Dalla caduta di Napoleone

al Grand Louvre di François Mitterand

 

 

 

Dopo l’abdicazione di napoleone, Fontaine afferma che la Francia ha scampato un bel pericolo, infatti egli ha accompagnato  lo Zar ed il re di Prussia che gli hanno assicurato che nessun oggetto d’arte sarà da loro ripreso, tranne i cavalli di bronzo dell’Arco di Berlino.

Ma dopo i Cento Giorni, la situazione cambia: ora i vincitori vogliono tutto indietro! Dei 1500 quadri esposti al Louvre, ne rimarranno solo 270! Le collezioni dei fiamminghi e quelle medievali e rinascimentali del convento degli Agostiniani, prendono il posto di quelli ripresi.

Nel 1818 Luigi XVIII acquista una magnifica collezione di vasi greci ed italici. Charles de Carac, che era già stato direttore degli Scavi di Pompei sotto Murat, diventa il direttore generale del Louvre.

Nel 1821 il Museo riceve in dono la Venere di Milo: è stata regalata dall’ambasciatore a Costantinopoli, il marchese di Riviére.

 

 

Carlo X, succeduto a Luigi XVIII nel 1824, ha il merito di introdurre al Museo le collezioni egizie. Denon raccoglie la collezione di Henri Salt, console d’Inghilterra al Cairo e quella di Bernardin Drovetti console di Francia in Egitto.

 

(Drovetti)

 

Al successo dell’arte egizia ha contribuito l’opera di Champollion che ha decifrato l’antica scrittura.

 

(Jean Francois Champollion)

 

Anche gli artisti espongono nei loro Salons, Denon favorisce l’arte francese.

Il governo però vuole sfruttare il Louvre per tenervi le sedute del Consiglio e del Parlamento.

I lavori non si fermano, anche se i soldi sono pochi, Fontaine infatti riceve l’ordine di prolungare la Galerie Nord, viene decisa la ristrutturazione della Galleria di Apollon, pericolante.

La notte del 29 settembre del 1824, Maria Carolina, vedova del duca di Berry, figlia del Conte d’Artois, futuro Carlo X, partorisce un maschio nel Pavillon de Marsan: sarà l’erede al trono di Francia, col nome di conte di Chambord.

 

(Il conte di Chambord)

 

Luigi XVIII è morto il 16 settembre del 1824. Gli succede il fratello Carlo X, che regnerà fino al 1830.

Il 25 luglio del 1830, Carlo X promulga leggi liberticide dal suo castello di St. Cloud. Abolisce la libertà di stampa, scioglie la Camera e così i Parigini alzano subito barricate.

La folla attacca il Louvre, che è difeso soltanto da due battaglioni di Svizzeri al comando del maresciallo Marmont.

 

(Il Louvre sotto attacco)

 

Sono le Trois Glorieuses: tutta Parigi è un campo di battaglia.

 

         

              (L’Hotel de Ville sotto attacco)                                      (Port St. Denise sotto attacco)

 

Le truppe di guardia alle Tuileries si danno alla fuga e Marmont è costretto così a sguarnire il Louvre che viene preso d’assalto dai rivoltosi.

Il 29 sera Carlo X lascia St. Cloud e si rifugia in Inghilterra.

Il bilancio è pesante: 2.400 morti e 5.600 feriti, gli edifici del Louvre portano le cicatrici del combattimento, ma le opere sono salve! La maggior parte delle vittime è sepolta sotto l’angolo del colonnato, un cane aspetta ancora il suo padrone morto, il suo nome è Medor, diventerà una leggenda!

Al nuovo sovrano, Luigi Filippo, non interessano né il Louvre, né le Tuileries, preferisce Versailles, anche se continua ad abitare a Parigi. L’inattività è la caratteristica di questo periodo. Vengono abbattute alcune parti del Louvre e si ricavano sale più ampie.

Nel 1833 il ministro dei lavori pubblici, Adolphe Thiers, fa stanziare 18 milioni di franchi per lavori al Louvre, ma non ne viene eseguito nessuno. I giornali si scatenano in una campagna di stampa per difendere il Museo.

Rare sono quindi le novità del regno di Luigi Filippo, come l’esposizione di alcuni quadri spagnoli di proprietà del re e l’apertura di una sala Assira, dovuta agli scavi di Paul-Emile Botta, console a Mossoul.

 

(La sala Assira)

 

                                                                               (Botta)

 

Il 19 febbraio ed l 29 Parigi si infiamma per una serie di norme liberticide assunte da Luigi Filippo. Il re abdica e nomina suo successore suo figlio, il conte di Parigi. Il governo provvisorio si installa nell’Hotel de Ville.

 

(Il conte di Parigi)

 

Viene proclamata la Repubblica e Luigi Filippo emigra in Inghilterra!

Nel 1848 il pittore Jeanron è nominato direttore del Museo, il suo compito non è facile, nel cortile del Louvre ci sono ancora i fuochi dei bivacchi.

Nel marzo del 1848 il governo emana un decreto col quale istituisce il Museo come Palazzo del Popolo  e decide per i lavori di completamento del Grand Louvre (o Gran Dessein). Viene nominata una commissione per l’esproprio dei terreni adiacenti al Louvre e vengono stanziati 2 milioni di franchi per lavori urgenti di riattamento.

Si parte con i restauri, nella galleria di Apollon, Delacroix dipinge “Apollo vince il serpente Pitone”.

