IL MUSEO: DALLA RIVOLUZIONE A NAPOLEONE I°

 

 

Dal 1725 in poi le opere d’arte vengono esposte nei Salons, dal 1746 essi hanno cadenza biennale. Queste esposizioni hanno però un carattere episodico e non presentano, quindi, collezioni permanenti. Nel 1750 viene affidata alla “guardia dei quadri del re”, il pittore Jacques Bailly, padre di Jean-Silvayn, il futuro sindaco di Parigi, l’incarico di organizzare un’esposizione permanente di 110 quadri di maestri italiani, fiamminghi e francesi, in una galleria del palazzo del Lussemburgo.

Al Louvre si pensa piuttosto a sistemare i libri!

Seguono le vicende della Rivoluzione e si passa alla fuga del re, nel giugno del 1791, quando Barére, dalla tribuna dell’Assemblea, richiama l’attenzione dei deputati sul Louvre e fa approvare un Decreto che impegna l’Assemblea Costituente a rendere degno il Museo del Louvre di tale nome!

Purtroppo gli avvenimenti precipitano ed il re, dopo aver tentato inutilmente di fuggire, perde il suo potere e poi perde anche la vita.

L’Assemblea Legislativa e poi la Convenzione si occupano dei due palazzi, sia del Louvre che delle Tuileries, a quest’ultima viene dato l’onere di accogliere la Convenzione, mentre all’ex palazzo reale vengono affidati i Comitati delle Finanze, della Guerra, ecc,, cioè, in pratica, i Ministeri.

Vengono ribattezzati i padiglioni, ad esempio quello de Flore, diventa dell’Unità, ecc…

Mentre procedono le requisizioni di beni, sotto la guida del ministro dell’Interno Roland, una Commissione manovrata dal pittore-rivoluzionario David, si occupa di recensire tutti gli oggetti d’arte degni di essere presenti in un Museo che sarà aperto a tutti.

 

(Jacques-Louis David)

 

I beni sono migliaia, provengono dai castelli, da Versailles, dalle chiese, ecc…, il lavoro non è facile ed è ostacolato da Alexandre Lenoir, direttore del deposito degli Agostiniani, ora École des Beaux-Arts.

 

(Lenoir)

 

(Il convento degli Agostiniani)

 

Il pubblico è impaziente di vedere i capolavori annunciati, ma i lavori della Commissione incaricata di censirli, per i motivi sopradetti, vanno a rilento.

La caduta dei girondini e la vittoria dei giacobini, portano David ad una posizione di supremazia, egli decide che la Mostra deve aprire al pubblico per il 10 agosto del 1793, anniversario della presa delle Tuileries. Oltre alle opre d’arte requisite, la Commissione riceve il potere di acquistare quelle opere che riterrà necessarie.

Ma è solo un’inaugurazione di facciata, essa apre effettivamente solo il 18 novembre. Sono presentati al pubblico 500 quadri illustrati da un catalogo che funge anche da guida. Il successo è enorme!

La Commissione viene sostituita da un Conservatorio di 10 membri che reggerà il Museo per tre anni, dal 1794 al 1797, un record per quegli anni così travagliati!

Purtroppo, però, per le collezioni permanenti c’è poco spazio, il Louvre è occupato dall’Institut de France, che ha sostituito le Accademie, dalla Borsa che rivendica la Galerie de Apollon, da un laboratorio patriottico, che nell’appartamento della regina madre fabbrica camice per i soldati.

I dintorni del Louvre brulicano, come sempre, di bettole e taverne, ribattezzate “tavole della fratellanza”.

Quando entra in funzione il Conservatorio, il Museo ha a sua disposizione:

- il Salon carré,

- le prime campate della Grand Galerie,

- le sale basse sotto la Galleria.

Il Comitato di Salute Pubblica autorizza la spesa per ripavimentare la galleria, ma i problemi non mancano:

- manca tutto, dalla carta alle forbici alla colla,

- i problemi della sicurezza sono tanti, a cominciare dalle porte che non si chiudono,

- il budget è scarso, vi sono problemi di riscaldamento dei locali, di salari, di spazio,

- il personale è scarso, molte mostre non si possono aprire per questo motivo,

David, anche dopo al caduta di Robespierre esercita un controllo ossessivo e paralizzante!

