LES  MÉMOIRES  DE  COMMYNES  SUR  LOUIS  XI

  

 

 

Image:Philippe de Commines ag1.jpg

 

Come ebbi l’età di poter montare a cavallo mi recai preso il duca di Borgogna, Filippo, per servirlo.

 

(Philippe III, dit Philippe le Bon)

 

Una messaggeria di due ambasciatori fu inviata dal re di Francia, Luigi XI, per rivendicare la punizione del figlio del duca, il conte de Charolois (poi divenuto duca col nome di Carlo il Temerario-n.d.a.), reo di aver imprigionato il bastardo di Rubemprè.

 

                                                                                                                                       

                                                                                          (Louis XI)                                                                                        (Carlo il Temerario)

 

Il duca cercò spiegazioni e fece parlare anche il figlio che, in ginocchio, si scusò con gli ambasciatori, ma quando essi andarono via, pronunciò frasi minacciose contro il re di Francia, alle orecchie del vescovo di Barbona, lì presente.

La conseguenza immediata fu che il conte de Charolois organizzò un grande esercito per marciare contro Luigi XI. I suoi comandanti erano il signore di Haultbourdin, fratello del conte di St. Pol e l’altro, il signore di Contay. Il duca lasciò fare il figlio…

 

(Stemma dei duchi Valois-Bourgongne)

 

 

                                                                                                                                             (Stemma dei St. Pol)

                                                                                      

                                                                                                                                                                

                                                                     (Louis XI, creatore dello Stato-Nazione)                                                            (Stemma di Louis XI)

 

Questa guerra prese il nome di Lega del “Bien Pubblic” (sic!). L’esercito, formato da circa 600 cavalieri ed 8.000 arcieri si diresse, al comando del conte di Charolois, a Parigi, dove si era asserragliato il maresciallo di Francia Joachim Rouhault, signore di Gamaches.

 

 

 

(Parigi: la Torre di Jean Sans Peur, padre del duca Philippe le Bon, vecchio Hotel de Bourgogne)

 

Si alternano scaramucce tra i due eserciti, fuori dalle mura di Parigi.

Presso il castello di Mont-l’Hery si svolge quello più grande, senza alcun definitivo successo né dall’una, né dall’altra parte.

La vittoria è comunque assegnata alla Lega del Bene Pubblico.

 

 

(Chateau de Monthléry)

 

(Bataille de Montlhéry)

 

Il conte de Charolois cercò un passaggio sulla Senna e, trovatolo tramite un’isoletta che vi si ergeva in mezzo alle due rive, fece costruire un ponte, ricevendo i complimenti dei duchi di Berry e di Bretagna, che lo attraversarono subito.

 

(Stemma del duca di Berry)

 

Poi passò il duca Jean di Calabria, figlio del re Renato di Sicilia, grande amico del conte e grande guerriero.

 

 

(Stemma di Jean di Calabria)

 

 

Tutti si misero in cammino sulla strada per Parigi, il conte di Charolois si installò a Charenton, nel villaggio di Conflans (dove poi fu firmata la pace il 5 ottobre del 1465-n.d.a.).

 

 

 

Finalmente, nel castello di Vincennes, il re fece le concessioni che tutti si aspettavano, e cioè:

- la Normandia al duca di Berry, suo unico fratello,

- la Piccardia e la Somme al conte de Charolois.

- il titolo di Connestabile al signore di St.Pol.

 

 

 

 

Ritornato in Borgogna, il conte dovette impegnarsi con gli abitanti della città di Liegi, insorti perché spinti dal re di Francia. Moriva il duca Filippo ed il conte diventava a sua volta duca col nome di Charles.

Vinta la resistenza degli abitanti della città di Liegi il duca Carlo vi entrò per una breccia praticata nelle mura, di venti braccia, portando con sé 2.000 uomini d’arme e 10.000 arcieri, recandosi subito nella Chiesa Grande della città.

 

(Liegi: il Palazzo dei Principi Vescovi)

 

Il duca si recò poi a Gand ed a Bruxelles, sempre bene accolto dalla popolazione.

Nel 1468 sottomise la città di Peronne.

