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CATERINA DE’ MEDICI
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Caterina nasce il 15 aprile del 1519 da Lorenzo II de’ Medici e da Madeleine de la Tour d’Auvergne, a Firenze.
(Lorenzo II, duca di Urbino) (Madeleine) |
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Viene battezzata nella chiesa di San Lorenzo, parrocchia dei Medici.
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Viene affidata, pare, alle cure della zia Lucrezia de’ Medici, moglie del banchiere Giacomo Salviati. Poco tempo dopo rimane orfana, muoiono infatti, prima la madre e poi il padre. Nel 1523, suo zio, diventa papa col nome di Clemente VII.
(Clemente VII) |
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Ora è duchessa d’Urbino, ma la legge del tempo non le permette di aspirare al governo di Firenze. Dopo un breve soggiorno a Roma, la duchessina riparò a Paggio a Caiano, nella villa di famiglia, poiché i lanzichenecchi dell’imperatore avevano saccheggiato Roma.
(Paggio a Caiano: Villa Medici) |
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Poi si parlò di matrimonio. I due pretendenti erano il figlio del re di Francia e quello del duca di Milano naturalmente il papa decise per il primo! Abiti sfarzosi, gemme e rendite furono assicurate alla giovanetta perchè ella perdeva il diritto all’eredità di famiglia e poi perchè doveva ben figurare alla corte di Francia. L’11 ottobre del 1533 il Papa giunse a Marsiglia, ma vi entrò solo il 23, accolto dal Gran Maresciallo della Real Casa, Anne de Montmorency.
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Il re di Francia, sua moglie Eleonora ed i tre figli avuti dalla moglie Claudia, lo accolsero. Caterina giunse, con gran seguito, per via di terra. Il re la accolse benevolmente, la giovinetta si prostrò baciandogli il piede come se fosse il papa. Il re la sollevò e gli presentò i suoi tre figli: -Enrico duca d’Orleans, il suo futuro marito, -il Delfino Francesco, erede al trono, -il piccolo Carlo, di appena 12 anni.
(La regina Eleonora) (Il principe Enrico) |
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(Il Delfino Francesco) (Il principe Carlo) |
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Il 28 ottobre del 1533 ci furono le nozze, officiate dal Papa.
(Matrimonio di Enrico II con Caterina-Quadro del Vasari) |
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La vita di Caterina alla corte dei Valois non fu facile, anche il re, che le voleva bene, la definiva una “nuora senza camicia”, ma oltre al re, anche la regina Eleonora d’Absburgo, sorella dell’Imperatore, la prediligeva, così la sorella del re, la duchessa di Angouleme, Margherita.
(Francesco I e sua sorella Margherita di Navarra) |
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Per difendersi, Caterina, si comportava da sottomessa e si defilava, ma faceva comunque parte di quelle “petite bande” di giovani dame di cui il re si contornava e si faceva accompagnare in tutti i suoi viaggi. Ma alla corte soggiornavano anche le amanti ufficiali, rispettivamente, per il re Anne d’Hailly, o de Pisselou, fatta contessa e poi duchessa d’Etampes, dal re e poi Enrico, marito di Caterina, che viveva solo per la matura, ma sempre affascinante, Diana di Poitiers, già amante del re ed incaricata dal sovrano di “svezzare” il figlio, un po’ “ritardato” nelle cose d’amore!
(Anne de Pisselou) (Diane de Poitiers) |
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(Stemma dei d’Etampes) |
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In guerra, poi, Enrico d’Orleans, ebbe una figlia, dopo aver violentata la bella italiana, Filippa Ducci, Diana di Francia.
(Diana di Francia) |
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Intanto il delfino moriva, così Enrico diventava Delfino e Caterina Delfina. Ma l’handicap di Caterina era di non partorire figli, così dopo vari tentativi, fatti da dottori, stregoni et similia, Caterina rimase incinta, sembra dopo un suggerimento del dottor Jean Fernel, medico del re, che le suggerì di giacere col marito, proprio in “quei giorni”!
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Ma la situazione economica della Francia era pessima, le continue guerre ed i conseguenti prestiti forzosi chiesti dal re avevano messo in ginocchio le famiglie ed i lavoratori. Poi, dopo una lenta e dolorosa malattia, Francesco I morì: era il 31 marzo del 1547.