Il Conservatorio si occupa anche della scelta delle opere, che vengono selezionate in base a motivi strettamente politici. Esso decide altresì di entrare in possesso di almeno un’opera di ogni autore.

Per far dimenticare al pubblico le continue chiusure, si inaugurano mostre eccezionali, come quella del 15 agosto del 1797 sui disegni dei maestri delle tre scuole suaccennate.

Con l’avvento del Direttorio, il direttore generale dell’Istruzione Pubblica, Ginguené, storico della Letteratura, amministra anche il Louvre, è un uomo energico e di buon gusto.

Il Museo viene riorganizzato e prende il nome di “Musée central des arts”, un Consiglio di 5 pittori affianca l’amministratore, col compito di aiutarlo nella scelta delle opere da prelevare dai depositi e per il restauro di esse.

Il 22 gennaio 1797 vengono licenziati tutti i guardiani e vengono assunti solo quelli più adatti alla bisogna.

Il Consiglio si riunisce tre volte ogni decade, per il restauro delle sculture si decide di comprare marmo greco.

Nei 18 mesi della sua esistenza, il Consiglio organizza 5 mostre ed un premio di pittura, particolarmente interessante quella dell’8 novembre del 1798 quando vengono esposte le opere “portate” dall’Italia.

Mancano sempre i soldi, così ci si industria a vendere cataloghi e copie dei quadri delle collezioni.

 

(Il trasporto delle opere provenienti dall’Italia come bottino di guerra)

 

Il Consiglio viene anche incaricato di offrire, ai vincitori della campagna d’Italia, generale Bonaparte in testa, un pranzo con 700 coperti. Le tracce di questo pranzo costeranno al museo un anno di lavori di riadattamento!

Dall’Italia arrivano i 4 cavalli alati della basilica di San Marco a Venezia che orneranno l’Arc du Carroussel ed altri capolavori, come la Venere del Campidoglio, i Parigini li vedono sfilare sui carri. Provvisoriamente essi vengono allocati agli Invalides, poi saranno portati al Louvre.

Il nuovo direttore del Museo è Raymond, si continuano a prelevare opere, nonostante le proteste delle autorità locali, da Versailles, come i quadri di Poussin e le opere di Leonardo, tra cui la celebre Gioconda.

Il nuovo Museo apre le sue sale il 9 novembre del 1800, le statue greco-romane sono ospitate negli appartamenti di Anna d’Austria, la finestra che dà sul lungo Senna viene chiusa, per ospitare il Lacooconte. Giuseppina e Bonaparte sono gli anfitrioni di questa inaugurazione, ma ciò non impedisce loro di arraffare numerose opere d’arte per ornare le loro case!

 

(Gli ex appartamenti di Anna d’Austria, moglie del re Luigi XIII)

 

 

(Il Lacooconte)

 

Il 9 novembre del 1802, il primo Console, cioè Bonaparte, modifica lo statuto del Museo e nomina direttore generale Vivant Denon, poi barone, che vi rimarrà fino alla fine dell’epoca napoleonica.

 

(Denon)

 

Assieme all’architetto Fontaine, ridaranno vita e splendore al Louvre ed alle Tuileries.

 

(L’ingresso del Museo del Louvre nel 1803)

 

L’idea fissa di Napoleone sarà sempre quella di edificare una Parigi monumentale e di renderla la più bella città d’Europa. Purtroppo le esigenze della guerra lo fermeranno spesso!

Grandi opre edilizie e prestigiosi monumenti saranno la sua principale occupazione, al di fuori della guerra, naturalmente!

 

(L’Arc du Carrousel)

 

Bonaparte si sposta quasi subito dalla sua prima residenza, il Petit Luxembourg alle Tuileries, dove tiene mirabolanti parate militari e sempre lo farà fino al 1813.

 

(Il Petit Luxembourg)

 

La Place du Carrousel, con il suo arco trionfale, fa da sfondo alle manovre di circa 10.000 soldati in uniforme da parata. Durante l’Impero sarà principalmente la vecchia Guardia Imperiale a compiere queste manovre.

La ristrutturazione del Louvre viene subito intrapresa da Napoleone, affiancato da Raymond, l’architetto del Museo, che viene sommerso da quadri e da opere d’arte!