 

                                                                                                                      

                                                                           (Peronne: le chateau)                                                                      (La Ville de Peronne)

 

Il re, accusato di aver fatto uccidere, dagli abitanti di Liegi, molti seguaci del duca, fu imprigionato in un’alta torre.

 

 

Firmato il Trattato di pace, fu fatta portare le Vera Croce e su di essa giurarono il duca ed il re.

 

 

Ritornati alla città di Liegi essi ricevettero il legato del Papa che, volendo diventare vescovo della città, cercò di chiamare il popolo alle armi.

Compreso che non c’era nulla da fare, scappò, fu ripreso, ma lasciato libero di ritornarsene a Roma. Vi furono alcune scaramucce fra le truppe del duca e gli abitanti di Liegi. In particolare, 600 uomini del paese di Franchemont, località vicina a Liegi, diedero l’assalto ad una breccia fatta nelle mura e dilagarono all’interno della città assalendo sia la casa del duca di Borgogna che l’alloggiamento del re, uccidendo parecchi scozzesi che erano a guardia del re.

Il duca fu rivestito in fretta della sua armatura e si diede con i pochi uomini a sua disposizione, giacché il grosso della sua Guardia era alloggiata più lontano, all’inseguimento di quegli uomini.

La città fu messa al sacco dai 40.000 uomini del duca che saccheggiarono anche le chiese, dopo aver messo in salvo i canonici, compreso quella più grande di St. Lambert.

Per intervento del Papa gli oggetti sacri furono restituiti. Le case furono anch’esse distrutte, tranne 300 che servirono di ricovero agli anzidetti canonici.

Parecchi abitanti di Liegi si rifugiarono nelle Ardenne, alcuni loro capi furono presi dal duca e giustiziati.

Poi il duca si recò al paese di Franchemont, che si trovava a poca distanza da Liegi, tra aspri passi montani e boschi e distrusse sia le case che i mulini.

 

(Franchemont: la rocca)

 

Il duca si recò a Nemour, il re ritornò a Parigi. Iniziò subito la querelle tra lui e suo fratello, il duca di Normandia.

 

(Stemma del duca di Normandia)

 

Nuovi rancori tra Luigi XI ed il duca vi sono per la mancata applicazione degli accordi di pace, per cui alla Borgogna andavano la Champagne e la Brie, ora pretesi dal fratello del re.

 

 

 

 

Il problema viene risolto cedendo al duca di Normandia il ducato di Guienna, con la città della Rochelle (1469).

 

(Ducato di Guyenne)

 

 

Nel 1470 re Luigi decise di prendersi la rivincita contro il duca Carlo. Segretamente trattò con le città della Somme, come Amyens ed Abbeville, affinché si ribellassero al loro padrone. Ricominciò così la guerra che durò tra i 13 ed i 14 anni.

A capo di questa rivolta vi furono il fratello del re, duca di Guienna ed il Connestabile di Francia, il conte di St.Pol che volevano vedere accrescere i loro domini! Intanto il re riuniva gli Stati Generali presso il Parlamento di Parigi ed inviava un usciere a Gand a “invitare” il duca a quest’Assemblea. Carlo di Borgogna si guardò bene dall’andare e si recò prima in Olanda e poi nell’Artois, intanto il Connestabile prendeva la città di St. Quentino.

Il messaggio che ricevette piu’ volte il duca Carlo era la richiesta di matrimonio di sua figlia, Maria di Borgogna (che poi sposerà l’Imperatore del Sacro Romano Impero. Massimiliano I d’Asburgo-n.d.a.), con il figlio del duca di Guienna, matrimonio accettato dal duca, ma mai realizzato. Anche il duca di Bretagna la pensava allo stesso modo.

 

                                                                                                   

                                                                                 (Maria di Borgogna)                                                          (Massimiliano I d’Asburgo)

 

(Armi del duca di Bretagna)

 

Il duca Carlo ottiene una prima vittoria a Picquigny e così si mette in contatto con il re per una tregua, intanto Amiens è occupata dalle truppe riunite del Connestabile e di Nicola di Calabria, figlio di Jean, ultimo erede della casa d’Anjou.

