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GILLES DE RAIS
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Ai confini della Bretagna e del Poitou sorgeva il paese di Rais (oggi Retz).
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Nel 1400, l’ultimo barone de Rais, Jean il Saggio, a causa dell’estinzione del suo casato, dovette cercare un erede e si rivolse a Guy de Laval, padre di Gilles, che accettò di cambiare il proprio cognome con quello di Rais e ricevette le signorie di Machecoul, Champtocè e di altri paesi viciniori. E’ a Champtocè che nasce Gilles (1404) ma deve trasferirsi con la famiglia a Machecoul.
(Chateau de Champtocè) |
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Lasciare le vigne di Champtocè per il Marais (le paludi) di Machecoul non fu facile per il giovanetto, inoltre egli visse in estremo isolamento: nessuno si occupava di lui. Solo le sue lunghe passeggiate solitarie nell’immenso e tetro castello e le lezioni di Latino e di Storia dei suoi predecessori, impegnavano le lunghe giornate di Gilles. Neanche la nascita di suo fratello René, nel 1414, lo tolse dal suo isolamento. Le sue prime esperienze lo portano a fugaci appuntamenti nel bosco con giovanetti del luogo, ma nessuno osa dirgli niente: è solo un giovane con una forte sensualità! Muore la madre, che peraltro non si era mai occupata di lui. In un incidente di caccia muore anche il padre, il giovane deve ritornare a Champtocè, ma all’improvviso giunge la notizia che gli Inglesi sono sbarcati sul suolo francese. Gilles è troppo giovane per combattere (ha solo 13 anni) ma viene preso come osservatore. Finalmente passano gli anni e Gilles accorre in aiuto del delfino, il futuro Carlo VII, organizzando ed equipaggiando a sue spese, una compagnia di cavalieri. A Lude egli ottiene il suo primo successo contro gli Inglesi, combattendo contro il capitano Blackburne: la sua fama è già nata! Gilles stringe un accordo con suo cugino Georges de La Trémouille, celebre capitano francese: dovrà combattere con lui e per lui!
(Stemma di La Trémouille) |
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Alle battaglie che si susseguono, come l’assedio al forte de La Tourelles, Gilles continua a distinguersi. Egli riesce ad avere un breve abboccamento con il delfino e a Patay incontra la Pulzella. Il 17 luglio Carlo viene incoronato, a Reims, re di Francia. La Tremouille mantiene il suo accordo, Gilles riceve la nomina a Maresciallo di Francia: ha appena 25 anni! Il re gli accorda il diritto di rivestire il suo stemma con dei fiori di giglio d’oro in campo azzurro.
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La giustificazione di sì alto onore è “nei pericoli corsi nell’assedio e nella conquista di Lude e nella partecipazione alla liberazione di Orleans e della battaglia di Patay”.
(Chateau de Lude) |
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(Battaglia di Patay) |
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Gilles ritorna a Champtocè, indifferente, come tanti altri, alla sorte della Pulzella, abbandonata oramai al suo destino.
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Il 30 novembre del 1420 Gilles aveva sposato Catherine de Thouars, da cui avrà una figlia, Marie, ma nemmeno la nascita di questa erede cambia le cose con la moglie: nessun rapporto tra i due, ognuno vivrà la propria vita! A Champtocè vengono spesi soldi a palate per arredarlo sontuosamente, ma ciò che colpisce chi ci capita di passaggio è la mancanza costante di presenze femminili. Infatti il barone, con l’aiuto di servi compiacenti, si occupa di ben altro. Vengono catturati a piu’ riprese orfani che sottoposti a continue vessazioni e violenze, vengono poi trucidati e gettati in una cava! La cosa si ripete a Machecoul e nel castello di Tiffauges, nella cui cripta “riposano”, si fa per dire, più di 60 cadaveri!
