover fare delle riforme, così abroga le 4 ordinanze, ma è troppo tardi, il popolo di Parigi afferma che “è colato del sangue” e perciò non vuol sentire più parlare dei Borbone, si respira aria di Repubblica!

Il 30 Luglio, al mattino, sui muri di Parigi compaiono dei manifesti che avanzano la candidatura del duca d’Orleans. Il manifesto è opera del gruppo “National” di cui fanno parte il Thiers ed il banchiere Laffitte.

 

(Francois Guizot)

                                                                        

                                                                                                                      

                                                                                     (Adolphe Thiers)                                                                            (Jacques Laffitte)

 

Il duca d’Orleans è ritenuto un principe favorevole alla Rivoluzione, un re-Cittadino.

La camera, per evitare che l’idea repubblicana prenda forza, lo nomina Luogotenente Generale del regno. E’ mezzogiorno del 30 Luglio 1830.

La rabbia dei repubblicani è grande, essi, all’Hotel de Ville, cercano di proclamare la Repubblica, il coraggio del duca è altrettanto grande, però, così egli si reca all’Hotel de Ville dove viene acclamato.

 

(Il duca d’Orleans esce, il 30 luglio, dal Palais Royal, per recarsi all’Hotel de Ville)

 

Lafayette consacra questa investitura con un  abbraccio dal terrazzo dell’Hotel de Ville.

 

 

(Il duca d’Orleans è acclamato all’Hotel de Ville)

 

Carlo X lascia St.Cloud e si reca a Rambouillet, ma il popolo non ne vuol più sapere ed organizza una colonna militare composta da Guardie Nazionali, uomini e donne, armati, che marcia verso la residenza reale. Il re comprende e si ritira prima a Cherbourg e poi s’imbarca per l’Inghilterra.

Il 7 agosto la Camera vota l’investitura a Re dei francesi del duca, col vincolo di tenere la Carta e di apportarvi solo le modifiche concordate con la Camera. Il re accetta, si chiamerà Luigi Filippo I.

 

 

Prima di partire per l’Inghilterra, Carlo X ha abdicato in favore di Enrico V, un ragazzo di 10 anni.

Il 9 agosto il nuovo re giura davanti alle Camere e riceve le insegne del regno dai quattro marescialli di Francia.

 

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