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Dallo chateaufort medievale alla Grand Galerie di Enrico IV |
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Nel 1190 il re di Francia, Filippo II l’Augusto, prima di partire per la Terza Crociata assieme al re d’Inghilterra, dà ordini di fortificare la capitale con delle mura alte 9 metri e larghe 3, quelle che ora si definiscono “enceinte”.
(Philippe II Auguste) (Le vecchie mura di Parigi) |
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Ad Ovest, sulla Rive Droite (Riva Destra-n.d.a.), fa erigere una fortezza a caposaldo delle mura stesse, per evitare che in sua assenza i duchi normanni approfittino della situazione! Il castello è vasto, il suo cortile conta 50 m di larghezza x 60 m di lunghezza, ha un grande mastio, poi fatto abbattere da Francesco I, di larghezza di base di 15, 7 m. La costruzione termina nel 1202.
(Il Louvre medievale) |
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(Cripta: la Sala Bassa) |
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Ospita torri e torrette, ma non è residenza reale, solo raccoglie e protegge le carte ed il Tesoro reale. Filippo II continuerà ad abitare nel Palais de la Citè, oggi Palais de Justice. Unico resto attuale è la sala Bassa, cioè la cripta dell’attuale Louvre. Il castello viene adibito anche a prigione, ricordiamo tra gli altri, il conte Ferdinando del Portogallo, detto Ferrando, il barone Enguerrand de Coucy, fatto poi liberare da Bianca di Castiglia, madre del re Santo, Luigi IX.
(Plastico del castello di Coucy) |
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Ma non mancano avvenimenti più lieti, come le sontuose feste date dal re Filippo il Bello nel 1313, per l’investitura a cavaliere dei tre figli.
(Filippo IV, detto il Bello) |
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Il Louvre comincia ad essere abitato dai re, che lo scelgono come residenza privata, come ad esempio da Giovanna di Borgogna, moglie di Filippo V il Lungo, che vi partorisce.
(1358: il Louvre di Carlo V) |
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Ridiventa prigione per gli Inglesi che vengono fatti fuggire da Etienne Marcel, Prevosto di Parigi (sindaco-n.d.a.), e poi sarà per questo assassinato. Il Delfino Carlo, ora consacrato a Reims re col nome di Carlo V, fa costruire una seconda cinta di mura, esterne al Louvre e lo ingloba.
(Le roi Charles V le Sage) |
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Queste mura, di cui restano imponenti vestigia nei sotterranei del Museo attuale, arrivavano fino al termine dell’attuale Rue de Rivoli.
(Vestigia dell’epoca di Carlo V) |
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Carlo V fa anche costruire una nuova imponente fortezza la Bastiglia.
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Il fatto di aver costruito una seconda cinta di mura fa sì che i Parigini si sentano più sicuri, così sorgono nuove strade, nuovi quartieri, ricordiamo Rue de St. Honorè e Rue Fromentau, una strada che correva quasi nello stesso tratto dell’attuale Rue de Rivoli. Il Louvre perde la sua caratteristica di castello e diventa residenza reale. Nel 1364 l’architetto Raymond du Temple riceve l’incarico di modificare ed abbellire il Louvre. I lavori durano 8 anni e trasformano il vecchio maniero, così come è ricordato nelle Trés Riche Heures del duca di Berry (1416).
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Vengono aperte finestre nei muri, costruite numerose ed ampie sale. Gli alloggi del re sono al primo piano, mentre quelli della regina a piano terra. Ma l’opera più importante di Carlo V è la costruzione della Biblioteca, ricca di 910 volumi, divisi equamente su tre piani. Purtroppo essi verranno acquistati quasi tutti dal reggente d’Inghilterra. Ma, poi, essa sarà nuovamente rifatta e ripopolata, per così dire, sia da Francesco I (2.000 volumi) che da Luigi XIII, sotto cui raggiungerà i 13.000 volumi. Carlo ama scrivere il proprio nome sui libri, ma non è egoista, li fa copiare e distribuire, affinché la cultura si possa diffondere! Ma il Louvre è solo una delle tre residenze in cui il re dimora, le altre due sono il castello di Vincennes e l’Hotel di St. Pol, nel Marais. Nel gennaio del 1378 Carlo V accoglie al Louvre suo zio, l’imperatore Carlo IV. L’imperatore sbarca sul Quai davanti al Louvre, poiché ha compiuto il breve tragitto dal Palais de la Cité al Louvre in barca. Dobbiamo immaginare che all’epoca, all’ingresso est del palazzo vi era un ponte levatoio che poggiava su un enorme masso, che ora fa da basamento all’ingresso principale. Sul lato Nord vi è un grande giardino dove il re fa coltivare lattuga e legumi, più tardi, Enrico IV vi farà coltivare gli asparagi. Le cucine ed i servizi per i cuochi si trovano, invece, all’esterno del palazzo. La parte inferiore del castello medievale si trova al di sotto di quello attuale, già Napoleone III aveva fatto eseguire degli scavi, scoprendo i resti riportati dalle campagne del 1980, ma li aveva poi fatti ricoprire. Le vicende storiche seguenti prevedono un breve soggiorno di Carlo VI e di Carlo VII, rimesso sul trono da Giovanna d’Arco. Sotto Carlo IX, il cui elmo dorato è stato ritrovato nella campagna di scavi di cui sopra, il palazzo diventa arsenale fino ad Enrico IV che lo trasferirà nell’apposito luogo a ciò deputato. I successivi sovrani, per frequenti torbidi, preferiranno soggiornare altrove, come Plessis-les-Tours (Luigi XI) o Blois (Luigi XII). Ma è con Francesco I che il Louvre cambia totalmente aspetto, i re rinascimentali vogliono vivere nel lusso e così i lavori vengono affidati all’architetto Pierre Lescot, il 2 agosto del 1546. Il re aveva già ospitato nel 1540 l’imperatore Carlo V, e proprio per questo egli sente il bisogno di essere all’altezza della situazione! La nuova forma prevista è ad U con il lato chiuso solo da mura, mentre poi sarà costruita una nuova ala.