Viene eletto Presidente della Repubblica Luigi Napoleone, figlio di Ortensia, figlia di Giuseppina, quindi, nipote di Napoleone I. Sulle orme di Napoleone I, attua un colpo di stato e diventa Imperatore col nome di Napoleone III. E’ a lui che il Louvre deve finalmente il suo completamento.

Jeanron è sostituito dal conte di Nieurwerkerke, il nuovo architetto è Ludovico Tullio Gioacchino Visconti, che ha già realizzato la tomba di Napoleone. Sorgono nuovi padiglioni, aggettanti, come quelli precedenti, ad esempio il padiglione Denon.

 

 

Alla morte di Visconti, gli succede Lefuel. Tutti gli edifici vengono innalzati di un piano, al Pavillon de l’Horloge si aggiunge una cupola ed il livello della piazza del Carrousel viene abbassato.

L’edificio deve ospitare i Ministeri ed una caserma della Guardia. Le statue di 4 generali (Hoche, Kleber, Desaix e Marceau) e di 4 marescialli (Massena, Lannes, Soult e Ney) orneranno questo lato di Rue de Rivoli.

 

(Il Pavillon de Marsan nel 1875)

 

Il Pavillon de Flore e la Grand Galerie hanno urgenza di essere rinforzati, la loro costruzione poggia su pali infitti male nel lungo Senna. Scavi hanno chiarito che i pali poggiano sia su sabbia mobile che su resti di animali, Napoleone III si convince che l’unica soluzione è l’abbattimento. Lefuel costruirà un’ala meno imponente, simile a quella di Rue de Rivoli.

Vengono ricavati nuovi appartamenti reali, sotto, stanze di servizio.

Il prefetto Haussmann, autorizza scavi anche nella Cour Carrée, dove vengono ritrovati i resti medievali del castello, ma essi vengono ricoperti.

 

(Georges Eugène Haussmann)

 

Sotto la guida del prefetto, Parigi viene sventrata, si realizza l’asse viario nord-sud, ma anche quello est-ovest e si potenziano sia le stazioni ferroviarie che i collegamenti stradali fra esse.

Vengono date feste e balli, soprattutto balli mascherati, in cui l’Imperatore si dedica al suo sport preferito: inseguire le donzelle…! Egli si è sposato con la spagnola Eugenia ed ha avuto un figlio, il principe Giuseppe Napoleone.

Nell’agosto del 1870 Parigi è minacciata di invasione, il ministro della Guerra ordina di portare in salvo a Brest le opere più preziose, il Louvre è trasformato in officina per le armi e l’equipaggiamento dell’esercito.

Il 3 settembre si apprende che la Francia è stata sconfitta e l’Imperatore è prigioniero, l’Imperatrice Eugenia fugge per la Grand Galerie, si confonde con la folla davanti a St. Germain l’Auxerrois e ripara in Inghilterra.

Viene proclamata la Terza Repubblica. La Comune di Parigi si oppone all’esercito regolare, saranno 60 giorni di combattimento terribile, dopo i quali i comunardi incendiano il palazzo delle Tuileries.

 

(Lo scheletro del palazzo dopo l’incendio)

 

Rimangono in piedi solo i muri maestri, dopo anni di indecisione la Camera vota per il suo abbattimento.

Nel 1878 il Louvre ospita sia il Comune, nell’attesa della ricostruzione dell’Hotel de Ville, anch’esso bruciato dai comunardi e della Prefettura della Senna, così come ospiterà per anni altri ministeri.

La terza repubblica non fa lavori, ma si limita ad amministrare, i proventi derivano dalle visite al Museo, anche di comitive organizzate di turisti.

Le collezioni si arricchiscono di donazioni, come quella della collezione Campana e quella dell’arte islamica.

Affluiscono le opere degli impressionisti, la collezione di Isaac de Camondo, comprendente oggetti d’arte orientali, il tesoro di Boscoreale, ritrovato in una città vicino Pompei e donata da Rotschild.

Gli scavi di Myrina e di Susiana, fanno arrivare altre antichità.

 

(Mostra dell’Arte Islamica)

 

Il 21 agosto del 1911, lunedì, giorno di chiusura, viene rubata la Gioconda, che ricompare a Firenze, è stata rubata da un italiano che la credeva preda di guerra dei Francesi e voleva restituirla alla Patria!

Vincenzo Perruggia, così si chiama il ladro, viene imprigionato per poco ed il quadro è restituito all’ambasciatore francese in Italia.

La prima guerra mondiale vede i sacchi di sabbia attorno all’Arco del Carrousel e le opere d’arte trasferite nel convento dei giacobini a Tolosa.

La seconda, vedrà la gioconda trasferita nell’abbazia di Louvigny e le opere d‘arte divise tra il castello di Sourches, nel Mans ed il Musée des Ingres a Montauban.

Tutto sommato il Museo se l’è cavata bene. Negli Anni cinquanta, sessanta e settanta si susseguono le manifestazioni culturali, solo con l’avvento alla Presidenza della Repubblica di François Mitterand, nel 1984, si avviano i lavori per il Grand Louvre. Al Presidente viene presentato l’architetto americano, di origine cinese, Ieoh Ming Pei, che si vede approvato il suo progetto. Il Museo avrà un ingresso sotterraneo, costruito sotto una delle tre piramidi che sorgeranno nel cortile, accanto atre vasche triangolari. Vengono scavate di nuovo le ali già scavate sotto Napoleone III, ma questa volta gli scavi saranno visibili e percorribili in gran parte dal pubblico.

 

(I lavori nel 1983)

 

(L’architetto Pei)

 

(Il Louvre di Mitterand)

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