(Urna col cuore di Francesco I) |
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Mentre Enrico geme sul letto di morte del padre e Madame d’Etampes grida forsennatamente, in un’altra stanza, Diana di Poitiers si frega le mani, il suo amante ora è re! Caterina è per terra, prostrata dal dolore. Entra, di nuovo in gioco, il Connestabile Anne de Montmorency, primo barone di Francia.
(Blason de Montmorency) |
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Caterina ha ora 28 anni e si forma una piccola corte con dei fuorusciti fiorentini, poeti ed artisti.
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Diana le è sempre accanto e la cosa non deve stupire, la favorita di suo marito ha paura che un’altra donna, più “cattiva” di lei ne possa prenderne il posto! Così l’assiste nei parti, nelle malattie, ecc… Il re era molto soddisfatto delle cortesie reciproche tra le sue due donne e spesso faceva loro dei regali… Le due donne si allearono quando il re si “incapricciò” per la contessa inglese Fleming, tanto da farla allontanare, subito dopo aver partorito un bastardo, dalla corte. Caterina, in avanzato stato di gravidanza, non potè partecipare all’incoronazione a Reims del marito, ma la sua incoronazione avvenne un anno e mezzo dopo. Da quel momento la figlia dei banchieri comprese di essere regina e che nulla le poteva togliere tale condizione. Il suo scudo erano i figli. Essi vivevano insieme ai due figli illegittimi del re, Diana di Francia ed il bastardo d’Angouleme. Come precettori erano stati chiamati i coniugi d’Humiéres, ma sia Montmorency, che aveva 11 figli che Diana, la aiutavano ad allevarli. Accanto a Caterina, oltre ai poeti come Luigi Alemanni che le leggeva i suoi versi, vi erano i suoi cugini Strozzi.. Ma la guerra ricominciava, Enrico II le lasciò la reggenza e Caterina diede prova di quello che poteva fare in politica, consigliando al cardinale di Borbone, l’arresto di sediziosi predicatori che sparlavano del re.
(Carlo I di Borbone) |
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Dopo l’assedio di Metz, dove le truppe imperiali furono sconfitte, vi fu quello di Siena, a cui Caterina, sempre in rotta con Cosimo de’ Medici, portò aiuto. Ma Siena cadde, segnando la fine dell’occupazione francese in Italia. Intanto moriva Carlo V e gli succedeva Filippo II, che avrà, con Caterina, molti dissidi, poiché voleva intervenire nelle questioni religiose francesi, in prima persona.
(Carlo V) (Filippo II) |
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Enrico II è un personaggio debole, inoltre vive nel contrasto e nella lotta tra Montmorency ed il cardinale di Guisa. La lotta tra queste due fazioni si protrae senza esclusione di colpi da una parte e dall’altra.
(Il cardinale Carlo di Guisa) (Il suo stemma) |
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Montmorency riuscì a far sposare Diana di Francia a suo figlio Francesco, mentre i Giuisa fecero convolare a nozze la loro nipote, Maria Stuarda, con il figlio di Enrico II, il Delfino Francesco. Per questo motivo essi si sentivano ad un passo dal trono!
(Marie Stuart) (Il suo stemma come regina di Francia e di Scozia) |
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Nel 1577 i francesi subirono una pesante sconfitta S.Quentino, un piccolo villaggio di 8.000 abitanti, distrutto da Emanuele Filiberto di Savoia, comandante in capo delle truppe imperiali.
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(L’assedio di Calais) |
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Il Coligny, comandante della città dovette arrendersi, il Montmorency, che doveva soccorrerla, fece l’ennesima brutta figura! Caterina dovette recarsi al Bureau de la Ville, il Municipio, per chiedere una forte somma di denaro necessaria ad armare un esercito a piedi di 10.000 uomini. Il denaro le fu concesso assieme all’ammirazione dei parigini! Il nuovo esercito riuscì a liberare Calais dal dominio degli inglesi.
(Assedio di Calais) |
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Il re chiedeva ancora denaro, questa volta un prestito di 3 milioni. Egli si presentò nella sala del Parlamento, oggi Tribunale di Parigi, nell’ex Palazzo reale, e lì giunse la notizia della vittoria di Calais da parte del duca Francesco di Guisa, il re ottenne il prestito. Nell’aprile del 1559 veniva firmata la pace di Cateau-Cambresis, la Francia perdeva tutte le conquiste in Italia, ma conservava tutti i suoi domini francesi, e non era cosa da poco, ma soprattutto si celebravano due matrimoni: -il primo tra Elisabetta, figlia di Enrico II e Filippo II, vedovo di Maria Tudor, -il secondo, tra Margherita, la sorella del re ed il duca Emanuele Filiberto di Savoia.