(Ala Lescot) |
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(Pierre Lescot: busto in marmo) |
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(I nuovi lavori di Lescot) |
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(Sala delle Cariatidi) |
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I lavori durano 10 anni, non è più lo chateufort, ma un vero palazzo rinascimentale quello che ora sorge sulle rive della Senna! La magnificenza si estende alle statue, come quelle che ornano la Sala delle Cariatidi. Ad un corpo di palazzo centrale vengono affiancate due ali con avancorpi, per rompere la monotonia della linearità, in ognuno di essi viene inserita una porta con colonne e capitelli, sormontate da statue di Jean Goujon ed aperture. Le ali finiscono con corpi aggettanti. Un enorme salone centrale può ospitare balli di più di 500 persone. Il 31 marzo 1547 Francesco I muore, ma il figlio, Enrico II riconferma a Lescot l’incarico. L’edificio è a tre piani, il pianterreno, il primo ed un attico sormontato da tetto spiovente. Viene costruita una grande scala che però viene fatta spostare più a nord, per ampliare la sala da ballo di cui abbiamo parlato.
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Il re però si accorge che la sala da ballo (quella della Cariatidi-n.d.a.) è troppo lunga, così da ordini a Lescot per ridurla. L’architetto ne ricava una sala più piccola che sarà chiamata della Tribuna perché prevede tre gradini e colonne, qui il re e la sua famiglia presenzieranno il Ballo. In questa scenografia saranno celebrati ben tre matrimoni, e cioè: - quello della principessa Claudia, figlia di Enrico II, con il duca di Lorena, - quello dell’altra figlia, Elisabetta di Francia con il re di Spagna Filippo II, - quello del delfino Francesco con Maria Stuarda, futura regina di Scozia. Il re fa ampliare i lavori all’ala sud, dove ricava altri ampi locali, così, sull’area del fiume sorge il Pavillon du Roi. Ormai i livelli sono quattro: 1 = pianterreno, dove sorgono la Sala del Consiglio e l’anticamera, 2 = primo piano, dove vi sono la camera di rappresentanza del re e la Petite Chambre, cioè la sua camera da letto. Tra la camera e l’anticamera viene ricavato un passaggio, con una scala che accede dall’angolo nord-ovest del padiglione. 3 = secondo piano: ha il soffitto più basso ed accoglie le stanze dei principi e dei favoriti, 4 = terzo piano, dove una grande sala con 5 alte finestre accoglie il gabinetto del re. Viene iniziata anche la costruzione dell’ala meridionale, dove sorge il piccolo Gabinetto che sarà di Luigi XIV (tuttora esistente).
(Il nuovo Louvre, con il Pavillon du Roi) |
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Ma i progetti del re vanno oltre, adesso si vuole costruire un altro palazzo, più piccolo del Louvre, che ospiterà solo reali, le Tuileries, che sarà collegato al Louve con una serie di gallerie lungo la Senna ma la sua costruzione viene interrotta dalla morte del re. Il ricordo di Enrico II vive nelle H scolpite nella pietra e nella sua lettera iniziale unita ad una mezzaluna, forse lo stemma della sua amante, Diana di Poitiers.
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Enrico è morto in un torneo nel Marais, così Caterina de' Medici, la sua vedova, si trasferisce al Louvre, dove suo figlio Francesco II diventa re e conferma al Lescot le lettere patenti, ma anch’egli, di salute cagionevole, muore poco tempo dopo, gli succede suo fratello Carlo IX.
