GUILLAUME DE VOLPIANO

 

 

Nell’estate del 962 l’esercito dell’Imperatore Ottone riuscì ad espugnare l’ultimo baluardo del regno italico, l’isola di Giulio sul lago d’Orta, in provincia di Novara.

 

 

(L’imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone I)

 

(Isola di S.Giulio)

 

Mentre Ottone era vincitore, nasceva il figlio del suo vinto, il nobile svevo Roberto signore di Volpiano, sposato a sua moglie Perinzia, di nobile stirpe longobarda. Il piccolo Guglielmo ebbe il battesimo e come padrino l’Imperatore che scelse anche il suo nome e lo destinò alla vita monastica.

Ottone, con questa sua ultima vittoria, aveva sconfitto definitivamente re Berengario ed iniziato quella dominazione tedesca che terminerà in Italia solo nel 1268 con la morte di Corradino di Svevia.

Erano tempi molto duri, la classe dei cavalieri dominava anche la vita religiosa, il Cristo era raffigurato da combattente con la spada tra i denti! Anche i costumi, compresi quelli dei religiosi, si erano molto allentati, Guglielmo sarà l’artefice della riforma, sia religiosa che architettonica.

A sette anni Guglielmo veniva presentato al monastero di Lucedio, che si trovava sulla riva sinistra del Po, soggetto al vescovo di Vercelli.

 

(Monastero di Lucedio)

 

 

Alla morte della madre, forse anche per la povertà del padre, lo convinse ad entrare in convento con lui, dove si spense serenamente, così come ci fa sapere il monaco e storico di San Guglielmo, Rodolfo il Glabro (Raoul Glaber-n.d.a.).

Guglielmo si trovò male al monastero, data la sua indole morigerata, in contrapposizione ai cattivi costumi assunti dai suoi confratelli, forse per la trascuratezza del vescovo, più guerriero che religioso!

Ma gli eventi precipitarono quando Guglielmo rifiutò il diaconato: egli credeva fermamente nella superiorità e nell’autonomia dell’ordine monastico dall’autorità del vescovo, così infine dovette andare via dal monastero dove aveva vissuto ben 14 anni!

Gulgielmo aveva conosciuto e ne era divenuto amico, Otto-Guglielmo, figlio di Gerbera, poi risposatasi col duca di Borgogna, Enrico, fratello del re di Francia Ugo Capeto (il fondatore della dinastia dei Capetingi-n.d.a.).

La Borgogna, attorno all’anno Mille, era la sede della cultura e della rinascita sia religiosa che architettonica. Da Cluny, piccola abbazia, la fede si diffondeva in tutta l’Europa del tempo.

 

 

(San Maiolo di Cluny)

 

Nel 987 l’Abate di Cluny era Maiolo, figura mitica del monachesimo europeo. Dopo aver rifiutato la nomina a Papa da parte dell’imperatore, si recò più volte in Italia. In uno di questi viaggi verso Roma, promise al giovane Guglielmo, di 25 anni, che lo avrebbe portato con sé a Cluny, e così fece. Naturalmente il vescovo di Vercelli, Pietro, diede il suo assenso!

 

(Cluny III)

 

(Cluny attuale e , con le parti in nero, quella antica)

 

Accolto solennemente, Guglielmo ricevette subito l’incarico di riformare il monastero di S.Saturnino (Pont St.Esprit), nella valle della Loira, in Provenza.

 

 

 

La sua rigidità nell’applicare la Regola gli valse il nome di “Ultra regulam” e perciò il vescovo di Langres, Brunone, lo volle a Digione, per riformare il monastero di S.Benigno.

 

 

 

La sua fama di predicatore, durante la permanenza a Digione, è immensa. Inoltre, per i lavori di restauro della basilica, viene anche scoperta la tomba del Santo, avvenimento che ha del miracoloso! Tutto ciò gli porta altri incarichi:

- dal vescovo di Langres,

- dal duca di Borgogna, per la diocesi di Autun,

- in Lorena,

- nell’Ile de France.

S. Benigno, inoltre, diventa meta di numerosi pellegrinaggi.

Con il re Roberto, figlio di Ugo Capeto, i rapporti sono burrascosi, a momenti di pacificazione, durante i quali il re lo invia financo a Parigi, come abate di St. Germain des Pres, si susseguono momenti di tensione, Guglielmo perciò deve sottomettersi alla forza, se vuole vivere in pace col monarca!

 

(Roberto il Pio)

 

Ma fu la Normandia il punto nodale della vita di Guglielmo.

Nel 909, il capo vichingo Rollone aveva sconfinato in Francia, risalendo sia la Senna che la Loira. Dopo numerose scorrerie si era stabilito nell’attuale Normandia ed aveva assunto il titolo di duca. I Normanni si adattarono alla cultura latina, divennero cristiani, fecero molti pellegrinaggi, anche nell’Italia Meridionale, costituendo così i presupposti per la loro futura occupazione.

 

(Statua di Rollone)

 

(Presunta tomba di Rollone)

 

Nel 1001, infatti, Guglielmo si era insediato nell’abbazia di Fecamp, sulla costa atlantica, di fronte all’inglese Hastings.

 

(Abbaye de Fecamp)

 

A Fecamp, Guglielmo condusse con se molti monaci Lombardi, come Giovanni, Teodorico e Suppone che divenne abate di Mont St.Michel, così Lanfranco di Pavia che divenne cancelliere alla corte del duca di Normandia Guglielmo il Bastardo.

Guglielmo resse anche altri monasteri come quello di Mont St.Michel, di St.Ouen e di Bernay.

Il 1 gennaio del 1031, Guglielmo moriva a Fecamp e veniva inumato in quell’abbazia.

Molti viaggi compì Guglielmo, soprattutto in Italia, se ne contano ben 9, come quello a S.Michele del Gargano, soggiornò spesso a Roma dove si incontrò con il Papa. Ma il suo capolavoro resta la fondazione del monastero di Fruttuaria, nella sua terra.

 

                                                                                                                                        

                                                                                       (S.Michele sul Gargano)                                                                        (Abbazia di Fruttuaria)

 

Mentre era al monastero di S.Cristina sull’Oglio, cadde ammalato, una sequela di pellegrini lo andarono a visitare e gli porsero molti doni, affinché egli costruisse, nella sua terra, un nuovo monastero. Nacque così l’abbazia di Fruttuaria. Ma Guglielmo impose anche una nuova regola, più rigida di quella di Cluny, con forte caratterizzazione penitenziale, che sarà i modello per la riforma di Bernardo da Clairvaux.

Il 15 febbraio del 1002 veniva, a Pavia, incoronato re d’Italia, Arduino, marchese d’Ivrea. Con Guglielmo ebbe vari scontri, ma l’abate riuscì ad intessere, anche con lui, buoni rapporti. Tutta la “politica”di Guglielmo si può concentrare in una sola parola: “autonomia”, sia dal potere imperiale che da quello del vescovo, insomma una pur sempre intenzione elitaria del monachesimo!

Ma per ottenere questa “protezione”, Guglielmo dovette rinunciare ad essere abate della sua creatura, appunto l’abbazia di Fruttuaria!

L’originalità di Guglielmo non si rivelò solo nella creazione ed applicazione della sua nuova Regola, ma anche nel canto accompagnato dalla musica e nella costruzione dei nuovi monasteri Egli si fece accompagnare da mastri lombardi che innovarono le precedenti costruzioni romaniche basilicali, come ad esempio nell’impianto di una torre cilindrica all’esterno della basilica di Bernay.

 

(Abbaye de Bernay) 

 

INDICE