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Adesso il re si prefiggeva di dare un colpo agli ugonotti che stavano alzando al cresta, le idee protestanti si erano diffuse propagate dagli eserciti protestanti che avevano attraversato la Francia. Il 29 giugno del 1559 il re fu ferito in un torneo con il comandante della sua guardia scozzese, Gabriel de Montgomery, il 10 luglio morì. Perché questo intervallo di 11 giorni? E’ lecito supporre che la notizia della morte fosse celata per motivi di organizzazione del regno.
(Gisant de Henry II) |
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I Guisa si rafforzarono, Francesco divenne il capo dell’esercito, il cardinale di Lorena, Carlo, responsabile di tutta la politica francese. Montmorency fu allontanato col pretesto del riposo.
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Ma vi erano anche i Borbone, cugini del re, Luigi, principe di Condé ed Antonio, che era diventato re di Navarra per il suo matrimonio con Jane d’Albret.
(Jane III de Navarre) |
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Iniziarono i primi torbidi, da parte cattolica e da parte ugonotta, i protestanti incendiavano le chiese e malmenavano i preti, i Guisa facevano impiccare chi protestava o si ammutinava, come nel caso dell’assalto al castello d’Amboise.
(Chateau d’Amboise) |
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In una riunione allargata al castello di Fontainebleau si tentò una riconciliazione tra il Condè ed i Guisa, per il momento la guerra religiosa si fermava. Antonio di Borbone, intanto era stato nominato, per tacitarlo, governatore della Guienna e del Poitou e di scortare la figlia di Caterina, Elisabetta, alle frontiere di Spagna per il suo matrimonio con Filippo II.
(Luigi I di Borbone-Condé) (Antonio di Borbone) |
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Si tennero gli Stati Generali ed il connestabile riuscì a dimostrare la malafede dei Guisa, ma morì il giovane re Francesco II che aveva solo 16 anni. Un’altra crisi si apriva, così Caterina chiamò a corte sia il Condé che fu arrestato, che Antonio, il quale, molto opportunamente, rinunciò alla reggenza, necessaria perchè il nuovo re, Carlo, aveva appena 10 anni. Per questo fu nominato Luogotenente Generale del Regno. I Guisa erano in disgrazia, la loro nipote adesso era vedova! Ma quale fu il comportamento di Caterina in tutto questo? Caterina non era addentro alle questioni religiose, per lei valeva solo il dogma della regalità, il re era al di sopra di tutti, ergo, doveva difendere l’istituto monarchico e salvare la Francia da una possibile e devastante guerra di religione. Atteso questo punto, tutti i comportamenti, anche altanelanti, tra una fazione e l’altra, di Caterina si spiegano con più facilità. Quando la regina madre si accorse che il duca di Guisa si era alleato, per difendere la religione cattolica, con il Montmorency ed il maresciallo di Saint-André, emanò un editto secondo il quale i riformati potevano pregare nelle loro case, rifiutò, però a loro, la libertà di culto.
(Jacqes d’Albon de Saint-André) |
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Intanto a corte giungeva la regina di Navarra, Jane d’Albret. I protestanti si sentirono rinvigoriti e cominciarono a frequentare le loro funzioni, numerosi ed in pubblico. Il 9 settembre del 1561, nel convento delle domenicane di Poissy, Caterina fece incontrare due delegazioni di vescovi e prelati cattolici con altrettanti ugonotti. Prese la parola Teodoro di Beza, portavoce dei protestanti, tutto andò bene fino a quando egli negò l’Eucarestia.