(Charles IX) |
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(Henri III) (Henri IV) |
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I lavori per l’ala sud saranno proseguiti da Enrico III, fratello di Carlo IX e da suo cognato, Enrico IV. Le loro sigle fanno sì che oggi noi sappiamo da chi furono costruiti i vari edifici: - Karolus, per Carlo IX, al pianterreno, - una H tra due D, per Enrico III, per l’altro pianterreno, - HDB, Henri de Bourbon, cioè Enrico IV, al primo piano. L’11 luglio del 1566 viene iniziata la Grand Galerie che terminerà solo sotto Enrico IV (160 metri di lunghezza-n.d.a.), per mancanza di fondi, essa deve unire il Louvre al sorgendo palazzo delle Tuileries. Caterina de Medici sa che dovrà cedere il suo appartamento alla nuova regina, così acquista i terreni e gli edifici dell’Ospizio dei crociati e dell’attuale Place de Carrousel, l’architetto scelto è Philibert de l’Orme, canonico di Notre Dame, come Lescot. Due corpi paralleli, da nord a sud, collegati tra di loro dovranno sorgere davanti al Louvre, ma uno solo ne viene realizzato. Caterina de' Medici preferisce trasferirsi nell’Hotel de Soissons, vicino alla chiesa di St. Eustache.
(La zona in cui sorgeva l’Hotel de Soissons, demolito nel 1748) |
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Un secondo giardino prende il posto della seconda ala delle Tuileries, lo sfortunato palazzo che brucerà nel 1871, dopo la sconfitta con i Prussiani.
(De l’Orme) |
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(Le Tuileries, in avanti, con dietro il Louvre) |
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Il 18 agosto del 1572 si celebra il matrimonio tra Enrico di Borbone e Margherita di Valois, figlia di Caterina de Medici, seguono feste e balli. Ma Enrico è protestante, mentre Margherita è cattolica e lo scontro tra le due fazioni scoppia quando il duca di Guisa fa colpire l’ammiraglio di Coligny, massimo esponente dei protestanti e Consigliere del re, in Rue du Louvre, all’incrocio con l’attuale Rue de Rivoli, ma egli rimane solo ferito.
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Poiché del complotto fa parte la regina, suo figlio decide di eliminare il Coligny e di colpire in modo massiccio il partito dei protestanti. La notte del 23 agosto, alle 4 circa del mattino cioè del 24, si scatena quella che passerà alla storia col nome della Strage di San Bartolomeo. In tutta la Francia muoiono assassinati brutalmente circa 40.000 protestanti. Enrico di Borbone si salva abiurando la sua fede, ma poi fugge e combatte contro la Lega, istituita dal Guisa. Il 22 marzo del 1594 Enrico, già incoronato re a Chartres, col nome di Enrico IV fa il suo ingresso al Louvre, le cui porte gli vengono aperte da Brissac, governatore di Parigi. Naturalmente, per governare sui Francesi, deve scegliere la religione cattolica. E’ un fervore di lavori in tutta Parigi, il nuovo re fa costruire Rue e Plauce Dauphine, rinnovare il Pont Neuf, riattare la Place Royal (attuale Place des Vosges-n.d.a.) e mettere mano di nuovo alla ricostruzione del Louvre che ormai cade in pezzi. Riprende i piani di Lescot e fa sopraelevare la Petite Galerie di un altro piano. Nel 1600, su consiglio di Sully e del pittore Antoine de Laval, istituisce una Galerie des Rois, facendo dipingere la Petite Galerie con ritratti sulla storia di Francia, tutti andati perduti in un incendio sotto Luigi XIV. La Grand Galerie viene completata affidandone i lavori a due architetti: - il primo è du Cerceau, che si occupa del lato che va dalla Petite Galerie al Pavillon Lesdiguières, - il secondo è Louis Mètezau, che costruisce l’altra metà dal suddetto padiglione al Pavillon de Flore, occorreranno però 15 anni prima che i lavori siano terminati e ciò si comprende se si conosce il costo dell’opera, ben 8 milioni di livres, la metà del bilancio francese! Tutti gli edifici sono stati sopraelevati e comprendono, adesso, un pianterreno, un mezzanino e due piani: - al pianterreno possono essere alloggiati miglia di soldati, - nel mezzanino ed al primo piano il re ospita artisti di tutte le discipline, a loro egli garantisce, dopo 5 anni passati a lavorare al Louvre, un certificato di “maitrise” che li accompagnerà per tutta la vita! Intanto egli ha ottenuto dalla città di Parigi il possesso dei terreni ad ovest, tra il Louvre e le Tuileries, ciò lo spinge a voler costruire quello che poi sarà attuato solo da Napoleone III e cioè il completamento del museo in quell’ala. Anche gli appartamenti reali vengono modificati, la Sala delle Cariatidi diventa Sala degli Svizzeri, cioè degli uomini posti a guardia del palazzo reale. Il pubblico sale per la scala di Enrico II, l’anticamera reale è stata ingrandita e la camera detta “doreé” è stata riadattata con un letto a baldacchino al centro, diviso dal pubblico da una balaustra che non si può assolutamente oltrepassare. E’ questo il letto dove per vari gironi il corpo del re assassinato da Ravaillac il 14 maggio del 1610, alle 4 del pomeriggio, mentre si reca in carrozza all’Arsenale dove deve parlare con Sully, giacerà per sempre!
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