 

(Chateau de Picquigny)

 

(Stemma della casa d’Anjou)

 

Il duca aveva rapporti anche con la casa reale inglese, avendo sposato nel 1468, Margherita di York, sorella di Edoardo IV, che appoggiò nella sua lotta contro il conte di Warwich. Fui incaricato di recarmi a Calais, dal duca, per sapere se il re Edoardo fosse ancora vivo o fuggiasco, mentre a Londra aveva preso il potere suo fratello Riccardo. Edoardo era vivo e chiese aiuto al duca di Borgogna, ricordandogli che aveva sposato sua sorella e che erano fratelli nell’Ordine della Giarrettiera.

 

 

(Order of the Carter, l’Ordine della Giarrettiera: ”Sia svergognato chi ne pensa male”)

 

Il conte di Warwich sbarcò 4.000 uomini sul suolo francese e diede inizio alla guerra. Il duca Carlo fece capire ad Edoardo che, data la sua situazione, il re aveva appena preso Amiens, lo avrebbe aiutato, ma segretamente. Così gli diede 50.000 fiorini, quattro grosse navi e gli fece preparare una flotta di 14 navi, in Olanda, navi che lo avrebbero aiutato nella ripersa del potere, una volta sbarcato in Inghilterra. Edoardo si recò nell’isola, marciando direttamente su Londra, con soli 2.000 uomini. In aiuto di Edoardo venne il duca di Clarence, suo fratello, con 12.000 uomini. Lo scontro fu forte! Il principe di Galles morì in battaglia e, dopo 21 giorni, il regno era riconquistato!

Continuava intanto la querelle tra il duca di Guyenne e Carlo di Borgogna per il matrimonio della figlia, solo che il re vi volle intervenire, armando un esercito. Il duca di Guyenne era malato, tanto che nel 1472 morì e la faccenda si risolse da sola!

Nella guerra che era comunque già iniziata il duca Carlo passò per la città di Beauvais e decise di conquistarla. L’assalto però andò male poiché egli incontrò una grande resistenza. La città fu liberata per l’intervento dell’eroina Jeanne Hachette.

 

 

Dopo le vicende del figlio del duca di Gueldres, Carlo di Borgogna invase la Germania, ponendo l’assedio alla città di Nuz.

Nell’esercito del duca militavano:

- gli Italiani (circa 3.000) con il conte di Campobasso e Jacques Galeot, gentiluomo di Napoli,

- gli Inglesi, circa 3.000,

inoltre vi era una possente artiglieria.

Intanto il re di Francia raggiungeva un accordo con l’Imperatore che allestiva, a sua volta, un potente esercito. Un altro accordo era raggiunto con gli Svizzeri e con il duca Sigismondo d’Austria. Gli Svizzeri iniziarono a combattere contro il duca di Borgogna, prendendo prigioniero ed uccidendo Pierre Archambault, governatore di Ferrete. Ma i rovesci del duca di Borgogna continuarono con la perdita di Herycourt, il cui castello fu espugnato dagli Svizzeri, che poi si ritirarono.

 

 

(Chateau de Hericourt: la Torre)

 

Nel 1475 il re di Francia prese il piccolo castello di Tronquoy e mi incaricò (nel 1472, de Commynes era entrato al servizio del re-n.d.a.) di una missione a Mondidier.

 

(Tronquoy: le chateau)

 

Il re si recò ad Arras, poi riunì un’Assemblea dei tre Stati a Bouvines e cinse d’assedio Avennes.

Il duca di Borgogna, dopo circa un anno di assedio, fece la pace con l’Imperatore e si allontanò da Nuz che fu consegnata al legato del Papa.

Intanto il re firmava gli accordi con il re d’Inghilterra:

- consegna di 72.000 scudi,

- matrimonio con la figlia anziana del re Edoardo IV (Elisabetta di York, che poi andò sposa al re Enrico VII-n.d.a.),

- ducato di Guyenne,

- rendita di 50.000 corone all’anno.

 

(EdoardoIV)

 

Il Signore de Contay fu incaricato di trattare la pace con il re, anch’io assistetti alle trattative.

Furono pagate migliaia di scudi a tutti gli uomini che avevano accompagnato il re d’Inghilterra che lasciò come ostaggi:

- il Monisgnore di Havart,

- il Signor Jean Chesne.

Il duca, sapute le condizioni della pace e che Edoardo aveva accettato, si recò da lui e si lamentò della poca riconoscenza di Edoardo per tutto quello che aveva fatto per lui, il re si adombrò ma tirò dritto!