(Théodore de Bèze) |
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Allora i vescovi cattolici gridarono all’eresia e vi fu un nulla di fatto. Tornata a Parigi, Caterina nominò governatore della città il cardinale di Borbone, uomo lontano da tutte e due le fazioni. Il duca ed il Condè furono invitati a lasciare la città, ma nessuno dei due lo fece! Il re e la regina madre si recarono a Fontainebleau, ma il Guisa andò a riprenderla, mentre il Condè lasciava Parigi, per poi abboccarsi con Caterina e lasciare definitivamente l’Ile de France. La situazione, adesso, era grottesca, il Condè sosteneva che la regina ed il re fossero prigionieri, mentre la fazione dei Guisa sosteneva che essi erano liberi! Nel Gennaio del 1562 Caterina promulgò un editto, detto appunto Editto di gennaio, che lasciava agli ugonotti il diritto di professare la loro fede fuori dalle città chiuse e nelle loro case, all’interno delle città. La guerra di religione allora scoppiò e gli ugonotti ottennero Orleans e presero Angers, Tours e Bloi, poi Lione, la seconda città del regno! Intanto anche i cattolici si erano scatenati, sgozzando, per le strade, a Sens, centinaia di ugonotti. I protestanti risposero con l’incendio delle chiese, la profanazione delle tombe reali ed altri similia. I protestanti si rivolsero ad Elisabetta d’Inghilterra che non aspettava altro per rimettere piede sul suolo francese. Le fu promessa Le Havre e poi Rouen, ma la sua intenzione era di riavere Calais. Questo patto scellerato rese grande la figura del duca di Guisa che propose la pace al Condè se l’avesse aiutato a ributtare a mare gli inglesi, il Condé rifiutò. La guerra si concluse con la prigionia del Montmorency e la morte del duca di Guisa, fucilato alle spalle da un diciannovenne, Poltrot de Mérè. Anche Antonio di Borbone, rimasto ferito in una scaramuccia, morì. Caterina aveva partecipato attivamente alla guerra e si era anche divertita!
(Jean de Poltrot de Méré) |
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Le trattative di pace furono avviate tra il Condé, prigioniero dei cattolici ed il Montmorency, prigioniero degli ugonotti. Esse si conclusero con l’editto di Amboise (19 marzo 1563), che riconosceva la libertà di culto solo per i nobili, ignobile fine! Elisabetta fece sapere che si sarebbe tenuta Le Havre fino a quando non le si sarebbe restituita Calais, così sia il Condè che il Coligny dovettero giocoforza difendere il trono e combattere a fianco di Caterina. La regina madre ed il quattordicenne re Carlo IX decisero di attaccare Le Havre.
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(Charles IX) |
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Il 25 giugno del 1563 la corte si avviò verso la Normandia, la città era senza viveri e c’era la peste. La città cadde nello stesso momento che arrivava la flotta inglese con viveri,uomini e munizioni. Poi Caterina fece proclamare a Rouen, nella sala del Parlamento, la maggiore età di Carlo IX. Il cancelliere l’Hopital presenziò alla cerimonia.
(Michel de l’Hopital) |
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Poi, per placare gli animi, iniziò, col figlio e con un corteo di 8.000 tra cavalli e carrozze, un lungo viaggio attraverso la Francia. La prima tappa fu Fontainebleau, dove lo “squadrone volante”, formato da 80 bellissime e giovani dame, intrattenne i cavalieri estorcendone spesso informazioni preziose. Dopo Troyes, il corteo regale giunse a Digione, poi fu la volta di Lione, dove il re ebbe l’ordine della giarrettiera da Elisabetta I. Intanto a corte giungeva Jane d’Albret che voleva riprendersi il figlio. Ma Caterina, per il momento le regalò il Vendome, per farla stare buona.
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Il corteo reale riprende il cammino per il confine con la Spagna, passa per Nimes, Montpellier, Carcassonne, dove viene bloccato dalla neve alta, per giungere finalmente a Bayonne, dove Caterina incontra sua figlia Elisabetta, moglie di Filippo II. Il re spagnolo, per bocca di sua moglie, vuole porre un freno all’eresia francese, Caterina vuole sposare suo figlio, Enrico duca d’Orleans (il futuro Enrico III-n.d.a.). L’incontro tra le due regine si risolve in nulla!
(Elisabetta di Valois) |
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Fu fatta la pace tra il cardinale di Lorena e l’ammiraglio Coligny, una volta assolto dal Consiglio da tutti i sospetti che gravavano su di lui, la pace fu siglata con un abbraccio, Enrico di Guisa, il figlio del duca, non lo abbracciò…
(Gaspard de Chatillon de Coligny) |
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Per la guerra delle Fiandre, la Spagna aveva armato un formidabile esercito al comando del duca d’Alba.