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Parimenti Gilles acquista paramenti sacri, ingaggia diaconi e canonici, fa celebrare messe e cantare canti gregoriani: un’indicibile estasi gli è provocata da queste manifestazioni religiose! Un solo uomo, Sillé, non gli basta più, il suo segreto viene comunicato anche ad un altro servitore, Bricqueville. I due si incaricano di recapitare al barone “merce fresca”. Così razziano capanne, cercano nei villaggi vicini a Machecoul giovanetti, promettendo loro un posto nel coro o nelle scuderie del barone. I piccoli accettano volentieri: la voglia di cambiare radicalmente la loro posizione economica e sociale li spinge ad accettare, poveretti non sanno la fine che faranno! I contadini iniziano a sospettare qualcosa e chiedono conto ai due, ma la loro reazione “manu militari” mette fine alla faccenda! Le risorse finanziarie del barone iniziano a scomparire, è costretto a farsi prestare soldi da Le Tremouille e ad accender ipoteche sulle sue proprietà. E’ costretto a vendere i castelli de La Motte-Achard e Maurière.
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La situazione temporaneamente ridiventa rosea, ma il barone spende più di quello che ha ricavato e, poco dopo, è al punto di partenza! Suo fratello e sua moglie cercano di farlo interdire, ma Gilles cerca l’alleanza del duca di Bretagna, col vendergli Machecoul. I Francesi non possono accettare che fortezze simili passino in mani bretoni e cercano di intervenire militarmente. Poi il Maresciallo tenta la via dell’alchimia: la pietra filosofale, la produzione dell’oro, la ricchezza fanno sì che egli vada alla ricerca di alchimisti che gli possano garantire questa produzione. Dopo un certo Angers ed un Dumesnil, Gilles de Rais prende al suo servizio un frate italiano, Antonio da Palermo prelevato direttamente da Venezia. Viene costruito un nuovo laboratorio, ma i risultati, tranne riti magici inconcludenti, non si vedono! Ma Bricqueville parla e viene aperta un’inchiesta segreta da parte di Jean de Malestroit, barone di Bretagna. Uno ad uno, sentendo puzza d’arresto e di processo, i servitori ed i collaboratori abbandonano il Maresciallo, fino a quando al barone viene consegnato un invito a comparire ad un’udienza. L’arresto lo porta nella Tour Neuve, nel castello dei duchi di Bretagna, a Nantes.
(Il castello dei duchi di Bretagna) |
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La prima accusa riguarda solo l’eresia: il barone voleva avvicinare il diavolo per ottenere onori e ricchezze, stranamente non si parla dei fanciulli scomparsi. Il tribunale formato da vescovi e prelati, viene poi successivamente allargato a giudici civili e compare anche l’accusa di omicidio contro i giovanetti, questo perchè Gilles rifiuta di riconoscere l’autorità dei giudici a giudicarlo. La prigionia, il peso delle sue colpe che egli ha sempre sentito, anche se inferiori al bisogno di uccidere, lo cambiano, egli adesso, accetta di essere giudicato. La scomunica che gli era stata comminata viene revocata e viene “riammesso ai sacramenti nell’unità della Chiesa”. Dopo la sfilata dei testimoni si procede all’interrogatorio dell’imputato, Gilles confessa tra un diluvio di lacrime: finalmente il suo cuore si è aperto! Egli viene riconosciuto reo di eresia e di aver trucidato ben 140 fanciulli! La pena è la morte, ma gli viene riconosciuto, dato il suo pentimento, di essere sepolto in terra consacrata. Il 26 ottobre, alle due del mattino, sfila la processione con il condannato. Il luogo dell’esecuzione è la Praire Bresse, su di un’isola della Loira.
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Nella chiesa dei Carmes, dove fu sepolto, fu visibile una targa, almeno fino al 1793, quando la Rivoluzione spazzò via tutto.
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Sul luogo della sepoltura fu venerata una Vergine dedicata ai fanciulli, il massacratore era diventato, con il suo pentimento in punto di morte, il protettore delle madri e dei giovanetti!
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