 

(La nuova scala di Percier)

 

Nel 1801 viene stabilito che il Louvre ospiterà una mostra delle opere dell’industria francese. Vengono costruiti centinaia di padiglioni con colonnati: è un successo! Bonaparte li visita per tre ore.

Viene approvato un piano per costruire tre nuove strade, abbattendo le vecchie case che vi sorgono, “è più importante abbattere che ricostruire”, è il motto del Primo Console!. Sorgeranno Rue de Pyramides, Rue de Rivoli e Rue de Castiglione. I palazzi che vi sorgeranno dovranno rispettare la programmazione urbanistica degli architetti governativi Percier e Fontaine ed avere tutti dei portici all’italiana.

A Denon, che aveva partecipato alla spedizione in Egitto, viene affiancato l’archeologo italiano Ennio Quirino Visconti, come conservatore delle antichità.

Vengono demoliti il convento dei cappuccini e metà di quello dei Foglianti.

Napoleone è proclamato Imperatore e decide di installare, dopo aver cacciato via dal Louvre tutti gli artisti che vi abitano, non senza prima aver concesso loro una pensione, appartamenti per i reali di passaggio a Parigi.

 

(Parigi: convento dei Cappuccini)

 

(Parigi: convento dei Foglianti)

 

Viene costruito finalmente l’Arco del Carrousel, dopo tanti tentennamenti e progetti. Viene adeguato lo stato degli appartamenti delle Tuileries, anche se egli vive e lavora solo nel suo studio.

Fontaine riceve l’incarico di armonizzare gli stili dei vari edifici del Louvre, procede così ad una ristrutturazione parziale dei frontoni e dei colonnati, Napoleone non vuole abbatterli e, anche per ragioni economiche, afferma che più stili diversi possono convivere insieme.

L’8 marzo del 1807 la Galleria del Louvre ospita la mostra dei bozzetti per la costruzione della chiesa della Madeleine.

 

 

Il 3 luglio 1807, il “Journal de l’Empire” riporta la notizia che l’Imperatore ha già fatto avviare i lavori per il completamento dell’ala Nord, quella su Rue de Rivoli, che congiungerà il Louvre alle Tuileries dall’altro lato, quello occidentale.  Infatti al Pavillon de Marsan sono già stati iniziati gli scavi e su Place du Carrousel sono state portate migliaia di pietre. Dovrà avere finestre centinate al pianterreno e finestre rettangolari alternate a nicchie (per le statue-n.d.a.) al primo piano. Dovranno essere costruiti appartamenti per gli alti ufficiali dell’Impero.

 

(A sx il Louvre, a dx le arcate di Rue de Rivoli)

 

L’Imperatore approva un progetto che prevede tra l’altro:

-la costruzione di un secondo Arco nella direttiva della nuova ala nord del Louvre,

-la costruzione di una grande fontana  al centro del Carrousel, per mascherare il dislivello tra i vari edifici del Museo,

ma nessuna di queste cose saranno per il momento realizzate!

David diventa Ufficiale della Legion d’Onore, il principe Borghese, che ha sposato Paolina, la sorella dell’Imperatore, invia al Louvre le sue magnifiche statue. Napoleone ne è oltremodo orgoglioso!

Per sposare l’arciduchessa d’Austria Maria Teresa, Napoleone divorzia da Giuseppina.

Il 31 marzo del 1810 viene celebrato il matrimonio civile tra l’Imperatore e Maria Teresa, la coppia imperiale fa il suo ingresso a Parigi il 2 aprile, passando dalla collina dell’Etoile, dove è iniziata la costruzione del maestoso Arco di Trionfo.

 

 

Il matrimonio religioso viene celebrato al Louvre dallo zio di Napoleone, il cardinale Fesch.

Nel febbraio del 1812 Napoleone decide definitivamente di dedicare il Louvre solo a Museo. Esso diventa anche motore centrale per distribuire agli istituendi Musei locali, opere d’arte. Nancy, Tolosa, ecc…, in tutto 19 centri francesi ricevono quadri.

Ma scoppia le guerra di Russia e gli stanziamenti scemano: 21.200 operai restano disoccupati! L’abdicazione e poi i Cento Giorni, vedono il Louvre abbandonato. Sotto i re Luigi XVIII, Carlo X e Luigi Filippo saranno fatti solo lavori di consolidamento, ma solo sotto Napoleone I la Francia ha acquistato una dimensione culturale mondiale.

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