(Fernado Alvarez de Toledo, duca d’Alba) |
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Tutti gli stati si apprestarono alla difesa, Caterina mandò loro convogli di grano. Il Condè fu fatto duca-pari d’Enghien, ma non capo dell’esercito.
(Blason de duc d’Enghien) |
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Così il Condé si allontanò ancora una volta dalla corte e raggiunse il Coligny, ma gli svizzeri salvarono il re portandolo da Meax, dove si era rifugiato, a Parigi. Poche centinaia di cavalieri ugonotti presero, allora, a disturbare, come in un assedio i parigini, ma non ottennero nulla. Il conestabile fece uscire le truppe, ma rimase mortalmente ferito lui stesso. Il 12 novembre del 1267, moriva. La regina madre gli fece funerali quasi regali. Caterina volle nominare capo dell’esercito il suo figlio preferito, Enrico, duca d’Anjou, ancora quattordicenne. Gli fu affiancato un Consiglio composto da: -il duca di Nemours, -il duca di Montpensier, -l’Intendente alle Finanze, Artur Cossé.
(Armoiries de Nemours) (Armoiries de Montpensier) |
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Mentre i Guisa riprendevano il loro posto a corte, gli ugonotti si recavano tutti a La Rochelle, compresi Jane d’Albret e suo figlio Enrico di Navarra. Il cancelliere de L’Hopital veniva sostituito dal de Morvilliers ed il 18 settembre del 1568 moriva Elisabetta, la figlia di Caterina e moglie di Filippo II. La Francia veniva invasa dalle truppe di Guglielmo d’Orange, il re gli riconobbe il diritto di passaggio per la Germania e nutrì anche le sue truppe. Il 15 marzo del 1569 giunse la notizia della vittoria di Jarnac sui protestanti. Il principe di Condè, ferito ad una gamba fu giustiziato sul posto ed esposto al ludibrio delle truppe dal duca d’Anjou, fratello del re. Jane d’Albret ed Enrico, accompagnati dal giovane principe di Condè, furono presentati alla truppe come i nuovi capi ugonotti, ma il Coligny credeva in cuor suo di essere, ormai, l’unico capo indiscusso dei protestanti. Il Coligny voleva occupare Saumur, ma i Raitri (soldati tedeschi di cavalleria leggera, dal tedesco raiter=soldato a cavallo-n.d.a.), per voglia di preda, diedero l’assalto a Poitiers. Respinti, furono sconfitti dalle truppe del duca d’Anjou a Moncontour.
(Bataille de Moncontour) |
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Il Coligny, dopo vari saccheggi a Tolosa e Carcassonne, si rifugiò nuovamente a La Rochelle, ma poi si disse disposto alla pace ed al ritorno a corte. Intanto Carlo IX sposava la figlia dell’Imperatore Massimiliano II, Elisabetta d’Austria.
(Massimiliano II) (Elisabetta d’Austria) |
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L’ammiraglio ottenne un donativo di 150.000 livres ed una abbazia che gli rendeva 20.000 livres all’anno. Per un distruttore di chiese non era mica male! In cambio, la regina madre non ebbe nulla… A Chenonceau, intanto, si incontravano le due regine, Caterina e Jane d’Albret, regina di Navarra, Caterina gli chiese di mandarle il figlio Enrico, ma la madre scrisse al figlio di non muoversi dal Bearn…
(Chateau de Chenonceau) |
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Ma l’ingenua regina di Navarra scrive al giovane figlio anche che “… qui sono le donne che fanno le avances agli uomini…” senza riflettere quali sogni abbia fatto da allora il giovane Enrico! Caterina riesce comunque a strappare un contratto di matrimonio tra Margherita ed Enrico. Pochi giorni dopo, a Parigi, Jane d’Albret muore. Si diffonde la tesi che la regina di Navarra sia stata avvelenata dai guanti al veleno che si è diffuso nell’epidermide di Jane, ma l’autopsia smentisce tutto: i suoi polmoni erano devastati dalla tubercolosi! Ma chi è la giovane promessa sposa? Margherita di Valois, detta dai suoi fratelli Margot, era figlia di Caterina e di Enrico II, già giovanissima amante del principe Enrico di Guisa, a detta dei cortigiani, i due giovani, si accoppiavano, negli angoli del Louvre, “come cani”.