Ad Amiens si incontrarono i due re di Francia e Inghilterra. Luigi inviò ad Edoardo 300 carri di vino in omaggio. Alle porte della città furono imbandite due grandi tavole rifornite di carni e vini prelibati: tutti potevano mangiare senza spendere nulla! La festa durò quattro giorni.

Questo accordo dispiacque al duca di Borgogna, ma dispiacque ancora di più al Connestabile.

Il 29 agosto del 1475 si incontrarono finalmente i due re. Edoardo era accompagnato dai duchi di Clarence e di Northumberland e dal ciambellano, il Signore di Hastings, io, che il re aveva voluto mettessi la sua divisa, solo da quattro cancellieri tutti in abito d’oro. Si abbracciarono ed iniziarono a leggere i codicilli del Trattato di pace.

 

(Stemma del duca di Northumberland)

 

Poi essi giurarono sugli accordi e sulla Vera Croce. Il re ci disse che voleva parlare da solo con Edoardo e gli chiese se mi conoscesse, il re d’Inghilterra rispose di sì. Poi, quando si separarono, e cavalcammo insieme, Luigi XI mi disse che Edoardo era un buon re, che l’aveva invitato a Parigi e poiché gli piacevano le donne, era sicuro che in quella città avrebbe trovato degli affetti!

 

(1500: Paris, l’Isle de la Cité)

 

Mentre il duca di Borgogna meditava sul Trattato di pace concluso tra i due re, si ritornava a trattare il problema del Connestabile che, indeciso sul che cosa fare, si recava poi a Mons ed a Henaut. I suoi uomini lo lasciavano uno alla volta, fino a quando fu preso prigioniero a Peronne. Dopo molti tentennamenti, il duca di Borgogna lo consegnò agli inviati del re, il bastardo di Borbone, ammiraglio di Francia e il Signore di St. Pierre che lo condussero a Parigi dove fu processato e condannato a morte.  

 

 

Il duca di Borgogna aveva conquistato tutto il ducato di Lorena (duca di Lorena-René II-n.d.a.), ma le sue truppe erano stanche, anche per il lungo assedio della città di Nuz. Mentre esse si riposavano gli Svizzeri mandarono ambasciate per offrire al duca il loro appoggio contro il re, ma Carlo non ne volle sapere. Allora gli Svizzeri si allearono con Sigismondo d’Austria.

 

                                                                    

                                                                                               

                                                                            (Il duca René II alla testa delle sue truppe)                                            (Stemma di René II)

 

Queste alleanze favorirono il re e crearono gran danno ai suoi nemici. Il duca di Borgogna si recò in Savoia ed assediò prima Vaux e poi Granson. Il suo esercito era ingrossato dalle fila dei Lombardi inviati dal duca di Milano ed aveva una potente artiglieria. Ma le sue marce nei boschi e nelle montagne divisero il suo esercito che fuggì sotto l’impeto degli Svizzeri: tutto fu predato, solo gli uomini riuscirono a stento a salvare le loro vite!

 

(Ville de Granson)

 

La sconfitta di Granson fece sì che gli alleati del duca di Borgogna, il re di Sicilia, la duchessa di Savoia ed il duca di Milano lo abbandonassero.

Il re e sua sorella, la duchessa di Savoia, si incontrarono a Digione e si giurarono eterna amicizia!

Il duca di Borgogna, intanto, veniva sconfitto nuovamente a Morat (22 giugno 1476).

 

(Bataille de Morat)

 

Il duca portava poi le sua armate all’assedio di Nancy, tenuta dal duca di Lorena. Lì veniva tradito dal suo vecchio amico il conte di Campobasso, che passava al nemico con i suoi uomini.

 

(Battaglia di Nancy: 5 gennaio 1477)

 

Nella battaglia morì anche il duca, sembra non riconosciuto dai suoi nemici. Il re di Francia, come seppe la notizia distribuì ai suoi fidi alcune terre del duca morto.

Le città di Han, Bohain, Saint-Quentin e Peronne si consegnarono al re che inviò a Gand un suo cittadino, il proprio barbiere, mastro Olivier.

