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LA COMUNE DI PARIGI (1871) |
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Napoleone III è caduto e con lui è caduto anche l’Impero, la Monarchia, anche se non è la prima volta, è caduta definitivamente. Nasce la III Repubblica, in modo incerto, prima con la nomina a Primo Ministro del Thiers, poi con la sua doppia carica a Presidente della Repubblica.
(Louis-Adoplphe Thiers) |
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Ma i Parigini non ci stanno. Credono, e combattono il nemico, confinando i Prussiani, vincitori ed occupanti, in un’area ben circoscritta e delimitata della città, requisiscono 400 cannoni e li portano al sicuro sulla collina di Montmartre.
(I Parigini portano in salvo i cannoni) |
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E’ il momento di far nascere un organismo di governo locale, La Comune, o Comune di Parigi. Non è un’istituzione totalmente nuova, già nel 1792, Danton ed altri rivoluzionari come lui, l’avevano creata dal nulla. Gli scopi sono pochi e chiari: - combattere il nemico, - vettovagliare il popolo, - istruzione gratuita, come fa il III° Arrondissement.
(La pianta attuale di Parigi, il 3° Arrondissement è il Marais) |
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La data della sua nascita si fa risalire al 18 marzo del 1871, anche se alcuni storici la spostano al 23 marzo. Infatti, Thiers, preoccupato dalla situazione, si rifugia a Versailles, portando con se truppe ed amministratori e dà ordine alle truppe a lui fedeli di accerchiare la città e di riprendersi i cannoni di Montmartre! E’ solo la Guardia Nazionale, appena ricostituita nella capitale, che difende la popolazione, ma essa fraternizza con i soldati inviati dal governo e cattura il generale Lacomte che li comanda.
(Fucilazione dei generali Lacomte e Thomas) |
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Purtroppo l’organizzazione militare difetta e Parigi non è più quella delle strette strade che favoriva le barricate. Il prefetto Hausmann ha sventrato la capitale, ora vi sono i Boulevards e le truppe possono manovrare ed accedere! Comunque il Comitato Centrale della Guardia Nazionale è ora l’unico presidio della capitale. L’organizzazione politica, invece, si dispiega e vengono indette le elezioni per nominare 92 Consiglieri della nuova Comune. Abbiamo già visto sopra qual’è il programma politico della Comune. Così la resistenza si organizza quartiere per quartiere e la battaglia divampa!
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I 92 membri della Comune comprendono operai, professionisti ed uomini politici di tutte le tendenze, dai riformisti ai socialisti, ai giacobini. La bandiera rossa è l’emblema della nuova Comune. Il lavoro riformatore non produce tutti gli effetti voluti, basta considerare che la comune operò per soli 60 giorni, ma qualcosa fu fatto: - remissione degli affitti, i prezzi erano saliti alle stelle, dopo l’occupazione militare, - restituzione degli attrezzi da lavoro agli operai specializzati, che erano stati pignorati, - pensione alle vedove dei soldati della Guardia Nazionale, - abolizione del lavoro notturno nelle centinaia di panifici parigini, - abolizione della ghigliottina, - diritto dei dipendenti di impossessarsi delle imprese se abbandonate dai loro proprietari.
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I problemi sono enormi, in una città di 2 milioni di abitanti, vi sono centinaia di migliaia di disoccupati, occorre denaro ed i Comunardi lo chiedono in prestito alla Banca di Francia che è stracolma di milioni: errore madornale! I soldi andranno a Versailles e serviranno a riarmare l’esercito contro la Comune! Ma lo sforzo maggiore e che assicurò un imperituro ricordo nella memoria storica delle future generazioni di proletari, fu l’iniziativa dimostrata nel settore pubblico, dove i lavoratori sostituirono gli amministratori fuggiti a Versailles col governo. Il 2 aprile l’esercito governativo attaccò Parigi da ogni parte, le donne combatterono valorosamente, in specie con il loro battaglione, nei pressi di Plance Blanche, importante snodo per arrivare a Montmartre.
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Lissageray, nella sua Storia della Comune, afferma che il popolo era molto forte, perché “aveva un cuore e quattro mani”, alludendo al fatto che ogni comunardo aveva con sé la propria donna! Ricordiamo: - Madame André Léo, giornalista,
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- una lady russa, Demitriev, che fu paragonata alla rivoluzionaria Théroigne de Méricourt, - Louise Michel, buona e sensibile maestrina con i suoi allievi, ma una leonessa sulle barricate, fu lei che organizzò un servizio di infermiere e di ambulanze. L’impresa comunarda ha un forte profilo internazionalista, altri compagni portano soccorso, come il generale polacco Dombrowski, che aveva già combattuto per l’indipendenza della sua terra: è divenuto, ora, il miglior generale della Comune!
(Jean Henri Dombrowski) |
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La faccenda prende una brutta piega, quando un cancello delle mura occidentali della capitale viene forzato, o aperto da un traditore, e le truppe governative sciamano in Parigi: è il massacro.
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E’ in questo quadro che viene abbattuta la colonna Vendome.
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Viene formato un Comitato di Sanità Pubblica sul modello di quello del 1792, ma ha poca vita, siamo al 21 maggio, cioè all’inizio di quella che sarà soprannominata la Semaine Sanglante, a causa delle tante vittime. Per ritorsione, infatti, i comunardi sterminano 50 ostaggi che tenevano prigionieri, tra cui si annoverano molti preti. Il 27 maggio restano solo alcune barricate a Belleville ed a Menilmontant, dove gli operai parigini formano le ultime sacche di resistenza. Alle 4 del pomeriggio del 27 maggio cade l’ultima barricata in Rue Ramponeau.
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Le stime sono scarse, a fronte dei 900 morti dell’esercito regolare, si contano tra le 30.000 e 50.000 vittime civili, e circa7.000 deportazioni. Gli ultimi fucilati si hanno ai muri esterni del cimitero di Père Lachaise, oggi ricordato come Muro dei Comunardi.
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Il muro del cimitero francese è anche detto “Muro dei Federati”.
(Il Muro dei Federati) |
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L’esperimento comunardo fu portato ad esempio da Marx e Lenin, come Dittatura del Proletariato, contro il governo borghese. Anche in altre città come Marsiglia, vi furono analoghi movimenti, ma furono stroncati sul nascere.
(Marx) (Lenin) |
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A Parigi esso durò solo 60 giorni, per la disorganizzazione delle forze popolari, fu, cioè, un movimento spontaneo, nato dalla sconfitta della guerra e dalla situazione politica disastrosa, ancora una volta, infatti, i nuovi parlamentari eletti, erano in gran maggioranza esponenti di quella borghesia capitalistica che aveva già oppresso la Francia per decenni!
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