(Margot) |
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Il 18 agosto del 1572, venne celebrato il matrimonio tra i due giovani, con una complessa cerimonia, in quanto la principessa era di fede cattolica ed il giovane Enrico, ora re di Navarra, protestante. La dispensa del Papa era arrivata, ma Caterina aveva dato disposizioni che il matrimonio fosse celebrato anche senza tale dispensa… Coligny era giunto alla fine dei suoi gironi, il re non voleva più aiutare i principi di Nassau nella loro guerra contro la Spagna, l’ammiraglio diventava così il principale nemico di Caterina che decise di eliminarlo, o meglio ricorse al sicario reale, Maurevel. All’uscita dal Louvre, il 22 agosto, verso le 10,30 del mattino, l’ammiraglio fu ferito al braccio destro ed al dito mignolo da un colpo d’archibugio partito da una finestra al piano terra di una casa di proprietà dei Guisa sita in Rue de Béthisy.
(Attentato al Coligny) |
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Le migliaia di ugonotti che erano venuti al matrimonio di Enrico giravano per la città chiedendo vendetta, fu allora che nella mente alterata di Caterina venne l’idea della strage di S.Bartolomeo. Confessò al re suo figlio di essere stata lei il mandante dell’attentato, ma spiegò anche che i francesi erano cattolici e che se nulla fosse stato fatto per impedire l’ascesa al potere degli ugonotti, la Francia sarebbe stata consegnata agli spagnoli dai suoi stessi sudditi! Il re si sentiva scornato, ma come, aveva promesso giustizia al Coligny ed ora doveva fare marcia indietro! Ma Caterina riuscì a convincerlo, cosi Carlo IX uscì dalla sua stanza correndo e gridando: “Uccideteli tutti. Uccideteli tutti!”. All’alba, tra il chiarore incerto delle torce, alcuni ugonotti che passavano accanto al Louvre si accorsero di movimenti di truppe, si avvicinarono e furono massacrati dai soldati di guardia, Il Prevosto dei Mercanti ebbe ordine di chiudere le porte della città e di ammassare l’artiglieria davanti al palazzo di Città (Hoteld e Ville-n.d.a.). Fu il segnale, i parigini si diedero al massacro ed al saccheggio, i cadaveri furono ammonticchiati nei lati delle strade o gettati nella Senna. Anche al Louvre furono uccisi nobili e cortigiani, scamparono al massacro solo Enrico ed il giovane principe di Condè, che furono messi sotto scorta, nella stanza del re.
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Margot fu portata in un’altra stanza e vide con i suoi occhi uccidere più di un cortigiano, così come racconta nelle sue Memorie. A Parigi furono trucidate circa 5.000 persone, in tutta la Francia, altrettante. Ma non tutti si uniformarono agli ordini del re, il vescovo di Lisieux rispose che egli era il pastore delle sue anime, e non il boia, in Normandia, in Alvernia ed in altre regioni i protestanti non vennero toccati. Le spiegazioni del massacro furono tante, Caterina adottò quattro versioni differenti, l’ultima delle quali, propinata agli ambasciatori stranieri, spiegava che era pronto, da parte dell’ammiraglio Coligny, un piano per assassinare il re, sua madre, e gli altri membri della famiglia reale, nulla di vero! Comunque il Parlamento credette al re e dichiarò il Coligny “infame”, ne distrusse lo stemma e fece radere al suolo le sue proprietà Il suo corpo, privato della testa, fu impiccato a Montfaucon. La testa del Coligny, sembra, fu fatta portare a Roma dal cardinale di Lorena. Filipppo II si rallegrò e rise dell’accaduto, perché credeva che così Caterina si era giocata l’alleanza con i principi tedeschi che lo combattevano, in gran parte protestanti, ma la regina madre seppe di nuovo accattivarseli! Intanto il duca d’Anjou veniva eletto re di Polonia, assumendo il nome di Henrik Walezy, questa nazione aveva infatti una monarchia elettiva. La partenza fu densa di lacrime e di addii, i suoi fratelli furono ben felici di sbarazzarsi di lui!