 

(Gand: le chateau)

 

Costui era capitano e si faceva chiamare conte di Meulan, che è un sobborgo di Parigi. Chiaramente i nobili della città lo derisero! Comunque egli riuscì  a portare a termine la sua missione.

Alla presa di Douay, il re, dopo una prima ostinazione di Monsignor de Vergy, ottenne il suo giuramento e gli restituì tutte le terre e le sue proprietà.

Intanto la figlia del duca, che era a Gand, aveva saputo della morte del padre ed iniziava le trattative con gli  abitanti di quella città che volevano rinnovare i patti con lei, quelli stessi già ottenuti da suo padre. Nonostante le preghiere della figlia del duca Carlo, i cittadini di Gand processarono e misero a morte gli ambasciatori rei, secondo loro, di aver pregiudicato le prerogative della città, i Signori di Humbercourt e di Clugny.

Intanto il re affidava il comando delle sue armate al principe d’Orange ed al suo luogotenente, Monseigneur de Cran. Al principe furono promessi la contea di Borgogna e la successione al suo principato. Il duca de Gueldres fu liberato ed inviato all’assedio della città di Tournay.

 

 

Intanto si risolveva l’annosa questione del matrimonio della figlia del duca di Borgogna che andava sposa al duca Massimiliano d’Asburgo ed aveva 4 figli (di essi Filippo e Margherita diventarono Filippo il Bello che divenne Imperatore e la sorella che governò saggiamente i Paesi Bassi-n.d.a.).

Luigi XI volle nominare, come nuovo governatore della Borgogna, Charles d’Amboise, Signore di Chaumont. Questi si diede subito alla conquista delle città, come Rochefort, Dole e Aussonne. Ma altre città si ribellarono, come Verdun, Beaune e Semur.

 

                                                                                                                

                                                                           (Chateau d’Amboise)                                                                                                 (Chateau de Chaumont)

 

Fui inviato in missione a Firenze, dove erano già accaduti tragici fatti, come l’uccisione di Giuliano de Medici, in verità egli era stato ucciso al posto di Lorenzo che era scampato all’attentato, ricoverandosi nella sagrestia della chiesa di S. Maria del Fiore, attentato ordito da Jacques de Pacis.

 

                                                                                                                         

                                                                      (Lorenzo de Medici)                                      (Giuliano de Medici)                                    (S.Maria del Fiore)

 

Il papa Sisto IV si era alleato con il re di Napoli per combattere i Medici, così da Firenze, dove rimasi un anno, mi recai a Milano a cercare truppe per aiutarli e le ottenni dal duca di Milano, Gian Galeazzo Sforza.

 

 

Ritornai a Milano dove incontrai anche la duchessa di Genova.

Intanto il re, che si trovava nei pressi di Chinon, a Forges, cadde improvvisamente ammalato. Durante una delle sue crisi perse l’uso della parola.

 

                                                                                                            

                                                                                                   (Forges)                                                                       (Chateau de Chinon)

 

Il re perse anche la memoria, ma, dopo l’intervento dei medici, si sentì meglio. Mi invitò ad andare da lui: era il mese di marzo del 1480, volle che dormissi nella sua camera e che lo servissi a tavola per quindici giorni: per me fu un alto onore (forse temeva di essere avvelenato?-n.d.a.). Si confessò anche.

Poi, quando si sentì meglio, accusò i suoi medici di averlo curato a forza!

Da Tours si recò a Beaujeu dove mi recai anch’io ed appresi della morte della duchessa d’Austria, per una caduta da cavallo.

Poi il re si spostò a Plessis du Parc, dove cadde nuovamente ammalato. Egli temeva soprattutto la perdita della sua autorità, cosa che naturalmente avvenne.

Da lui venne frate Roberto, proveniente dalla Calabria, che il re chiamava il Sant’Uomo, per curarlo. Gli furono portate anche le sacre ampolle di Reims, ma nulla valse a guarirlo.

Il re volle vedere suo figlio Carlo (il futuro re Carlo VIII-n.d.a.), il Delfino, che non vedeva da molti anni. Lo presentò a tutti i suoi ufficiali e gli consegnò i sigilli.

Il 30 agosto del 1482 morì e raggiunse il suo ultimo regno: il Paradiso!

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