(Henrik Walezy, re di Polonia) (Il suo stemma) |
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Gli ugonotti riarmarono la Rochelle e chiamarono come comandante supremo Francesco de la Nue, soprannominato Braccio di Ferro, scacciando Biron che il re aveva mandato loro come governatore. Caterina ora rideva poiché sia Enrico di Navarra che il giovane principe di Condé avevano abiurato la loro fede ed ascoltavano messa in Notre Dame! Ma il nuovo problema ora era costituito dal duca d’Alencon, Francesco, che d’accordo con Enrico di Navarra voleva fuggire dalla corte e sollevarsi contro sua madre e suo fratello, il re, che era sempre malato di tubercolosi. Prima nella giornata di martedì grasso e poi a Vincennes ci provò, ma non vi riuscì: Caterina sorvegliava!
(Francois, duc d’Alencon) |
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Pagarono però con la loro vita i loro complici, come Joseph Boniface de la Mole, preteso amante di Margherita, ed Annibale de Coconnas, il primo, gentiluomo ed amico del duca ed il secondo gentiluomo piemontese. Enrico e Margherita vivevano in pace, avevano capito che potevano fare a meno l’uno dell’altra e così ognuno “coltivava” le sue “amicizie”! Carlo IX muore ed Enrico, ora Enrico III è in Polonia ma non lo lasciano partire, così egli, con pochi fidi, scappa e si reca a Venezia, ospite della Serenissima. Tra cortigiane, come la Veronica Franco, amica di Tiziano e feste e balli, passa un momento indimenticabile della sua vita.
(Veronica Franco) |
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(Venezia nel 1600) |
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Poi si reca a Padova a pregare sulla tomba di S.Antonio, si reca a Ferrara e Mantova, passa in Francia, soggiornando a Chambery. Intanto Caterina è preoccupata, passando per la Savoia, Enrico ha donato al duca di Savoia le città di Pinerolo, Perugia e Savignano. Nessuna speranza per i riformati, egli non intende cambiare la situazione, Riceve Damville, ora capo degli ugonotti e gli conferma tale stato di cose. Giunge però la notizia della morte di Maria di Cleves, l’antica amante di Enrico, il re sviene…
(Marie de Clèves) |
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Mentre il re, incoronato finalmente a Reims e sposatosi alla nipote del cardinale di Lorena, Luisa, pensava solo a feste e balli, Caterina perdeva anche un’altra figlia, Claudia.
(Luisa di Lorena) (Claudia di Valois) |
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A corte si erano formati due partiti, quello del duca d’Alencon, con Bussy d’Amboise, fortunato amante di Margot e Simier, abile cortigiano e quello del re con Ferquaves, d’Epernon ed altri. Guardando un quadro dell’epoca questi personaggi, dalla foggia della capigliatura che terminava con un codino a freccia con perla, somigliano a delle cavallette! L’11 aprile del 1575 il re, Caterina ed il re di Navarra ricevettero una delegazione di ugonotti.
(Louis de Clermont signore de Bussy d’Amboise) (Jean Louis de Nogaret de La Valette d’Epernon) |
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Nell’incontro il re si dimostrò diplomatico, poi si ritirò per meditare. Dopo un’ora ritornò e si mostrò del tutto cambiato, Caterina, invece parlava solo del servizio del re, come sempre, insomma, dei problemi religiosi non le importava nulla! Bussy dovette fuggire in seguito ad un attentato alla sua vita, ma così fu più utile al duca d’Alencon, Margot riuscì ad aiutarlo a fuggire. Il duca, che era solito recarsi la sera sempre allo stesso postribolo, in Rue Saint.Marceau, entrò per l’ingresso e scappò dall’uscita secondaria. La fuga del duca fu scoperta solo la sera dopo. Il re andò su tutte le furie! Il principe di Condé ruppe gli indugi e penetrò in Francia con Lanzachinecchi e Raitri, la pace fu molto onerosa: otto piazzeforti agli ugonotti, oltre a quelle già in loro possesso, libertà di culto, ecc… ma i cattolici non vollero adempiere al trattato di pace e formarono la Lega Santa, con a capo Enrico di Guisa, il re, su consiglio di Caterina, dovette prendere lui il comando della Lega e mise ai suoi ordini anche suo fratello, ora duca d’Anjou. Ma il duca scappò la seconda volta, aiutato sempre da sua sorella Margot, calandosi con delle lenzuola dalla sua finestra. Caterina iniziò un viaggio di pacificazione che doveva durare più di un anno. La scusa ufficiale era di ricondurre Margot dal marito. Dopo varie tappe arrivarono a Bordeaux, ma il re di Navarra fece sapere che era troppo lontana, così le attese a Nerac, con un seguito di 500 gentiluomini, evviva la prudenza!
(Chateau de Nerac) |
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Le condizioni di pace furono molto dure per i cattolici, gli ugonotti chiesero 60 piazzeforti e la libertà di culto. Come Dio volle Caterina ripartì per Parigi, dove era stata richiamata per le intemperanze del duca d’Anjou. Questo viaggio aveva dimostrato, una volta di più, la forte tempra ed il forte carattere della regina madre: sveglia alle 5, messa alle 6, otto ore di lavoro al giorno, intervallate dal pranzo! Col beneplacito del principe d’Orange, il duca d’Anjou era divenuto duca di Brabante, ma compì quella che fu chiamata la Follia d’Anversa, occupò cioè con le sue truppe questa città, ma ne fu scacciato con migliaia di morti, dagli abitanti.
(Il duca di Brabante entra in Anversa) |
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(Stemma dei duchi di Brabante) |
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Il risultato fu che il duca d’Anjou ritornò, scornato, in Francia. Intanto Enrico di Navarra si poneva a capo dell’esercito e conduceva una vittoriosa campagna militare, diventando un grande eroe con la battaglia di Cahors.
(Stemma del re di Navarra) |
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La Lega Santa, intanto cambiava “padrone”, con la nomina a suo capo, del cardinale di Borbone, ormai settantenne e l’incorporazione in sessa di ceti popolari. Il suo scopo era la presa del potere e la sostituzione al re di Francia, del cardinale! Il risultato fu che Enrico III, malvisto da tutti, firmò il Trattato di Nemours (7 luglio 1585), con il quale si rimangiò quello di Nerac, abolendo tutte le guarentigie per gli ugonotti e privando Enrico della successione al trono. Tre eserciti, quello degli ugonotti, quello del re e quello della Lega, si schieravano in battaglia. Il nuovo papa, Sisto V, dichiarava decaduti dalla successione, perché eretici, sia Enrico che il Condé.
(Sisto V) |
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Si formarono tre eserciti, uno con a capo il re, un altro Enrico di Guisa, alle frontiere ed un terzo al comando del duca di Joyeuse. Gli ugonotti, con a capo Enrico di Navarra, vinsero a Coutras, uccidendo 300 gentiluomini, il fior fiore della nobiltà di Francia.
(Enrico alla battaglia di Coutras) |
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Col Trattato di Fleix, 26 novembre 1580, gli ugonotti conservavano le loro piazzeforti per altri 6 anni. Nel febbraio del 1584, il duca d’Anjou o Monsieur, come lo chiamava il re, giunse a Parigi e si riconciliò col fratello, ma nel mese di giugno morì. Ora la lotta si spostava tra Enrico di Guisa ed il re, Enrico era ritornato, contro il volere di Enrico III a Parigi e fomentava la rivolta che non tardò a scoppiare. In Rue Neuve-Notre-Dame i parigini misero le catene e poi vi riversarono sopra ogni sorta di materiale, formarono così una grande barricata con un fossato attorno. Il re fuggì a Chartres e ritornò nella capitale solo dopo che Caterina ebbe negoziato una pace col Guisa. Dopo alterne vicende, il re si rifugiò a Blois e nel castello di Francesco I concepì l’assassinio del duca di Guisa. Con la scusa di un Consiglio segreto per le gabelle, lo fece accomodare in camera sua dove l’attendevano I Quarantacinque, la sua guardia privata armati di pugnale che l’assalirono e lo assassinarono.
(Chateau de Blois) |
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La stanza del re si trovava di fronte alla famosa scala di Leonardo da Vinci, quella della madre Caterina, sotto la sua. La regina madre udì le grida ed il tramestio, ma non capì nulla, lo seppe direttamente dal figlio, solo 24 ore dopo.
(L’assassinio del duca di Guisa) |
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Il 5 gennaio del 1589, Caterina, dopo lunga malattia, spirò e fu traslata a St.Denis. Il 1 agosto del 1589 un monaco, Jacques Clement, con la scusa di portare un messaggio segreto al re, riuscì ad entrare nella sua camera e lo pugnalò. Il re spirò il giorno dopo.
(Assassinio di Henry III) |
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La dinastia dei Valois si estingueva, tutti insorgevano preparando il terreno alla presa di potere del futuro re Enrico IV.
(Henry IV) |